Guerra in medio oriente, rinviati i colloqui in Svizzera tra Usa e Iran a causa di Israele. Raggiunto un cessate il fuoco tra Hezbollah e Tel Aviv



Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha cancellato la partenza del suo viaggio. «La logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera», ha fatto sapere la Casa Bianca

I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Secondo il Financial Times, alla base ci sono gli attacchi israeliani nel Sud del Libano, che avrebbero causato il dietrofront dei negoziatori iraniani: “Teheran ha chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”, ha detto un diplomatico informato alla testata britannica.

 Ad annunciare il rinvio era stato il governo svizzero dopo che il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance ha cancellato la partenza del suo viaggio. Vance avrebbe dovuto incontrare i mediatori di Qatar e Pakistan per iniziare i negoziati con Teheran. 

«I piani per le prossime discussioni tecniche non sono stati ancora definiti e la delegazione statunitense si è preparata a partire alla prima occasione utile. Tuttavia, la logistica di questi negoziati non è mai stata né semplice né prevedibile. Per il momento, il vicepresidente non partirà stasera», è quanto si legge in una nota pubblicata dalla Casa Bianca. Il presidente Donald Trump è tornato a parlare del Memorandum siglato con Teheran e lo ha definito «probabilmente equivale a una resa incondizionata».

Nella notte l’esercito israeliano ha proseguito i raid aerei nel sud del Libano, nonostante l’accordo siglato tra Usa e Iran preveda il cessate il fuoco in nel paese. Negli ultimi attacchi sono state uccise almeno 16 persone, secondo quanto riportano i media libanesi.

PUNTI CHIAVE

17:54

‘Israele bombarda il sud del Libano dopo l’inizio del cessate il fuoco’

14:37

Cnn: “Gli Stati Uniti hanno rassicurato l’Iran che Israele non amplierà le operazioni in Libano”

12:34

Teheran chiede il cessate il fuoco in Libano per riprendere i colloqui

18:01

I ministri degli Esteri di Pakistan e Iran, Mohammed Ishaq Dar e Seyed Abbas Araghchi, “si sono confrontati sugli sviluppi regionali e hanno evidenziato le violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele in Libano, esprimendo seria preoccupazione per la situazione”: lo afferma il ministero degli Esteri di Islamabad in un post su X. Ishaq Dar “ha espresso i suoi migliori auguri per l’avvio della prossima fase dei negoziati” dopo la firma dell’intesa Usa-Iran, “auspicando che il processo proceda senza intoppi e porti a risultati positivi”.

17:54

Un nuovo raid israeliano ha colpito il centro di Sejoud, nel sud del Libano, dopo l’annuncio del cessate il fuoco tra Israele ed Hezbollah. Lo riferisce l’agenzia nazionale d’informazione libanese (Ani). L’agenzia di Beirut ha inoltre segnalato il sorvolo di droni sopra alcuni villaggi vicino a Tiro, mentre un corrispondente dell’Afp ha affermato di aver sentito continui colpi di artiglieria a Nabatiyeh.

16:44

“I Paesi Bassi sono strettamente coinvolti nella pianificazione militare di un potenziale dispiegamento nello Stretto di Hormuz. Tale pianificazione è gestita da una coalizione internazionale composta da decine di Paesi. La coalizione ha stabilito che una fregata di difesa aerea e comando potrebbe essere di grande utilità all’inizio della missione”. Lo ha scritto oggi la ministra della Difesa olandese Dilan Yeşilgöz-Zegerius in una lettera alla Camera dei Rappresentanti, pubblicata sul sito del dicastero, annunciando l’invio di una fregata nella regione.

“La fregata di difesa aerea e comando Zr. Ms. De Ruyter potrebbe svolgere un ruolo importante nel garantire il libero passaggio nello Stretto di Hormuz”, si legge nella nota. “Per consentire un dispiegamento tempestivo, il ministero della Difesa ha quindi deciso di far cambiare rotta alla Zr. Ms. De Ruyter in direzione dello Stretto di Hormuz. Si prevede che la fregata arrivi nella regione entro poche settimane. Inoltre, rimane la possibilità di schierare rapidamente una squadra combinata di ricerca, immersione e disinnesco di esplosivi. Lo stesso vale per un contributo con personale”, ha concluso.

