di Maria D’Urso
Intervista al consigliere comunale, Massimiliano Stellato. Che sul presidente del Consiglio comunale Liviano, dice: “Non abbiamo gradito alcune sue posizioni in Aula…”
Il primo anno dell’amministrazione Bitetti? Fallimentare. Questo è il giudizio del consigliere di minoranza Massimiliano Stellato di Forza Italia. Tra promesse disattese, mancata programmazione e mala gestione dei lavori (dentro e al di fuori del Consiglio comunale) l’esponente di opposizione traccia un quadro contrastante della situazione. “Era meglio Melucci” sembrerebbe, insomma, il leitmotiv che serpeggerebbe tra le mura e, oltre, di Palazzo di Città.
Consigliere Stellato, qual è il suo giudizio sull’amministrazione Bitetti?
“Fallimentare. E non sono solo io a dirlo, lo conferma anche la recente classifica del Sole 24 Ore in cui pone il sindaco Piero Bitetti ai minimi termini”
Perché il suo giudizio è negativo?
Perché nonostante i roboanti annunci, a cui abbiamo assistito un anno fa, concretamente è stato realizzato poco e niente. Prima fra tutte, mi riferisco alla situazione dei cantieri che paralizzano la città: la BRT (Bus Rapid Transit) è un progetto fortemente voluto e portato avanti dalla giunta Melucci. L’unico compito che ha ereditato quest’Amministrazione è la coordinazione dei lavori, il cui risultato è sotto gli occhi di tutti dal momento che si sono creati diversi disagi ai cittadini e alle partite iva. I finanziamenti e le risorse sono stati intercettati e ricevuti, in passato, perché nazionali e internazionali. A un mese dall’inizio dei Giochi del Mediterraneo, non ci sono servizi o proposte per ciò che ne compete l’Amministrazione come l’accoglienza e, come se non bastasse, non è stata neanche presentata la rassegna culturale estiva. Ancora, si pensi alla situazione del decoro urbano. Hanno convinto una parte di elettorato che, in cento giorni, avrebbero ripulito la città: invece ne sono passati più di 365 e continua a essere sporca”.
La questione Kyma Ambiente è una patata bollente…
“L’azienda è in uno stato comatoso. Il sindaco e chi si candida alla presidenza non possono non conoscere, né ignorare, il dato principale: l’ex Amiu ha un debito di 51 milioni di euro. Eppure, durante la campagna elettorale si è preferito parlare di gestione pubblica dell’azienda, evitando di affrontare il vero problema. Nel frattempo, le scelte compiute stanno aggravando la situazione, come la decisione di sostituire i cassonetti che si è rivelata, persino, peggiore della precedente. La raccolta differenziata è ancora ai minimi storici. Sono dati che impongono un cambio di passo e una gestione finalmente basata sui risultati, non sugli slogan”
Consigliere, le risulterebbero delle voci su una possibile privatizzazione?
“No. Quello che mi ha colpito è stato l’annuncio del presidente dimissionario (Alfredo Spalluto ndr) che considero scioccante. Se davvero era stata avviata una procedura legata al rischio d’impresa, allora sono due ipotesi: o il Consiglio di amministrazione ne era a conoscenza e non ha informato adeguatamente il Comune (in quanto socio unico di maggioranza ndr.) e l’assise, oppure il Comune stesso non era stato informato. In entrambi i casi, sarebbe un fatto di estrema gravità. Inoltre, per mesi si è detto che Kyma Ambiente sarebbe rimasta pubblica. Oggi, però, la realtà è diversa: ci sono debiti enormi, mancano le risorse pubbliche necessarie per rilanciare l’azienda e si parla dell’apertura di una procedura di crisi. Se questo è il quadro, è inevitabile chiedersi se non si stia preparando il terreno a un coinvolgimento dei privati. Se così fosse, bisognerebbe dirlo con chiarezza ai cittadini, invece di continuare a sostenere una linea che, nei fatti, sembra essere stata già superata”.
Lei da che parte sta?
“Non ho mai nascosto il mio punto di vista, che ritengo si collochi a metà strada. A mio avviso, questa situazione non può essere risolta esclusivamente con la gestione pubblica. Già tempo fa proposi una soluzione diversa: aprire il capitale ai privati, pur mantenendo il 51% delle quote in capo al Comune. In questo modo l’Ente Civico conserverebbe il controllo della società, mantenendo la gestione dei rifiuti e potrebbe, allo stesso tempo, attrarre risorse e competenze utili al rilancio dell’azienda”.
Come se non bastasse, non si sa che fine abbia fatto il Contratto di Servizi, che riorganizza l’intera azienda e i servizi. Lei lo sa?
