Santa Margherita capitale della canzone d’autore: il Premio Bindi entra nel vivo con gli otto finalisti (P.Fizzarotti)


Il Premio Bindi 2026 a Santa Margherita Ligure

Santa Margherita Ligure torna per tre giorni capitale della canzone d’autore italiana con la ventiduesima edizione del Premio Bindi, la manifestazione dedicata al grande autore genovese di “Arrivederci” e “Il nostro concerto”, organizzata dall’associazione Le Muse Novae con la direzione artistica di Zibba e il sostegno del Comune di Santa Margherita Ligure e della Regione Liguria.La prima serata è stata presentata da Chiara Buratti, che ha accompagnato il pubblico tra incontri, premiazioni e momenti musicali.


Il festival, in programma fino a sabato 11 luglio all’Anfiteatro Umberto Bindi e in altri luoghi della città, intreccia memoria, nuovi talenti, premi speciali, incontri e musica dal vivo. Dopo l’apertura di ieri sera, il Premio entra oggi nella giornata centrale, quella del concorso: nel pomeriggio è previsto lo showcase degli otto finalisti davanti alla giuria, mentre in serata sarà assegnata la Targa Premio Bindi 2026.

Sayf premiato nella sua Santa

La prima serata ha riservato anche un riconoscimento fuori programma a Sayf, artista sammargheritese emergente, premiato dal sindaco Guglielmo Caversazio. Il passaggio ha avuto un tono personale e cittadino: Caversazio, quasi coetaneo del cantante, ha ricordato quando da ragazzi giocavano a pallone proprio nello stesso anfiteatro che ora ospita il Premio Bindi.

Sayf riceve il premio dal sindaco Guglielmo Caversazio. Con loro l’organizzatore Zibba

Sayf, nome d’arte di Adam Sayf Viacava, nato a Genova nel 1999 da padre italiano e madre tunisina, è cresciuto tra Rapallo e Santa Margherita Ligure. Dopo i primi lavori nella scena rap ligure è arrivato al grande pubblico con “Tu mi piaci tanto”, il brano portato a Sanremo 2026, dove si è classificato secondo. Nello stesso anno ha pubblicato “Santissimo”, primo album in studio, titolo che richiama anche Santa Margherita con il gioco di parole tra “Santa” e “Santissimo”. Un legame diventato anche fisico con Il Baretto Santissimo, piccolo locale in centro, tra via Solimano e via Algeria, acquistato per i genitori.

Il piccolo bar “Il Santissimo” di Santa Margherita Ligure, appartenente a Sayf

Bindi, Carucci e la Genova fuori dai riflettori

L’apertura ufficiale è stata affidata alla presentazione del docufilm “Umberto Bindi. La musica (non) è finita”, prodotto da Quantica Produzioni con Rai Documentari, scritto da Veronica D’Agostino e diretto da Dario Acocella. Il film ripercorre la vicenda umana e artistica di Bindi, figura centrale e insieme appartata della musica italiana, autore raffinato, pianista e compositore dalla scrittura armonica complessa. Sul palco erano presenti il regista Dario Acocella e Marco Perrini, con la conduzione del giornalista Enrico Deregibus.


Maurizio Carucci, degli Ex Otago

Uno dei momenti più significativi della serata è stato l’incontro con Maurizio Carucci, voce degli Ex Otago, premiato dal sindaco Guglielmo Caversazio con la menzione speciale “Lasciatemi sognare” nella categoria Autore. Carucci, genovese, nato a Marassi nel 1980, ha fondato gli Ex Otago nel 2002 insieme a Simone Bertuccini e Alberto Argentesi. Con la band ha attraversato vent’anni di musica indipendente italiana, arrivando anche al Festival di Sanremo e ai grandi palchi nazionali.

Il sindaco Caversazio premia Maurizio Carucci

La sua storia però non è soltanto musicale. Carucci è anche agricoltore, viaggiatore, fondatore con Martina Panarese del progetto agricolo e culturale Cascina Barbàn in Val Borbera, autore del libro “Non esiste un posto al mondo” e direttore artistico del Boscadrà Festival, dedicato al rapporto tra persone, natura ed ecologia.

Nel dialogo con Deregibus, Carucci è tornato alle radici genovesi e al quartiere di Marassi, trasformato dagli Ex Otago in titolo e materia narrativa di un disco. Marassi, nella sua lettura, resta uno dei luoghi più autentici di Genova proprio perché fuori dai riflettori, meno toccato dall’overtourism che sta trasformando molte città in luoghi sempre più legati ai numeri e ai consumi del turismo.


