quanto costa organizzare un Mondiale?


Organizzare un Campionato del Mondo non significa soltanto preparare gli stadi per ospitare le migliori nazionali del pianeta. Dietro l’evento sportivo più seguito al mondo si nasconde un investimento colossale che comprende infrastrutture, trasporti, sicurezza, hotel, aeroporti e opere pubbliche. Nel corso degli anni i costi sono cresciuti in maniera impressionante, con un’edizione che ha completamente riscritto ogni record: Qatar 2022. Secondo alcune stime corrette per l’inflazione, è possibile farsi un’idea di quanto sia costato organizzare ogni Mondiale a partire da Italia ’90.


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Dall’Italia al Qatar: l’evoluzione dei costi

Il Mondiale di Italia 1990 viene stimato intorno ai 4 miliardi di dollari, una cifra importante per l’epoca ma oggi decisamente contenuta rispetto agli standard attuali.

Sorprende invece il dato relativo a USA 1994, stimato in appena 500 milioni di dollari. Un costo particolarmente basso, favorito dall’enorme disponibilità di impianti sportivi già esistenti e da infrastrutture già sviluppate. Con Francia 1998 si sale a circa 2,85 miliardi di dollari, mentre il primo Mondiale organizzato da due Paesi, Corea del Sud e Giappone 2002, avrebbe richiesto investimenti nell’ordine dei 7 miliardi.


Anche la Germania 2006 ha mantenuto costi relativamente contenuti, con una stima di 5,2 miliardi di dollari, grazie alla presenza di numerosi stadi moderni già pronti.

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I giocatori italiani festeggiano mentre Fabio Cannavaro solleva la coppa del mondo dopo la vittoria ai calci di rigore al termine della finale della Coppa del Mondo FIFA Germania 2006 tra Italia e Francia allo Stadio Olimpico il 9 luglio 2006 a Berlino, Germania. (Foto di Shaun Botterill/Getty Images)

Brasile e Russia superano i 10 miliardi

Dal 2010 in poi gli investimenti iniziano a crescere sensibilmente. Il Sudafrica 2010 viene stimato attorno ai 7,2 miliardi di dollari, mentre il Brasile 2014 avrebbe raggiunto quota 15 miliardi, complici la costruzione e il rinnovamento di numerosi impianti e infrastrutture.


Anche la Russia 2018 ha comportato una spesa enorme, valutata intorno ai 14 miliardi di dollari, confermando il trend in continua crescita delle ultime edizioni.

Messi Ronaldo mondiale
LUSAIL CITY, QATAR – 18 DICEMBRE: Lionel Messi dell’Argentina bacia il trofeo di vincitore della Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022 mentre tiene in mano il premio Scarpa d’Oro adidas dopo la finale della Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022 tra Argentina e Francia allo stadio di Lusail il 18 dicembre 2022 a Lusail City, Qatar. (Foto di Julian Finney/Getty Images)


Qatar 2022: un record difficilmente eguagliabile

Il dato che colpisce maggiormente è naturalmente quello del Qatar 2022. Le stime parlano infatti di circa 220 miliardi di dollari, una cifra senza precedenti nella storia dello sport mondiale. Il motivo è legato al fatto che il Paese ha investito non soltanto negli stadi, ma anche nella realizzazione di una metropolitana, nuove autostrade, aeroporti, hotel, quartieri residenziali e numerose altre infrastrutture necessarie per ospitare un evento di tale portata. Si tratta di un investimento che supera di gran lunga quello di qualsiasi altra edizione della Coppa del Mondo.

il Qatar ha dovuto costruire praticamente da zero gran parte delle strutture necessarie: nuovi stadi, linee della metropolitana, strade, aeroporti, alberghi e interi quartieri destinati ad accogliere tifosi e delegazioni provenienti da tutto il mondo. L’organizzazione del torneo è stata però accompagnata anche da fortissime polemiche internazionali per le condizioni di lavoro dei lavoratori migranti impiegati nei cantieri.

Argentina v France: Final - FIFA World Cup Qatar 2022
Lionel Messi vince la coppa del Mondo con l’Argentina a Qatar 2022 (Photo by Julian Finney/Getty Images)


Diverse organizzazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, hanno denunciato per anni turni massacranti, salari non sempre corrisposti regolarmente, condizioni climatiche estreme e un sistema che limitava fortemente la libertà dei lavoratori di cambiare impiego o lasciare il Paese. Il governo qatariota ha successivamente introdotto alcune riforme del mercato del lavoro e ha sostenuto di aver migliorato le tutele, ma il dibattito sull’effettiva applicazione di queste misure è proseguito anche durante e dopo il torneo.

Proprio l’enorme quantità di infrastrutture realizzate, unita agli investimenti per trasformare il Paese in vista della Coppa del Mondo, spiega perché il Qatar abbia fatto registrare una spesa di gran lunga superiore rispetto a qualsiasi altra edizione nella storia del torneo.


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E il Mondiale 2026?

Per il Mondiale 2026, organizzato congiuntamente da Stati Uniti, Canada e Messico, la stima si aggira attorno agli 8 miliardi di dollari. Una cifra nettamente inferiore rispetto al Qatar e spiegabile con il fatto che gran parte degli impianti e delle infrastrutture esistono già. Molti incontri saranno infatti disputati in stadi utilizzati abitualmente da NFL e MLS, limitando così la necessità di nuove costruzioni.

Se queste stime verranno confermate, il Mondiale del 2026 rappresenta un ritorno a costi più sostenibili dopo l’eccezionale investimento realizzato dal Qatar, che rimane un caso praticamente unico nella storia della competizione.


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 Carmine Panarella

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