Per oltre un decennio, il Portogallo ha rappresentato la terra promessa per migliaia di pensionati europei, in particolare italiani. L’immagine di una vita tranquilla sulle coste dell’Algarve o tra i vicoli storici di Lisbona, amplificata da un abbattimento totale o quasi delle tasse sull’assegno previdenziale, ha spinto una vera e propria ondata migratoria d’argento. Tuttavia, il panorama legislativo e fiscale è mutato radicalmente. Oggi, andare in pensione in Portogallo richiede una pianificazione complessa e una profonda comprensione delle nuove regole del gioco.
Pensione in Portogallo, la chiusura del regime NHR
Il grande sogno della pensione in Portogallo è nato nel 2009. In quell’anno, infatti, il governo di Lisbona ha introdotto una misura rivoluzionaria: lo schema per i Residenti Non Abituali (NHR), che azzerava le tasse per i pensionati stranieri. Questa misura era stata concepita nel pieno della crisi economica globale per attrarre capitali esteri, professionisti qualificati e individui con patrimoni elevati. Per i pensionati del settore privato, l’agevolazione era straordinaria: esenzione totale dalle imposte sui redditi da pensione di fonte estera per una durata di ben dieci anni.
Nel 2020, a seguito delle crescenti lamentele da parte degli altri Stati membri dell’Unione Europea (che vedevano erodersi la propria base imponibile) e per placare le prime polemiche interne, il Portogallo ha modificato il regime introducendo una flat tax del 10%. Nonostante l’introduzione di questa imposta sostitutiva, il trasferimento manteneva una convenienza economica elevatissima rispetto alle aliquote Irpef progressive italiane.
La svolta definitiva è giunta con la Legge di Bilancio per il 2024, che ha decretato la chiusura ufficiale del regime NHR per i nuovi richiedenti. I motivi di questo stop risiedono principalmente in una crisi sociale interna: l’afflusso massiccio di stranieri facoltosi ha provocato un surriscaldamento del mercato immobiliare, rendendo i prezzi degli affitti e delle case inaccessibili per la popolazione locale. È fondamentale comprendere che il principio della certezza del diritto è stato salvaguardato: chi aveva già ottenuto lo status NHR prima della soppressione conserva il diritto all’esenzione o all’aliquota del 10% fino al completamento del decennio previsto.
Il regime fiscale attuale: come funziona l’IRS Portoghese
Per chi decide oggi di trasferire la propria residenza fiscale nel Paese lusitano, l’era delle tasse agevolate è conclusa. Le pensioni di fonte estera vengono ora assimilate ai redditi da lavoro dipendente nazionali e sottoposte all’imposta sul reddito delle persone fisiche portoghese, denominata IRS (Imposto sobre o Rendimento de Pessoas Singulares).
L’IRS è un’imposta progressiva a scaglioni. Le aliquote applicate variano sensibilmente in base al reddito complessivo lordo dichiarato, partendo da un minimo del 14,5% per i redditi inferiori fino a raggiungere un’aliquota marginale del 48% per le fasce più alte.
Oltre alle aliquote ordinarie, per i redditi particolarmente elevati che superano la soglia degli 80.000 euro annui, il fisco portoghese applica una tassa di solidarietà aggiuntiva (Taxa Adicional de Solidariedade), che varia dal 2,5% al 5%, portando la tassazione massima potenziale oltre la soglia del 50%.
Di seguito si riporta una simulazione indicativa degli scaglioni d’imposta ordinari applicati sui redditi complessivi in Portogallo.
| Fascia di Reddito Annuo | Aliquota marginale IRS |
| Fino a 7.703 euro | 14,5% |
| Da 7.703 a 11.623 euro | 21,0% |
| Da 11.623 a 16.472 euro | 25,0% |
| Da 16.472 a 21.321 euro | 27,0% |
| Da 21.321 a 27.146 euro | 32,7% |
| Da 27.146 a 39.507 euro | 37,0% |
| Da 39.507 a 51.997 euro | 43,5% |
| Da 51.997 a 81.199 euro | 45,0% |
| Oltre 81.199 euro | 48,0% |
Accanto alla tassazione sui redditi pensionistici, è essenziale considerare il trattamento fiscale delle altre rendite. I redditi da capitale (come i dividendi o gli interessi bancari) e le rendite immobiliari (derivanti ad esempio dalla locazione di immobili rimasti in Italia) sono soggetti a un’imposta sostitutiva secca (taxa autónoma) stabilita generalmente al 28%, salvo opzione per l’aggregazione al reddito complessivo se più favorevole.
