Le delegazioni sono in Svizzera per l’avvio dei negoziati: nel pomeriggio gli incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica dell’Iran e degli Stati Uniti, insieme ai mediatori. Uccise sette persone nei raid israeliani in Libano. Trump: «Se chiudete Hormuz, non avrete più un paese»
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance è arrivato in Svizzera il giorno dell’avvio ufficiale dei negoziati con i leader iraniani, con l’obiettivo di limitare il programma nucleare di Teheran e consolidare l’accordo provvisorio per porre fine alla guerra in Iran. Prima di imbarcarsi per la Svizzera, Vance ha dichiarato ai cronisti di auspicare «progressi sulla questione nucleare e sul cessate il fuoco in Libano, i due temi principali su cui ci concentreremo». Intanto in Libano, i raid israeliani non si fermano: nella notte, nel sud del paese e nella Bekaa, sono state uccise almeno sette persone.
La delegazione iraniana è arrivata sabato sera ed è composta dal presidente del Parlamento Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Il nuovo ciclo di negoziati è iniziato, alla presenza – insieme ai funzionari statunitensi e iraniani – del primo ministro pachistano Shehbaz Sharif e il capo delle forza armate del paese, Asim Munir.
In mattinata si sono svolti gli incontri bilaterali con le delegazioni pachistana e qatariota, in qualità di mediatori – ha fatto sapere all’agenzia Irna Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano – mentre il pomeriggio è dedicato agli «incontri quadrilaterali tra le delegazioni della Repubblica Islamica dell’Iran e degli Stati Uniti, con la presenza di rappresentanti del Qatar e del Pakistan».
PUNTI CHIAVE
16:05
L’Iran non introdurrà dazi di transito per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz per i prossimi 60 giorni. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri pakistano, Muhammad Ishaq Dar, in un’intervista al canale televisivo saudita Al Arabiya. “Durante questo periodo di 60 giorni, non saranno applicate tasse di transito nello Stretto di Hormuz”, ha affermato il capo della diplomazia del Pakistan, paese mediatore nei colloqui tra Usa e Iran. Dar ha inoltre sottolineato che la situazione nello Stretto “deve tornare a com’era prima della guerra”. Il ministro degli Esteri pakistano ha aggiunto che la Cina sostiene il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz in entrambe le direzioni senza imporre dazi.
15:40
“L’Iran deve immediatamente fermare i suoi proxy ben pagati in Libano dal creare problemi. In caso contrario, colpiremo di nuovo l’Iran molto duramente, proprio come abbiamo fatto la scorsa settimana, ma con ancora maggiore forza”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
15:25
Donald Trump ha detto a Fox di aver parlato con gli iraniani nella notte, avvertendoli di non chiudere lo Stretto. “Se lo chiudete, non avrete più un Paese. Non riuscirete nemmeno a tornare nel vostro fottuto Paese”, ha detto il presidente riferendo il suo messaggio a Teheran.
15:21
Se l’Iran non raggiungerà un accordo, riscuoteremo pedaggi nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto Donald Trump in un’intervista a Fox, senza escludere che gli Stati Uniti possano prendere il controllo dello Stretto. “Potremmo farlo, se necessario”, ha aggiunto sottolineando che gli Stati Uniti potrebbero diventare i ‘Guardian Angel’ dello Stretto e prendersi il 20% del petrolio.
15:02
“Abbiamo fatto progressi nelle ultime ore”. Lo ha detto il vicepresidente JD Vance in Svizzera per i colloqui con l’Iran, augurandosi che ulteriori progressi possano essere fatti nelle prossime ore.
Donald Trump ci ha chiesto di “voltare pagina”, ha aggiunto, sottolineando che gli Stati Uniti sono disposti a trasformare i rapporti con l’Iran se quest’ultimo rinuncerà al nucleare.
14:46
Il consigliere del primo ministro e portavoce ufficiale del Ministero degli Affari Esteri del Qatar, Majed bin Mohammed Al Ansari, ha annunciato che sono stati istituiti “gruppi di lavoro tecnici e di esperti specializzati per negoziare le disposizioni di un accordo definitivo che copra tutti gli aspetti del memorandum d’intesa” tra Iran e Usa. Lo si legge su X. Al Ansari aggiunge inoltre che sono stati costituiti anche “gruppi di follow-up incaricati di supervisionare l’attuazione del memorandum e di monitorare i progressi verso la conclusione di un accordo definitivo, a testimonianza dell’impegno di tutte le parti a portare avanti il processo negoziale in buona fede e a raggiungere un accordo globale e sostenibile”.
