Città del Messico (Messico) 1 luglio 2026 – Un popolo in festa, un urlo che dal cuore di Città del Messico, dal cuore dell’Estadio Azteca arriva a tutte le formazioni ancora impegnate nel torneo. Il Messico c’è, batte per 2-0 l’Ecuador e manda a tutte le avversarie un chiaro messaggio: per vincere questo trofeo bisognerà passare sull’entusiasmo di questa Tricolor. Quarta vittoria su quattro e quarto clean sheet per i ragazzi di Aguirre, mentre Quiñones e Jimenez continuano a segnare gol, loro anche quelli che valgono il successo in questi sedicesimi di finale. Saluta invece la competizione la squadra di Beccacece, una formazione di grande talento, incapace però di trasmetterlo in questo torneo.
Primo tempo
Nel tempio del calcio messicano, all’interno del leggendario Estadio Azteca di Città del Messico, comincia il percorso nella fase a eliminazione diretta dei padroni di casa del Messico. Dopo aver vinto i gironi, la Tricolor torna in campo a caccia di un posto tra le prime 16 di questa competizione, ma di fronte trova un’altra Tricolor, precisamente quella dell’Ecuador, in un derby tra Centro e Sud America tutto di lingua spagnola. Tanta attesa, tanta aspettativa, messa a covare in uno stadio già elettrico prima del calcio d’inizio, e costretta ad attendere un’ora in più prima di potersi sfogare. Il match comincia infatti con un’ora di ritardo a causa delle condizioni atmosferiche.
Per il match dell’Azteca non si tocca il 4-3-3 del Messico. Davanti a Rangel ci sono Vasquez e Montes a comandare la difesa. Romo è l’uomo di esperienza a centrocampo, al fianco del metronomo Lira e del giovanissimo classe 2008 Mora. In avanti Jimenez è il riferimento centrale del tridente, affiancato da Alvarado e Quiñones. Dall’altra parte Beccacece si affida alla coppia Valencia e Plata a timonare l’attacco ecuadoregno. Caicedo è il faro a centrocampo, al fianco di Vite, mentre è confermato titolare l’esterno del Venezia, Yeboah. In difesa è confermato Ordoñez al fianco di Pacho, mentre Hincapié è schierato sulla corsia di sinistra.
Come prevedibile, è ottima la partenza del Messico. I ragazzi di Aguirre gestiscono molto bene il pallone nella prima parte di gara e subito si fanno vedere con qualche azione pericolosa dalle parti di Galindez. Nessuna di queste però crea seri grattacapi al portiere dell’Ecuador. La pressione asfissiante dei ragazzi di Beccacece, permette ai sudamericani di prendere poco a poco campo, mostrando quell’intensità tipica della sua formazione, con un baricentro molto alto a soffocare sul nascere la manovra avversaria.
Per il Messico è però un momento magico e al primo pallone per battere la linea alta avversaria sblocca il match. Il lancio di Alvarado coglie perfettamente l’attacco alla profondità di Quiñones. Sterzata per evitare il difensore e destro secco sotto l’incrocio sul primo palo: i padroni di casa sono avanti al 22′. L’Ecuador cerca di non scomporsi dopo la rete subita, ma in fase di costruzione perde un possesso sanguinoso davanti alla propria area di rigore. Quiñones questa volta rifinisce, mentre a segnare è Jimenez con un destro aperto a propria volta sotto l’incrocio, questa volta sul lato opposto della porta. Uno-due devastante messicano, al 31′ è 2-0 per il Messico.
L’Ecuador accusa il colpo. È evidente tra i ragazzi ecuadoregni un piccolo periodo di confusione dopo le due reti subite. Bravi però a trovare la reazione giusta sul finale di tempo: ci pensa Rangel a chiudere lo specchio della propria porta per confermare il 2-0 messicano alla fine del primo tempo.