16:25

La parte centrale dello Stretto di Hormuz è bloccata da circa 80 mine che dovranno essere rimosse affinché la navigazione nella via marittima possa riprendere normalmente. Lo ha riferito al Guardian Intertanko, associazione indipendenti di armatori che opera nel settore petrolifero. “La rotta principale che attraversa il centro dello Stretto è chiusa e pericolosa” ha affermato Phil Belcher, direttore di Intertanko.

“L’ultimo dato in nostro possesso indica la presenza di 80 mine nello Stretto di Hormuz. Si tratta di una quantità enorme e ci vorrà del tempo per bonificare l’area”, ha spiegato, paragonando la via marittima a “un’autostrada dove la carreggiata centrale è chiusa e per questo si deve utilizzare la corsia di emergenza”. Il rischio principale per le imbarcazioni che vogliono attraversare lo Stretto è quello di “incagliarsi sugli scogli lungo la rotta omanita”, ulteriormente aggravato dal “disturbo dei segnali” che l’Iran ha ordinato durante il conflitto con gli Stati Uniti, impedendo il funzionamento dei sistemi di navigazione.

15:01

Israele e Hezbollah hanno concordato un cessate il fuoco che avrà inizio alle 15 (ora italiana) di venerdì, ha riferito a Reuters un alto funzionario statunitense. La fonte dell’agenzia britannica ha aggiunto che i negoziatori statunitensi e qatarioti hanno raggiunto l’accordo con l’aiuto dell’Iran: “Ci risulta che, dopo lo scontro a fuoco avvenuto nella mattinata di oggi, Israele e Hezbollah siano ora in una fase di cessate il fuoco”. Dovrebbe iniziare alle 16 ora locale di oggi (le 15 italiane).

14:37

Gli Stati Uniti avrebbero comunicato all’Iran che Israele non intende estendere la portata delle proprie incursioni offensive in Libano. Washington sta cercando di ristabilire l’ordine tra le parti, dopo la crisi innescata dalle violazioni israeliane dell’accordo stipulato fra Usa e Iran e gli attacchi di Hezbollah. Lo riferisce a Cnn una fonte informata, secondo cui  “Hezbollah ha violato il cessate il fuoco. Israele ha accettato di non reagire ed è stato comunicato agli iraniani. Ora spetta a Hezbollah fermarsi”. 

14:34

Come riporta la testata di Wall Street, il Pentagono chiede 80 miliardi di dollari per coprire i costi della  guerra in Iran e altre spese legate al conflitto. Lo ha comunicato, secondo il giornale. il numero due del dipartimento della Difesa a deputati e senatori del Congresso. Secondo i calcoli di Moody’s  Analytics, ai contribuenti americani la guerra in Iran costa almeno 132 miliardi di dollari. 

12:36

Dopo l’attacco di Trump a Meloni, scatta la solidarietà della politica alla presidente del Consiglio, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che annuncia l’annullamento della visita prevista a Miami per il business forum nei prossimi giorni.

12:34

L’Iran ha chiesto garanzie sulla fine delle ostilità in Libano prima di riavviare i colloqui con gli Stati Uniti in Svizzera, ha riferito alla Cnn un diplomatico informato. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie sulla fine delle ostilità in Libano, come previsto dall’accordo firmato”, ha affermato il diplomatico, aggiungendo che “i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”. La fonte ha descritto i colloqui previsti come “temporaneamente sospesi a seguito degli attacchi israeliani in Libano”.

11:43

“I colloqui tra Iran e Stati Uniti in Svizzera sono stati rinviati a causa della serie di attacchi aerei letali sferrati da Israele nel Libano meridionale, secondo quanto riferito da tre fonti informate”. Lo scrive il giornale britannico Financial Times. Secondo la versione riportata dalle fonti coinvolte, l’Iran si sarebbe tirato indietro a causa degli attacchi. “Gli iraniani hanno chiesto garanzie che le ostilità in Libano cessino, come previsto dall’accordo firmato, e i mediatori stanno attualmente lavorando per risolvere la questione”, ha dichiarato un diplomatico alla testata.​​​​

11:15

Giorgia Meloni “era probabilmente contenta che io le abbia parlato” al G7, “non ero obbligato a parlarle, ma mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena”. Lo ha dichiarato il presidente Usa, Donald Trump, in un’intervista a L’Aria che tira su La7.