14:44
Riuniti al Cairo, i ministri degli Esteri e gli inviati di Pakistan, Turchia, Arabia Saudita ed Egitto, hanno sollecitato “rapidi progressi” nei colloqui tra Stati Uniti e Iran, mentre i negoziati tra i due Paesi rivali sono in corso in Svizzera. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno chiesto una “rapida e positiva conclusione” dei negoziati tra Usa e Iran, volti a raggiungere una soluzione alle questioni in sospeso che sia “duratura, verificabile e reciprocamente accettabile”, tenendo conto delle preoccupazioni regionali, in particolare della sicurezza e della stabilità degli Stati del Golfo. L’Arabia Saudita, colpita dagli attacchi iraniani durante il conflitto, si era unita al mediatore del Pakistan insieme a Turchia ed Egitto nel facilitare i negoziati a poche settimane dall’inizio della guerra in Medio Oriente.
14:43
Secondo il presidente israeliano Isaac Herzog, la forte influenza dell’Iran in Libano rende impossibile il raggiungimento della pace con Israele. “Un accordo di pace tra Israele e Libano non può esistere se l’Iran esercita un’influenza così grande. Come si può raggiungere la pace tra Israele e Libano quando Hezbollah ha preso il controllo del Libano? Si tratta di un’organizzazione terroristica armata dalla testa ai piedi dall’Iran”, ha dichiarato Herzog in un’intervista a Fox News, incentrata sulla possibilità di un accordo. In merito alle relazioni tra Israele e gli Stati Uniti, Herzog ha affermato che “hanno relazioni molto strette. Esprimere preoccupazioni è del tutto legittimo, perché Israele è in prima linea in questa guerra. Siamo noi ad assorbire i missili iraniani”.
14:05
L’Iran non ha alcun motivo per negoziare con il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi, e la sua presenza in Svizzera non implica un suo coinvolgimento diretto nei negoziati tra Teheran e Washington. Lo ha dichiarato all’agenzia Tasnim una fonte vicina al team negoziale a Ginevra. “Gli statunitensi volevano la presenza di Grossi ai colloqui, ma l’Iran si è opposto”, ha affermato. Secondo questa fonte ben informata, rimasta anonima, l’obiettivo del team negoziale è semplicemente quello di adempiere all’articolo 13 del Memorandum d’intesa, con particolare attenzione all’articolo 1 e a questioni come il rilascio dei beni iraniani e la revoca delle sanzioni petrolifere.
13:49
Rafael Grossi, capo dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, dovrebbe partecipare ai colloqui tecnici in programma in Svizzera fra Usa e Iran. Lo scrive il Times of Israel citando una fonte a conoscenza dei fatti. In mattinata Grossi aveva incontrato il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis.
13:32
Lo Stretto di Hormuz non sarà riaperto finché non sarà rispettato il cessate il fuoco in Libano. Lo riporta l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, citando una fonte vicina al team negoziale. La fonte ha aggiunto che la via navigabile rimarrà chiusa anche fino al rilascio delle deroghe che consentirebbero la vendita di petrolio iraniano.
13:05
Sono in corso in Svizzera i colloqui tra la delegazione Usa (il vicepresidente JD Vance e gli inviati Jared Kushner e Steve Witkoff) e quella del Pakistan (il primo ministro Shehbaz Sharif e il capo dell’esercito Asim Munir). Lo riferisce Al Jazeera. Nel pomeriggio si terrà un tavolo a quattro insieme a Iran e Qatar.
12:22
Secondo quanto riportato dal pool di giornalisti della Casa Bianca – citato dal New York Times – la delegazione Usa in Svizzera, guidata dal vicepresidente JD Vance, ha accolto la delegazione pakistana, guidata dal primo ministro Shehbaz Sharif, e il loro incontro è già iniziato. Il report afferma che Vance ha ignorato la domanda di un giornalista che gli chiedeva se avesse un messaggio per il primo ministro Benjamin Netanyahu riguardo alle operazioni militari in Libano, che si profilano come un ostacolo ai negoziati con l’Iran.
12:15
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha ribadito che Teheran è disposta a fornire garanzie sul fatto che il Paese non stia cercando di dotarsi di un’arma nucleare, pur insistendo sul fatto che l’Iran non rinuncerà al suo diritto di arricchire l’uranio.
11:39
Gli asset iraniani congelati attualmente in possesso del Qatar, dal valore di circa 6 miliardi di dollari, saranno restituiti nel quadro dell’accordo preliminare raggiunto con gli Stati Uniti per mettere fine alla guerra. Lo ha detto il presidente dell’Iran, Masoud Pezeshkian, mentre le delegazioni di Washington e Teheran sono in Svizzera per un nuovo round di colloqui tecnici. “Tutte le disposizioni del memorandum d’intesa vanno a nostro favore”, ha aggiunto Pezeshkian, ripreso dall’agenzia di stampa Tasnim.
11:18
Il quinto round di colloqui diretti tra delegazioni libanesi e israeliane a Washington si concentrerà su un ritiro graduale da ‘aree pilota demilitarizzate nel sud del Libano’. Lo riferisce Channel 12, aggiungendo che che l’esercito libanese chiede garanzie e respinge qualsiasi partecipazione israeliana alla gestione della sicurezza. Una fonte militare libanese ha dichiarato che l’esercito non si oppone in linea di principio alla proposta, ma chiede chiarimenti sui confini geografici e giuridici delle aree interessate. Secondo la fonte, la delegazione militare richiederà agli americani spiegazioni precise sul significato del concetto di ‘zone sperimentali’ e sulle modalità della loro gestione.
