Tramezzi in cartongesso vs muratura: confronto e guida alla scelta


I tramezzi interni sono partizioni non portanti che suddividono gli spazi abitativi. Possono essere realizzati con sistemi a secco, come il cartongesso e il gessofibra, o con sistemi a umido, che comprendono le pareti in laterizio, in calcestruzzo alleggerito e in calcestruzzo aerato autoclavato (AAC). Soluzioni differenti per processo costruttivo, prestazioni e tempi di cantiere, ma tutte in grado di rispondere alle esigenze di chi progetta e realizza spazi interni funzionali.

Muratura e cartongesso rappresentano due approcci costruttivi distinti. La loro diffusione cambia anche in base all’area geografica, e spesso la scelta del sistema costruttivo è guidata più da un’abitudine consolidata, che da una valutazione consapevole delle alternative disponibili.

Nel Sud Europa la tradizione costruttiva ha consolidato l’uso della muratura con malta e mattoni; nei Paesi del Nord Europa e nel mondo anglosassone i sistemi a secco hanno invece raggiunto una diffusione molto più ampia. Eppure, entrambe le soluzioni, se correttamente progettate ed eseguite, sono in grado di soddisfare i requisiti tecnici richiesti ai divisori interni: isolamento acustico e termico, robustezza, resistenza al fuoco e predisposizione al passaggio degli impianti.

Questo articolo analizza i due sistemi partendo dal cartongesso, tecnologia spesso ancora sottovalutata nel contesto italiano, per poi affrontare le soluzioni in muratura, con l’obiettivo di offrire un quadro tecnico utile a orientare una scelta progettuale consapevole.


Meglio le pareti in cartongesso o muratura? I sistemi a secco

Il cartongesso porta ancora con sé qualche pregiudizio. Per lungo tempo è stato associato a un impiego decorativo o provvisorio, percepito come meno “solido” rispetto alla muratura tradizionale.

Oggi, grazie a una conoscenza più approfondita del prodotto e alla disponibilità di soluzioni tecnicamente evolute, viene sempre più spesso adottato come sistema per divisori interni alla pari delle tecnologie tradizionali.

E il panorama dei sistemi a secco si è ulteriormente arricchito con l’affermarsi del gessofibra, materiale dalle prestazioni complementari e, in alcuni contesti, superiori.

Sistema a secco in cartongesso GYPROC HABITO ACTIV’AIR® di Saint-Gobain Gyproc per pareti interne resistenti e salubri
 

​I vantaggi del sistema in cartongesso

Il primo vantaggio è strutturale: la leggerezza. La posa del cartongesso comporta un incremento contenuto del carico sulle strutture portanti, il che lo rende particolarmente indicato nelle nuove costruzioni in zone ad alto rischio sismico e negli interventi di ristrutturazione, dove qualsiasi carico aggiuntivo sui solai esistenti va attentamente valutato.


Il secondo vantaggio è operativo: la rapidità di esecuzione. I sistemi a secco non richiedono acqua né malte, eliminando i tempi di asciugatura e stagionatura tipici della muratura. La planarità delle lastre riduce le lavorazioni di finitura a una semplice rasatura superficiale, e viene meno la necessità di aprire e richiudere le tracce per gli impianti, con una significativa riduzione dei tempi e dei costi di cantiere.

Il terzo vantaggio è la versatilità progettuale: il cartongesso si presta alla realizzazione di geometrie curve, nicchie e soluzioni compositive che con la muratura tradizionale sarebbero molto più complesse da eseguire.

Planimetria con distribuzione delle pareti in Sitges House di Roman Izquierdo Bouldstridge - Sitges / Spagna / 2024 | © Foto: José Hevia

Planimetria con distribuzione delle pareti in Sitges House di Roman Izquierdo Bouldstridge – Sitges / Spagna / 2024 | © Foto: José Hevia
Pareti in cartongesso con grandi aperture in Sitges House di Roman Izquierdo Bouldstridge - Sitges / Spagna / 2024 | © Foto: José Hevia
Pareti in cartongesso con grandi aperture in Sitges House di Roman Izquierdo Bouldstridge – Sitges / Spagna / 2024 | © Foto: José Hevia
 

Resistenza meccanica del cartongesso: sfatiamo un falso mito

Una delle obiezioni più ricorrenti riguarda la resistenza meccanica. In realtà essa non dipende dalla sola lastra, ma dall’insieme del sistema: lastra e orditura metallica di supporto. Per incrementarla è possibile optare per lastre fibrorinforzate o prevedere una doppia lastra per lato. Per il fissaggio di mensole, pensili ed elementi pesanti, è sufficiente intervenire in corrispondenza della struttura metallica o inserire rinforzi in legno; i tasselli specifici per cartongesso sono disponibili in diverse tipologie calibrate sul carico previsto.

