Prende il via a Palazzo Tursi il confronto sulle nuove norme in materia di sicurezza, decoro urbano e vendita di alcolici. Questa mattina, durante la seduta congiunta delle commissioni 1 e 6, sono state presentate le proposte di modifica al Regolamento di Polizia Urbana che riguardano da un lato la disciplina della vendita e del consumo di bevande alcoliche, dall’altro il decoro delle vetrine dei negozi sfitti o dismessi.
L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di trasformare in regole stabili alcune misure finora adottate attraverso ordinanze temporanee, aprendo però prima una fase di confronto con commissari, Municipi e associazioni di categoria. Il testo, infatti, dovrà essere ulteriormente analizzato e potrà essere arricchito dai contributi emersi prima dell’approdo in Consiglio comunale per la discussione e il voto definitivo.
Sul fronte delle vetrine dismesse, la proposta prevede l’introduzione di un nuovo articolo dedicato ai locali commerciali, artigianali o direzionali non utilizzati ma visibili dalla pubblica via. Proprietari, locatari o titolari di diritti sui locali dovranno garantire pulizia e ordine, evitare che dall’esterno siano visibili rifiuti, sporcizia o materiali abbandonati e provvedere, entro trenta giorni dalla cessazione dell’attività, a un oscuramento decoroso delle vetrine. Prevista anche la rimozione o copertura, dove possibile, di insegne dismesse, cavi, tubazioni o contatori deteriorati che compromettano l’aspetto della facciata.
Più articolata la parte relativa alla vendita e al consumo di alcolici. La proposta conferma lo stop alla vendita per asporto di alcolici e superalcolici su tutto il territorio comunale dalle 22 alle 6, fatta salva la consegna a domicilio. Dalle 24 alle 6 sarebbe inoltre vietato consumare o detenere all’aperto bevande alcoliche in contenitori privi della chiusura originaria, con esclusione di dehors e plateatici autorizzati.
La Giunta potrà poi individuare, su parere dei Municipi e sulla base di criteri come assembramenti reiterati, segnalazioni delle forze dell’ordine, impatto sulla quiete pubblica e caratteristiche urbanistiche, alcune aree sensibili. Nelle cosiddette aree A il divieto di consumo e detenzione all’aperto potrà valere dalle 22 alle 8, mentre nelle aree B dalle 12 alle 8 del giorno successivo. In queste ultime zone verrebbe introdotto anche il divieto di vendita per asporto di bevande alcoliche refrigerate negli stessi orari. Possibili deroghe temporanee sono previste in occasione di eventi pubblici di particolare rilevanza.
“L’amministrazione non sta introducendo qualcosa di completamente nuovo, ma sta facendo un passo in avanti molto importante nel modo di gestire il problema delle bevande alcoliche”, ha spiegato l’assessora alla Sicurezza Arianna Viscogliosi. “Negli ultimi anni siamo intervenuti più volte con ordinanze sindacali temporanee per limitare il consumo e la vendita di alcolici di notte, ottenendo ottimi risultati nel contrasto al degrado e al disturbo della quiete pubblica. Tuttavia, le ordinanze sono per loro natura strumenti d’emergenza che richiedono continue proroghe. Quando un fenomeno diventa strutturale, anche la risposta dell’ente deve esserlo”.
Per Viscogliosi, inserire queste regole nel Regolamento di Polizia Urbana significa “dare stabilità, chiarezza e certezza sia ai cittadini sia agli operatori economici, uniformando i controlli”. La vera novità, ha aggiunto, è “la flessibilità per le aree più sensibili, dove i divieti potranno essere estesi anche nelle fasce diurne, basandosi su criteri oggettivi e predeterminati”. Non si tratta, ha precisato, di “un provvedimento punitivo verso i commercianti”, ma di uno strumento per tutelare “qualità della vita, sicurezza e rispetto degli spazi pubblici condivisi”.
Sulla parte relativa alle vetrine dismesse è intervenuta l’assessora al Commercio Tiziana Beghin, sottolineando come il percorso sia stato avviato “per accogliere con grande apertura contributi e osservazioni dei commissari e delle categorie”. La misura, ha spiegato, nasce dalla necessità di affrontare “la presenza di locali e fondi commerciali dismessi o abbandonati, come i numerosi ex sportelli bancari nel centro storico o in vie importanti, che accumulando sporcizia e rifiuti visibili dalle vetrine creano un forte senso di degrado urbano e quindi di insicurezza”.
Beghin ha poi rivendicato il confronto con l’Avvocatura e il riferimento ad altri Comuni che hanno già adottato misure simili. Quanto al tema dell’alcol, l’assessora ha riconosciuto le perplessità delle associazioni di categoria: “Siamo qui proprio per ascoltarle e vogliamo fare un lavoro di mappatura per non penalizzare gli operatori virtuosi. Il divieto di vendita da asporto dalle 22 alle 6 è già vigente. L’obiettivo, vietando la vendita di bevande refrigerate in aree specifiche e degradate, è disincentivare il consumo immediato in strada che causa fenomeni di ubriachezza molesta”.
Critica, pur confermando la disponibilità al confronto, la Lega. Per Paola Bordilli e Alessio Bevilacqua, la Giunta Salis avrebbe di fatto confermato “cambiando soltanto la veste formale” le misure introdotte dal centrodestra, “proprio su impulso della Lega, a partire dal 2018”.
“Siamo contenti che la Giunta Salis ritenga efficaci le nostre misure di sicurezza, tanto da confermarle in maniera definitiva”, ha dichiarato Bordilli. La consigliera leghista ha però espresso forti dubbi sull’unica vera novità del provvedimento, cioè il divieto di vendita di bevande alcoliche refrigerate dalle 12 alle 8 del giorno successivo in determinate aree cittadine.
Una misura che, secondo la Lega, preoccupa “sia nel metodo sia nel merito”: nel metodo perché non sarebbe stata condivisa con le categorie economiche, nel merito perché rischierebbe di impedire “persino a una pizzeria al taglio o da asporto di vendere una birra fresca, anche tramite rider che la consegnano a domicilio, così come a tanti negozi in regola, comprese le botteghe storiche”.
“Un controsenso normativo che rischia di bloccare il lavoro di tantissime attività nelle zone interessate”, ha aggiunto Bordilli. “Noi stessi, quando eravamo al governo della città, stavamo affrontando questo tema. Ma, consapevoli della complessità della materia e per rispetto di chi lavora, stavamo ragionando su come predisporre un testo serio, equilibrato e applicabile”.
La Lega annuncia quindi la volontà di proporre misure alternative, “basate su premialità o comunque su tutele per chi lavora in maniera corretta”. Per Bordilli e Bevilacqua “non possono essere panifici e pizzerie a pagare lo scotto della mancata gestione della sicurezza in città”.
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