Dopo il nuovo episodio di violenza al Pronto Soccorso, l’assessore regionale Massimo Nicolò propone presidi straordinari davanti agli ospedali. MoVimento 5 Stelle e PD chiedono misure immediate e accusano Governo e Regione di avere lasciato soli gli operatori

L’aggressione avvenuta al Pronto Soccorso del Galliera diventa un caso politico e istituzionale. Da una parte la Regione Liguria annuncia la volontà di chiedere al Governo e al ministero dell’Interno un presidio straordinario dell’Esercito davanti ai principali Pronto Soccorso liguri. Dall’altra, le opposizioni rilanciano l’accusa: medici, infermieri, operatori sanitari e personale di vigilanza lavorano da tempo in condizioni di rischio, mentre le risposte promesse finora non sarebbero bastate a rendere davvero sicuri i reparti di emergenza.

L’assessore regionale alla sanità Massimo Nicolò è stato al Galliera per portare solidarietà all’infermiera colpita, agli operatori sanitari coinvolti e alla guardia giurata aggredita, ma anche per ricostruire direttamente quanto accaduto e confrontarsi con il personale. Per l’assessore, l’episodio non può essere liquidato come un fatto isolato né come una conseguenza delle tensioni che si accumulano nei Pronto Soccorso. «Siamo di fronte a una vera e propria emergenza nazionale che richiede risposte immediate e straordinarie», ha dichiarato Nicolò, sottolineando che chi aggredisce un medico, un infermiere, un operatore sociosanitario o un addetto alla sicurezza colpisce un servizio essenziale per la collettività.

La proposta della Regione è quella di trattare i principali Pronto Soccorso come luoghi sensibili, con una presenza militare all’esterno sul modello già adottato per altri obiettivi ritenuti a rischio. Massimo Nicolò parla di una misura con funzione deterrente, da affiancare al rafforzamento della vigilanza, delle dotazioni di sicurezza e del coordinamento con le forze dell’ordine. «Nessuno deve pensare di poter entrare in un ospedale e usare violenza senza conseguenze certe e immediate», ha aggiunto l’assessore, spiegando che la tutela di chi cura deve diventare una priorità assoluta.
Sulla stessa vicenda intervengono però anche M5S e Partito Democratico, che leggono l’aggressione come la conferma di un problema denunciato da anni. Il capogruppo regionale del MoVimento 5 Stelle, Stefano Giordano, attacca direttamente il Governo. «Il Governo parla di sicurezza, ma lascia soli medici e infermieri», afferma, sostenendo che nessuna attesa, nessun sovraffollamento e nessuna esasperazione possano mai giustificare la violenza contro il personale sanitario. Per Giordano, servono presidi, prevenzione e risposte concrete, non dichiarazioni ripetute dopo ogni nuovo episodio.
Il capogruppo del M5S ricorda anche una richiesta avanzata nel 2022, durante l’amministrazione Marco Bucci a Genova, quando il suo gruppo aveva chiesto al Comune di aprire in prefettura un tavolo urgente per valutare presidi di polizia locale nei Pronto Soccorso cittadini, eventualmente affiancati alla polizia di Stato dove già presente. L’obiettivo, ribadisce Stefano Giordano, è garantire ambienti sicuri per tutti e permettere agli operatori della sanità di lavorare senza paura. «A medici, infermieri, operatori sanitari e personale di vigilanza va la nostra piena solidarietà, anche se ormai la solidarietà non basta più», dice, accusando Fratelli d’Italia e la destra di avere disatteso l’ennesima promessa sulla sicurezza.
Nel suo intervento, il consigliere M5S aggiunge anche un elemento che definisce preoccupante e sul quale chiede verifiche. Secondo quanto riferito da alcuni operatori sanitari, sarebbero state trovate nascoste in un bagno del Pronto Soccorso del Galliera alcune grosse pietre. «Chi le ha portate lì? Con quali intenzioni? Chiediamo che venga fatta piena chiarezza», afferma il consigliere regionale.
Anche il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, Armando Sanna, esprime solidarietà al personale del Galliera e chiede un cambio di passo. «Si tratta dell’ennesimo gesto che dimostra come il problema della sicurezza nei Pronto Soccorso non possa più essere affrontato con dichiarazioni di circostanza o impegni generici», dichiara. Per Sanna, da anni chi lavora nei reparti di emergenza chiede maggiori tutele e condizioni adeguate, mentre in Consiglio regionale il tema è stato più volte sollevato con atti e richieste concrete. Il capogruppo del PD accusa la Giunta di avere risposto troppo spesso con promesse rimaste sulla carta.
La richiesta che arriva dalle opposizioni è un presidio di sicurezza attivo ventiquattr’ore su ventiquattro nei Pronto Soccorso, insieme a misure immediate e strutturali. Il capogruppo Pd chiede alla Regione di ascoltare chi vive ogni giorno la realtà dei reparti di emergenza e avverte che la tutela degli operatori sanitari è una condizione indispensabile per garantire il funzionamento stesso del servizio pubblico.
L’aggressione al Galliera si inserisce così in un quadro più ampio, fatto di episodi sempre più frequenti e di un clima di insicurezza percepito da chi lavora nei punti di primo accesso alla sanità. La Regione propone il presidio dell’Esercito davanti agli ospedali, le opposizioni chiedono controlli stabili e accusano Governo e Giunta di non avere ancora costruito risposte efficaci. Nel mezzo restano gli operatori, chiamati ogni giorno a curare, gestire emergenze, contenere tensioni e, sempre più spesso, difendersi da chi trasforma un luogo di assistenza in un luogo di violenza.
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