Taranto,Confartigianato: “BRT, accelerare sui nuovi parcheggi”


Il sindacato: “In gioco c’è il futuro dell’economia di prossimità”. Il progetto entra nella fase decisiva. Occorrono interventi immediati per limitare gli impatti su imprese e mobilità urbana. Confartigianato istituisce una task force permanente per accompagnare questa fase di attuazione

Con l’avanzamento dei cantieri, il progetto Bus Rapid Transit entra nella fase decisiva. Quello che fino a ieri era sulla carta oggi si traduce nella concreta trasformazione della città: cambiano viabilità, fermate, spazi di sosta, accessibilità  alle attività economiche e, con esse, la quotidianità  di cittadini  e imprese. Oggi stanno emergendo – aggiungono – le criticità che Confartigianato aveva evidenziato fin dall’inizio. Siamo stati tra i primi a denunciare, quando il dibattito era ancora assente, la complessità dell’opera e le  inevitabili  ricadute  sul  tessuto  economico  cittadino. 
Alla  precedente  Amministrazione – sottolineano – avevamo chiesto  un  confronto  affinché  un  progetto  di  tale  portata  fosse  condiviso  con  la  comunità. Confartigianato  aveva  formulato  osservazioni  e  proposte  nella  fase  progettuale  che  avrebbero consentito  di  prevenire  molte  delle  criticità  che  oggi  stanno  emergendo. 
Oggi  quei  rilievi  trovano puntuale riscontro nei cantieri. Non è il momento di rivendicare chi avesse ragione. È il momento di evitare che gli errori progettuali producano conseguenze permanenti e di correggere rapidamente tutte le criticità ancora affrontabili. La BRT si inserisce in un sistema della mobilità già profondamente compromesso. Il Borgo soffre da anni una cronica carenza di parcheggi che ha progressivamente allontanato consumatori e utenti dal centro cittadino, penalizzando commercio, artigianato e attività di prossimità. Su questo equilibrio già fragile si innesta un progetto che riduce ulteriormente gli spazi destinati alla sosta. Una trasformazione di questa portata non può basarsi soltanto sulla previsione che il nuovo sistema di trasporto pubblico modifichi, da solo, le abitudini di mobilità dei cittadini. Se la BRT riuscirà a spostare una quota significativa del traffico privato verso il trasporto pubblico, Taranto potrà beneficiare di una mobilità  più moderna ed efficiente. Ma se questo cambiamento non dovesse verificarsi nella misura prevista,  il  rischio  sarà quello  di aggravare una situazione  già  critica,  rendendo ancora  più difficile raggiungere il centro cittadino e mettendo in seria difficoltà centinaia di attività economiche. La BRT entrerà in funzione prima che siano completati gli indispensabili interventi di compensazione.

La realizzazione dei nuovi parcheggi e il riassetto complessivo  del sistema  della sosta – affermano -avrebbero dovuto procedere parallelamente all’opera, non successivamente. Le imprese stanno sostenendo costi, disagi e perdite di competitività che non possono protrarsi oltre. Non un mese. Non una settimana. Non un solo giorno oltre l’entrata in esercizio della BRT. Si  tratta  di  interventi  che  la  città  attende  da  oltre  venticinque  anni  e  che  avrebbero  dovuto accompagnare lo sviluppo della mobilità  urbana già all’epoca  della realizzazione del secondo grande centro commerciale,  quando proprio le opere compensative  costituivano  uno degli elementi  posti a fondamento  di  quella  scelta  urbanistica.  Quegli  interventi  non  sono  mai  stati  realizzati.  Oggi  non possiamo  permettere  che  la  storia  si  ripeta.  La  BRT  ha  già  innescato  un  processo  irreversibile  di trasformazione  della  città  e  non  può entrare  in  funzione  senza  un sistema  della  sosta  finalmente adeguato  alle  esigenze  della  città,  attraverso  la  realizzazione  dei  nuovi  parcheggi  previsti  e  il completamento  delle  necessarie  opere  di  riequilibrio.  Questi  interventi  non  sono  un’opzione: costituiscono  parte integrante del progetto. Dopo venticinque anni di attese il tempo degli annunci è finito. 

Le  imprese  chiedono  cronoprogrammi  certi,  cantieri  aperti  e  interventi  completati  prima dell’avvio del servizio. In caso contrario il rischio è evidente: accentuare ulteriormente lo spostamento dei consumatori  verso i grandi poli commerciali  periferici, penalizzando  ancora una volta le attività economiche  del  centro  cittadino. 

Per questo  è fondamentale  che  tutti  gli  interventi  previsti  siano completati nei tempi programmati, evitando ulteriori ripercussioni sul sistema economico cittadino. Confartigianato non si limita a denunciare i problemi, ma avanza proposte concrete. Già nel mese di maggio ha formalmente trasmesso  al Comune di Taranto una richiesta di regolamento  comunale che disciplini,  in  maniera  stabile,  trasparente  e  uniforme,  le compensazioni  economiche  a favore delle attività penalizzate dai grandi cantieri pubblici. Non chiediamo interventi discrezionali. Chiediamo regole certe. Ogni grande opera pubblica produce benefici per la collettività, ma può determinare conseguenze economiche per le imprese che subiscono limitazioni della viabilità, perdita di accessibilità, eliminazione dei parcheggi e inevitabili contrazioni del fatturato. Per questo Taranto deve dotarsi di uno strumento permanente  che  definisca  criteri  oggettivi  e  uniformi  per  eventuali  misure  compensative,  anche attraverso  alleggerimenti  temporanei  dei  tributi  locali  o  altri  strumenti  proporzionati  ai  danni effettivamente subiti. Questo principio vale anche per le imprese penalizzate da mesi per la chiusura del rondò della Croce. Lo sviluppo della città non può essere pagato esclusivamente dalle imprese.  Per accompagnare  questa  fase Confartigianato  ha istituito  una  task force permanente  dedicata  alle imprese  interessate  dai  cantieri  e  dalle  modifiche  della  viabilità.  Le  imprese  potranno  segnalare  a Confartigianato le criticità riscontrate in materia di viabilità, parcheggi, accessibilità, operazioni di carico e scarico, sicurezza e organizzazione dei cantieri. Ogni segnalazione  sarà portata ai tavoli tecnici  per individuare,  insieme  all’Amministrazione  comunale,  le  soluzioni  ancora  concretamente  percorribili. Prendiamo  atto  della  disponibilità  dimostrata  dall’Assessore  alla  Mobilità  Giovanni  Patronelli  e dal Presidente della Commissione Assetto del Territorio Vincenzo Di Gregorio, impegnati quotidianamente nel confronto con cittadini  e imprese.


Confidiamo – concludono nella nota – che questa disponibilità  si traduca rapidamente in interventi concreti, nel completamento degli interventi previsti, nella realizzazione dei nuovi parcheggi e nell’approvazione degli strumenti permanenti di tutela del sistema economico cittadino. Le imprese hanno già dimostrato senso civico, sopportando mesi di disagi, cali di fatturato e profonde difficoltà operative. Ora spetta alle istituzioni dimostrare la stessa determinazione. La BRT potrà rappresentare una vera opportunità per Taranto soltanto se entrerà in funzione con un sistema della sosta adeguato alle  esigenze  della  città,  con  gli  interventi  previsti  completati  e  con  strumenti  concreti  di  tutela economica per le imprese. Solo così una grande opera pubblica potrà trasformarsi in un’occasione di sviluppo condiviso e non in un ulteriore fattore di penalizzazione per l’economia di prossimità. 


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