Planimetria del progetto Casa Lilio di Manuela Tognoli - Roma / Italia / 2025 | © Foto: Francesco Marano

Planimetria del progetto Casa Lilio di Manuela Tognoli – Roma / Italia / 2025 | © Foto: Francesco Marano
Parete in cartongesso tra cucina e bagno in Casa Lilio di Manuela Tognoli - Roma / Italia / 2025 | © Foto: Francesco Marano
Parete in cartongesso tra cucina e bagno in Casa Lilio di Manuela Tognoli – Roma / Italia / 2025 | © Foto: Francesco Marano
 


Lastre standard e lastre speciali

Le lastre in cartongesso si articolano in due categorie principali.

Le lastre standard, con nucleo di gesso rivestito su entrambe le facce da fogli di cartone e spessore tipico di 13 mm, offrono buone prestazioni di isolamento termico e acustico e si prestano a qualsiasi tipo di finitura superficiale: idropitture, smalti, carta da parati, piastrelle. Non sono però adatte ad ambienti ad alta umidità come bagni e cucine.

Lastra speciale in cartongesso per ambienti umidi GYPROC HABITO? FORTE HYDRO di Saint-Gobain Gyproc

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Le lastre speciali rispondono invece a esigenze prestazionali specifiche:

  • Isolamento termico: lastre pre-accoppiate a pannelli isolanti, impiegate soprattutto come contropareti sui muri perimetrali per eliminare i ponti termici.
  • Isolamento acustico: lastre fonoisolanti, disponibili pre-accoppiate a pannelli isolanti o in versione traforata, progettate per ridurre la trasmissione del rumore tra ambienti adiacenti.
  • Resistenza meccanica: lastre in gesso densificato e rinforzato, con spessori maggiori rispetto alle standard, adatte a sopportare carichi sospesi. Grazie agli additivi nel nucleo, offrono anche ottime prestazioni di resistenza al fuoco e all’umidità.
  • Resistenza all’umidità: le cosiddette “idrolastre”, classificate secondo la norma EN 520 nelle categorie H1, H2 e H3 in base all’assorbimento d’acqua. Per bagni e cucine si impiegano generalmente lastre H2; per ambienti ad altissima umidità come box doccia, piscine e SPA sono disponibili lastre con assorbimento inferiore al 3%, utilizzabili anche in esterno.
  • Resistenza al fuoco: lastre con nucleo di gesso miscelato a fibre di vetro o vermiculite, che consentono di raggiungere la classe di reazione al fuoco 0.

Pareti in gessofibra: l’evoluzione del sistema a secco

Nel panorama dei sistemi a secco merita una trattazione specifica il gessofibra, spesso considerato l’evoluzione naturale del cartongesso, ma con caratteristiche sensibilmente diverse.


Mentre il cartongesso è costituito da un’anima di gesso racchiusa tra due fogli di cartone, il gessofibra nasce da un impasto omogeneo di gesso naturale e fibre di cellulosa riciclata, provenienti principalmente da carta e giornali, pressati insieme fino a formare lastre compatte e robuste. Una composizione che lo avvicina ai principi della bioedilizia.

La struttura omogenea si traduce in prestazioni superiori rispetto al cartongesso standard su più fronti: maggiore resistenza meccanica, migliore isolamento termico e acustico grazie alla massa più elevata, elevata resistenza al fuoco con combustione lenta e assenza di fumi nocivi. A queste si aggiunge la traspirabilità, il materiale, infatti, concorre a regolare l’umidità interna, riduce i rischi di condensa e muffa e può assorbire parte dei composti organici volatili (VOC) presenti negli ambienti chiusi.

Dal punto di vista sismico, il sistema in gessofibra mostra un comportamento duttile: l’energia viene dissipata attraverso l’interazione tra fissaggi, rivestimenti e sottostrutture, migliorando la sicurezza complessiva dell’edificio.

