«Il parlamento libanese non firmerà l’accordo con Israele»



Dopo giorni di attacchi tra Washington e Teheran, le parti avrebbero deciso di tornare alla tregua in vista delle prossime trattative che si terranno in settimana a Doha. In Libano Hezbollah rigetta ancora l’intesa raggiunta negli Stati Uniti da Beirut

Stati Uniti e Iran sospenderanno per il momento le rispettive azioni militari dopo gli attacchi degli ultimi giorni nell’area dello Stretto di Hormuz. Lo ha annunciato un funzionario dell’amministrazione Trump alla Cnn. «Entrambe le parti si fermeranno per ora e le navi potranno muoversi liberamente», ha dichiarato la fonte, precisando tuttavia che non è ancora chiaro quale sia la posizione ufficiale dell’Iran sulla questione. Le parti dovranno vedersi nei prossimi giorni a Doha per proseguire i colloqui sul programma nucleare. Intanto Teheran ha minacciato di colpire ancora più duramente il Bahrein.

Le recenti tensioni nello Stretto di Hormuz hanno comunque infierito nel già rallentato traffico navale. Sul fronte libanese, invece, non si arrestano le polemiche in seguito alla firma dell’accordo trilaterale tra Israele, Libano e Washington che punta a ottenere una pace duratura nel lungo periodo.

Il presidente del parlamento libanese nonché alleato di Hezbollah, Nabih Berri, ha detto che il documento non verrà approvato in quanto non garantisce i diritti del Libano. «Questo accordo non passerà e non verrà attuato nella sua forma attuale», ha dichiarato Berri in un comunicato diffuso dal suo partito, il movimento Amal, e riportato dai media locali. L’accordo subordina il ritiro israeliano dal Libano al disarmo di Hezbollah, il gruppo sciita filoiraniano ha per ora respinto l’accordo.

PUNTI CHIAVE

07:58

L’Iran avverte il Bahrein: “Colpiremo più forte se provocati”

07:26

Stati Uniti e Iran sospenderanno le azioni militari

10:47

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato che 6 miliardi di dollari congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti a Teheran. “In base ai piani stabiliti, 6 miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari totali di risorse iraniane in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese, e stiamo seguendo l’iter necessario per la restituzione della parte restante di tali risorse”, ha detto Pezeshkian, come riferisce Isna.

“Questo accordo è una grande vittoria per il popolo iraniano e, nel suo quadro, sono state revocate le sanzioni sul petrolio e sui prodotti petrolchimici”, ha aggiunto il presidente dell’Iran facendo riferimento al memorandum d’intesa siglato recentemente con gli Usa. “Gli Stati Uniti hanno infine costretto il regime sionista ad accettare l’accordo, sebbene il regime sionista e alcuni movimenti monarchici continuino a opporsi alla sua attuazione”, ha sottolineato Pezeshkian, durante un incontro a Qom con un importante autorità religiosa, l’ayatollah Mousa Shubairi Zanjani.

10:24

Il Ministero degli Esteri iraniano ha reso noto di aver tenuto il primo incontro con l’Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz da quando Teheran e Washington hanno siglato l’accordo preliminare per porre fine al conflitto in Medio Oriente. “Nel corso di una visita a Muscat si è svolta la prima riunione del Comitato congiunto per Hormuz”, ha dichiarato su X il vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. “Esaminando le questioni attuali relative allo stretto, abbiamo scambiato opinioni sulla sua gestione futura”, ha aggiunto.

08:38

Apre in forte rialzo il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam, a seguito degli attacchi incrociati tra Usa e Iran dello scorso fine settimana. I contratti future sul mese di luglio segnano un rialzo dell’1,71%, a 41,54 euro al MWh.

07:58

Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito il Bahrein che Teheran colpirà il Paese del Golfo con maggiore forza se provocato. “Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l’Iran ad adottare decisioni drastiche”, ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L’Iran ha attaccato una base della Marina statunitense in Bahrein venerdì e sabato scorsi, in risposta agli attacchi americani. Teheran sostiene che gli Stati Uniti utilizzino basi militari nella regione per operazioni sul suo territorio, cosa che le nazioni arabe del Golfo negano. Manama ha chiesto un intervento dell’Onu e ha affermato che gli ultimi raid iraniani violano la sua sovranità e minano “le opportunità di de-escalation e stabilità nella regione”. Il Bahrein, che ospita una numerosa popolazione sciita, ha arrestato decine di persone negli ultimi mesi con l’accusa di avere legami con le forze armate di Teheran.

07:26

Stati Uniti e Iran sospenderanno per il momento le rispettive azioni militari dopo gli scambi di fuoco registrati negli ultimi giorni nell’area dello stretto di Hormuz. Lo ha riferito domenica un funzionario dell’amministrazione del presidente Donald Trump, citato da Cnn. “Entrambe le parti si fermeranno per ora e le navi potranno muoversi liberamente”, ha dichiarato il funzionario, precisando tuttavia che non è ancora chiaro quale sia la posizione ufficiale dell’Iran sulla questione. Secondo un altro funzionario statunitense, Washington e Teheran hanno inoltre concordato di incontrarsi martedi’ a Doha, in Qatar, per proseguire i colloqui.

07:10

Il traffico nello Stretto di Hormuz è diminuito dopo gli attacchi reciproci tra Stati Uniti e Iran e le accuse di violazione del cessate il fuoco. Secondo l’emittente televisiva “Al Jazeera”, tra venerdì 26 e domenica 28 giugno hanno attraversato lo stretto 48 navi, contro le 70 registrate mercoledì e le 54 di giovedì, prima della nuova escalation. Tra le imbarcazioni transitate figurano 23 petroliere e metaniere, sette navi portarinfuse per il trasporto di materie prime come carbone, minerali e cereali, e 19 navi portacontainer o da carico. 

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