Balogun graziato dalla Fifa, il caso che agita i Mondiali. Squalifica congelata e Trump esulta



East Rutherford (Stati Uniti), 5 luglio 2026 – La decisione è destinata a lasciare il segno e ad alimentare discussioni ben oltre gli Stati Uniti. La Fifa ha infatti sospeso la giornata di squalifica inflitta a Folarin Balogun dopo l’espulsione rimediata nei sedicesimi di finale contro la Bosnia, consentendo così all’attaccante statunitense di essere regolarmente a disposizione di Mauricio Pochettino per l’ottavo di finale contro il Belgio, in programma nella notte tra lunedì e martedì. Una scelta senza precedenti nella storia della Coppa del Mondo per quanto riguarda una squalifica automatica di una sola giornata, che apre inevitabilmente interrogativi sull’uniformità dei criteri disciplinari adottati durante il torneo.

L’episodio dell’espulsione

L’episodio risale alla sfida contro la Bosnia. Balogun era stato espulso dall’arbitro brasiliano Raphael Claus dopo la revisione al monitor. Nel tentativo di contendere un pallone, il centravanti americano era ricaduto sulla caviglia del difensore bosniaco Tarik Muharemovic, oggi al Sassuolo. Una dinamica giudicata da cartellino rosso e che aveva ricordato, per modalità dell’intervento, quella vista in Juventus-Galatasaray, quando Kelly era finito sulla caviglia di Yilmaz. Secondo il regolamento disciplinare, il rosso diretto avrebbe comportato automaticamente una giornata di squalifica.

Invece la Commissione disciplinare della Fifa ha deciso di intervenire applicando l’articolo 27 del Codice disciplinare, una norma che consente all’organo giudicante di sospendere, totalmente o parzialmente, l’esecuzione di una sanzione. In pratica, la giornata di stop non viene cancellata ma trasformata in una sorta di sanzione condizionale. Balogun potrà quindi disputare la sfida contro il Belgio, ma resterà in periodo di prova per un anno. Se in questo arco temporale dovesse commettere un’infrazione di analoga natura e gravità, la sospensione decadrebbe e la squalifica tornerebbe immediatamente esecutiva, oltre alle eventuali nuove sanzioni previste per il successivo episodio disciplinare.

Il ringraziamento del presidente Trump alla FIFA

La decisione della Fifa è contestata dalla Federcalcio belga che si dice “sbalordita” e minaccia ricorso. L’ha accolta con con entusiasmo invece il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sui social ha commentato la vicenda ringraziando apertamente la federazione internazionale. “Grazie alla Fifa per aver fatto la cosa giusta e per essere tornata indietro da una grande ingiustizia”, ha scritto il presidente americano, aggiungendo inevitabilmente anche un risvolto politico e mediatico a una vicenda già destinata a far discutere. La portata della decisione è notevole soprattutto perché, finora, l’articolo 27 era stato utilizzato soltanto in casi relativi a squalifiche più lunghe. Mai, invece, per sospendere l’unica giornata automatica conseguente a un’espulsione durante un Mondiale. Balogun, del resto, rappresenta uno degli uomini simbolo del cammino degli Stati Uniti. L’attaccante ha già realizzato tre reti e servito un assist nelle prime quattro partite del torneo, diventando il principale riferimento offensivo della squadra di Pochettino. La sua assenza avrebbe inevitabilmente modificato gli equilibri della sfida contro il Belgio.


I precedenti: Ronaldo e Bellingham

Pur trattandosi di una novità assoluta per una squalifica di una sola giornata ai Mondiali, esistono alcuni precedenti nell’applicazione dell’articolo 27. Il caso più simile riguarda Cristiano Ronaldo: nel novembre 2025 il fuoriclasse portoghese venne espulso nella gara di qualificazione mondiale contro l’Irlanda dopo una gomitata a John O’Shea. La sanzione iniziale prevedeva tre giornate di squalifica, ma il ricorso della federazione portoghese portò all’applicazione dell’articolo 27: una giornata effettiva e due sospese con la condizionale. In questo modo Ronaldo saltò soltanto la partita contro l’Armenia e poté essere regolarmente presente all’esordio del Portogallo nel Mondiale nordamericano. Un precedente differente, ma fondato sullo stesso principio della sospensione della sanzione, risale invece agli Europei del 2024. Jude Bellingham, dopo il gol segnato contro la Slovacchia, fu punito dall’Uefa per un gesto ritenuto offensivo nei confronti degli avversari. L’organismo europeo gli inflisse una multa da 30 mila euro e una giornata di squalifica, sospesa però per un anno, consentendogli così di continuare il torneo.

Il precedente Garrincha ai Mondiali in Cile

Negli archivi della Coppa del Mondo esiste però un episodio ancora più celebre, destinato a tornare d’attualità proprio dopo il caso Balogun. Bisogna tornare ai Mondiali del 1962 in Cile. Nella semifinale tra Brasile e Cile, Garrincha fu espulso nei minuti finali dopo aver colpito un avversario. In teoria il fuoriclasse verdeoro avrebbe dovuto saltare la finale contro la Cecoslovacchia. Accadde invece qualcosa di inatteso: la commissione disciplinare della Fifa decise di non rendere esecutiva la squalifica in tempo utile, complice anche una serie di circostanze procedurali e le fortissime pressioni legate all’importanza del giocatore. Garrincha fu così regolarmente schierato nella finale, contribuendo alla conquista del secondo titolo mondiale consecutivo del Brasile. Pur trattandosi di un contesto regolamentare completamente diverso rispetto a quello attuale, il suo resta uno dei casi più famosi nella storia dei Mondiali di un calciatore espulso che riuscì comunque a disputare la partita successiva. Il caso Balogun, però, presenta una differenza sostanziale. Stavolta non si è trattato di una decisione presa in via eccezionale o di un ritardo nell’esecuzione della sanzione, ma dell’applicazione formale di una norma prevista dal Codice disciplinare Fifa. Proprio questa interpretazione, mai utilizzata finora per una squalifica automatica di un turno in un Mondiale, rischia ora di diventare un precedente destinato a influenzare anche le future decisioni disciplinari della federazione internazionale.


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