Una visita cominciata nel silenzio di un luogo di cura e proseguita tra la fede, la memoria e la piazza. Papa Leone XIV è arrivato ieri, 20 giugno 2026, a Pavia per una tappa pastorale dal forte valore religioso, civile e umano: prima l’incontro con i bambini in cura al CNAO, poi il passaggio alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, la sosta in Duomo e infine l’abbraccio con la cittadinanza in Piazza Vittoria.
Il Pontefice è atterrato nel primo pomeriggio al campo di rugby del CUS Cravino, accolto dal vescovo di Pavia monsignor Corrado Sanguineti, dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dal prefetto Francesca De Carlini, dal sindaco Michele Lissia e dal presidente della Provincia Giovanni Palli. Da lì si è trasferito subito al Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica, prima tappa ufficiale del suo percorso pavese.
La prima tappa al CNAO
La scelta del CNAO come punto di partenza ha dato il tono all’intera giornata. Non un ingresso solenne in città, ma un incontro con la fragilità, con la ricerca e con chi prova ogni giorno a trasformare la scienza in speranza.
Ad accogliere il Papa sono stati il presidente della Fondazione CNAO, Gianluca Vago, e il direttore Sandro Rossi. Leone XIV ha salutato dirigenti, personale medico e alcuni bambini in cura con le loro famiglie. Secondo quanto riferito dalla Santa Sede, il Papa ha incontrato individualmente i piccoli pazienti e le persone in cura, ricordando l’importanza della famiglia nei momenti più difficili e ringraziando il personale sanitario.
Bertolaso: “Un momento molto toccante”
Alla visita era presente anche l’assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, che ha definito la presenza del Papa “davvero eccezionale, estremamente commovente, molto bella, molto utile per tutti”.
“Il Santo Padre”, ha sottolineato Bertolaso, “ha incontrato molti di quei bambini che da tutta Italia vengono a questo centro per farsi curare contro delle malattie oncologiche che fino a qualche anno fa non davano alcuna speranza mentre oggi, grazie a questa tecnologia che permette di concentrare gli interventi sulle molecole del tumore, sia si tratti di un neuroblastoma piuttosto che di qualche altra patologia gravissima, permette di garantire a questi bambini una sopravvivenza importante e significativa”.
Per Bertolaso, il significato della visita va oltre il CNAO e riguarda l’intero sistema sanitario pavese e lombardo. “È stato davvero un momento molto toccante e molto utile per quello che riguarda tutto il lavoro che fanno gli operatori sanitari, non solo del CNAO, ma anche del vicinissimo Policlinico San Matteo, di quelle che sono le strutture sanitarie pubbliche, private e convenzionate che nella provincia di Pavia svolgono ogni giorno attività estremamente importanti di assistenza, ma anche di formazione e ricerca”.

“Questa visita”, ha concluso l’assessore, “rappresenta uno stimolo, un impulso da parte del Santo Padre che ci ha voluto davvero incitare ad andare avanti, a credere nel lavoro che facciamo e a dare il massimo per assistere tutti i nostri concittadini che ne hanno bisogno”.
Il passaggio da Sant’Agostino
Dopo il CNAO, Papa Leone XIV si è trasferito alla Basilica di San Pietro in Ciel d’Oro, uno dei luoghi simbolo di Pavia e della spiritualità agostiniana. Qui il Pontefice ha incontrato la comunità dei Padri Agostiniani, ha celebrato la Parola e ha venerato le reliquie di Sant’Agostino.
La tappa aveva un significato personale e spirituale evidente. Leone XIV appartiene infatti alla famiglia agostiniana e la visita a Pavia ha avuto anche il senso di un ritorno alle radici della propria tradizione religiosa. Nel suo intervento, il Papa ha ricordato che Sant’Agostino “non è nostro, è della Chiesa” e che la missione è farlo conoscere, perché ha ancora molto da offrire al nostro tempo.
Nel piazzale della basilica il Pontefice ha poi salutato i fedeli, richiamando il messaggio dell’amore fraterno, del perdono, della riconciliazione e della pace. Una linea che ha attraversato anche il resto della giornata.
Il Duomo e l’abbraccio della città
Lasciata la basilica, Leone XIV ha raggiunto il Duomo di Pavia, dove ha ricevuto l’omaggio floreale dei bambini e ha salutato i fedeli radunati sul sagrato, compresa la comunità sudamericana presente in piazza. Poi è entrato in Cattedrale per l’adorazione del Santissimo Sacramento e la sosta davanti all’altare di San Siro, primo vescovo e patrono della città.
Il momento più pubblico della visita pavese è arrivato in Piazza Vittoria, con l’incontro con la cittadinanza. Davanti a migliaia di persone, il Papa ha pronunciato un discorso centrato sul valore della città, della responsabilità comune e della cura della persona.
“La città è un dono e un compito per chi vi abita”, ha detto Leone XIV, invitando a non lasciare che ciò che appartiene a tutti diventi di nessuno. Il Papa ha parlato di partecipazione, dialogo, bene comune e attenzione concreta alla vita delle persone.
“Basta parole di odio”
Uno dei passaggi più forti è arrivato nel saluto ai fedeli davanti al Duomo. Leone XIV ha rivolto un appello diretto contro la violenza verbale e sociale: “Basta con parole di odio, basta con gli insulti, con il bullismo, basta con tutte quelle cose che fanno guerra fra le persone, fra le comunità, fra i Paesi”.
Il Papa ha invitato tutti a diventare costruttori di pace e promotori di riconciliazione. Ai ragazzi ha chiesto di coltivare amicizie vere, non soltanto relazioni filtrate dagli schermi e dai telefonini. Un messaggio semplice, ma molto attuale, soprattutto in una giornata segnata dalla presenza di bambini, famiglie, giovani e comunità.
Nel discorso alla cittadinanza, Leone XIV ha richiamato anche il ruolo di Pavia come città di cultura, università, cura e ricerca. “Promuovere le scienze”, ha detto, “significa promuovere l’uomo”. Una frase che ha unito idealmente la prima tappa al CNAO con il profilo universitario e scientifico della città.
Dopo il passaggio in città, Leone XIV ha lasciato Pavia per proseguire verso Sant’Angelo Lodigiano, nel ricordo di Santa Francesca Cabrini.
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Valeria Panzeri
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