Nella Rainbow Map di ILGA – Europe, che ogni anno valuta 49 paesi europei rispetto alle leggi e alle politiche attive per persone LGBTQIA+, l’Italia si tinge di arancione, colore che contraddistingue la parte bassa della classifica, ovvero i Paesi in cui il cammino per il pieno riconoscimento è ancora lungo. In una scala che va da 0% (gravi violazioni dei diritti umani, discriminazione) a 100% (rispetto dei diritti umani, piena uguaglianza), infatti, l’Italia si ferma al 24%, ovvero al 36esimo posto rispetto al resto d’Europa. In questo contesto, l’impegno delle aziende è cruciale: assicurare un ambiente di lavoro inclusivo, contrastando le discriminazioni è un segnale potente per l’intera società.
Come conferma il Parks LGBT+ Diversity Index 2026, l’indagine che annualmente misura l’impegno di aziende, enti e istituzioni italiane attraverso l’analisi di policy, benefit, percorsi di affermazione di genere e iniziative di sensibilizzazione, ci sono aziende che su questo tema non stanno arretrando, anche se il clima generale è più freddo di un tempo. All’ultima edizione hanno partecipato 90 organizzazioni e i risultati dell’indagine hanno mostrano un consolidamento delle pratiche inclusive: il 94% ha una policy contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, l’85% dispone di sistemi di monitoraggio della non discriminazione e oltre la metà ha introdotto misure specifiche a supporto delle persone transgender nei luoghi di lavoro. Cresce anche l’attenzione verso le famiglie omogenitoriali: il 51% delle organizzazioni ha esteso benefit e permessi anche al “genitore intenzionale”.
L’indice ha premiato alcune delle realtà più attive sul tema. Il riconoscimento principale è andato a Baker Hughes, mentre L’Oréal e Aeonvis sono state segnalate per i maggiori progressi compiuti nell’ultimo anno. A ricevere il riconoscimento per il miglior progetto LGBTQIA+ è stata Chiesi con il programma “MAGNIFICI6”, mentre Michela Conterno, Ceo di Lati, e Irene Sarpato, DEI Expert di Heineken, hanno ricevuto il premio come migliori alleate della comunità LGBTQIA+. Tra le migliori pratiche figurano anche il network ISPROUD di Intesa Sanpaolo e UNITY di EY, premiati per il loro ruolo nel favorire inclusione e senso di appartenenza all’interno delle organizzazioni. Segnali che raccontano come, almeno in una parte del sistema produttivo, l’inclusione stia progressivamente passando dalle dichiarazioni di principio alle politiche aziendali concrete.
ING: vent’anni di Rainbow Lions e la rete globale per l’inclusione
Da oltre 20 anni, l’Employee Resource Group di ING denominato “I Rainbow Lions” si adopera per promuovere una rete inclusiva a livello globale. In occasione del Pride Month 2026, ING Italia ha ospitato a Milano una delegazione internazionale della community, con decine di colleghi e colleghe arrivati da tutto il mondo. Tra le iniziative promosse, spicca la conferenza Building Bridges for Inclusion, che ha riunito aziende, associazioni, rappresentanti del terzo settore e community interne per discutere di inclusione, alleanze e pratiche concrete capaci di trasformare il Pride da celebrazione simbolica a impegno quotidiano.
L’azienda, presente come Gold Sponsor al Milano Pride con un carro ispirato alla campagna internazionale #WithPride, ha messo al centro le storie autentiche dei dipendenti LGBTIQIA+ di ING nel mondo. L’idea è ribaltare le etichette e gli stereotipi che ancora oggi accompagnano molte persone, trasformandoli in strumenti di affermazione, orgoglio e libertà. Un approccio che riflette la convinzione secondo cui ciascuno debba sentirsi libero di esprimere la propria identità sul luogo di lavoro, portando il proprio contributo senza dover rinunciare a ciò che è. Un impegno che nel 2025 è stato riconosciuto anche dal Milano Pride attraverso il premio Milano Pride Pulse, assegnato alle organizzazioni capaci di promuovere in modo concreto i valori di equità, inclusione e appartenenza.
OTB: dal Pride all’inclusione economica
Il Gruppo OTB con il suo marchio Diesel, in occasione del Pride 2026, ha realizzato con Tinder la campagna internazionale For Successful Loving. Il progetto reinterpreta lo storico slogan del brand For Successful Living per celebrare l’amore in tutte le sue forme, senza etichette e senza definizioni prestabilite. Al centro della campagna ci sono le storie autentiche di persone della comunità Lgbtq+, raccontate attraverso un linguaggio diretto e inclusivo che mette in discussione stereotipi e pregiudizi, rivendicando il diritto di ciascuno a vivere liberamente la propria identità, le proprie relazioni e il proprio modo di amare.
