Lamezia laboratorio di Futuro Nazionale. Furgiuele blinda Murone e “punge” FdI. «Su Scordovillo non siamo stati coinvolti»


LAMEZIA TERME Una sala gremita al T Hotel per la prima assemblea politica regionale di Futuro Nazionale. Ma, a margine dell’atteso incontro, il responsabile per il Mezzogiorno Rossano Sasso, insieme al deputato Domenico Furgiuele, nominato nei giorni scorsi commissario del movimento dell’ex generale Vannacci in Calabria. Presente il capogruppo in Consiglio comunale a Lamezia, Massimo Cristiano e l’assessore lametino Donata Amicarelli. Insieme hanno incontrato la stampa per fare il punto sul radicamento del nuovo soggetto politico in Calabria e sulle prospettive del movimento a Lamezia.
Ed è proprio dalla città che prende le mosse il confronto politico, a partire dalle polemiche che hanno accompagnato l’adesione del gruppo presente in Consiglio comunale. Tra queste, la contestazione sulle presunte 600 tessere riconducibili ai comitati contrari alla nuova linea, una ricostruzione respinta durante la conferenza stampa, numeri alla mano.

Secondo quanto spiegato, il “comitato 144” conterebbe 386 iscritti, ma 212 avrebbero successivamente preso le distanze. Resterebbero quindi 174 adesioni, alle quali si aggiungerebbero le 72 attribuite al “comitato 1067”. Il totale dei potenziali dissidenti sarebbe dunque di 246 persone su circa 5mila iscritti in Calabria, e non di 600. «Quando il gruppo di Lamezia Terme è entrato in Futuro Nazionale, le tessere in Calabria erano 4mila. Oggi sono 5mila», è la replica arrivata dal tavolo. Una risposta che punta a ridimensionare la portata della contestazione e a spostare il confronto dal numero dei comunicati al peso politico ed elettorale degli amministratori che hanno aderito al nuovo progetto. «Capisco le tessere, i comitati e i comunicati inviati alle testate, ma poi ci sono anche i numeri che contano. Oggi non si blinda un partito, oggi si apre un partito», chiosa il deputato Furgiuele.

Furgiuele rivendica una partenza positiva per Futuro Nazionale anche sul piano nazionale. Secondo i dati illustrati durante l’assemblea, il partito avrebbe superato i 122mila iscritti, con la Calabria collocata tra le prime cinque regioni per partecipazione. «È una novità nel panorama politico italiano, ma soprattutto calabrese», afferma il deputato, nominato responsabile regionale del movimento. «Prendo questo testimone con senso di responsabilità e lo porterò avanti partendo dalla città di Lamezia Terme, con un gruppo consiliare che si è assunto il compito di fare da apripista». Il riferimento è alla presenza di Futuro Nazionale nella maggioranza comunale lametina, dove il movimento può contare su due consiglieri comunali e un assessore. Una rappresentanza che, secondo Furgiuele, ha già prodotto interesse anche al di fuori della città. «In questi giorni mi stanno contattando amministratori di piccoli e grandi centri urbani, ma anche di capoluoghi di provincia», spiega. La sala piena, con partecipanti provenienti da diverse aree della Calabria, viene indicata come il primo segnale di un percorso destinato ad allargarsi. Futuro Nazionale, aggiunge, vuole rivolgersi anche a chi si sente «tradito dalla politica in generale», compresi gli elettori del centrodestra delusi dai partiti tradizionali e quanti negli ultimi anni hanno scelto l’astensione o il Movimento 5 Stelle. «Uomini e donne di buona volontà che oggi finalmente hanno una casa anche in Calabria».

È proprio Lamezia, però, il punto dal quale Furgiuele intende avviare il nuovo percorso. La presenza del movimento nella maggioranza viene descritta come il risultato di un centrodestra capace di guardare oltre le sigle. «Il fatto che Futuro Nazionale sia presente in maggioranza con due consiglieri comunali e un assessore testimonia che a Lamezia esiste un centrodestra di buon senso, che non bada soltanto ai simboli, ma anche al lavoro di chi opera sul campo». Per il deputato, la città può diventare «un laboratorio e un punto di riferimento» per altre realtà calabresi. Un modello che Futuro Nazionale vuole riproporre anche nelle prossime competizioni amministrative. Furgiuele annuncia già la presenza del partito alle comunali di Catanzaro, dove sostiene di avere incontrato una comunità politica pronta a organizzarsi e a partecipare alla sfida per il governo del capoluogo regionale.


Il passaggio politicamente più delicato riguarda però la tenuta della maggioranza lametina e i rapporti con Fratelli d’Italia. Furgiuele non lascia spazio a dubbi sul sostegno al sindaco Mario Murone. «Murone non è un sindaco di Futuro Nazionale, è un sindaco di centrodestra», precisa. «Se Fratelli d’Italia pensa di non volerlo più supportare, è una valutazione che dovete chiedere a loro». La posizione del nuovo movimento, invece, resta immutata. «Futuro Nazionale rimane saldamente accanto a un sindaco che è stato sostenuto durante la campagna elettorale. È passato soltanto un anno dall’inizio della consiliatura e riteniamo che si stia lavorando bene». Poi la stoccata, destinata ad alimentare ulteriormente il dibattito interno al centrodestra lametino: «Fratelli d’Italia ha fatto le sue valutazioni e ovviamente se ne assumerà le responsabilità di fronte alla città». Un’affermazione che certifica la distanza tra Futuro Nazionale e il partito guidato in Calabria da Wanda Ferro, ma che allo stesso tempo esclude, almeno per il momento, ripercussioni sulla posizione del movimento all’interno dell’amministrazione comunale.

Altro tema centrale è quello di Scordovillo, tornato in primo piano dopo l’avvio delle operazioni di sgombero e della prima fase di bonifica. Furgiuele rivendica di avere sollecitato da tempo un intervento sull’insediamento, ma denuncia l’esclusione di Futuro Nazionale dai tavoli nei quali sono state decise le modalità dell’operazione. «Siamo stati tra i primi a manifestare la necessità che il tema di Scordovillo venisse affrontato. Ad oggi, però, non siamo stati coinvolti. Io, come parlamentare, non sono stato invitato e non ho partecipato ai tavoli con prefetti, questori e rappresentanti del Governo». Il deputato auspica che l’intervento possa migliorare le condizioni di chi vive da anni nel campo, ma pone il problema delle conseguenze che la ricollocazione delle famiglie potrebbe produrre in altri quartieri della città. «Speriamo che la situazione venga risolta nel migliore dei modi per le persone che vivono in quelle condizioni di precarietà, ma anche per i cittadini che dovranno confrontarsi con il loro trasferimento».
Il timore espresso è che decisioni «calate dall’alto» e non sufficientemente aderenti alle caratteristiche del territorio possano scaricare nuove tensioni su aree che già vivono condizioni di difficoltà. «Ci auguriamo che le decisioni prese non vadano a ledere la libertà di altri cittadini lametini. Futuro Nazionale vigilerà soprattutto su questo, anche perché non è mai stato invitato ai tavoli istituzionali». (g.curcio@corrierecal.it)

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 Redazione Corriere

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