10:50
Gli Stati Uniti non sono stati in grado di garantire un cessate il fuoco in Libano e questo sarà il tema centrale nell’incontro in Svizzera: lo riporta l’agenzia Irna citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmail Baghaei, secondo cui saranno discussi anche altri temi, come le deroghe per la vendita del petrolio iraniano e lo sblocco degli asset iraniani congelati.
10:45
Lo Stretto di Hormuz “rimane chiuso e la marina dei Guardiani della Rivoluzione non concederà permessi di passaggio fino a nuovo ordine”. Lo scrive l’agenzia iraniana Fars citando “fonti militari”. Teheran aveva disposto una nuova chiusura dello Stretto a causa degli incessanti attacchi israeliani sul Libano, proseguiti anche stamane nonostante un teorico cessate il fuoco. (AGI)Rus 211044 GIU 26 NNNN
10:20
La delegazione statunitense, guidata dal vicepresidente J.D. Vance, la delegazione iraniana con a capo il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, e i mediatori di Pakistan e Qatar si trovano attualmente a Burgenstock, in Svizzera. Lo riferisce il ministero degli Esteri svizzero in un comunicato nel quale precisa che “i colloqui tra le parti dovrebbero iniziare nel corso della mattinata”.
08:40
Teheran non accetterà un accordo sulla carta a meno che Washington non rispetti pienamente i suoi impegni. Lo afferma Mohammad Mokhbar, consigliere e assistente della Guida Suprema iraniana, alla vigilia dei colloqui in Svizzera. In un post su X, Mokhbar ha affermato che gli Stati Uniti comprendono la pressione in termini economici. “Gli americani comprendono meglio il linguaggio dell’economia e del rapporto costi-benefici”, ha scritto. “Se l’accordo rimane solo sulla carta, anche il flusso di energia in Medio Oriente si fermerà”, sostiene Mokhbar. “I nostri negoziatori non saranno soddisfatti se non con la piena attuazione degli impegni e il rispetto dei diritti della nazione”, ha aggiunto. Mokhbar ha anche ricordato le vittime del conflitto, affermando che l’Iran non le dimenticherà.
07:55
Almeno sette persone sono state uccise nei nuovi raid israeliani nella Bekaa occidentale e nella regione di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l’agenzia nazionale di stampa Nna che cita il ministero della Sanità di Beirut. Cinque persone, tra cui un bambino, una donna e due anziani, sono morte in seguito ai bombardamenti sulla città di Sohmor, nel Libano occidentale. Mentre altre due persone di nazionalità palestinese sono rimaste uccise nel distretto di Tiro, nel sud del Libano, a Rashidieh, scrive la Nna.
07:30
L’amministrazione statunitense spera che l’Iran accetti di consentire agli ispettori delle Nazioni Unite l’accesso ai suoi impianti nucleari. In cambio, Washington è pronta a dare a Teheran accesso a parte dei suoi beni precedentemente congelati. Lo riporta Axios. Secondo fonti consultate dalla testata, gli Stati Uniti vorrebbero che l’Iran invitasse gli ispettori delle Nazioni Unite a visitare i suoi siti nucleari, bombardati dagli Stati Uniti e da Israele, come risultato del primo giro di colloqui previsti domenica in Svizzera. Gli Stati Uniti sarebbero in questo caso disposti a dare all’Iran accesso a parte dei suoi fondi congelati, a partire dal conto da 6 miliardi di dollari in Qatar, scrive Axios.
07:00
Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, di estrema destra, promette che Israele rimarrà nella zona di sicurezza che controlla all’interno del Libano per gli anni a venire e non si ritirerà nemmeno di fronte a un’esplicita richiesta di farlo da parte degli Stati Uniti.
In un’intervista al quotidiano Makor Rishon, Smotrich ha aggiunto di ritenere improbabile che gli Stati Uniti avanzeranno una simile richiesta, perché “conoscono i nostri limiti invalicabili”. Interrogato sulla permanenza dell’esercito in Libano per anni, il ministro di estrema destra ha risposto: “Sì, e lo dico da persona che attualmente sta conducendo negoziati sulla gestione del bilancio della difesa per il prossimo decennio”. Sulla necessità che Israele crei postazioni militari e intere basi nella zona di sicurezza, Smotrich risponde: “Assolutamente sì. Resteremo lì finché Hezbollah non si disarmerà, e credo anche oltre, perché abbiamo bisogno di confini difendibili”. Smotrich sostiene che il confine stabilito dall’accordo Sykes-Picot del 1916 sia illogico e non tenga conto della topografia del territorio. “Ma ovviamente, finché Hezbollah non si disarmerà, non ci muoveremo di un millimetro. Questa è la posizione del primo ministro e del ministro della difesa, e anche la mia, e siamo determinati a mantenerla”.
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