La distinzione fondamentale tra pensioni private e pubbliche
Un errore comune commesso da molti contribuenti riguarda l’applicabilità dei benefici fiscali a tutte le tipologie di trattamento pensionistico. La normativa internazionale impone una distinzione netta basata sulla natura del datore di lavoro originario, regolata dalla Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra Italia e Portogallo.
Le pensioni private
I lavoratori che hanno maturato la propria pensione nel settore privato hanno il diritto di richiedere la defiscalizzazione in Italia. Una volta ottenuta l’iscrizione all’Aire e la residenza fiscale in Portogallo, la pensione viene erogata dall’Inps al lordo delle tasse italiane. Sarà poi compito del pensionato dichiarare tale reddito in Portogallo e pagare le relative imposte secondo le aliquote IRS sopra menzionate.
Le pensioni pubbliche
Per i pensionati dello Stato e della Pubblica Amministrazione, la situazione è completamente diversa e non è mai mutata nel tempo. In virtù dell’articolo 19 della Convenzione bilaterale, le pensioni pagate da uno Stato o da una sua suddivisione politica sono tassate esclusivamente nello Stato erogatore (l’Italia). Pertanto, un ex insegnante, un ex militare o un ex dipendente ministeriale che si trasferisce in Portogallo continuerà a subire le trattenute Irpef italiane alla fonte, rendendo il trasferimento nullo sotto il profilo del risparmio fiscale, a meno che non si acquisisca la nazionalità portoghese.
L’impatto del costo della vita e del mercato immobiliare
Valutare l’opportunità di trasferirsi basandosi esclusivamente sui calcoli matematici delle aliquote fiscali è un approccio parziale. Il bilancio economico complessivo di un trasferimento dipende in larga misura dal costo della vita locale. Negli anni del boom dell’NHR, il Portogallo offriva un potere d’acquisto straordinariamente alto per chi possedeva un assegno pensionistico medio italiano. Oggi, la situazione si è parzialmente riallineata alla media europea.
L’inflazione e la forte pressione della domanda estera hanno trasformato il mercato immobiliare portoghese. Nelle aree metropolitane di Lisbona e Porto, così come nelle località balneari più celebri dell’Algarve (come Albufeira, Lagos o Vilamoura), i canoni di locazione per un appartamento con una stanza da letto (T1) hanno facilmente superato i 1.000 o 1.500 euro al mese. Trovare contratti di locazione a lungo termine (longo prazo) è diventato estremamente complesso a causa della preferenza dei proprietari per gli affitti turistici di breve durata (Alojamento Local).
Se è vero che alcune voci di spesa quotidiana – come i trasporti pubblici, i mercati municipali di prodotti freschi e la ristorazione di fascia media – rimangono più economiche rispetto al Nord Italia, i costi legati alla sanità privata (spesso necessaria per evitare i lunghi tempi di attesa del sistema pubblico Serviço Nacional de Saúde) e alle utenze domestiche riducono il margine di risparmio effettivo per chi percepisce una pensione ordinaria.
Iter Burocratico e Requisiti per il Trasferimento
Per rendere effettivo il trasferimento e legalmente valido il distacco fiscale dall’Italia, il pensionato deve completare una serie di passaggi burocratici rigidi, volti a evitare contestazioni di doppia residenza da parte dell’Agenzia delle Entrate italiana. La regola d’oro stabilisce che il centro degli interessi vitali ed economici deve essere stabilito nel nuovo Paese per almeno 183 giorni all’anno, anche non consecutivi. Ecco come procedere correttamente:
- il primo passo in territorio portoghese consiste nella richiesta del Número de Identificação Fiscal presso l’ufficio delle imposte (Finanças). Si tratta del codice fiscale locale, indispensabile per firmare contratti di affitto, aprire conti correnti o attivare le utenze;
- è obbligatorio disporre di un conto corrente presso un istituto di credito portoghese per la domiciliazione dei pagamenti e per la successiva ricezione dell’accredito della pensione da parte dell’Inps;
- è necessario presentare un contratto di locazione registrato presso le Finanças o un atto di acquisto di un immobile residenziale;
- presso il Comune (Câmara Municipal) della località prescelta, occorre richiedere il Certificado de Registo de Cidadão della União Europeia, che formalizza il diritto di soggiorno per periodi superiori a tre mesi.
- entro 90 giorni dal trasferimento, il cittadino italiano ha l’obbligo di iscriversi all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero tramite il portale ministeriale Fast It;
- infine, occorre presentare all’Inps il modello EP/I (attestato di residenza fiscale ai fini dell’applicazione delle convenzioni bilaterali), debitamente vidimato dal fisco portoghese, per richiedere il pagamento della pensione al lordo.
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