Nel confronto con la tradizione genovese è entrato inevitabilmente anche Umberto Bindi. Carucci ha ricordato di averlo scoperto più tardi rispetto ad altri nomi della scuola ligure, trovandolo però subito un autore attraversato da una forte tensione interna: da una parte armonie complesse, stratificate, quasi senza fondo; dall’altra testi di una semplicità disarmante. Una definizione che restituisce la modernità di Bindi, artista sofisticato ma mai chiuso in una dimensione puramente tecnica.

Premi speciali e nuove generazioni

La serata di apertura ha visto anche la consegna del Premio Bindi New Generation a Matteo Alieno, nome d’arte di Matteo Pierotti, romano classe 1998, autore, produttore e polistrumentista. Alieno si è fatto conoscere con il singolo “Non mi ricordo”, scelto come sigla da RDS, ha vinto 1Mnext al Concertone del Primo Maggio, ha partecipato a X Factor arrivando al quinto live e ha aperto concerti di Gazzelle a Roma. Nel 2026 ha pubblicato l’album “Stare al mondo”, dedicato a fragilità, spaesamento e ricerca di identità.

Matteo Alieno

A Pierdavide Carone è andato invece il Premio Futura, assegnato in collaborazione con il Festival della Parola Reloaded. Carone è diventato noto al grande pubblico con la nona edizione di “Amici”, dove ha vinto il premio della critica e si è classificato terzo. Nel 2010 ha firmato “Per tutte le volte che…”, brano con cui Valerio Scanu vinse il Festival di Sanremo. Ha poi pubblicato album di successo, collaborato con Lucio Dalla, con il quale partecipò a Sanremo nel 2012 con “Nanì”, e nel 2025 ha vinto il programma “Ora o mai più”.

Pierdavide Carone

Il Premio Bindi Artigianato della Canzone è stato assegnato a Slow Music ETS, associazione culturale no profit nata nel 2018 per iniziativa di Claudio Trotta e di altri soci fondatori, tra i quali Franco Mussida, Paolo Dal Bon, Stefano Bonagura, Stefano Senardi, Andrea Marco Ricci, Corrado Gambi e Massimo Poggini. Slow Music lavora per difendere la diversità musicale, le identità culturali locali, la musica indipendente e gli artisti originali, opponendo alla logica del consumo rapido un’idea di musica come esperienza da condividere e far crescere nel tempo.


Oggi la finale del concorso

Il festival entra oggi nel vivo con la giornata dedicata al concorso. Alle 18, all’Anfiteatro Bindi, è previsto lo showcase degli otto finalisti davanti alla giuria. In gara Davide Amati, Sofia Ara, Diletta Calicanto, Emsaisi, Gabriele Spira, Matteo Salzano, Matteo Trapanese e Pit.

La finale serale, alle 21.30, assegnerà la Targa Premio Bindi 2026. Ogni artista presenterà quattro brani: tre propri e uno di Umberto Bindi, scelto in accordo con la direzione artistica. La giuria è presieduta da Massimo Poggini e composta da Gianmarco Aimi, Antonio Laino, Francesco Pastore, Claudio Trotta, Silvia Villoresi e Riccardo Vitanza.

Oltre alla Targa Premio Bindi saranno assegnate la Targa Giorgio Calabrese al miglior autore, la Targa Armando Corsi al miglior musicista e la Targa Beppe Quirici al miglior arrangiamento. NuovoIMAIE sosterrà uno degli otto finalisti con un contributo di 10 mila euro per la realizzazione di un tour di almeno cinque date, mentre Soundreef metterà a disposizione un premio in denaro per il vincitore.

Premiata Slow Music

La serata ospiterà anche Fabrizio Grecchi con il progetto “Beatles Piano Solo” e Rossana De Pace, vincitrice della sedicesima edizione del Music for Change Award. La conduzione sarà affidata a Chiara Buratti e Claudio Guerrini.


Domani, sabato 11 luglio, alle 11.30, sempre all’Anfiteatro Bindi, sarà inaugurato il presidio “Luoghi della Musica – Slow Music”, con la scopertura di una targa dedicata al Premio Bindi. La menzione speciale “Lasciatemi sognare” nella categoria Cantautrice sarà invece consegnata a Levante il 29 agosto, in occasione del suo concerto all’Anfiteatro Umberto Bindi.

Paolo Fizzarotti

 

 



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