Il teatro, per Vincenzo Bocciarelli, non è mai soltanto un cartellone. È una temperatura dell’anima. Un fuoco che si accende tra il pubblico e gli attori, tra le storie e chi sceglie di lasciarsi attraversare. È con questa immagine, potente e quasi fisica, che il direttore artistico dei Teatri di Siena ha raccontato a Buongiorno Palio, la nuova stagione 2026-2027, intitolata “Il fuoco dell’arte“.
Un titolo che non è uno slogan, ma una dichiarazione di intenti. Il fuoco di Prometeo, rubato agli dei per donarlo agli uomini. Il fuoco di Santa Caterina, che richiama quella frase scelta come guida ideale della stagione: “Se sarete ciò che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo”.
“Il teatro nasce sempre da un atto d’amore”
Per Bocciarelli il fuoco non è distruzione, ma energia, trasformazione, purificazione. “Il fuoco è l’elemento portante e trascinante della stagione. È il fuoco dell’amore, perché il teatro nasce sempre da un atto d’amore: tra il pubblico e gli attori, le storie, le emozioni”.
La stagione partirà il 23 ottobre con un’anteprima nazionale: “Bella e la Bestia”, con Giulia Penna e Sergio Muniz, per la regia di Luca Cattaneo. Una favola, certo, ma non soltanto una favola. “Quest’anno ho pensato di dedicare la stagione anche a un tema sociale molto vicino ai giovani: le problematiche dell’alimentazione. Da lì nasce un percorso di autoaccettazione e autoconsapevolezza. Il teatro deve diventare non solo occasione di crescita, ma anche di riflessione”.
Alla prima sarà presente anche AIDAP Siena, associazione che si occupa di disturbi dell’alimentazione, proprio a testimoniare la volontà di intrecciare spettacolo e responsabilità sociale.
Una stagione di grandi nomi e tanti linguaggi
Il cartellone porterà a Siena alcuni dei nomi più importanti del teatro e dello spettacolo italiano.
Tra gli appuntamenti annunciati da Bocciarelli ci sono Umberto Orsini con Prima del temporale, per la regia di Massimiliano Popolizio; Mascia Musy con Anna dei miracoli; Paolo Calabresi; Luca Zingaretti, impegnato in un omaggio a Italo Calvino; la danza contemporanea di Roberto Zappalà con Brothers Two Brothers, dall’Etna al Fuji; Anna Galiena e Fabio Troiano in A casa tutti bene.
E ancora il Balletto di Siena con Il lago dei cigni, il musical Cenerentola, Giuseppe Fiorello con Educazione sentimentale, Greg in Assassinio sull’Orient Express, Shakespeare con Giorgio Pasotti e Giacomo Giorgio, fino a Rocio Munoz Morales, Ambra Angiolini, Ivana Monti, Silvio Orlando, Giuseppe Pambieri, Stefano Fresi e Flavio Insinna.
Una stagione che, come sottolinea il direttore artistico, cerca di parlare a pubblici diversi. “Ho cercato di dare spazio alla condivisione familiare, al prendersi per mano e godere del teatro con la propria famiglia”.
Tutte le declinazioni del fuoco
Il tema del fuoco attraverserà l’intera stagione in forme diverse. “Ci sarà il fuoco del tradimento, il fuoco della gelosia, il fuoco dell’amore, il fuoco della malattia. Non un fuoco che spaventa, ma un fuoco che fonde, purifica, dà energia e porta rinnovamento”. È questa la cifra più riconoscibile del lavoro di Bocciarelli: trasformare un cartellone in un racconto, una sequenza di spettacoli in un percorso emotivo e simbolico.
Il legame con Su il Sipario e il pubblico senese
Durante l’intervista Bocciarelli ha ricordato anche Su il Sipario, la rubrica di Siena Tv che accompagna gli spettacoli della stagione teatrale. Con ironia e affetto ha citato il lavoro fatto dietro le quinte, gli attori che arrivano spesso stanchi dalle tappe dei tour e vengono accolti dalle interviste prima di salire sul palco. Un racconto che dice molto del rapporto costruito in questi anni tra i Teatri di Siena, gli artisti e il pubblico. Il successo, secondo il direttore artistico, non nasce solo dai nomi. “È un’alchimia delicatissima. Bisogna collocare gli spettacoli nel momento giusto dell’anno, immaginare come sarà il pubblico tra un anno, intuire come cambierà la società. Tutto cambia rapidamente”.
Flavio Insinna saluta Siena Tv: “Viva il teatro, viva Siena”
Tra i momenti più emozionanti della puntata, il video saluto inviato da Flavio Insinna, protagonista della prossima stagione con La notte prima degli esami. Un messaggio semplice, affettuoso, accompagnato anche dalla gatta Ugolina, che ha strappato un sorriso in studio. “Viva il teatro, sempre. Viva Siena”.
Per Bocciarelli quel saluto conferma il legame costruito negli anni tra gli artisti e la città. Un legame che va oltre la presenza sul palco e diventa familiarità, riconoscenza, desiderio di tornare.
Non solo autunno: l’estate dei Teatri di Siena
Bocciarelli ha poi guardato anche al presente, raccontando Sboccia l’estate, la programmazione estiva partita il 21 giugno con Il flauto magico di Mozart, realizzato in collaborazione con il Conservatorio Rinaldo Franci e con il supporto di Filogen.
Il filo conduttore dell’estate è la spiritualità, anche in riferimento all’ottavo centenario di San Francesco, ma ci sarà spazio anche per Shakespeare, con Sogno di una notte di mezza estate in Piazza del Campo, in occasione dei 410 anni dalla morte del drammaturgo inglese.
Tra gli appuntamenti più attesi anche il musical dedicato a Tina Turner, in anteprima nazionale il 22 luglio in Piazza del Campo.
La foto del giovane Vincenzo: “Ero un folletto dei boschi”
Il momento più intimo arriva alla fine, quando sullo schermo compare una foto di un giovanissimo Vincenzo Bocciarelli.
“È una foto fatta a Siena, prima dell’inizio di tutto il mio percorso. In quell’espressione c’erano tutta la voglia, l’entusiasmo, la determinazione, la passione e l’innamoramento per il teatro”.
Poi la definizione più bella, quasi letteraria.
“Ero un po’ un satiro dei boschi. Sono cresciuto nelle campagne di Siena e ho attinto questa linfa proprio dalla terra. Era un Vincenzo follettiano, uno spiritello dei boschi”.
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Simona Sassetti
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