Come cambiano i media italiani: la relazione Agcom 2026



Quotidiani cartacei in crollo verticale, a comandare nel mercato dei media sono le piattaforme globali: cosa dice la relazione annuale dell’Agcom

Nel complesso il Sistema integrato delle comunicazioni italiano vale 20,4 miliardi di euro, ma il peso del settore si sta progressivamente spostando verso le grandi piattaforme digitali e le tecnologie di intelligenza artificiale generativa. È questo il cuore della della Relazione Annuale 2026 dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom), presentata ieri alla Camera dei Deputati dal presidente Giacomo Lasorella.

L’innovazione tecnologica sta infatti ridisegnando l’antropologia e l’economia del Paese, imponendo una profonda riflessione sulla direzione da imprimere allo sviluppo digitale. Il vertice dell’Autorità avverte sul declino inarrestabile dell’editoria cartacea e sulla riduzione del pluralismo informativo, mentre avanzano le grandi piattaforme globali, forti del ruolo sempre più preponderante dell’IA, che oggi minaccia seriamente di intaccare i diritti fondamentali di ciascuno. Numeri e considerazioni sullo stato dei media italiani

COSA RILEVA IL RAPPORTO SULLO STATO DEI MEDIA E SULL’EDITORIA

Situazione complessa per l’editoria tradizionale: il fatturato complessivo dei media nazionali registra una flessione dello 0,6%, accompagnata da una contrazione dei ricavi pubblicitari pari al 2,9%. La televisione si conferma il traino con il 74,1% delle risorse complessive, generando ricavi per 8,9 miliardi di euro, in crescita dello 0,6% rispetto all’anno precedente. Ma le emittenti tradizionali devono fare i conti con i giganti dello streaming, che catalizzano ormai il 23,3% delle risorse totali del settore televisivo.


La situazione appare ancora più drammatica sul fronte dei giornali. Le vendite di copie cartacee sono crollate a 1,2 milioni di unità al giorno, registrando una perdita del 9,3% nell’ultimo anno, circa un decimo delle copie diffuse nei primi anni Duemila. I ricavi complessivi delle imprese editoriali calano del 7,9%, con i finanziamenti pubblici che incidono ormai per il 10% sulle risorse dell’intero settore. Le perdite colpiscono non solo la vendita di giornali cartacei e digitali, in calo dell’8,7%, ma anche i prodotti collaterali, che crollano del 23,6%, e la raccolta pubblicitaria specifica delle testate giornalistiche, in contrazione del 5,7%.

COME REAGISCE IL COMPARTO DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

A fronte delle difficoltà riscontrate dal mondo editoriale, il mercato delle comunicazioni elettroniche mostra una dinamica decisamente positiva. Al termine del 2025, il valore complessivo del settore ha raggiunto i 29,5 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente e portando il proprio peso sul Prodotto Interno Lordo all’1,31%. A guidare questa progressione è la rete fissa, che ha registrato un incremento del 7,9% portandosi a quota 18,5 miliardi di euro, compensando ampiamente la leggera flessione del segmento mobile, calato dello 0,6% a ridosso degli 11 miliardi di euro.

La crescita del fisso si fonda principalmente sulla diffusione della connettività ultraveloce e sullo sviluppo di pacchetti integrati ad alto valore aggiunto dedicati in particolare alla clientela aziendale. Gli investimenti infrastrutturali hanno permesso alla copertura della fibra ottica fino alle abitazioni (FTTH) di raggiungere il 77,6% delle famiglie italiane.

L’ATTIVITÀ DELL’AGCOM NEL 2025

Quanto all’attività dell’Agcom, nel corso del 2025, l’Authority ha esteso l’operatività della piattaforma tecnologica Piracy Shield a tutti i contenuti audiovisivi trasmessi in diretta, portando all’adozione di 30 provvedimenti cautelari urgenti e al blocco di oltre 50.000 nomi di dominio e 6.000 indirizzi IP illeciti

Oltre alla tutela del diritto d’autore, l’azione di vigilanza si è orientata al contrasto alle frodi telefoniche. L’introduzione di specifiche misure tecniche contro lo spoofing telefonico, ossia la contraffazione del numero chiamante, ha consentito di bloccare, in poco più di un mese tra novembre e dicembre 2025, oltre 90 milioni di chiamate di origine estera che utilizzavano in modo illecito numerazioni mobili italiane, unitamente a 30 milioni di chiamate anomale su rete fissa.


Intanto, una storica sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha confermato la piena legittimità dell’azione dell’ente nella definizione dell’equo compenso dovuto dalle Meta a Gedi per lo sfruttamento dei contenuti giornalistici

L’attenzione alle nuove forme di diffusione dei contenuti ha spinto inoltre l’Autorità a ricostituire il Comitato per l’applicazione del Codice di autoregolamentazione sulla rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, la cui presidenza è stata affidata a Margherita Cassano. Il comitato avrà l’importante compito di aggiornare il codice di condotta del 2009 per estenderlo anche alle testate e ai soggetti attivi nell’informazione online

CHI GOVERNA L’EVOLUZIONE TECNOLOGICA NELL’ERA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Ma al di là dei numeri, il cuore del problema è l’urgenza di una governance democratica dello sviluppo tecnologico, come sottolineato dal presidente dell’Agcom Lasorella nel suo discorso di presentazione.

Richiamandosi all’enciclica Magnifica Humanitas“, il vertice dell’Autorità ha ricordato che la tecnologia non è mai neutrale perché assume inevitabilmente il volto di chi la pensa, la finanzia, la regola e la usa. Per questo, la mutazione a cui stiamo assistendo non è soltanto tecnologica, quanto antropologica, perché capace di influenzare le consuetudini sociali, i consumi culturali e gli stessi schemi di pensiero dei cittadini. Lo strapotere delle piattaforme globali investe direttamente il pluralismo informativo, minacciato dalla selezione algoritmica dei contenuti online. Il timore è che la libera formazione dell’opinione pubblica si trasformi in una mera variabile dipendente dalle decisioni opache degli algoritmi di raccomandazione

Per questo il fulcro dell’impegno istituzionale” dell’Agcom sarà il lavoro sul Digital Networks Act, la proposta di regolamento unico europeo che ridefinirà la disciplina del settore. 


 

 


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