La lite sulle preferenze. Zanella (Avs): un diversivo. “Indeboliranno le donne”


Roma, 10 luglio 2026 – Onorevole Luana Zanella, capogruppo di Avs, lei è tra le firmatarie dell’appello trasversale contro le preferenze nella legge elettorale, perché?

“Il discorso sulle preferenze è tutto populista, non darà una vera possibilità di scelta delle elette e degli eletti, ma solo un’illusione. Le preferenze sono la foglia di fico per coprire un orientamento di centralizzazione del potere, se vogliamo proprio come Trump. L’obiettivo è avere sempre di più. Questa ridicola proposta su listini di pochi nomi e collegi amplissimi è un dire siamo a favore della scelta del popolo quando in realtà i listini sono scelti in maniera molto precisa dai partiti. Così è una finzione, io non ci sto”.

Rendono più difficile la parità di genere come scrivete?


“Sì, possono anche danneggiare le donne. Pensiamo a una giovane o meno giovane candidata che non ha forza economica, non ha lobby che la sostengono e non ha reti di potere radicate e forti, ecco questa sarà tutt’al più utilizzata per sostenere, nell’abbinata uomo-donna delle preferenze, l’uomo forte di turno. Non è la regola, certo, però dobbiamo guardare queste realtà. Le do un dato: nelle elezioni regionali con preferenze, con collegi più piccoli delle politiche, di fatto le donne elette sono state il 25%, mentre alle Politiche passate, con tutti i difetti del Rosatellum, siamo arrivati oltre il 35%”.

Alcune sue colleghe del campo largo, a favore delle preferenze, sostengono che le donne non devono avere paura di competere…

“Chi ha paura di competere? Non abbiamo, forse, nella vita, fin dai primi passi, combattuto per esserci in questa democrazia pensata per i maschi? Ma con le nostre ragioni, non per fare il supplente e le vallette. C’è chi ha 100mila euro per fare un volantino e coprire un collegio e c’è chi, invece, non le ha: questo è competere ad armi pari? Bisognerebbe che ci fosse per tutte e tutti la sostenibilità di competere seriamente”.

Avs insieme alle altre opposizioni ha definito “irricevibile” la legge elettorale. Perché? A che punto è il dibattito?

“Guardi, non è possibile che noi siamo in balìa di una maggioranza che, a quattro giorni dalla discussione in aula, ancora non ha deciso qual è esattamente la proposta: c’è il testo uscito dalla commissione, ma sembra che ci saranno emendamenti del governo e di altri deputati della maggioranza che lo modificheranno in maniera sostanziale, introducendo addirittura il doppio turno. Chiediamoci perché questa maggioranza e questo governo cambiano la legge elettorale: per l’esercizio della cittadinanza e della democrazia? Non credo. Chi è al potere vuole non solo mantenerlo ma allargarlo il più possibile, così la legge elettorale diventa una specie di asso-pigliatutto. Non era stata considerata, però, la variabile Vannacci e questo ha costretto, lo vedremo martedì in Aula, a ripensare in radice la sostanza dell’articolato”.


(DIRE) Roma, 17 giu. – “Noi non accettiamo quello che sta accadendo in questo momento in Parlamento, per questo Più Europa avvia da oggi una mobilitazione nel Paese, online, per impedire che questa legge legge elettorale, che equivale a una nuova legge fascista Acerbo, la legge Melonellum, venga approvata. È gravissimo, e il timore che abbiamo è che venga sottovalutata da tutti, che passi un po’ come qualcosa di normale. In realtà ha lo stesso valore di una riforma costituzionale di stampo autoritario, plebiscitario, fascista. Se dovesse passare questa legge elettorale, i cittadini non avrebbero più potere di voto. Ci si ridurrebbe ad eleggere il capo o la capa, in questo caso, e i suoi. Non ci sono preferenze, non ci sono collegi, non c’è ballottaggio. C’è la sola possibilità per i cittadini di ratificare eletti che sono già precompilati. Di fronte a questo deve esserci una rivolta popolare, deve esserci un’indignazione che blocchi questo scempio”. Lo ha detto il segretario di +Europa, Riccardo Magi, nel corso del flash mob di +Europa davanti Montecitorio con un grande striscione che recita: “No alla legge elettorale fascista Acerbo – No al Melonellum – No ai Pieni Poteri. “Nella seduta di oggi in Commissione – ha aggiunto Magi – sono stati bocciati due emendamenti a mia prima firma che volevano reintrodurre il Mattarellum. Questo per dire che ci sarebbero delle alternative possibili per garantire la cosiddetta governabilità e la stabilità, senza fare un furto di democrazia nei confronti dei cittadini, una torsione autoritaria e plebiscitaria contro la quale ci batteremo. A partire da oggi, come Più Europa, in Parlamento, nelle piazze organizzando una mobilitazione che sarà scandita giorno dopo giorno e anche online. Per la vicesegretaria di +Europa, Antonella Soldo, “parlano tanto di stabilità, ma la legge elettorale non deve garantire stabilità di governo a chi raggiunge il 42% dei voti dandogli un grande premio di maggioranza che è un doping vero e proprio e che dà pieni poteri a una minoranza. Non è una questione tecnica ma è una questione democratica”. “Si tratta di una legge elettorale – ha aggiunto Carla Taibi, Tesoriera di +Europa – che garantirebbe un numero di seggi spropositato per una minoranza eletta da un’altrettanta minoranza. Non è ammissibile che il parlamento venga vilipeso in questo modo visto che è già esautorato al massimo. Adesso, con questa legge elettorale, vogliono esautorarlo ancora”. (Anb/ Dire) 17:44 17-06-2

È un modo per reintrodurre il premierato?

“Certamente, la forma mentis e la cultura politica è quella dell’accentramento del potere. Si vuole imporre, in maniera surrettizia, tramite il fatto di dover indicare il nome del capo della coalizione al momento della presentazione del programma, una scelta che non è frutto di un dibattito, di un progetto di legge costituzionale portato a compimento”.

Voi cosa proponete?

“La nostra proposta è il collegio uninominale tipo quelli delle provinciali, collegi uninominali più piccoli e con un unico candidato per partito. Così il parlamentare potrà essere veramente il mandatario di un territorio”.


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