La Nato punta su Kyiv, Londra investe nella difesa, Russia e Cina si addestrano insieme. Che si dice Oltreconfine



Oltreconfine, la rassegna stampa internazionale di Policy Maker

NATO, VIA LIBERA A 160 MILIARDI PER KYIV

I Paesi Nato si preparano a impegnare circa 80 miliardi di dollari in aiuti militari all’Ucraina per il 2026, con un livello di sostegno almeno equivalente anche per il 2027. Come spiega Deutsche Welle, l’annuncio è contenuto nella bozza della dichiarazione del summit dell’Alleanza Atlantica che si sta tenendo tra oggi e domani ad Ankara, dichiarazione già approvata dagli ambasciatori dei 32 alleati, Stati Uniti compresi. Il testo ribadisce l’impegno “ferreo” alla difesa collettiva dell’Articolo 5 (“un attacco a uno è un attacco a tutti”) e rinnova la fedeltà al legame transatlantico, ma il segnale politico più forte è un altro: di fronte al ridimensionamento dell’aiuto americano all’Ucraina sotto Trump, gli europei e il Canada sono pronti a prendere in mano la situazione. La maggior parte dei fondi arriverà proprio da loro, con 30 miliardi all’anno che arriveranno attraverso un prestito dell’Ue cui vanno aggiunti i contributi nazionali già decisi.

Nel documento la Russia viene definita “una minaccia a lungo termine” per la sicurezza euro-atlantica. Allo stesso tempo si sottolinea che i membri del Vecchio Continente stanno rispettando gli impegni presi l’anno scorso all’Aia per aumentare la spesa per la difesa, scrivendo che stanno “costruendo il futuro: un’Europa più forte in una Nato più forte”. Sul fronte politico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha risposto duramente al capo della Casa Bianca, che aveva definito “ridicoli” i bilanci della difesa europei, puntando il dito soprattutto contro la Germania. Merz ha ricordato che Berlino sta raddoppiando il proprio budget militare nell’arco di quattro anni: “È il maggiore sforzo che abbiamo mai fatto. Non abbiamo niente di cui vergognarci”. Il cancelliere ha annunciato che affronterà la questione direttamente con Trump ad Ankara.

STARMER LANCIA IL PIANO DA 15 MILIARDI DI STERLINE PER LE FORZE ARMATE

Il premier britannico uscente Keir Starmer ha annunciato un investimento extra di 15 miliardi di sterline, pari a circa 20 miliardi di dollari, per modernizzare le forze armate britanniche. Come sottolinea Reuters, si tratta probabilmente del suo ultimo grande annuncio di policy, fatto con l’obiettivo di preparare il Paese alle guerre del futuro e lasciare un’eredità duratura. Il nuovo Defence Investment Plan supera la bozza precedente, quella che aveva portato il mese scorso alle dimissioni del ministro della Difesa John Healey, il quale accusava Starmer di non aver stanziato risorse sufficienti per garantire la sicurezza nazionale. Nonostante ciò, l’annuncio rimane al di sotto delle aspettative dei vertici militari, che chiedevano 28 miliardi.


Si tratta comunque di un aumento del 5% della spesa annua, che raggiungerà i 79 miliardi entro il 2029. Starmer presenterà il piano al vertice Nato di Ankara per dimostrare che la Gran Bretagna è sulla strada verso il target del 3,5% del PIL in difesa entro il 2035. Il premier sa però che il suo successore potrebbe modificare o ampliare il piano. I critici lo giudicano insufficiente e tardivo, sottolineando che quasi un terzo dei fondi extra non ha ancora una copertura certa e dovrà essere trovato nel bilancio 2026. Eppure Starmer ha difeso con convinzione la sua scelta: “Quando il mondo si arma e l’aggressività aumenta, il modo migliore per evitare la guerra è prepararsi. La difesa migliore è la deterrenza”. Il piano stanzia 5 miliardi per droni e armi autonome, punta a una marina ibrida, rafforza l’esercito, il deterrente nucleare e il programma del nuovo caccia stealth. Secondo il premier, genererà posti di lavoro e crescita economica. Sia la Nato che il colosso della difesa britannica BAE Systems hanno accolto positivamente l’annuncio. La Gran Bretagna punta al 3% del PIL per la difesa di base entro il 2029, e Starmer si è detto orgoglioso: “È un cambiamento storico per la nazione”. Ha assicurato che basterà a dissuadere eventuali minacce russe, ma i critici restano scettici, paventando tagli a mezzi, addestramento e manutenzione. I fondi aggiuntivi arriveranno in parte da riassegnazioni interne e dal rinvio di progetti infrastrutturali non considerati urgenti.

ADDESTRAMENTO SEGRETO CINA-RUSSIA: ALTI GENERALI COINVOLTI

Lo scorso anno la Cina ha addestrato segretamente forze russe con l’approvazione personale del ministro della Difesa russo Andrei Belousov. Lo rivelano documenti riservati russi e due fonti europee sentite da Reuters. L’addestramento ha coinvolto direttamente almeno quattro generali di alto rango da entrambe le parti, segno di quanto Mosca e Pechino considerino strategica questa cooperazione. I corsi si sono svolti in strutture dell’Esercito Popolare di Liberazione, tra cui Pechino, Nanchino e Bengbu. Uno dei programmi più rilevanti è durato tre settimane e si è concentrato sulla protezione da minacce radiologiche, biologiche e chimiche: i soldati russi hanno seguito lezioni su ricognizione chimica e radiologica, reattori nucleari e sistemi di ventilazione anti-contaminazione.

Secondo un rapporto precedente, a novembre sarebbero stati addestrati circa 200 militari russi, alcuni dei quali sono poi finiti in Ucraina. Tra i partecipanti russi figurano il colonnello generale Rustam Muradov, vicecomandante delle forze terrestri, il maggior generale Rustam Khusainov e il generale Vitaly Gerasimov. Dalla parte cinese spiccavano il colonnello Sun Dayun e il maggior generale Li Jinsun. I documenti russi notano i punti di forza dell’addestramento cinese come attrezzature moderne, simulatori, preparazione teorica, ma sottolineano anche la mancanza di esperienza di combattimento reale di Pechino, al contrario della Russia che combatte da oltre quattro anni in Ucraina.

L’Europa è in allarme. L’Alto Rappresentante per la politica estera Kaja Kallas ha confermato la notizia e spiegato che l’Ue sta valutando le contromisure. Bruxelles ha già sanzionato alcune aziende cinesi accusate di sostenere lo sforzo bellico russo, ma ora si discute se sia il caso di passare a una linea più dura, superando la visione puramente economica dei rapporti con Pechino. Quest’ultima smentisce tutto, ribadisce la sua neutralità e parla di “accuse infondate”. Il Cremlino liquida le notizie come “falsità occidentali”, mentre un parlamentare russo ha addirittura sostenuto che l’esercito di Mosca non abbia nulla da imparare da quello cinese.

 


 

 

 


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
 Marco Orioles

Source link

Di