11:07

Nella notte Hezbollah ha fatto fuoco uccidendo 4 soldati dell’Idf. Nonostante i morti nella notte- civili e non – dalla parte di Beirut siano almeno 16, l’evento ha scatenato l’ira di Tel Aviv e delle sue frange più bellicose. Israele ha bombardato la Valle della Bekaa, provocando tre vittime, mentre, secondo quanto annunciato dalle Forze di Difesa Israeliane, nella notte la milizia proxy libanese ha ferito anche cinque soldati israeliano, di cui uno in modo grave.

11:02

Sul sito del Dipartimento di Stato americano si legge che “il segretario di Stato Marco Rubio si recherà a Miami, in Florida, il 22 giugno per intervenire al Forum italo-statunitense su affari, investimenti, scienza e innovazione”. La nota ufficiale precisa che il braccio destro di Trump incontrerà il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, “per promuovere la cooperazione bilaterale tra Stati Uniti e Italia in materia di sicurezza economica e minerali critici. Saranno presenti anche i vertici di aziende e istituzioni finanziarie statunitensi e italiane per illustrare le opportunità di sviluppo degli investimenti comuni e degli interessi economici condivisi”.

11:00

I pasdaran iraniani hanno creato nuove cellule militari segrete in Iraq per organizzare attacchi contro i paesi del Golfo che ospitano forze americane, agendo nell’ombra per aggirare le reti di milizie conosciute. La notiziaa arriva da Reuters, che cita otto fonti irachene.

10:51

Dopo il memorandum siglato in modo definitivo da Usa e Iran e il nodo rovente del fronte libanese, i due ministri suprematisti del governo Netanyahu tornano all’attacco. Il casus belli è la notizia di 4 militari israeliani uccisi da Hezbollah in Libano. “Per ogni lacrima di una madre israeliana, mille madri libanesi devono piangere. Tutto il Libano deve bruciare”, ha scritto su X il ministro della Sicurezza nazionale di Israele Itamar Ben-Gvir, che ha poi aggiunto: “Basta con questo ping-pong. In Medio Oriente non si vince con risposte misurate e con la moderazione, bisogna scatenarsi. Annientare. Sconfiggere il terrorismo”. Lo segue sulla stessa piattaforma il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich: “Una mattinata difficile… È ora di parlare con il fuoco. E di aprire le porte dell’inferno”.

10:36

“Stiamo aggiornando su ‘Viaggiare Sicuri’, visto il miglioramento della situazione, anche la parte che riguarda l’Iran. Da oggi riapre la nostra ambasciata a Teheran”. Lo dice il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alla Farnesina per presentare la nuova campagna “Viaggiare Sicuri” per l’estate 2026. Secondo Tajani si tratta di “una situazione che migliora” e che si riflette positivamente anche sulle indicazioni di viaggio fornite dal ministero. “Migliorano anche le indicazioni che diamo anche in tutta l’area del Golfo. C’è stato il cessate il fuoco che si è raggiunto, ci permette di rendere più flessibili le informazioni che diamo ai cittadini italiani per andare in quella parte del mondo”.

10:01

“Esorto tutte le parti a rispettare scrupolosamente i termini dell’accordo”, “questo accordo” fra Iran e Stati Uniti “prevede la cessazione delle ostilità e il governo israeliano deve rispettarlo”, “anche Hezbollah, che è entrato in questa guerra per sostenere il regime iraniano, deve cessare ogni ostilità e impegnarsi in un processo di disarmo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, parlando su FranceInfo, mentre nelle ultime ore si sono intensificati i combattimenti in Libano, cosa che rischia di vanificare l’accordo firmato a distanza fra Iran e Usa, che prevede la cessazione immediata delle operazioni militari “su tutti i fronti, compreso il Libano”, dove Israele sta combattendo contro il gruppo libanese Hezbollah sostenuto dall’Iran, e la garanzia “dell’integrità territoriale e della sovranità” del Libano.