“Ci viene detto che sia pronto, ma a oggi siamo ancora in attesa di prenderne visione da parte della Direzione Ambiente. È un documento fondamentale e non è accettabile che se ne continui a parlare senza che venga reso noto. Nel frattempo, però, la Tari continua ad aumentare, gravando sulle tasche dei cittadini. Entro il 16 luglio molti utenti avrebbero dovuto effettuare il pagamento, ma numerosi cittadini, soprattutto anziani e persone poco avvezze agli strumenti digitali, non hanno ricevuto gli avvisi cartacei. Per questo abbiamo chiesto una proroga, che fortunatamente è stata concessa. Non si possono aumentare imposte e sanzioni se poi si pongono i cittadini nelle condizioni di non poter rispettare gli adempimenti. Prima si garantisce un servizio efficiente e una comunicazione adeguata, poi si possono pretendere puntualità e rigore nei pagamenti”
Torniamo a Palazzo di Città. Che rapporto ha con la maggioranza, che spesso le boccia le mozioni durante il Question Time?
“Il rapporto varia a seconda delle sedi istituzionali. Nelle commissioni c’è un clima generalmente sereno e di collaborazione. Diversi presidenti di commissione hanno riconosciuto, anche pubblicamente, che molte delle iniziative e degli approfondimenti nascono proprio dalle segnalazioni delle minoranze. È lì che si lavora concretamente sui problemi della città. In assise, invece, il confronto assume spesso toni più politici. C’è una maggioranza in cui alcuni consiglieri intervengono poco o nulla, mentre altri scelgono di alzare i toni”.
C’è chi urla sia da destra che a sinistra…
“Le immagini delle ultime sedute non hanno certamente fatto fare una bella figura al Consiglio comunale. I toni si sono spesso accesi, oltre misura, e questo non giova né alle istituzioni né ai cittadini, che si aspettano un confronto serio e rispettoso e non hanno molta fiducia nella politica. Per quanto ci riguarda, come opposizione, non abbiamo gradito il comportamento del Presidente del Consiglio in alcune circostanze che, invece, dovrebbe garantire equilibrio, imparzialità e il regolare svolgimento dei lavori. Ci sono stati episodi che, a nostro avviso, avrebbe dovuto gestire diversamente, evitando di alimentare ulteriori tensioni”
A quali episodi si riferisce?
“L’ultimo episodio riguarda l’approvazione del bilancio. Avevamo votato il provvedimento a marzo e, ritenendo conclusa la discussione, avevo lasciato l’aula. Successivamente, però, ho appreso che il dibattito era stato riaperto perché erano stati dimenticati alcuni emendamenti e che il Bilancio è stato definitivamente approvato in mia assenza. È una vicenda che, a mio avviso, ha sollevato più di una perplessità sul piano procedurale. C’è poi il caso della mia proposta sull’Irpef. Ho presentato una mozione, uno strumento che serve a impegnare politicamente e amministrativamente l’Amministrazione. Prima ancora che la questione arrivasse in Consiglio, mi è stato detto che non poteva essere discussa; la stessa posizione è stata poi ribadita in Aula, anche dal Segretario generale. Si è creato così un precedente che ritengo discutibile”.
Consigliere Stellato, tuttavia non può negare che ci siano esponenti nella sua stessa minoranza di cui non si comprendono le intenzioni, i posizionamenti politici. Com’è accaduto di recente durante la votazione dell’assestamento di bilancio
“Credo che le recenti elezioni provinciali abbiano, inevitabilmente, sortito qualche frizione all’interno del centrodestra. La scelta di alcuni esponenti di candidarsi in una lista civica vicina al sindaco ha prodotto delle tensioni, tuttavia, senza determinare un concreto avvicinamento alla maggioranza di centrosinistra. Per quanto ci riguarda, come opposizione, continuiamo a lavorare compatta sui temi che interessano la città. Emiliano, di fatti, partecipa a tutte le iniziative dell’opposizione e tra tutti, ribadisco che il confronto è costante. Sull’assestamento di bilancio ci sono state valutazioni diverse su un emendamento che avrebbe destinato risorse a specifici interventi, ma questo non cambia il ruolo dell’opposizione, che resta quello di controllare l’operato e avanzare proposte nell’interesse dei cittadini. Le differenze di vedute possono esserci, ma non mettono in discussione il nostro ruolo politico come sentinelle verso l’Amministrazione Bitetti”.
Consigliere Stellato, rimpiange Rinaldo Melucci?
“Guardi, è proprio quello che, ormai, si vocifera in città. Ma non credo che il punto sia stabilire chi fosse meglio: i cittadini hanno scelto il cambiamento e oggi giudicano questa Amministrazione sulla base dei risultati. Se, a distanza di poco tempo, c’è già chi rimpiange il passato, significa che molte aspettative sono state deluse”.
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