L’iniziativa è accompagnata da una capsule collection e da un impegno concreto sul fronte dell’inclusione economica. Attraverso la Fondazione OTB, Diesel e Tinder hanno destinato complessivamente 200 mila dollari a Outright International, organizzazione internazionale attiva in oltre cento Paesi che opera per promuovere i diritti e migliorare le condizioni di vita delle persone Lgbtq+ vittime di discriminazioni legate all’orientamento sessuale, all’identità o all’espressione di genere, per sostenere programmi di occupazione, sviluppo professionale e imprenditorialità rivolti alle persone Lgbtq+ in diversi Paesi del mondo.
L’obiettivo è favorire l’accesso al lavoro, rafforzando le opportunità economiche e promuovendo ambienti professionali più inclusivi. Un approccio che mostra come il sostegno ai diritti Lgbtq+ possa tradursi non solo in campagne di sensibilizzazione, ma anche in investimenti concreti per ampliare le opportunità e contrastare le disuguaglianze.
Casa Arcobaleno: quando il Pride diventa accoglienza concreta
Il network EDGE Leaders for Change, che promuove la crescita personale e professionale per le persone Lgbtq+, ha scelto di sostenere Casa Arcobaleno, il progetto di accoglienza promosso dalla cooperativa Spazio Aperto Servizi e dal Comune di Milano che offre supporto a chi è stato allontanato o respinto dalla propria famiglia a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. Dal 19 giugno al 10 luglio, la Casa dei Diritti di Milano ospita infatti la seconda edizione della mostra Vedere l’arcobaleno. Al di là dello sguardo, le voci di Casa Arcobaleno, un percorso che unisce fotografia e testimonianze audio per raccontare storie di esclusione, rinascita e autodeterminazione.
Un’iniziativa che sposta l’attenzione dalla celebrazione simbolica del Pride al tema, ancora attuale, del diritto di ogni persona a essere accolta, riconosciuta e libera di costruire il proprio futuro. A fare da filo conduttore i sette colori dell’arcobaleno, simbolo delle molteplici sfumature che caratterizzano ogni percorso di vita, ma anche un invito a guardare oltre le apparenze e ad ascoltare ciò che spesso rimane invisibile.
Indeed: l’inclusione passa dall’accesso al lavoro
Per Indeed, uno dei principali portali per la ricerca di lavoro a livello globale, l’inclusione Lgbtq+ si traduce sia in iniziative rivolte ai dipendenti sia in strumenti destinati a candidati/e e aziende. All’interno dell’organizzazione opera iPride & Gender Identity, l’Employee Resource Group dedicato alla comunità Lgbtq+, che contribuisce a promuovere un ambiente di lavoro inclusivo e a rafforzare il senso di appartenenza delle persone. Parallelamente, Indeed mette a disposizione guide, ricerche e contenuti pensati per aiutare le aziende a costruire processi di selezione più equi e ambienti di lavoro capaci di valorizzare le differenze.
L’obiettivo è affrontare uno dei nodi centrali dell’inclusione: l’accesso paritario alle opportunità professionali. Secondo una recente ricerca di Indeed, infatti, il 65% degli italiani in cerca di lavoro considera molto o estremamente importante lavorare per una azienda che dia priorità alla diversità e all’inclusione. Anche in Italia, infatti, la piattaforma promuove contenuti dedicati alla diversità e all’inclusione, sottolineando come la capacità di attrarre e valorizzare talenti differenti rappresenti non solo una questione di equità, ma anche un fattore strategico per l’innovazione e la competitività delle organizzazioni (le aziende con livelli elevati di diversità hanno il +25% di probabilità di avere una redditività superiore alla media, McKinsey & Company, “Diversity wins: How inclusion matters“).
Bending Spoons, welfare inclusivo e pari diritti
Oltre a essere sponsor del Pride Milano 2026, Bending Spoons ha scelto di lavorare sulla costruzione di una cultura aziendale inclusiva. La software house italiana è stata riconosciuta da Great Place to Work come una delle migliori aziende italiane per Diversity, Equity & Inclusion, distinguendosi per politiche orientate all’equità, al benessere delle persone e all’assenza di discriminazioni.
Tra le misure più significative figura una policy di supporto alla genitorialità che garantisce gli stessi benefit indipendentemente da genere, orientamento sessuale o tipologia di famiglia, includendo percorsi di adozione, fertilità e sostegno alla cura dei figli (un budget annuale di €10.000 per la cura dei figli, oltre a tempo libero flessibile e senza restrizioni con il 100% dello stipendio lordo quando si diventa genitori, a cui si aggiunge un budget a vita di €10.000 per attività di pianificazione genitoriale, tra cui congelamento degli ovociti, trattamenti di fertilità, adozione e molto altro).
