“Turandot” e Renato Simoni, una mostra a Viggiù racconta la genesi dell’opera MALPENSA24



VIGGIÙ – Viggiù in passato è stato un luogo di delizia, scelto da personaggi importanti per trascorrervi una serena villeggiatura, ma soprattutto per trovare Renato Simoni, proprietario di una villa e di un roccolo in località Rendemuro. Da lui passarono, solo per citarne alcuni, Giuseppe Adami, Emma Gramatica, Vera Vergani, Arnaldo Fraccaroli, Ugo Ojetti, Berto Barbarani, fino a Giacomo Puccini, che a quei tempi stava ultimando “Turandot”, con il libretto scritto dall’amico assieme a Giuseppe Adami.
E proprio al grande drammaturgo, scrittore e giornalista veronese il Comune di Viggiù dedica un importante tributo in occasione del centenario di “Turandot”, andata in scena per la prima volta alla Scala il 25 aprile 1926. Oltre alla Villa Rezzara, residenza di Simoni, dove il 26 luglio sarà proiettata l’opera nella versione scaligera del 2015, il 22 agosto si osserveranno le stelle, e il 5 settembre si assisterà al concerto dedicato a Giulio Ricordi, lo scenario privilegiato di tutti gli eventi sarà Villa Borromeo, dove oggi, sabato 27 giugno, è stata inaugurata la grande mostra “Alle origini di Turandot – Renato Simoni”, aperta tutti i fine settimana fino al 27 settembre. Nella dimora nobiliare si terranno inoltre concerti e conferenze, nonché performance di pittura e scultura.
Oltre al Comune di Viggiù, hanno contribuito alla realizzazione del progetto le associazioni Officine Musicali, Amici dei Musei Viggiutesi e la Filarmonica Giacomo Puccini 1822 mentre la curatela è di Dario Monticelli. Tra i patrocini spiccano quelli di Regione Lombardia, Provincia di Varese, Comunità Montana del Piambello, Fondazione “Giacomo Puccini” Lucca, Puccini Museum, Archivio Ricordi Milano, Museo Teatrale alla Scala, mentre Econord ha sostenuto in parte l’iniziativa.

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L’omaggio a una figura poliedrica

La mostra “Alle origini di Turandot – Renato Simoni”, vuole essere un omaggio a una figura poliedrica, tratteggiata attraverso i suoi libri, le fotografie e perfino i diari di caccia, dove il librettista annotava anche gli appuntamenti milanesi e i dati meteorologici, ma anche un preciso itinerario che mostra la genesi di “Turandot”, a partire dai testi più antichi.
Tra quelli più importanti e rari spiccano “Les mille et un jour – Contes persanes” di François Pétis de la Croix del 1766, le opere complete di Carlo Gozzi stampate a Venezia in dieci volumi tra il 1772 e il 1792, “Theater” di Friedrich Schiller in cui è presente “Turandot, Prinzessin von China”, del 1806, e la traduzione del suo dramma in italiano da parte di Andrea Maffei nel 1863. In mostra anche l’edizione della commedia di Giuseppe Giacosa “Trionfo d’amore”, del 1876, in cui si immagina la vicenda di Turandot trasposta in Valle d’Aosta. Non mancano gli spartiti delle musiche di scena di Carl Maria von Weber per la “Turandot” di Schiller, quelli dell’opera di Busoni e la partitura di “Turandot” di Giacomo Puccini, oltre al libretto originale e alla prima edizione in dischi a 78 giri con protagonista Gina Cigna.

Dagli spartiti ai costumi di scena. Il gelato “Il gelsomino di Turandot”

Per ciò che riguarda Simoni, saranno in mostra lo spartito canto e pianoforte di “Madama Butterfly” con la dedica autografa di Puccini a lui e successiva dedica del librettista all’amica Annina, vinto alla recente asta Bolaffi grazie a una sottoscrizione, l’edizione della farsa “Turlupineide” con le annotazioni autografe dell’autore, lettere private messe a disposizione dalla famiglia Rezzara, due cartoline spedite da Mosca prima del viaggio in Cina e Giappone, tutti i libri simoniani, le locandine dei teatri dove si rappresentavano le sue commedie e i diari di caccia.
In mostra anche i costumi di scena di “Turandot” e di due ancelle, prestati dalla Sartoria Teatrale Bianchi di Milano usati negli anni Ottanta al Teatro San Carlo di Napoli e un prezioso kimono cinese originale di fine Ottocento. I visitatori potranno poi seguire un raffinato percorso multimediale grazie a due monitor touch screen che permetteranno di consultare altro materiale informativo.
È anche disposizione l’annullo filatelico del centenario di “Turandot”, oltre alla maglietta con l’effigie della principessa, un libro per bambini con la storia dell’opera da colorare e il volume di Dario Monticelli “Turandot 100”. Chi vorrà, potrà poi concedersi il gelato “Il gelsomino di Turandot”, fornito da “Giulia e Celeste, la Boutique del Gelato”.

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Concerti, spettacoli teatrali e performance

Villa Borromeo di Viggiù, oltre ad accogliere la mostra, sarà teatro di tre serie di eventi: “Che fresco c’è a Viggiù” con una serie di spettacoli e performance pomeridiani da tenersi il sabato, mentre le domeniche saranno dedicate a piccoli concerti, e sotto al titolo “Nessun dorma” saranno invece raggruppati gli avvenimenti serali, con concerti e spettacoli teatrali. A ciò si aggiungono due date con “Il cammino di Turandot”, un percorso che si snoda da Villa Borromeo a Villa Rezzara, e due iniziative all’interno di due altre manifestazioni: “Pittori e scultori nei cortili” e “Interpretando suoni e luoghi”.
Tra i primi appuntamenti del sabato si segnalano: 27 giugno, conferenza di Luigi Viani, direttore della Fondazione “Giacomo Puccini” di Lucca; 4 luglio, performance pittorica di Adelia De Padova; 11 luglio, performance scultorea di Franco Molina, e 18 luglio, presentazione del libro illustrato “Turandot una fiaba in versi” di Chiara Vitali ed Emmanuele Turatti.
Tra quelli della domenica: 28 giugno, concerto di Suite & Blue Quartet; 5 luglio, concerto del contralto Cecilia Aguayo e del pianista Lorenzo Garavaglia; 12 luglio, concerto del soprano Katziarina Yustafyeva e del pianista Mao Hongbo e 19 luglio, recital del soprano Onyou Kim e del pianista Mao Hongbo.
Tra gli eventi serali di “Nessun dorma” si segnalano: 27 giugno, concerto di Elisabetta Petrone pianoforte, Jacopo Marchesini clarinetto e Mauro Donadini sassofono; 4 luglio, concerto della Filarmonica “Giacomo Puccini 1822”; 17 luglio, The Loving Liz Quartet e 26 luglio, a Villa Rezzara, proiezione integrale di “Turandot” nella versione con il finale di Luciano Berio e la direzione di Riccardo Chailly.

A Galliate classica, jazz e improvvisazione con il concerto “Suite & Blue Quartet”

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