Gli attacchi, secondo quanto riporta il Centcom, in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, avrebbero colpito 80 obiettivi. Per le Guardie della rivoluzione si tratta di una violazione dell’intesa: condotta un’operazione contro le basi statunitensi in Kuwait e Bahrein
Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato, nella notte tra martedì e mercoledì, di aver lanciato «una serie di potenti attacchi contro l’Iran» in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz. «L’aggressione dell’Iran è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco», ha scritto il Centcom su X.
Gli attacchi, secondo quanto afferma il Comando centrale Usa, avrebbero colpito oltre 80 obiettivi. Ma, per Teheran, si tratta di una violazione del memorandum di intesa concordato e ci saranno ritorsioni. La mattina di mercoledì, l’Iran ha affermato di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. «In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave» nei due paesi, si legge in un comunicato.
PUNTI CHIAVE
09:39
“Le prime stime indicano che oltre 2 milioni di iracheni hanno partecipato ai funerali del leader martire, l’ayatollah Khamenei, solo a Najaf”. Così la tv di Stato iraniana Irib.
09:22
“Come hanno ripetutamente dimostrato, le potenti forze armate iraniane non esiteranno a difendere l’integrità territoriale, la sovranità nazionale e la sicurezza nazionale del Paese dall’aggressione militare statunitense, in conformità con l’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite, e prenderanno di mira anche la fonte e l’origine dell’aggressione nella regione”. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano in un comunicato stampa. “I nuovi attacchi statunitensi contro diversi centri di monitoraggio e sorveglianza sulla costa meridionale dell’Iran costituiscono una flagrante violazione del Memorandum d’intesa tra Iran e Stati Uniti”, ha aggiunto.
08:46
Anwar Gargash, consigliere senior del presidente degli Emirati Arabi Uniti, afferma che l’Iran ha dimostrato di essere “incapace” di rispettare l’accordo stipulato con gli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Lo scrive il Times of Israel, riprendendo un post X dell’alto funzionario. Gli attacchi, scrive, “sono una chiara indicazione del fatto che Teheran rimane incapace di rispettare i requisiti della de-escalation e di porre fine alla guerra. Gli Stati arabi del Golfo non possono continuare a essere bersaglio delle oscillazioni dell’Iran tra la logica dell’escalation e il percorso della razionalità, della stabilità e della pace”, aggiunge.
08:21
Il prezzo del gas schizza a 48,5 euro con le nuove tensioni in Medioriente con gli attacchi degli Usa all’Iran su obiettivi nello stretto di Hormuz e la risposta di Teheran. Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf balzano di oltre il 4%.
07:35
I bombardamenti Usa in Iran portati avanti nel corso della notte erano “assolutamente necessari”. Lo ha detto il segretario generale della nato Mark Rutte arrivando al vertice. “L’Iran sta violando la tregua con l’attacco alle navi, gli Usa dovevano reagire con forza”, ha notato. Rutte ha poi dichiarato di aspettarsi che gli alleati oggi ribadiranno che Teheran non potrà mai avere le armi atomiche e che lo stretto di Hormuz deve essere riaperto.
07:30
L’Iran afferma di aver colpito basi statunitensi in Kuwait e Bahrein, secondo quanto riportato dalla televisione di Stato iraniana. Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato di aver colpito decine di installazioni militari statunitensi in Bahrein e Kuwait in risposta agli attacchi americani, secondo un comunicato diffuso dall’emittente statale IRIB. “In una prima risposta a questa aggressione, la Marina e le Forze Aerospaziali delle Guardie Rivoluzionarie hanno condotto un’operazione con missili e droni, colpendo 85 installazioni militari statunitensi chiave” nei due Paesi, e abbattendo un drone MQ-9, si legge nel comunicato.
07:20
“Grave violazioni del memorandum di intesa tra Usa e Iran da parte degli Stati Uniti: Violazione della regolamentazione nello Stretto (di Hormuz, ndr). Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni sul petrolio. Attacchi al sud dell’Iran. Aggressione sionista continua sul Libano. L’era del bullismo e dell’estorsione è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci pieghiamo”. Lo ha scritto in un post sul suo profilo X, Mohammad Bagher Ghalibaf presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore per l’Iran nella trattativa con gli Stati Uniti, in seguito agli attacchi delle forze armate americane sul Paese.
07:10
Il Comando delle Forze armate degli Stati Uniti (Centcom) ha completato gli attacchi offensivi contro l’Iran, colpendo oltre 80 obiettivi, come risposta immediata all’ultima offensiva iraniana contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Lo comunica il Centcom in un post sul suo account X. “Le forze statunitensi hanno colpito i sistemi di difesa aerea iraniani, le reti di comando e controllo, le postazioni radar costiere, le capacità missilistiche antinave e oltre 60 piccole imbarcazioni del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nello Stretto e nelle sue vicinanze – prosegue il messaggio – al fine di indebolire la capacità dell’Iran di continuare ad attaccare il commercio internazionale che transita attraverso il corridoio commerciale internazionale”. Secondo il Comando delle forze armate Usa, l’Iran ha recentemente attaccato tre navi mercantili in transito nello Stretto, tra cui la M/T Al Rekayyat, battente bandiera delle Isole Marshall, la M/T Wedyan, battente bandiera saudita, e la M/T Cyprus Prosperity, battente bandiera liberiana. “L’ingiustificata aggressione da parte delle forze iraniane costituisce una chiara e pericolosa violazione del cessate il fuoco e mina la libertà di navigazione”, si legge ancora nel post.
