Nel 2026 un’auto deve sapere cosa innovare e cosa conservare della propria tradizione. Deve capire in che ambiti guardare al futuro e in quali conviene mostrare il legame con la storia. La nuova Audi Q4 e-tron, sia nella versione SUV che in quella Sportback, ci sembra che lo abbia capito benissimo.
L’abbiamo provata sulle strade che da Champoluc salgono verso il Monte Rosa, alternando tornanti stretti, saliscendi e qualche tratto più veloce. Un ambiente ideale per provare quest’auto che ha un design (e lo sterzo!) tipicamente Audi con un sacco di tecnologia. Dopo alcune decine di chilometri al volante della Q4 e-tron Performance e della Q4 Sportback e-tron quattro Performance, la sensazione è che Audi abbia fatto il lavoro giusto: ha preso un progetto già valido e lo ha aggiornato dove conta. Anche portando alcune novità molto interessanti per la ricarica elettrica di altri prodotti come bici o frigoriferi (ideali per chi va in campeggio) e persino il Vehicle-to-Building per chi usa i pannelli solari a casa.
E sebbene ci sia qualche piccolo appunto, crediamo che il prezzo di lancio da poco più di 43 mila euro sia davvero interessante per un’auto di questo livello.
Il nostro test drive di Audi Q4 e-tron (anche in versione Sportback)
A prima vista la nuova Q4 e-tron è immediatamente riconoscibile come un SUV Audi, ma basta osservarla con attenzione per accorgersi che praticamente ogni dettaglio è stato rivisto. Il Singleframe (la grande cornice frontale che circonda la griglia del radiatore) ora è in tinta con la carrozzeria, i gruppi ottici sono più sottili, il posteriore appare più pulito e muscoloso.

È un’evoluzione che abbiamo apprezzato. Audi non ha ceduto alla tentazione di stravolgere il modello per renderlo “più elettrico” o più appariscente. Rimane una Q4, ma con un aspetto più contemporaneo e, secondo noi, anche destinato a invecchiare meglio rispetto a molti SUV che puntano tutto sull’effetto wow, dimenticandosi che lo stile può (e a volte deve) essere eterno.
La Sportback aggiunge naturalmente una linea più filante, mentre la versione SUV mantiene quell’impostazione più classica che probabilmente continuerà a essere la scelta preferita da molte famiglie. Entrambe, però, gestiscono molto bene gli spazi e riescono a sembrare eleganti senza rinunciare alle comodità tipiche di un’auto di queste dimensioni (lunghezza da 4,60 metri con passo da 2,76 m, larghe 1,63 m e alte 1,86 m).
Gli interni fanno un salto generazionale
È però aprendo la portiera che si percepisce davvero il lavoro svolto da Audi. Il nuovo palcoscenico digitale porta finalmente anche su Q4 e-tron la plancia introdotta con Q6 e-tron: davanti al guidatore troviamo il Virtual Cockpit da 11,9 pollici, mentre al centro domina il display da 12,8 pollici con il nuovo sistema MMI basato su Android Automotive OS. A richiesta arriva anche il display dedicato al passeggero, una soluzione finora riservata ai modelli superiori della Casa (che però ci sembra di qualità inferiore rispetto ai due principali, che sono OLED e molto bene realizzati).


Abbiamo apprezzato anche il ritorno di alcuni comandi fisici sul volante, la console completamente ridisegnata e la doppia ricarica wireless refrigerata da 15 W. Non sono un motivo per acquistare l’auto, ma sono una comodità che ormai diventa difficile da ignorare per moltissimi utenti.
L’impressione generale è quella di un abitacolo moderno, luminoso e molto ben organizzato. Rimane però qualche compromesso. Alcune plastiche rigide, soprattutto nei pannelli porta, stonano leggermente con il livello qualitativo che ci aspettiamo da un’Audi, soprattutto negli allestimenti più ricchi. Non compromettono la qualità percepita complessiva, ma rispetto alla bellezza delle finiture della plancia e del cruscotto sono un passo indietro.
Su strada continua a essere un’Audi
Se dovessimo scegliere l’aspetto che ci ha convinto di più, probabilmente sarebbe proprio la guida. Audi continua a distinguersi per un equilibrio che non cerca effetti speciali, ma punta a rendere l’auto piacevole in qualsiasi situazione.


Nei tornanti stretti del Monte Rosa, per esempio, ci siamo ricordati subito perché il ridotto raggio di sterzata delle elettriche Audi è uno dei loro migliori biglietti da visita. La Q4 gira davvero stretta e riesce a trasmettere la sensazione di essere più compatta dei suoi 4,60 metri. Nei centri abitati, nei parcheggi o semplicemente affrontando una strada di montagna ricca di inversioni, questo fa una differenza enorme. È una caratteristica che avevamo già apprezzato su altri modelli Audi e che ritroviamo con piacere anche qui.
Abbiamo guidato principalmente la Q4 e-tron Performance da 286 CV e, per un tratto più breve, la Sportback quattro Performance da 340 CV. Entrambe offrono prestazioni più che brillanti, ma ciò che ci ha colpito maggiormente non è tanto la potenza quanto il modo in cui viene erogata.
Audi non cerca il classico effetto “colpo nella schiena” tipico di molte elettriche. La spinta arriva con decisione, ma cresce in maniera molto progressiva, quasi ricordando il comportamento di un buon motore termico. È una caratteristica che rende la guida estremamente naturale e permette di dosare facilmente l’acceleratore anche nei percorsi più tortuosi.