Non si tratta di una soluzione alternativa al cartongesso in senso competitivo, ma complementare: il progettista dispone così di uno strumento in più per rispondere alle esigenze specifiche di ogni contesto.

Le pareti in muratura: i sistemi costruttivi a umido

Le partizioni interne realizzate in muratura appartengono alla categoria dei sistemi costruttivi a umido, caratterizzati dall’utilizzo di malte, collanti, intonaci e rasature per la messa in opera e la finitura delle superfici. Rispetto ai sistemi a secco, richiedono fasi di lavorazione più articolate e tempi di asciugatura che incidono sull’organizzazione complessiva del cantiere.


Tra le tecnologie più diffuse per i tramezzi interni si distinguono i blocchi in laterizio, i blocchi in calcestruzzo alleggerito e il calcestruzzo aerato autoclavato (AAC): materiali che si differenziano per densità, velocità di posa, lavorabilità, necessità di finitura superficiale e prestazioni termoacustiche.

Tramezze in laterizio

Il sistema con blocchi in laterizio è tra i più consolidati nel settore delle costruzioni, con una tradizione applicativa particolarmente radicata nel contesto italiano e mediterraneo. I blocchi vengono posati su letti di malta lungo i giunti orizzontali e verticali e sono disponibili in diverse altezze e spessori; la percentuale di foratura varia da prodotto a prodotto, influenzando direttamente la massa volumica dell’elemento e le sue prestazioni meccaniche e acustiche.

Lo spessore nominale del blocco, comunemente 20, 12 o 8 cm, non corrisponde allo spessore finale della parete: il sistema richiede l’applicazione di intonaco, rasatura e tinteggiatura su entrambe le facce, con un’aggiunta indicativa di 1,5-2 cm per lato. Questo si traduce in un incremento dello spessore complessivo e in tempi di cantiere più lunghi, poiché ogni strato richiede propri cicli di posa e stagionatura.

Sul fronte delle prestazioni acustiche, un divisorio in laterizio può raggiungere circa 42 dB di potere fonoisolante, un valore adeguato per tramezzi interni che separano ambienti della stessa unità immobiliare. Per le pareti che dividono unità abitative distinte, il D.M. 5 dicembre 1997 (“Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici”) fissa un indice di valutazione del potere fonoisolante apparente Rw ≥ 50 dB: un obiettivo che con il solo laterizio richiede spesso l’integrazione di un isolante dedicato o la realizzazione di una doppia parete.

Per i tramezzi interni, i blocchi porizzati offrono una soluzione particolarmente interessante. Prodotti incorporando nell’argilla cruda alleggerenti organici e non organici — come farine di cellulosa, perlite o polistirene — presentano una struttura a macro e micropori non comunicanti contenenti aria, che li rende più leggeri dei blocchi tradizionali pur mantenendo una buona resistenza meccanica.


Un elemento critico del sistema è il giunto di malta, sia orizzontale sia verticale, che costituisce una discontinuità e può penalizzare le prestazioni termiche e acustiche della parete. Una risposta tecnica efficace è rappresentata dai blocchi rettificati: grazie alla rettifica delle facce di appoggio, è possibile realizzare giunti orizzontali sottili di circa 1 mm. Sul lato verticale, il giunto di malta può essere eliminato grazie all’incastro assicurato dalle sagomature presenti sulle superfici del blocco.

Per ottimizzare le prestazioni complessive è possibile abbinare malte e intonaci termoisolanti e utilizzare pezzi speciali nei punti di discontinuità, come angoli e stipiti delle porte. La realizzazione delle tracce impiantistiche richiede invece lavorazioni più invasive rispetto ad altri materiali: le scanalature devono essere eseguite senza compromettere la continuità del paramento e successivamente richiuse con materiali compatibili con il sistema murario.

Divisori in calcestruzzo alleggerito

I blocchi in calcestruzzo alleggerito rappresentano un’alternativa apprezzata soprattutto nei cantieri di ristrutturazione, per la leggerezza, la lavorabilità e la velocità di posa. Il minor peso rispetto alla muratura in laterizio può costituire un vantaggio concreto quando è necessario contenere i carichi sui solai esistenti, mentre la regolarità degli elementi accelera le operazioni di montaggio.

Lisci e rettificati di fabbrica, i blocchi in calcestruzzo alleggerito consentono di ottenere pareti già planari in fase di realizzazione, riducendo le lavorazioni di finitura. In molti casi non è necessaria l’intonacatura tradizionale: può essere sufficiente una rasatura con rete armata in fibra di vetro, secondo quanto indicato dalle schede tecniche del sistema adottato.

