Un viaggio di sette giorni in Grecia, tra le isole di Corfù, Paxos e Antipaxos e i loro deliziosi borghi sul mare, le spiagge limpide e le fortezze antiche, tutto senza prendere l’aereo.
Scoprire la Grecia seguendo il mare: dalle acque delle Ionio si entra in un paesaggio fatto di ulivi, porti, villaggi bianchi e calette paradisiache. Sullo sfondo il mondo classico, con i suoi monasteri e le fortezze millenarie.
Corfù, Paxos e Antipaxos sono tappe ideali per costruire una vacanza senza aereo che unisca queste due anime così meravigliose. Corfù può essere raggiunta in traghetto dall’Italia, anche con auto, moto o camper al seguito, appoggiandosi a servizi navi e traghetti in app e online. Da qui partono poi i collegamenti verso le isole più piccole.
In Grecia tra Corfù, Paxos e Antipaxos: l’itinerario di sette giorni
L’itinerario prevede quattro giorni a Corfù e tre giorni tra Paxos e Antipaxos. Nella prima parte del viaggio è consigliato avere a disposizione un’auto o uno scooter, anche a noleggio, soprattutto per raggiungere le località più distanti. Le ultime tappe dipendono invece dai collegamenti marittimi e dalle condizioni del mare.
Giorno 1 – Corfù, tra vicoli veneziani e fortezze sul mare
Il viaggio comincia dalla città di Corfù, o Kerkyra, il capoluogo dell’isola. Il centro storico conserva una forte impronta veneziana, alla quale si aggiungono influenze francesi e britanniche. Palazzi color ocra, chiese ortodosse e vicoli stretti formano un paesaggio molto diverso da quello delle isole dell’Egeo.
La passeggiata può iniziare dalla Spianada, la grande piazza verde affacciata verso la Fortezza Vecchia, per poi proseguire sotto le arcate del Liston. Da qui si raggiungono facilmente il Palazzo dei Santi Michele e Giorgio, sede del Museo di Arte Asiatica, e le strade più interne della città vecchia.
Nel pomeriggio si può visitare la Fortezza Vecchia, costruita su un promontorio proteso sul mare. La giornata può terminare sul lungomare o in uno dei caffè del centro, magari assaggiando un dolce o un liquore al kumquat, uno dei prodotti più conosciuti di Corfù.
Giorno 2 – relax tra Pelekas e la spiaggia di Glyfada
Il secondo giorno conduce sulla costa occidentale. La prima tappa è Pelekas, un piccolo borgo costruito su una collina e circondato da ulivi. Il luogo più noto è il Kaiser’s Throne, il belvedere dal quale si apre una vista ampia sull’isola e sul Mar Ionio e dove Guglielmo II amava rilassarsi.
Dopo una passeggiata tra le strade del borgo, si può scendere verso Glyfada, una delle spiagge più frequentate di Corfù. Il litorale è ampio e sabbioso, con fondali generalmente bassi e numerosi servizi.
Giorno 3 – Angelokastro, Paleokastritsa e Porto Timoni
Il terzo giorno attraversa la parte nord-occidentale di Corfù. Si comincia da Angelokastro, la fortezza bizantina costruita su uno sperone roccioso sopra il villaggio di Krini. Per raggiungerla è necessario percorrere un tratto a piedi, ma il panorama sulla costa ripaga la salita.
La tappa successiva è Paleokastritsa, una delle località più note dell’isola. Qui il paesaggio è formato da baie, pareti rocciose e piccole spiagge bagnate da un mare molto limpido. Si può visitare il monastero affacciato sulla costa oppure partecipare a una breve escursione in barca tra grotte e insenature.
Nel pomeriggio si prosegue verso Afionas, da dove parte il sentiero per Porto Timoni. La doppia baia è formata da due spiaggette divise da una stretta lingua di terra. Il percorso è sterrato e in alcuni punti ripido, quindi è meglio affrontarlo con scarpe adatte e non nelle ore più calde.
