Maggioranza e opposizione approvano all’unanimità un documento straordinario che chiede più presidio, illuminazione, telecamere e interventi sociali. Al centro anche Calata Vignoso, Ponte Parodi, Tabarca, Metelino e il mercato di piazza dello Statuto

Un voto unanime per affrontare l’emergenza della Darsena e accompagnare la trasformazione di una delle aree più strategiche e, allo stesso tempo, più problematiche di Genova. Tutti i 35 consiglieri comunali presenti, appartenenti sia alla maggioranza sia all’opposizione, hanno approvato l’ordine del giorno straordinario sottoscritto da tutti i capigruppo del Consiglio comunale.

Il documento individua una serie di interventi immediati e di prospettiva per migliorare la sicurezza reale e percepita, rafforzare i controlli, recuperare gli spazi pubblici e favorire nuove attività economiche, culturali, universitarie e turistiche. La Darsena viene indicata come uno dei principali punti di collegamento tra il centro storico e il fronte mare cittadino, ma anche come un’area nella quale da tempo residenti, commercianti, studenti, lavoratori e visitatori denunciano degrado, episodi di microcriminalità, spaccio, consumo di sostanze stupefacenti, bivacchi, scarsa illuminazione e insufficiente manutenzione.


Le criticità erano emerse con particolare evidenza durante la commissione consiliare itinerante del 12 giugno 2026, richiesta dai gruppi di minoranza e svolta con la partecipazione degli operatori del quartiere. Le segnalazioni raccolte hanno evidenziato le conseguenze della situazione sulla qualità della vita, sulla fruibilità degli spazi pubblici, sull’attività delle strutture ricettive e commerciali e sull’attrattività della zona per studenti e turisti.
Il Consiglio comunale ha scelto di sostenere un modello di sicurezza urbana integrata, nel quale l’attività delle forze di polizia e della polizia locale sia accompagnata da rigenerazione urbana, illuminazione, videosorveglianza, welfare, inclusione sociale, mediazione dei conflitti e valorizzazione degli spazi pubblici. L’obiettivo è intervenire non soltanto sugli effetti del degrado, ma anche sulle condizioni urbanistiche, sanitarie e sociali che ne favoriscono la diffusione.
L’ordine del giorno impegna la sindaca Silvia Salis e la Giunta a rafforzare la presenza della polizia locale nella Darsena, in via Gramsci e nella stazione della metropolitana. I servizi dovranno coinvolgere il reparto Sicurezza urbana, il Nucleo centro storico e il progetto “Sicurezza in movimento”, con pattugliamenti programmati nelle fasce orarie più problematiche, soste operative e un utilizzo coordinato delle telecamere cittadine.
Il Comune dovrà inoltre chiedere alla Questura che una parte dei nuovi agenti recentemente assegnati a Genova venga impiegata prioritariamente nella zona della Darsena. Il documento sollecita anche ulteriori risorse e organici per le forze dell’ordine impegnate nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, alla microcriminalità e alle organizzazioni criminali.
Tra le misure da valutare a breve termine figurano nuovi punti luce nel tunnel di collegamento verso via Imperiale, l’interconnessione delle telecamere dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli con il circuito comunale “Genova città sicura” e un presidio fisso sperimentale della polizia locale per quattro settimane nell’area considerata più critica.
Viene richiesta anche l’acquisizione formale dell’area di parcheggio compresa tra l’edificio Cembalo e Calata Darsena, già individuata dal Piano urbanistico comunale come parcheggio pubblico di superficie. Un altro intervento riguarda l’apertura e il presidio del varco di Santa Limbania durante la sera, tra le 19 e le 24, oppure nelle ore notturne, tra mezzanotte e le 6, per facilitare il passaggio delle pattuglie e aumentare l’effetto deterrente.
Il documento chiede inoltre di rivedere la convenzione con l’Azienda mobilità e trasporti per aumentare la vigilanza e la presenza del personale nella stazione metropolitana Darsena. Una parte delle risorse provenienti dall’imposta di soggiorno, in particolare della quota destinata al decoro e alla manutenzione, potrebbe essere utilizzata per interventi immediati nella zona, d’intesa con il tavolo del turismo.
Accanto ai controlli, il Consiglio comunale sollecita il rafforzamento dei servizi di prossimità e della presa in carico delle persone che vivono condizioni di grave marginalità. La diffusione delle dipendenze viene indicata come una questione non soltanto di sicurezza, ma anche sanitaria e sociale, che richiede maggiori risorse per le unità di strada, i servizi territoriali e le strutture specializzate.
