Sul sito del Ministero della Giustizia è tuttora in corso la raccolta firme per la promozione di una proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Cieli Blu – Divieto di modifica delle condizioni meteorologiche”.
La proposta prevede il divieto di ogni intervento volto ad alterare il clima o il tempo atmosferico, introducendo anche sanzioni civili e penali.
L’iniziativa, definita anche “legge sulle scie chimiche”, ha già raggiunto le 44 mila firme, ma l’obiettivo dei promotori è di arrivare ad un milione di sottoscrizioni per spingere il Parlamento ad affrontare il tema.
La promotrice della legge di iniziativa popolare, l’avvocato Frida Chialastri, ha spiegato in un’intervista a Tag24.it le motivazioni dell’iniziativa, sostenendo che tali attività sarebbero già in corso e richiamando accordi internazionali, trattati e documenti ufficiali che – a suo avviso – ne dimostrerebbero l’esistenza e i potenziali rischi per la salute e per l’ambiente.
Tra i trattati internazionali richiamati c’è anche l’Intesa del 2002 tra Italia e Stati Uniti sulla cooperazione scientifica in materia di cambiamenti climatici, con la quale – secondo Chialastri – lo stato italiano avrebbe “acconsentito al sorvolo dei cieli italiani all’inizio di questa sperimentazione di geoingegneria”.
Intervista a Frida Chialastri: dove nasce la proposta di legge “Cieli Blu”
D: Avvocato, partiamo dal testo della proposta: come è nata la legge “Cieli Blu”?
R: Io sono partita da atti ufficiali. Ho letto l’intesa Bush-Berlusconi del 2002, dove praticamente l’Italia ha acconsentito al sorvolo dei cieli italiani e all’inizio di questa sperimentazione – chiamiamola così – di geoingegneria
All’inizio c’erano solo tre sostanze, adesso sono diventate 34: metalli pesanti che sono nocivi per la salute. Sono delle nanoparticelle talmente piccole, che permangono nell’atmosfera per due anni, e quindi noi possiamo respirarle. Ed è già stato dimostrato che possono superare la barriera emato-encefalica e ce le ritroviamo nel cervello.
Un’altra cosa che mi ha spinto a scrivere questo disegno di legge è il fatto che questa attività esiste e che c’è un dibattito politico. Il vicepresidente della Commissione Europea, Frans Timmermans, mise in guardia proprio riguardo alle problematiche sottese a questa attività di ingegneria climatica.
D: Quindi cosa ha fatto?
R: A quel punto io sono andata a prendere tutti quelli che sono i trattati internazionali firmati dal nostro Stato e che sono il preambolo della legge.
Il nostro Stato ha firmato la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, che ha stabilito che la geoingegneria comporta una seria violazione dei diritti umani; ha firmato la moratoria dell’Onu, COP-10, dove 118 Paesi hanno recepito la richiesta delle Nazioni Unite di vietare l’attività di geoingegneria e l’oscuramento del sole.
Richiamando tutti questi trattati, io chiedo che venga vietata ogni tipo di modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche
L’obiettivo: proibire qualsiasi attività di modifica artificiale del meteo
D: Cosa prevede la legge e cosa si intende per “modificazione artificiale delle condizioni meteorologiche”?
R: All’art.6 (della Ddl Cieli Blu, ndr) spiego cosa significa il termine modifica del tempo.
Ovvero: qualsiasi iniezione, rilascio, emissione o dispersione di una sostanza chimica, o trasporto di un apparato nell’atmosfera, con l’espresso scopo di produrre un cambiamento artificiale dell’atmosfera, o di influenzare la temperatura e il tempo, il clima e l’intensità della luce solare.
Tale termine include geoingegneria, inseminazione delle nuvole, modifica e gestione delle radiazioni solari e rilascio di un aerosol nell’atmosfera per influenzare temperature, precipitazionIe o intensità della luce solare.
Quindi qualsiasi attività che verrà messa in atto nel nostro territorio, in qualsiasi contesto, verrà proibita. Sono previste sia sanzioni civili sia sanzioni penali.
Le accuse della promotrice: “Questa attività è già in atto”
D: La vostra è un’iniziativa preventiva, o avete prove e evidenze che vi portino a pensare che l’attività sia già in atto?
R: Questa attività è già in atto. Tant’è che c’è stato sia Timmermans che ne ha parlato in Commissione Europea, sia una interrogazione parlamentare in
Germania.
Non solo, ma si hanno chiaramente dei riscontri già a livello della salute della popolazione, analisi del suolo delle acque, della composizione delle scie chimiche.
Non era il caso di mettere le prove all’interno di una legge, ma la legge vuole dire al nostro Stato: “devi rispettare questi impegni che hai preso, devi rispettare il principio di precauzione, devi rispettare la nostra Costituzione, e quindi noi vogliamo che questa attività venga vietata.”
Tra l’altro adesso vogliono sdoganare la geoingegneria come l’unico mezzo per contrastare il cambiamento climatico. La geoingegneria è un’arma militare, serve per sviluppare cambiamenti climatici contro il nemico.
Questa attività serve a contrastare quelle che sono le tempeste solari che danno fastidio ai satelliti e alle trasmissioni civili e militari. C’è altro dietro, non c’è la salute dell’uomo.
“Porteremo le prove”: la richiesta di un confronto in Parlamento
D:State lavorando ad altre iniziative?
R: Chiederemo un’interrogazione parlamentare con il Comitato Cieli Blu, che ormai è costituito e con l’aiuto di tutte le altre associazioni che vorranno partecipare con noi. Noi porteremo la legge alla Camera dei Deputati, ma non è che la abbandoneremo lì.
E’ chiaro che questa legge va seguita, va creata anche una certa pressione popolare. Io chiedo a tutti di sostenere questo disegno di legge, perché dobbiamo incominciare a dire No. Voglio rasserenare tutti quanti, che ci sono anche le prove.
Scie di condensazione e “scie chimiche”: il nodo del dibattito scientifico
D: La comunità scientifica sostiene che le scie persistenti degli aerei siano spiegabili con il fenomeno delle contrails.
R: Io non sono un’esperta di geoingegneria, ma vi dico che non sono scie di condensazione perché è già stato fatto in passato l’esame spettrografico ed è stata rilevata la presenza di tantissimi metalli pesanti.
Quelle di condensazione (scie, ndr) spariscono, queste persistono e vanno ad avvicinarsi e fare un tutt’uno con le nuvole normali, per poi provocare quelle cappe rettangolari che oscurano tutto quanto il cielo. Non sono scie di condensazione.
La legge non deve provare niente, perché si poggia su trattati internazionali e su principi di diritto europeo, internazionale e nazionale, che il nostro Stato deve rispettare. Poi, se vorranno discutere delle prove, abbiamo valigie di prove. Non è un problema.
Un milione di firme per portare la legge in Parlamento:
D: Qual è il rischio concreto che secondo voi non viene valutato dalle istituzioni?
R: Le assicuro che questa legge interessa molto il mondo politico e sanno perfettamente che è un dibattito e un tema che la gente sta aspettando che venga discusso. Sarebbero dei pazzi a metterlo in un angolo e a non volerlo discutere.
D: Avete avuto contatti con partiti e esponenti politici?
R: Diciamo che tutti i partiti stanno cercando i Cieli Blu.
In conclusione, la proposta di legge promossa dal Comitato Cieli Blu e spiegata dall’avvocato Chialastri, si inserisce nel dibattito internazionale sulla geo-ingegneria, tema che coinvolge comunità scientifica e istituzioni e sul quale sono in corso riflessioni sulla necessità di una regolamentazione.
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Maria Rita Esposito
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