Tanto grip, anche senza la trazione integrale
La versione SUV a trazione posteriore ci ha sorpreso anche per l’aderenza. Pur affrontando diversi tratti ricchi di curve, l’assetto è sempre apparso composto e preciso. La Sportback quattro aggiunge naturalmente ancora più sicurezza quando si aumenta il ritmo, ma già la versione Performance rappresenta un ottimo compromesso tra piacere di guida e semplicità.
L’unico elemento che ci ha convinto un po’ meno riguarda la frenata. L’impianto è assolutamente efficace, ma l’attacco ci è sembrato leggermente più lungo di quanto ci aspettassimo considerando la brillantezza del motore elettrico. Avremmo preferito una risposta più pronta e sportiva, capace di tenere maggiormente a bada la spinta del powertrain quando si entra decisi in curva.
Più autonomia e ricarica ancora più veloce
Sotto la carrozzeria Audi ha lavorato soprattutto sull’efficienza. Il nuovo motore posteriore, le elettroniche di potenza aggiornate e il software affinato permettono di migliorare il rendimento del circa 10% rispetto al modello precedente. La versione Performance raggiunge così fino a 577 km WLTP sulla SUV e 592 km sulla Sportback, mentre la variante quattro Performance arriva rispettivamente a 541 e 554 km. Noi non abbiamo guidato così a lungo sul Monte Rosa, ma anche spingendo un po’ ci sembra che i consumi siano più che ragionevoli (ma, appunto, è solo un’impressione parziale).


Anche la ricarica cresce fino a 185 kW in corrente continua, consentendo di recuperare fino a 185 chilometri di autonomia in dieci minuti oppure passare dal 10 all’80% in meno di mezz’ora nelle condizioni ideali. Il precondizionamento automatico della batteria e il pianificatore dei viaggi aiutano inoltre a sfruttare sempre la massima potenza disponibile.
Tra le novità più interessanti troviamo anche la ricarica bidirezionale, con supporto sia al Vehicle-to-Load sia, successivamente, al Vehicle-to-Home, trasformando la batteria dell’auto in una possibile riserva energetica per dispositivi esterni o per l’abitazione. È avere una “power bank” da 63 o 82 kWh sempre a disposizione, che poi si muovo con uno sterzo incredibile e uno stile tipicamente Audi.


Tecnologia da segmento superiore
Oltre alle novità legate alla ricarica, il pacchetto tecnologico è decisamente migliorato. L’infotainment utilizza Android Automotive OS, integra ChatGPT nell’assistente vocale, offre un app store dedicato e può contare su un pacchetto ADAS molto completo, con cambio di corsia assistito, assistente adattivo alla guida, funzioni evolute di parcheggio basate sul machine learning e persino un sistema capace di memorizzare fino a cinque manovre da ripetere automaticamente.
Durante la prova, però, abbiamo inoltre riscontrato un paio di incertezze del navigatore, che ha annullato improvvisamente il percorso prima di funzionare correttamente al terzo tentativo. Trattandosi di vetture ancora in fase di pre-lancio preferiamo non considerarlo un vero difetto del prodotto finale. Anche perché, nella pratica, molti clienti utilizzeranno probabilmente Android Auto o Apple CarPlay, per i quali c’è compatibilità wireless.


Il prezzo potrebbe essere la sorpresa più grande
Una delle novità più interessanti riguarda però il listino. La nuova Audi Q4 e-tron Custom Edition parte infatti da 43.350 euro, una cifra decisamente competitiva considerando la dotazione di serie, che comprende già cerchi da 19 pollici, sedili sportivi riscaldabili, Virtual Cockpit, display centrale da 12,8 pollici, navigazione, telecamera posteriore, numerosi ADAS e molti altri equipaggiamenti normalmente riservati ad allestimenti superiori.
Questo prezzo d’attacco (un’esclusiva italiana) ci sembra davvero molto interessante. Soprattutto considerando che la versione Audi Q4 Sportback e-tron Business (204 CV, batteria da 63 kWh, trazione posteriore) parte da 52.900 euro. Meno differenza negli allestimenti Performance, che probabilmente saranno i più gettonati: Audi Q4 e-tron Performance Business parte da 56.500 euro mentre Audi Q4 Sportback e-tron Performance Business da 58.500 euro, con una differenza di duemila euro che dovremmo trovare anche nelle versioni quattro.
La nostra prova di Audi Q4 e-tron
La nuova Audi Q4 e-tron non rivoluziona un progetto già riuscito. Fa qualcosa di forse ancora più difficile: migliora dove serve per unire innovazione e tradizione. Ci piace, in particolare, la ricerca sulla ricarica elettrica abbinata allo sterzo tipicamente Audi: una dimostrazione che si può avere un’auto tecnologicamente all’avanguardia senza rinunciare al piacere di guida.
Se è vero che qualche finitura interna ci sembra meno riuscita e che il freno potrebbe essere più sportivo, ci sembra un SUV ben riuscito. Soprattutto nella versione d’ingresso, quella da poco più di 43 mila euro, Audi Q4 e-tron ci sembra oggi una delle proposte più convincenti per chi vuole entrare nel mondo delle elettriche premium senza spendere troppo. E senza rinunciare al design e alla guida Audi: a queste cifre abbiamo guidato auto decisamente meno belle e meno divertenti.
Ultimo aggiornamento 2026-07-14 / Link di affiliazione / Immagini da Amazon Product Advertising API
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Stefano Regazzi
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