07:00
La bara dell’ayatollah iraniano Ali Khamenei farà tappa in Iraq per le processioni nelle città di Najaf e Karbala, sede dei santuari più sacri dell’Islam sciita, prima della sepoltura nel suo paese natale. L’Iran ha dato inizio sabato a sei giorni di cerimonie per dare l’ultimo saluto alla sua guida suprema, morta il 28 febbraio, il primo giorno della guerra con Israele e gli Stati Uniti, dopo oltre trent’anni al potere.
I rituali includono omaggi in Iraq, un paese a maggioranza sciita che mantiene stretti legami politici e religiosi con l’Iran. Le autorità irachene hanno dichiarato la giornata odierna giorno festivo e annunciato ampie misure di sicurezza per le cerimonie, che inizieranno alle 6:00 del mattino nella città santa di Najaf (nord). Le spoglie dell’Ayatollah sono giunte ieri sera all’aeroporto internazionale della città, dove sono state accolte dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian e dal ministro degli Esteri Abbas Araqchi, insieme al primo ministro iracheno Ali al-Zaidi. Era presente anche uno dei figli di Khamenei, Mustafa, sebbene suo figlio Mukhtaba, successore come Guida Suprema, non sia stato visto in pubblico dalla sua nomina a tale carica a marzo.
Si prevede una grande affluenza di persone nelle città irachene, dove le strade sono state addobbate con striscioni in omaggio all’Ayatollah, grandi ritratti e bandiere irachene. “Ti salutiamo”, proclama uno striscione a Karbala, mentre un altro mostra una foto di Khamenei con la frase: “Colui che ha umiliato gli Stati Uniti”. Il corteo funebre percorrerà sei chilometri fino all’imponente santuario dell’Imam Ali, genero del Profeta Maometto. Successivamente, la salma verrà portata a Karbala, più a nord, al santuario dell’Imam Hussein e di suo fratello Abbas. Le esequie nazionali si concluderanno con la sepoltura a Mashhad, città natale di Khamenei nel nord-est dell’Iran.
06:50
Donald Trump ha approvato il piano di attacco contro l’Iran e ne ha ordinato l’esecuzione mentre si trovava in Turchia per il vertice della Nato. Lo riporta Axios citando un funzionario Usa. Il presidente, spiega la fonte, ha tenuto una riunione ad Ankara con il segretario alla Difesa Pete Hegseth, quello di Stato Marco Rubio, quello al Tesoro Scott Bessent e il capo degli stati maggiori congiunti il generale Dan Caine. Secondo il funzionario “non è ancora chiaro per quanto tempo proseguiranno gli attacchi. Riceveremo una valutazione sui risultati dei raid e prenderemo decisioni in seguito”.
06:45
Secondo l’agenzia di stampa Fars, un denso fumo nero è stato avvistato dietro un mercato del pesce a Bandar Abbas, sulla costa sud dell’Iran. Funzionari iraniani affermano che la causa sia stata l’impatto di alcuni proiettili contro il molo della città, che hanno incendiato diverse barche da pesca locali.
06:27
Gli attacchi Usa di poco fa contro l’Iran sono stati, per portata e potenza, quattro o cinque volte superiori a quelli avvenuti dieci giorni prima. Lo riporta Axios citando un funzionario Usa.
06:15
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ripetutamente violato il memorandum d’intesa concordato e ha avvertito che ci saranno ritorsioni in seguito agli attacchi di Washington contro obiettivi nello Stretto di Hormuz. “L’Iran lancia un serio avvertimento sulle conseguenze della violazione del trattato da parte degli Stati Uniti e adotterà misure decisive per proteggere i propri interessi e la sicurezza nazionale”, ha affermato il ministero in una dichiarazione pubblicata su Telegram da Irib News.
06:00
Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno annunciato, nella notte tra martedì e mercoledì, di aver iniziato a sferrare “una serie di potenti attacchi contro l’Iran” in risposta alle azioni di Teheran contro le navi commerciali nello stretto di Hormuz”. “L’aggressione dell’Iran è stata ingiustificata, pericolosa e ha rappresentato una palese violazione del cessate il fuoco”, si legge in un post su X dell’Us Central Command.
Non è chiaro quale sia stato l’obiettivo specifico degli attacchi statunitensi ma i media iraniani hanno riferito che sei proiettili hanno colpito l’area del molo di Taheroui, a Sirik, nell’Iran meridionale. Si tratta dei primi attacchi militari Usa dalla fine di giugno, quando si verificarono diversi giorni di attacchi e contrattacchi tra le parti.
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