Secondo tempo
All’intervallo Beccacece prova a scuotere i suoi, lo fa anche con due cambi a rilevare Franco e Ordoñez, tra i peggiori della prima frazione. La formazione dell’Ecuador prova a costruire pericoli, cercando combinazioni rapide e conclusioni anche dalla lunga distanza per sorprendere e colpire Rangel, ma la Tricolor con la maglia gialla manca di precisione. Continua così la girandola dei cambi del tecnico argentino, il quale rileva anche un impalpabile Enner Valencia in favore di Rodrugiez, per l’attaccante classe 1989 forse l’ultima apparizione con la sua nazionale.
È l’Ecuador a dettare il ritmo in questa ripresa, ma come successo nella fase centrale del primo tempo, il Messico ha qualità da vendere e con ottimi scambi sa battere la pressione avversaria. Un paio di folate nella fase centrale della ripresa portano i messicani a costruire occasioni molto pericolose, ma Galindez si fa rispettare, realizzando un paio di parate di alto livello per tenere ancora vivi i suoi. Il tempo è tiranno, ma i sudamericani non riescono a sfondare tra le maglie avversarie.
Beccacece continua a cercare una scintilla, un colpo di genio o anche di fortuna, terminando i propri cambi quando la gara sta per entrare nei suoi ultimi dieci minuti. Per la nazionale gialla, rossa e blu è un finale di passione, dove la squadra prova a riversarsi in avanti ogni volta che ha il possesso del pallone. L’obiettivo è riempire l’area e gettare il pallone nel cuore della stessa appena si apre lo spazio per farlo. I due centrali del Messico non concedono però nulla agli avversari. L’area messicana è sostanzialmente una no-fly zone, dove nessun giocatore ecuadoregno riesce a emergere per colpire verso la porta.
Nel finale di gara c’è tanta confusione, la foga di chiudere l’incontro, in un senso o nell’altro, prende il sopravvento sull’ordine tattico, dando così un’immagine molto confusa di questa ultima parentesi di incontro, che arriva veloce fino ai minuti di recupero. Nell’extra time un pizzico di nervosismo comincia a farsi spazio al termine di una partita molto corretta. La frustrazione dei giocatori dell’Ecuador diventa evidente e a farne le spese è Hincapié. Il difensore dell’Arsenal ha un paio di duelli accesi con il milanista Gimenez, arrivando a un confronto verbale abbastanza acceso, dove il sudamericano si copre la bocca con la mano. La revisione del Var non lascia spazio a dubbi, con il nuovo regolamento è espulsione e Vincic gli mostra il cartellino rosso.
La partita però finisce così, senza ulteriori colpi di scena. Il Messico c’è e vince ancora una volta, ancora una volta senza subire gol. La Tricolor verde bianco e rossa supera l’Ecuador per 2-0 con le reti nel primo tempo di Quiñones e Jimenez e affronterà la vincente di Inghilterra e Repubblica Democratica del Congo agli ottavi. Torna a casa invece l’Ecuador, con quell’amara sensazione di non essere riuscito a trasmettere tutta la qualità di cui invece la rosa di Beccacece disponeva.
Il tabellino della gara
Messico-Ecuador 2-0: 22′ Quiñones, 31′ Jimenez.
Messico (4-3-3): Rangel; Sanchez, Montes, Vasquez, Gallardo; Mora (58′ Gutierrez), Lira, Romo (73′ Vargas); Alvarado (80′ Reyes), Jimenez (73′ Gimenez), Quiñones (80′ Pineda).
A disposizione: Acevedo (P), Ochoa (P), Alvarez, Fidalgo, Vega, Gonzalez, Chavez Garcia, Huerta Valera, Martinez, Chavez. All. Javier Aguirre.
Ecuador (4-4-2): Gandez; Franco (46′ Medina), Ordoñez (46′ Preciado), Pacho, Hincapié; Yeboah (79′ J. Caicedo), M. Caicedo, Vite, Angulo (79′ Paez); Plata, E. Valencia (59′ Rodriguez).
A disposizione: Ramirez (P), Valle (P), Torres, Alcivar, Estupiñan, A. Valencia, Minda, Castillo, Arevalo, Porozo. All. Sebastian Beccacece.
Arbitro: Slavko Vincic (Slovenia).
Ammoniti: Franco (E), Paez (E), esp. Hincapié (E), M. Caicedo (E).
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