Dal punto di vista delle prestazioni, il calcestruzzo alleggerito offre buoni valori di isolamento acustico, con prestazioni che possono raggiungere 52 dB Rw. Il materiale è inoltre impermeabile, caratteristica che lo rende adatto anche ad ambienti soggetti a umidità, e presenta una buona resistenza al fuoco, analogamente agli altri sistemi minerali per divisori interni.


È importante sottolineare che il calcestruzzo alleggerito funziona come un sistema integrato: per esprimere al meglio le proprie caratteristiche richiede l’utilizzo coordinato di tutti i materiali complementari previsti, come colle, adesivi, rasanti e intonaci, secondo le indicazioni del produttore.

Calcestruzzo aerato autoclavato (AAC)

Merita una trattazione specifica il calcestruzzo aerato autoclavato, noto anche attraverso denominazioni commerciali ormai entrate nel linguaggio comune di cantiere, come Siporex, Gasbeton e Ytong. Si tratta di un materiale distinto dal calcestruzzo alleggerito tradizionale, sia per composizione sia per processo produttivo, caratterizzato da una struttura interna altamente porosa.

L’AAC è composto per circa il 70% da aria, sotto forma di micro e macro-porosità, il che lo rende estremamente leggero. Questa caratteristica lo rende particolarmente indicato nelle ristrutturazioni, dove i carichi aggiuntivi sui solai esistenti rappresentano una variabile critica, e agevola la movimentazione in cantiere e la velocità di posa.

Le microcelle chiuse che inglobano aria conferiscono al materiale buone capacità di isolamento termico e acustico. A queste si aggiunge la traspirabilità: l’AAC contribuisce alla regolazione dell’umidità interna e al comfort abitativo. Completano il profilo una buona resistenza meccanica, la resistenza al fuoco e un’elevata lavorabilità, particolarmente apprezzata per la facilità di taglio e sagomatura in cantiere.

Blocchi in calcestruzzo aerato Ytong Y-PRO XL di Xella Italia per tramezzi interni leggeri e isolanti

Blocchi in calcestruzzo aerato Ytong Y-PRO XL di Xella Italia per tramezzi interni leggeri e isolanti
 


Anche le pareti in AAC richiedono un idoneo ciclo di finitura. Rispetto al laterizio, la superficie è più omogenea e planare, e può quindi richiedere cicli di finitura più sottili. Resta però fondamentale utilizzare intonaci, rasanti e primer compatibili con il supporto, trattandosi di un materiale molto poroso e assorbente. Per le tracce impiantistiche, la maggiore lavorabilità del materiale facilita le operazioni di cantiere, ma le scanalature devono essere dimensionate correttamente e richiuse con malte compatibili, per non compromettere la continuità e la resistenza del tramezzo.

Cartongesso o muratura: come orientarsi nella scelta?

Non esiste una risposta univoca, né sarebbe corretto cercarne una. La scelta tra muratura e sistemi a secco dipende da un insieme di variabili che il progettista è chiamato a valutare caso per caso: il contesto d’intervento, le prestazioni richieste, i tempi di cantiere, il budget complessivo e la destinazione d’uso degli ambienti.

In linea generale, la muratura tradizionale si conferma una scelta solida dove si privilegiano massa, inerzia termica e una robustezza percepita consolidata. I sistemi a secco, come cartongesso e gessofibra, offrono invece flessibilità, rapidità esecutiva e una gamma prestazionale in continua espansione, che li rende competitivi in quasi tutti i contesti applicativi.

 

Per una valutazione corretta è sempre consigliabile considerare il costo complessivo della lavorazione, non solo il prezzo unitario del materiale, tenendo conto di tutte le voci che concorrono alla realizzazione del divisorio: posa, finiture, impianti, tempi di cantiere. Affidarsi alla consulenza di un progettista resta la strada più sicura per fare la scelta più adatta al proprio caso specifico.


Crediti di produzione

  • Selezione prodotti e immagini: Rossella Giannella
  • Coordinamento SEO: Antonio Simone

La parete in cartongesso disegna degli archi bel progetto B . CL di CIMA studio - Bologna / Italia / 2022 | © Foto: Nicolò Panzeri




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 Rossella di Gregorio

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