09:12

La missione francese per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz “è pronta a essere dispiegata”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot. Il protocollo, ha spiegato il capo della diplomazia intervistato da France Info, prevede che gli Stati Uniti rimuovano il blocco e che l’Iran intervenga rapidamente per liberare le vie di navigazione. Tra le condizioni necessarie, ha aggiunto Barrot, figura anche lo sminamento dell’area. Barrot ha inoltre assicurato che Parigi parteciperà ai negoziati sul nucleare iraniano tra Stati Uniti e Iran. “La Francia sarà integrata”, ha detto, poiché eventuali concessioni iraniane saranno compensate dalla revoca delle sanzioni, che richiederà anche il via libera francese. Barrot ha richiamato l’accordo del 2015, ricordando che allora Teheran fu costretta a ridurre le scorte di uranio e a limitare le capacità di arricchimento.

08:50

La Federazione iraniana di calcio presenterà un reclamo alla Fifa per le “restrizioni” che sarebbero state “imposte” alla nazionale durante il Mondiale 2026. Secondo Teheran, le misure rischiano di compromettere la preparazione della squadra in vista della prossima partita contro il Belgio. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse. La nazionale iraniana, già irritata dal rifiuto degli Stati uniti di concedere visti ad alcuni membri dello staff per il torneo, denuncia ora di essere stata autorizzata ad arrivare a Los Angeles “solo un giorno prima della partita” in programma domenica, invece dei due giorni richiesti. Queste “restrizioni sono contrarie al principio di uguaglianza delle condizioni per tutte le squadre partecipanti e rischiano di nuocere alla preparazione”, ha affermato un responsabile della selezione in un comunicato. “Di conseguenza, la Federazione esprimerà ufficialmente il proprio malcontento e presenterà un reclamo ufficiale alla Fifa attraverso i canali appropriati”, ha aggiunto. Dopo mesi di incertezze legate alla guerra in Medio oriente, la “Team Melli” partecipa al torneo ma si è trasferita all’ultimo momento in Messico, installando il proprio campo base a Tijuana invece che in Arizona. Gli Stati uniti hanno inoltre negato il visto a una quindicina di membri della delegazione iraniana.

07:41

Le Forze di Difesa Israeliane affermano di aver effettuato raid aerei durante la notte e di aver continuato ad attaccare le infrastrutture di Hezbollah in diverse aree del Libano meridionale. Almeno 16 persone sono state uccise nei raid aerei israeliani.

07:33

I negoziati previsti in Svizzera tra Iran e Stati Uniti, volti a raggiungere un accordo per porre fine al conflitto in Medio Oriente, sono stati rinviati a tempo indeterminato. Lo ha annunciato il governo svizzero poche ore dopo la cancellazione del viaggio del vicepresidente statunitense JD Vance nel Paese alpino. “I colloqui previsti tra Stati Uniti, Iran, Qatar e Pakistan sono stati rinviati. La Svizzera resta disponibile a facilitare tali colloqui. Il relativo lavoro preparatorio prosegue”, ha annunciato il ministero degli Esteri in un messaggio inviato all’Afp, senza specificare una nuova data per i colloqui.

07:22

Il dipartimento della Guerra Usa ha informato il Congresso di aver bisogno di circa 80 miliardi di dollari aggiuntivi per coprire i costi legati al conflitto con l’Iran e altre spese operative, avvertendo che le forze armate potrebbero esaurire i fondi disponibili gia’ durante l’estate in assenza di un nuovo provvedimento di finanziamento straordinario

07:15

Il presidente americano, Donald Trump, ha ribadito in un’intervista ad Axios che gli Usa hanno sconfitto “in modo totale” l’Iran e il memorandum d’intesa “probabilmente equivale a una resa incondizionata” di Teheran. “Chi altro avrebbe potuto attuare un blocco simile? Io ho effettuato un blocco navale in cui nessuna nave è riuscita a passare”, ha affermato Trump. Il presidente americano ha ammesso di aver cercato un’intesa per scongiurare una crisi economica globale ma ha evitato qualsiasi autocritica: “Non ci sono limiti al mio potere, non ho imparato nessuna lezione”. Sui rapporti con il premier israeliano Netanyahu ha aggiunto: “Con Bibi è tutto normale ma lo dobbiamo mantenere sano di mente”.

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