Le aziende farmaceutiche fanno squadra
In un settore abituato a competere sul mercato, sei aziende farmaceutiche hanno scelto di collaborare su un terreno diverso: quello dei diritti e dell’inclusione. Bristol Myers Squibb Italia, Daiichi Sankyo Italia, Novartis Italia, Pfizer, Takeda Italia e Gilead Sciences Italia hanno dato vita a LGBTQ+ Alliance in Pharma, la prima alleanza strutturata del comparto biofarmaceutico italiano dedicata alla promozione dei diritti Lgbtq+ nei luoghi di lavoro. L’iniziativa nasce dalla convinzione che l’innovazione non riguardi soltanto ricerca e tecnologie, ma anche la capacità di costruire organizzazioni in cui tutte le persone possano sentirsi riconosciute e valorizzate.
Il Manifesto dell’Alliance si articola su tre direttrici: formazione e sensibilizzazione per contrastare stereotipi e pregiudizi, sostegno alle associazioni impegnate nella lotta contro l’omolesbobitransfobia e sviluppo di politiche aziendali sempre più inclusive. Un progetto che dimostra come la collaborazione tra imprese possa diventare uno strumento per generare cambiamento non solo all’interno delle organizzazioni, ma anche nella società.
IKEA, inclusione e diritti delle persone transgender
Il cammino di IKEA nasce da lontano: già nel 2012 l’azienda ha esteso alle coppie omosessuali gli stessi trattamenti previsti per i dipendenti coniugati o conviventi eterosessuali, mentre negli anni ha promosso campagne di sensibilizzazione come Siamo aperti a tutte le famiglie, Fatelo a casa vostra e Così come sei. Tra le iniziative più significative c’è l’introduzione, dal 2023, di una policy dedicata ai lavoratori transgender che prevede linee guida per favorire un ambiente di lavoro rispettoso dell’identità di genere e sei settimane di permessi retribuiti per chi intraprende un percorso di transizione.
Un impegno sostenuto anche dalla presenza di figure interne dedicate ai temi della diversity e inclusion e dalla partecipazione a network internazionali e nazionali come Workplace Pride e Parks – Liberi e Uguali. L’obiettivo è trasformare il luogo di lavoro in uno spazio in cui ogni persona possa sentirsi libera di essere sé stessa, indipendentemente dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere.
L’Oréal, una community interna per dare voce alle persone Lgbtq+
Per L’Oréal l’impegno a favore della comunità Lgbtq+ è parte integrante della strategia di inclusione del gruppo. L’azienda promuove iniziative di sensibilizzazione rivolte ai dipendenti, sostiene la visibilità delle persone Lgbtq+ nei luoghi di lavoro e collabora con associazioni e organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti. Un ruolo centrale è svolto da Out@L’Oréal, la community interna nata per creare un ambiente di lavoro in cui ogni persona possa sentirsi libera di esprimere la propria identità e trovare supporto, ascolto e occasioni di confronto. Accanto alle attività rivolte alla popolazione aziendale, il gruppo sostiene campagne pubbliche e partecipa alle manifestazioni del Pride con l’obiettivo di contribuire alla diffusione di una cultura fondata sul rispetto e sull’inclusione.
Barilla, l’inclusione entra anche nella filiera
L’impegno di Barilla sui temi Lgbtq+ non si limita alle politiche interne, ma coinvolge anche la filiera e gli stakeholder esterni. Già dal 2017 il gruppo è stato la prima azienda italiana ad aderire agli Standards of Conduct for Business dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, impegnandosi formalmente a contrastare ogni forma di discriminazione sul luogo di lavoro e a sostenere i diritti delle persone Lgbtq+.
Un percorso che le è valso il riconoscimento di Best Place to Work for LGBTQ+ Equality nel Corporate Equality Index statunitense, ottenendo il punteggio massimo per dodici anni consecutivi. L’attenzione all’inclusione si estende anche alla catena di fornitura: nel 2025 Barilla è stata inserita da WeConnect International tra i Silver Top Global Champions for Supplier Diversity & Inclusion, grazie a un programma che favorisce la collaborazione con imprese guidate da donne, persone appartenenti a minoranze, comunità LGBTQIA+ e persone con disabilità. Un approccio che interpreta la diversità non solo come valore culturale, ma anche come leva di sviluppo economico e sociale.
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Silvia Pagliuca
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