“C’è più sicurezza, ora gli Stati facciano la loro parte”



Roma, 6 luglio 2026 – Il nuovo sistema europeo biometrico di controllo alle frontiere, l’Entry/Exit System (EES) è finito sotto pressione nel pieno della stagione estiva. Entrato progressivamente in funzione il 12 ottobre 2025 e divenuto pienamente operativo il 10 aprile 2026, l’EES sostituisce il tradizionale timbro sul passaporto con la registrazione digitale di ingressi e uscite dei cittadini di Paesi terzi che soggiornano nell’area Schengen per brevi periodi. Il sistema raccoglie inoltre fotografie del volto, impronte digitali e dati del documento di viaggio.

L’avvio del sistema, pensato per rafforzare la sicurezza alle frontiere esterne e individuare più facilmente i casi di permanenza oltre i limiti consentiti, sta però causando ritardi e lunghe code in diversi aeroporti europei. La Commissione europea si è detta pronta ad avviare nuovi colloqui con gli Stati membri, nel tentativo di evitare che le difficoltà operative incidano pesantemente sui flussi turistici di luglio e agosto.

Le nuove procedure prevedono che i cittadini extra-Ue siano sottoposti alla raccolta delle impronte digitali e a una fotografia, al posto dell’apposizione manuale del timbro sul passaporto. L’implementazione materiale del sistema resta tuttavia affidata agli Stati membri e alle autorità di frontiera nazionali. Problemi tecnici, carenze di personale e infrastrutture non adeguate hanno rallentato l’operatività in alcuni scali.

A riconoscere pubblicamente le criticità è stata venerdì scorso la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, intervenendo a Cork, in Irlanda, al termine della riunione del Collegio dei commissari. “Stiamo lavorando con gli Stati membri affinché i problemi tecnici vengano risolti”, ha dichiarato la presidente, aggiungendo che resta “ancora parecchio lavoro da fare” per superare le difficoltà emerse nell’applicazione del sistema.


Secondo quanto riportato da Politico, il commissario europeo per le Migrazioni, Magnus Brunner, ha scritto venerdì ai responsabili degli aeroporti e delle compagnie aeree per assicurare che Bruxelles intende intervenire insieme alle capitali europee. Nella lettera, visionata dalla testata, Brunner ha ricordato che l’EES è stato concepito per “garantire la sicurezza dei nostri cittadini, senza eccessivi disagi per i visitatori provenienti da fuori dell’area Schengen”.

L’iniziativa della Commissione arriva dopo l’allarme lanciato lo scorso primo luglio da alcune delle principali associazioni del trasporto aereo, tra cui Airlines for Europe, ACI Europe e l’Associazione internazionale del trasporto aereo. Le organizzazioni hanno segnalato ritardi consistenti, con passeggeri costretti ad attendere a lungo ai controlli di frontiera e, in alcuni casi, il rischio di perdere i voli in partenza. I gruppi del settore chiedono maggiore flessibilità nell’applicazione del sistema durante i picchi di traffico estivi.

Sempre secondo Politico, dall’ottobre 2025, il sistema ha registrato 43.728 persone fermate mentre tentavano di entrare nell’Unione in violazione delle norme: 16.383 non avrebbero fornito una giustificazione valida per l’ingresso, 8.739 sarebbero state identificate come persone che avevano superato il periodo di permanenza consentito e oltre 400 avrebbero tentato di attraversare la frontiera con documenti falsi.

Bruxelles: il sistema funziona nonostante le difficoltà

Oggi l’esecutivo europeo ha difeso il sistema durante il briefing di mezzogiorno con i giornalisti a Palazzo Berlaymont, sostenendo che il sistema biometrico europeo di controllo alle frontiere stia già producendo risultati rilevanti sul piano della sicurezza, nonostante le difficoltà registrate in alcuni aeroporti.

“Non abbiamo più il vecchio sistema dei timbri cartacei: lo stiamo sostituendo con un moderno sistema digitale di registrazione e controllo”, ha affermato il portavoce della Commissione per gli Affari interni, Markus Lammert.


Secondo il portavoce, il nuovo strumento ha già permesso di individuare “più di mille persone che presentavano un rischio per la sicurezza”, alle quali non è stato consentito l’ingresso nell’Unione europea. “Possiamo identificare i dati biometrici e confrontarli tra loro. Questo non era possibile con il vecchio sistema basato sui timbri”, ha aggiunto.

Lammert ha sostenuto che, nel complesso, l’impatto del sistema sui viaggiatori resta contenuto. “Nella maggior parte degli aeroporti dell’Ue l’impatto è limitato”, ha dichiarato, ricordando che l’EES è applicato in circa 1.500 punti di attraversamento delle frontiere in 29 Paesi e che sono già stati registrati quasi 110 milioni di ingressi e uscite. “Parliamo di oltre due milioni di ingressi e uscite alla settimana”, ha sottolineato.

Il portavoce ha però riconosciuto che alcuni scali stanno incontrando difficoltà. A suo avviso, molti dei problemi non dipendono direttamente dall’EES, bensì da criticità strutturali già presenti prima dell’avvio del sistema. “In alcuni aeroporti le sfide riguardano il personale: c’è abbastanza personale? L’infrastruttura è pronta? C’è spazio sufficiente per la nuova capacità tecnica?”, ha osservato.

L’incontro tecnico con gli operatori del settore

In vista dei picchi di traffico estivi, la Commissione ha convocato per il 7 luglio un incontro tecnico con il settore dell’aviazione, mentre il commissario europeo per le Migrazioni Magnus Brunner sta rafforzando i contatti con gli Stati membri maggiormente coinvolti. Lammert ha inoltre spiegato che Frontex “è pronta a dispiegare personale negli aeroporti più trafficati”, precisando tuttavia che gli interventi dell’Agenzia dipendono dalle richieste delle autorità nazionali.

Tra gli strumenti messi in campo, Lammert ha citato anche l’app di preregistrazione sviluppata da Frontex, che consente agli Stati membri di rendere più rapida e automatizzata la prima registrazione dei viaggiatori. “Gli Stati membri che la utilizzano già, per esempio la Svezia, stanno ottenendo ottimi risultati”, ha dichiarato, invitando implicitamente le altre capitali a fare maggiore ricorso allo strumento.


Il portavoce ha poi chiarito che il sistema include già meccanismi di flessibilità per affrontare situazioni eccezionali di congestione. “Quando vi è una pressione eccezionalmente elevata in un determinato punto di attraversamento, esiste la possibilità di sospendere temporaneamente la registrazione dei dati biometrici”, ha spiegato. La misura riguarda impronte digitali e immagini facciali, ma “non significa sospendere il sistema” né consentire passaggi senza controlli. “Ci sarà sempre un controllo”, ha insistito il portavoce UE.

Rispondendo alle accuse di impreparazione degli Stati membri, Lammert ha ricordato che Bruxelles aveva proceduto con il lancio graduale del sistema solo dopo aver ricevuto rassicurazioni dalle capitali. “Gli Stati membri ci avevano detto che erano pronti. Abbiamo quindi avviato il rollout graduale”, ha affermato. “Ora spetta agli Stati membri implementare correttamente il nuovo sistema ovunque. La Commissione continuerà ad aiutarli e rafforzerà ulteriormente il proprio sostegno”.


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 

Source link

Di