La Darsena dovrebbe diventare un’area sperimentale per le politiche cittadine di sicurezza integrata, attraverso il coinvolgimento di Prefettura, Questura, Autorità di sistema portuale, università, Accademia italiana della Marina mercantile, residenti, commercianti, operatori turistici e culturali, associazioni e realtà del terzo settore. Un monitoraggio specifico dovrà essere inserito nel futuro patto per la sicurezza urbana e nelle attività degli osservatori municipali.
Il piano guarda anche alla trasformazione fisica e funzionale del quartiere. Nell’ottobre 2025 è stata rimossa la vecchia passerella in legno di Calata Vignoso, ormai deteriorata e diventata essa stessa un elemento di degrado. All’inizio del 2027 dovrebbero partire i lavori di riqualificazione dell’area, con nuove pavimentazioni, alberature, spazi per il gioco, percorsi pedonali e ciclabili, illuminazione e videosorveglianza.
Nel documento consiliare il finanziamento viene quantificato in circa 4,5 milioni di euro attraverso il programma Metro Plus. Nel suo intervento in aula, l’assessora comunale alla polizia locale e alla sicurezza Arianna Viscogliosi ha richiamato un primo stanziamento da 3,5 milioni di euro, al quale dovrebbero aggiungersi ulteriori risorse per circa 1,5 milioni nei prossimi anni.
Proseguono intanto gli interventi di recupero degli edifici Tabarca e Metelino, finanziati con oltre 18,5 milioni di euro provenienti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. Tabarca ospiterà il nuovo centro di alta formazione della Fondazione Accademia italiana della Marina mercantile. Oltre 800 studenti frequenteranno quotidianamente la zona e una parte di loro vi risiederà stabilmente.
Metelino sarà invece trasformato in un centro multifunzionale ed espositivo dedicato alla cultura del mare, alla formazione e all’economia marittima. La presenza dell’Università degli Studi di Genova, della facoltà di Economia e delle nuove strutture formative dovrebbe favorire la nascita di un polo giovanile della conoscenza, aumentando la frequentazione dell’area durante l’intera giornata.
Un altro passaggio decisivo riguarda Ponte Parodi. Il Comune sta cercando di definire il contenzioso che da oltre vent’anni blocca l’area, con l’obiettivo di restituirla alla città e ricucire la Darsena con i principali percorsi turistici e pedonali del fronte mare.
Il mercato di piazza dello Statuto, assegnato attraverso un bando ma rimasto vuoto per anni, dovrebbe invece diventare un mercato urbano aperto sette giorni su sette, con attività di somministrazione, ristorazione e vendita delle eccellenze liguri. Il progetto viene considerato strategico anche per riportare una presenza economica continuativa in un luogo nel quale si sono concentrati spaccio, consumo di sostanze e situazioni di degrado.
L’ordine del giorno sollecita inoltre un piano integrato di animazione culturale, sociale e commerciale della Darsena, da sviluppare insieme al Porto Antico, alle istituzioni formative, agli operatori economici e al sistema culturale cittadino. Tra le attività già presenti o programmate vengono ricordati il Teatro della Tosse, Elettropark e il progetto “Genova Play City”, oltre alla riqualificazione del mercato ittico e alla valorizzazione della pesca professionale.
Nel suo parere favorevole, l’assessora Arianna Viscogliosi ha ringraziato maggioranza e opposizione per il lavoro condiviso. «La sicurezza dovrebbe essere sempre affrontata così, in maniera condivisa e soprattutto costruttiva», ha dichiarato.
Secondo l’assessora, la Darsena rappresenta in modo evidente ciò che accade quando uno spazio pubblico rimane per troppo tempo privo di gestione, manutenzione e funzioni attrattive. Edifici vuoti, scarsa illuminazione, assenza di attività, dipendenze non adeguatamente affrontate e insufficiente presidio finiscono per alimentare degrado, invivibilità e insicurezza.
Viscogliosi ha sottolineato che da alcune settimane è stata attivata una presenza fissa delle pattuglie sia nella Darsena sia nella vicina fermata della metropolitana. Ha inoltre confermato la richiesta di una maggiore presenza del Servizio per le dipendenze e dell’Azienda sociosanitaria ligure 3, insieme al rafforzamento degli interventi di pulizia da parte dell’Azienda multiservizi e d’igiene urbana.
«La Darsena non si recupera con un solo intervento», ha concluso l’assessora. Il percorso, secondo la Giunta, dovrà restituire progressivamente qualità, funzioni, presenza e vita allo spazio pubblico. Il voto unanime del Consiglio comunale affida ora all’amministrazione il compito di trasformare questa convergenza politica in interventi visibili e verificabili per chi nella Darsena vive, lavora o transita ogni giorno.
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