Kalsa: dall’antica cittadella dell’emiro ai chioschi di panino con la milza, passando per chiese barocche e murales. Scopri cosa vedere e dove mangiare in uno dei quartieri storici di Palermo.
A Palermo c’è un quartiere che porta ancora nel nome il segno della sua origine: Kalsa, dall’arabo al-khalisa, “l’eletta”. Qui, nel IX secolo, gli emiri scelsero di costruire la loro residenza fortificata, con tanto di moschea, bagni pubblici e arsenale vicino al porto. Oggi quella pianificazione urbana pensata per proteggere dal sole si intreccia con le opere di street art nate negli ultimi trent’anni e con le friggitorie che ancora oggi servono panino con la milza e panelle agli stessi angoli di sempre. In questo articolo ti portiamo a scoprire come si è trasformato questo angolo di città, cosa vedere tra arte e architettura e dove fermarti per un assaggio di street food palermitano.
Un quartiere nato per l’emiro, oggi laboratorio di street art
Il quartiere si estende tra via Maqueda, via Vittorio Emanuele, via Lincoln e il lungomare del Foro Italico. Fondata come centro amministrativo, Piazza Kalsa ospitava il palazzo dell’emiro, il Diwan (il municipio dell’epoca), la prigione e la moschea. Con l’arrivo dei Normanni nel 1072 la struttura urbana cambiò pelle e nei secoli successivi passò sotto il controllo spagnolo, che sfruttò le piazze del quartiere – come piazza Magione – per scopi militari.
Il colpo più duro arrivò con i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che lasciarono ferite profonde nel tessuto urbano. Per decenni il quartiere restò ai margini, fino a quando, a partire dagli anni ’90, una serie di interventi di recupero ha riportato vita nelle piazze e nei palazzi rimasti vuoti. Da quel periodo la Kalsa è anche il punto di partenza del Kals’art, il festival estivo che ogni anno porta concerti, mostre e spettacoli nelle sue strade.
Tra i protagonisti di questa rinascita ci sono i murales: nati come omaggio alla tradizione dei pupi siciliani, oggi raccontano anche la storia della lotta alla mafia. Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono cresciuti proprio qui, frequentando le stesse scuole e le stesse strade che oggi i visitatori percorrono tra una chiesa barocca e un chiosco di sfincione.
Cosa vedere nel quartiere Kalsa di Palermo
Tra piazze, chiese e musei, la Kalsa concentra in pochi isolati alcune delle testimonianze più importanti della storia di Palermo. Ecco i punti da segnare sulla mappa.
Piazza Marina e il Giardino Garibaldi
È uno dei punti di accesso più suggestivi al quartiere, lambito a est dal palazzo della Steri, antica sede dell’Inquisizione spagnola e oggi parte dell’Università di Palermo. Al centro del Giardino Garibaldi, il piccolo parco che occupa la piazza, cresce un esemplare di Ficus macrophylla con radici aeree così estese e robuste da assomigliare a ulteriori tronchi: è considerato tra gli alberi più grandi d’Europa.
In questa piazza c’è anche il murale È tempo di andare avanti, un ritratto di Giovanni Falcone, realizzato dallo street artist palermitano TvBoy (Salvatore Benintende). Poco lontano, sulla facciata dell’Istituto Nautico verso il porto della Cala, Rosk & Loste hanno dedicato un altro murale alla memoria di Falcone e Borsellino insieme.
Palazzo Abatellis e la Galleria Regionale della Sicilia
Il palazzo, costruito nel Quattrocento in stile gotico-catalano su progetto dell’architetto Matteo Carnilivari, ospita oggi la Galleria Regionale della Sicilia, una delle raccolte più importanti dell’isola. All’interno trovi opere che vanno dal Medioevo al Rinascimento, tra cui sculture e dipinti di artisti siciliani e non solo: è uno dei punti di riferimento per chi vuole vedere arte antica senza muoversi dal quartiere, ed è anche uno dei pochi edifici nobiliari di via Alloro arrivato fino a oggi senza danni gravi.
