– Bambolina!
– Ah Tiziana! È arrivato Rocky Balboa!
Il saluto da macho anni Settanta è stato pronunciato da un tizio dall’aria improbabile, con jeans corto e tanto di risvoltino altezza coscia, una canotta multicolore, un asciugamano intorno al collo, a cui ha appeso pure le sue mani, mentre porta con disinvoltura i suoi quasi ottant’anni.
La farmacista ha un giramento di scatole da Guinnes dei primati, e incenerisce pure il simpatico collega che ha dato del Rocky Balboa al vecchio arzillo, mentre, contemporaneamente, non fa assolutamente nulla per liberarsi della vecchietta in piena crisi 38 gradi all’ombra che, pur di non lasciare il fresco della farmacia, sta facendo una consulenza da mezz’ora.
– Dottore, ma una pomata per questi puntini?
– Ma non ve la posso dare così… senza sapere se i puntini sono per il sudore, punture di insetto o altre cose…
– Ma quali cose?
– Ecco, appunto, non lo so.
La vecchietta, che fa finta soltanto di essere turbata, si sbraccia verso la madre, credo ultracentenaria, ferma immobile sotto il bocchettone dell’aria condizionata, fissata assurdamente sui 18 gradi, che non fa cenno né di vederla, né di voler in alcun modo raggiungerla.
Io sto ferma già da mezz’ora in questa via di mezzo, tra madre e figlia e sono stata appena superata da Rocky Balboa che sembra credere seriamente, di avere una qualche chance di simpatia.
La farmacista sta fumando dalle orecchie, esasperata dalla quantità di anziani in cerca di gioventù, che da questa mattina presto affollano i suoi spazi. Non sono tutti buoni clienti, ma a mandarla su di giri, temo, sia la ricerca della panacea psicologica, che tutti costoro pretendono e che lei sembra abbastanza stufa di fornire, senza ricette e senza la specifica del farmaco da banco.
Arriva improvvisamente il mio turno, ma solo perché dal retrobottega arriva una terza farmacista, che stava scaldandosi prima di entrare in campo. Anche lei, comunque, non mi sembra fresca come una rosa, credo che sia andata a riposare qualche minuto prima, probabilmente stremata da altri vecchi del villaggio.
Mi faccio avanti col mio miglior sorriso, che vuole comunicare serenità e presenza di un numero sufficiente di nipoti da affliggere, senza bisogno di ricorrere alla farmacia comunale.
Benché ancora diffidente, si distende quando poggio sul banco tutti i prodotti che ho già scelto dagli scaffali, nell’attesa, e le chiedo quanto devo pagare.
La tranquillità di entrambe viene scossa da un rumore assordante. Mi giro lentamente, temendo che la signora Tutankhamon sia stramazzata, ma si tratta solo di Rocky Balboa, che ha urtato e fatto venire giù la parete degli integratori minerali.
Farmacista/Tiziana/Bambolina molla tutte le riserve e diventa un orco a tre teste. Salta il bancone, superandolo di un balzo, e strattona Rocky fuori dalla farmacia, i colleghi tentano di fermarla, ma oramai è oltre la soglia di tolleranza e ben distante anche da quella della sensatezza, si gira con occhi di fuoco e punta l’indice verso madre e figlia, pretendendo che vadano via all’istante, io mi difendo con lo scontrino appena sganciato dalla sua collega e mi dirigo abbastanza rapidamente alla porta.
Alle mie spalle viene abbassata a metà la saracinesca, con la scusa di ripulire il disastro appena avvenuto, si impedisce a nuove ronde di anziani di varcare la soglia.
– Manuel ci siamo giocati anche questi altri! È la terza farmacia in un mese. Avevi promesso di andarci piano!
Scopro, dunque, che Rocky e le antiche egizie sono parenti tra loro. Ovvero che Tutankhamon è la madre di entrambi. Affascinata li seguo nella gelateria di Armando e mi accorgo che li conosce bene.
Si fermano tutti e tre in fila, seduti, con lente e piccole leccatine a gustarsi il cono panna e caffè che Armando ha preparato loro.
– Non ci resta che la farmacia di piazza Diaz. Tu la devi smettere di sedurre le commesse!
– Ma che posso farci se piaccio.
Faccio fatica a trattenere un sorriso, che sta quasi per diventare una risata, ma mi trattengo perché la sorella di Rocky mi ha già lanciato due occhiate perplesse.
Quando con una voce che viene dall’oltretomba, sento Tutankhamon dire:
– Ma tu sei la figlia di Rosa?
Capisco, incredula, che ce l’ha con me.
– Dice a me signora?
– Eh… sì sì a te. Tu sei la figlia di Rosa.
Io sono effettivamente la figlia di Rosa, ma sono oramai la zia, la pseudononna, l’amica semmai… apostrofarmi ed identificarmi come la figlia di qualcuno, non mi accadeva dal secolo scorso.
– Io e tua mamma cucivamo insieme. Sei proprio uguale. Va beh, salutamela.
Mi viene da dirle che, appena torno al cimitero, non mancherò, ma lei è già tornata nell’oltretomba.
Non resisto alla curiosità e mi apposto nonostante di 50 gradi del giorno dopo, a piazza Diaz per vedere che succede. I tre arrivano nella tarda mattinata, entrano prima le due donne e poi Rocky e infine io.
Il copione si ripete più o meno allo stesso modo, solo che invece che per i puntini la pomata è per le unghie e che lo scaffale che viene giù, è quello delle creme da sole.
Stavolta i farmacisti, però, sono concilianti e non assisto a scene da manicomio. I tre fanno finta di non vedermi. Usciamo prendendo direzioni opposte. Ma io, so già da chi andare per saperne di più.
– Eh zia Tita, lo sapevo che venivi a spendere da me, aahahhah.
– Armando – il gelataio del quartiere – lo sai che colleziono esseri umani, dai dimmi di questi tre.
– E va bene. Ma da me non hai saputo niente!
Prometto senza difficoltà. I tre anziani sono stati titolari della catena di farmacie comunali “Martone”, fallite alla morte del di lei marito, trenta e passa, anni fa. I figli quarantenni scapestrati non sapevano fare nulla e la madre, distrutta dal dolore, non mangiava e non parlava più, se non dentro una farmacia.
– Ma perché distruggono la merce?
– E qua viene il bello! Per vendetta! Distruggono solo le marche che hanno sostituito le loro, nei cosmetici e nelle vitamine. Fino a che i farmacisti non fanno due più due, e la polizia gli fa un verbale che non se lo scordano più. Ma la città è grande e loro si spostano bene.
Le persone non finiscono mai di sorprendermi. Soprattutto nel trovare rimedi alle loro paturnie, patologie, idiosincrasie, e spesso, questo avviene, fuori dalle farmacie
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Barbara Napolitano
Source link



