Il Qatar dice addio all’uomo che ne ha cambiato per sempre la storia del Paese. Hamad bin Khalifa Al Thani è morto il 12 luglio all’età di 74 anni. L’annuncio è arrivato dall’Amiri Diwan, l’ufficio istituzionale dell’emiro, che ha proclamato quattro giorni di lutto nazionale. “Principe” (amīr) dal 1995 al 2013, è stato artefice della trasformazione del piccolo Stato del Golfo in potenza economica, diplomatica e finanziaria mondiale. Nel messaggio di cordoglio, Sergio Mattarella lo ha definito uno storico “amico dell’Italia”, mentre la premier Giorgia Meloni lo ha ricordato come “uno di quei rari leader che hanno cambiato il corso della storia della propria nazione”.
Chi era Hamad bin Khalifa Al Thani, l’emiro che ha cambiato il Qatar
Considerato il padre del Qatar moderno, Hamad bin Khalifa Al Thani è ricordato per aver sfruttato le immense riserve di gas naturale per costruire uno dei Paesi più ricchi del pianeta. Ma anche per aver trasformato Doha in protagonista della diplomazia internazionale, dello sport e della finanza globale.
Nato a Doha nel 1952, Al Thani apparteneva alla famiglia che governa il piccolo emirato dalla metà dell’Ottocento. Dopo aver frequentato la prestigiosa Royal Military Academy di Sandhurst, nel Regno Unito, intraprese la carriera militare e politica fino a diventare principe ereditario.
Nel 1995 salì al potere con un colpo di Stato incruento che depose il padre, Khalifa bin Hamad Al Thani, approfittando dell’assenza del sovrano, in viaggio all’estero. Quella scelta segnò l’inizio di una profonda trasformazione del Paese, allora ancora marginale nello scacchiere mediorientale.
Diciotto anni dopo, nel 2013, sorprese nuovamente il mondo arabo decidendo di abdicare volontariamente in favore del quarto figlio Tamim bin Hamad Al Thani. Una scelta rarissima nelle monarchie del Golfo, dove i sovrani restano normalmente al potere fino alla morte. E, caso mai, lasciano in favore del primogenito.
Come Al Thani ha reso il Qatar uno dei Paesi più ricchi del mondo
Il successo di Hamad bin Khalifa Al Thani è legato soprattutto a una scelta economica precisa: puntare con decisione sul gas naturale liquefatto.
Sotto il suo governo il Qatar aumentò enormemente l’estrazione e l’esportazione di idrocarburi, diventando uno dei principali esportatori mondiali di GNL. I ricavi furono investiti attraverso il fondo sovrano Qatar Investment Authority, che nel giro di pochi anni acquistò partecipazioni strategiche in banche, società, immobili e marchi internazionali.
L’espansione degli investimenti interessò anche l’Italia, con operazioni come l’acquisto di importanti asset in Costa Smeralda e la partecipazione allo sviluppo del quartiere Porta Nuova di Milano, dove sorgono piazza Gae Aulenti e il Bosco Verticale.
All’estero il Qatar investì inoltre nei grandi magazzini Harrods di Londra, nella società di calcio del Paris Saint-Germain, nella moda di lusso, nell’industria cinematografica e in numerose aziende europee, trasformandosi in uno dei maggiori investitori istituzionali del pianeta.
Al Jazeera, Mondiali e soft power: Doha ombelico del mondo
La ricchezza energetica è stato solo uno degli strumenti utilizzati dall’ex emiro. Hamad comprese infatti che, per contare davvero, il Qatar avrebbe dovuto costruire anche influenza politica e culturale.
Nel 1996 fece nascere Al Jazeera, destinata a diventare una delle emittenti più influenti del Medio Oriente e dell’intero pianeta. Parallelamente Doha investì nello sport internazionale, fino ad accaparrarsi l’organizzazione dei Mondiali di calcio del 2022. Evento che contribuì a consolidare l’immagine del Paese sulla scena mondiale.
Negli stessi anni il Qatar assunse con astuzia un ruolo crescente nella mediazione diplomatica, ospitando negoziati tra Stati Uniti e Talebani afghani e partecipando a numerosi tentativi di dialogo nelle principali crisi del Medio Oriente. Inclusa quella attuale.
Il lato controverso dell’emirato di Hamad Al Thani
La crescita economica e l’espansione internazionale del Qatar sono state accompagnate anche dalle inevitabili disuguaglianze e da aspetti oscuri.
Organizzazioni internazionali per i diritti umani hanno più volte denunciato le condizioni dei lavoratori immigrati, che rappresentano la maggioranza della popolazione residente, oltre alle limitazioni delle libertà politiche e civili in un Paese governato da una monarchia assoluta.
Anche la politica estera dell’emirato è stata spesso oggetto di controversie. Durante il regno di Hamad, il Qatar sostenne movimenti politici e gruppi armati in diversi scenari regionali, dalle Primavere arabe alla guerra civile siriana, mantenendo allo stesso tempo un ruolo di mediatore in numerosi conflitti.
Una strategia che ha contribuito a rafforzarne il peso internazionale, ma che ha alimentato anche tensioni con altri Paesi del Golfo.
Il cordoglio dell’Italia per la morte dell’ex emiro
La scomparsa dell’ex sovrano qatariota ha suscitato reazioni anche in Italia. Nel messaggio inviato all’attuale emiro Tamim bin Hamad Al Thani, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dipinto Hamad come uno statista che sarà ricordato “anche per la sua storica amicizia nei confronti del nostro Paese”.
Anche Giorgia Meloni ha voluto rendergli omaggio, definendolo “uno di quei rari leader che hanno cambiato il corso della storia della propria nazione“. E sottolineando come il Qatar contemporaneo porti ancora oggi “l’inconfondibile impronta della sua leadership”.
ANSA
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