Chiesa di Santa Maria dello Spasimo
Costruita a partire dal 1509 e mai completata per gli alti costi del progetto firmato da Giacomo Basilicò, questa chiesa senza tetto è rimasta sconsacrata per tutta la sua storia. Nei secoli è stata riutilizzata in modi molto diversi tra loro: prima come teatro, poi, a partire dal 1624, come lazzaretto durante un’epidemia di peste che colpì Palermo. Oggi è uno spazio per concerti ed eventi culturali, con i suoi grandi archi gotici aperti sul cielo che la rendono uno dei luoghi più fotografati del quartiere, soprattutto al tramonto.
Basilica della Magione
Fondata nel XII secolo da Matteo D’Ajello, cancelliere del Regno di Sicilia, fu l’ultimo edificio religioso costruito sotto il governo dei Normanni prima del passaggio agli Svevi. Nel 1197 l’imperatore Enrico VI la concesse all’ordine dei Cavalieri Teutonici, che ne fecero la loro sede principale in città. Il suo giardino interno, in stile arabo-normanno, è uno spazio raccolto e silenzioso poco lontano dal trambusto di via Alloro, con un chiostro che vale una sosta anche solo per qualche minuto.
Foro Italico e Porta Felice
Il lungomare di Palermo, costruito nel 1582 per volontà del viceré Marco Antonio Colonna, segna il confine orientale del quartiere verso il mare. Porta Felice, eretta in onore di Donna Felice Orsini, moglie del viceré, segna l’ingresso storico verso il lungomare ed è il punto in cui via Vittorio Emanuele si apre sulla costa. L’area, oggi un grande parco urbano, fino al 1848 era conosciuta come Foro Borbonico ed è uno dei luoghi preferiti dai palermitani per una passeggiata serale.
Dove mangiare street food nella Kalsa
Il quartiere conserva uno dei chioschi più conosciuti per lo street food palermitano: la Friggitoria Chiluzzo, in piazza della Kalsa, dove ordinare il classico panino con la milza (pani câ meusa) o quello con panelle e crocchè – le frittelle di farina di ceci abbinate alle crocchette di patate. Il panino con la milza si può chiedere schietto, cioè con solo una spruzzata di limone, oppure maritato, con l’aggiunta di caciocavallo grattugiato o ricotta fresca.
Sempre in piazza della Kalsa, vicino alla Porta dei Greci, capita di trovare bancarelle che arrostiscono la stigghiola (budella di vitello o agnello arrotolate attorno a un cipollotto) direttamente sulla griglia all’aperto. Se vuoi qualcoda di più semplice, lo sfincione – una focaccia alta e spugnosa condita con pomodoro, cipolla, acciughe, caciocavallo e pangrattato – si trova nei forni della zona e dai venditori ambulanti che lo portano in giro sui loro furgoncini. La maggior parte di queste specialità costa tra 2 e 5 euro e quasi ovunque si paga solo in contanti.
Come arrivare al quartiere Kalsa di Palermo
La Kalsa si trova nel centro storico di Palermo, a pochi minuti a piedi dai Quattro Canti e da via Maqueda. Da Palermo Centrale, la stazione ferroviaria principale, si raggiunge in circa 15-20 minuti di camminata, oppure con i bus locali che attraversano il centro storico, inclusa la linea Arancione e la linea 107 che passa nei pressi del lungomare.
Se viaggi in auto, sappi che il centro storico di Palermo è regolato da una zona a traffico limitato, attiva in determinate fasce orarie e giorni della settimana. Prima di partire ti consigliamo di valutare l’attivazione del servizio ZTL, che permette di gestire l’accesso alle aree a traffico limitato in modo più semplice, veloce e digitale.
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Marta Mingolla
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