Giorno 4 – Vlacherna, Achilleion e Agios Gordios
La quarta giornata si apre con la visita al monastero di Panagia Vlacherna, uno dei luoghi più riconoscibili di Corfù. Il piccolo edificio bianco sorge su un isolotto collegato alla terraferma da un pontile pedonale. Poco più avanti si intravede Pontikonisi, legata, secondo la tradizione locale, al viaggio di Ulisse: l’isolotto sarebbe la nave trasformata in roccia da Poseidone.
Si prosegue poi verso l’Achilleion, la residenza fatta costruire alla fine dell’Ottocento dall’imperatrice Elisabetta d’Austria. Il palazzo è dedicato alla figura di Achille e conserva opere e decorazioni ispirate alla mitologia greca. Il punto più suggestivo è il giardino, con terrazze rivolte verso il mare e la celebre statua di Achille morente.
La giornata termina ad Agios Gordios, sulla costa occidentale. La lunga spiaggia sabbiosa è racchiusa tra colline verdi e dominata dallo scoglio di Ortholithi. Si può restare fino al tramonto e cenare in una delle taverne del paese.
Giorno 5 – Paxos, tra Lakka, Loggos e Gaios
Il quinto giorno si lascia Corfù per raggiungere Paxos. L’isola è lunga circa 13 chilometri e non dispone di un aeroporto, una caratteristica che ha contribuito a proteggerla da uno sviluppo turistico troppo invasivo.
I principali centri abitati si trovano lungo la costa orientale. Lakka occupa una baia riparata nella parte settentrionale ed è un buon punto di partenza per raggiungere spiagge come Harami e Kanoni.
Più a sud si incontra Loggos, il più piccolo dei tre villaggi. Le case si raccolgono intorno al porto, circondato da uliveti e pendii boscosi. Nei dintorni si trovano diverse calette di ciottoli, adatte anche allo snorkeling.
La giornata si conclude a Gaios, il centro principale di Paxos. Il paese si sviluppa lungo uno stretto braccio di mare protetto dagli isolotti di Agios Nikolaos e Panagia. Tra piazzette, taverne e barche ormeggiate, è il luogo più comodo per pernottare e partire il giorno successivo alla scoperta della costa occidentale.
Giorno 6 – Le Grotte Blu e Mongonissi Beach
Il sesto giorno è dedicato al mare. La costa occidentale di Paxos è più selvaggia rispetto a quella orientale ed è caratterizzata da spiagge di scogli e affascinanti grotte marine.
Le escursioni in barca permettono di raggiungere le Grotte Blu, dove il sole e il fondale chiaro creano intense sfumature azzurre. Tra le cavità più conosciute c’è la grotta di Ypapanti, abbastanza ampia da consentire l’ingresso di diverse imbarcazioni turistiche. Lungo la navigazione si possono osservare anche la roccia di Ortholithos e altri tratti della costa modellati dal vento e dal mare. Le soste e l’accesso alle grotte dipendono sempre dalle condizioni marine.
Al rientro si può raggiungere Mongonissi Beach, nella parte meridionale di Paxos. È una delle rare spiagge sabbiose dell’isola e presenta acque generalmente calme e poco profonde. Una tappa adatta per concludere la giornata con qualche ora di relax.
Giorno 7 – Antipaxos, tra Vrika e Voutoumi
L’ultima giornata è dedicata ad Antipaxos, piccola isola raggiungibile in barca da Paxos. Non ci sono veri centri abitati e i servizi sono limitati: il paesaggio è formato soprattutto da uliveti, vigneti, sentieri e spiagge “deserte” e lontane dal turismo di massa.
La spiaggia più conosciuta è Vrika, caratterizzata da sabbia chiara e fondali bassi. Poco distante si trova Voutoumi, più ampia e formata in gran parte da piccoli ciottoli bianchi. Entrambe sono circondate da pendii ricoperti di vegetazione e dispongono di alcuni locali aperti durante la stagione estiva.
Chi cerca un tratto di costa più tranquillo può spostarsi verso Mesovrika, una piccola baia ancora più selvaggia. Il resto della giornata può trascorrere in spiaggia o facendo brevi escursioni, prima di rientrare a Paxos seguendo gli orari stabiliti dall’imbarcazione.
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Martina Saule
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