Il presidente del Municipio Valpolcevera Michele Versace chiede di evitare il passaggio dei mezzi pesanti nelle strette vie del quartiere e di riaprire il confronto sull’utilizzo dell’impalcato ferroviario. Il consigliere comunale Enrico Vassallo (Pd): ««Non possiamo limitarci a prendere atto di un diniego quando sono in gioco opere strategiche per il territorio»

I cantieri non si fermano durante l’estate e neppure la protesta dei residenti di Certosa. Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa è tornato in strada per rendere visibili i problemi prodotti dai lavori ferroviari e opporsi al possibile transito quotidiano di mezzi pesanti lungo un percorso considerato inadatto, stretto e pericoloso.

Una trentina di persone ha seguito a piedi l’itinerario che, secondo quanto riferito dal comitato, Rete Ferroviaria Italiana vorrebbe far percorrere ogni giorno a dieci camion impiegati nei lavori del rio Maltempo. La camminata è partita da via Ariosto ed è arrivata fino a piazzale Palli, attraversando alcune delle strade che potrebbero essere interessate dal passaggio di betoniere e veicoli a quattro assi.


Non è stata una passeggiata simbolica, spiegano i promotori, ma una dimostrazione concreta delle difficoltà che incontrerebbero mezzi di grandi dimensioni all’interno del quartiere. Il timore riguarda prima di tutto la sicurezza dei pedoni, degli anziani, dei bambini e delle persone con problemi di mobilità, ma anche la stabilità degli edifici, la tenuta della strada e le conseguenze per negozi e attività economiche.
Il comitato accusa Rete Ferroviaria Italiana di trattare i residenti come semplici destinatari delle decisioni prese altrove, senza coinvolgerli realmente nella scelta delle soluzioni. «La nostra forza siete voi cittadini», è il messaggio lanciato al termine della mobilitazione, accompagnato dall’annuncio di nuove iniziative qualora venisse confermato il transito dei camion.
Alla camminata hanno partecipato il presidente del Municipio Valpolcevera Michele Versace e il consigliere comunale Enrico Vassallo, esponente del Partito Democratico. Entrambi stanno chiedendo che venga riesaminata la possibilità di utilizzare l’impalcato ferroviario per i mezzi diretti al cantiere, evitando così il passaggio attraverso le vie più fragili e congestionate di Certosa.
Il confronto coinvolge anche il commissario straordinario per il Terzo Valico Calogero Mauceri e l’assessore comunale ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante. Al momento, tuttavia, la soluzione sostenuta dal territorio non avrebbe ricevuto il via libera di Rete Ferroviaria Italiana.
Secondo il presidente del Municipio, la risposta negativa sull’impiego dell’impalcato rappresenta un motivo di forte preoccupazione. Il presidente del Municipio auspica un ripensamento, considerando particolarmente rischioso indirizzare i veicoli di cantiere lungo l’itinerario composto da Brin, via Ariosto, via Aulo Persio, via Vedovi, via Mansueto, piazzale Palli e via Piombelli.
Il transito dovrebbe essere regolato da movieri, ma per Michele Versace questa precauzione non sarebbe sufficiente a eliminare i pericoli. La dimensione dei mezzi, la ridotta larghezza delle strade, la vicinanza degli edifici e la fragilità di alcuni tratti dell’impalcato stradale renderebbero la soluzione problematica anche in presenza di personale incaricato di gestire la circolazione.
«Auspico che Ferrovie riesamini la richiesta», afferma Versace, ricordando che l’utilizzo dell’impalcato ferroviario è sostenuto anche dall’assessorato comunale guidato da Massimo Ferrante. La priorità, aggiunge, deve restare la sicurezza delle persone, degli immobili e dei beni presenti lungo il percorso.
Sulla stessa linea Enrico Vassallo, che invita a non considerare definitivo il diniego. Il consigliere comunale del PD sottolinea che i lavori del rio Maltempo devono proseguire per rispettare le scadenze collegate al Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma ritiene necessario individuare una modalità capace di ridurre l’impatto sulla vita quotidiana del quartiere.
«Non possiamo limitarci a prendere atto di un diniego quando sono in gioco opere strategiche per il territorio», dichiara Enrico Vassallo. Il confronto con il Municipio, con Massimo Ferrante, con i cittadini e con i comitati proseguirà quindi nel tentativo di evitare che il traffico pesante venga scaricato sulle vie interne.
La mobilitazione di Certosa si inserisce in una situazione già resa difficile dalla contemporanea presenza di numerosi cantieri nella Valpolcevera. Lo stesso giorno, il comitato ha partecipato anche a un’assemblea pubblica organizzata a Fegino dal Municipio, alla quale erano presenti rappresentanti del consorzio incaricato dei lavori del Terzo Valico, Massimo Ferrante ed Emilio Robotti, assessore comunale alla Mobilità, ai Trasporti e ai Rapporti sindacali.
Durante l’incontro sono state affrontate le conseguenze dei lavori in via Ferri, dove gli interventi sulle reti stanno imponendo il senso unico alternato, e quelle determinate dal cantiere di via 30 Giugno per il ponte sul Polcevera. La sovrapposizione delle opere sta mettendo sotto pressione una viabilità già complessa e obbliga i residenti a convivere con rallentamenti, deviazioni, rumori e passaggi di mezzi di cantiere.
Uno degli elementi emersi dall’assemblea riguarda proprio il ponte sul Polcevera. Il consorzio avrebbe spiegato che la demolizione della vecchia struttura e l’inserimento del nuovo ponte richiedono un intervento ingegneristico particolarmente complesso, destinato a proseguire almeno fino alla primavera del 2027, a condizione che non emergano nuovi problemi.
Questa tempistica ha alimentato i dubbi del comitato sulla possibilità di completare e attivare l’intera linea entro la fine del 2027. Per i residenti, continuare a indicare quella scadenza senza spiegare la reale successione delle lavorazioni rischia di creare aspettative non compatibili con l’andamento dei cantieri.
Il confronto ha fatto emergere anche le conseguenze già subite da chi abita vicino al ponte. Sono stati segnalati veicoli danneggiati durante le operazioni di verniciatura, dispersione di polveri, lavorazioni effettuate all’aperto e preoccupazioni per la sicurezza ambientale e sanitaria.
Il Comitato Liberi Cittadini di Certosa considera queste testimonianze particolarmente importanti anche in vista degli interventi previsti sul ponte del rio Torbella. Il timore è che criticità analoghe possano ripetersi senza misure preventive adeguate, controlli efficaci e un sistema rapido di comunicazione e risarcimento.
Nel mirino dei residenti entra anche la questione degli indennizzi e delle risorse per la riqualificazione. Il comitato richiama le dichiarazioni dell’assessore regionale Giacomo Raul Giampedrone, che aveva manifestato disponibilità a valutare sostegni economici e interventi sui territori interessati dalle grandi opere.
Secondo i cittadini, però, gli stanziamenti destinati alla rigenerazione sono legati a criteri territoriali e normativi molto precisi. La richiesta è che le risorse vengano incrementate e utilizzate per un progetto ampio, capace di comprendere Trasta, Fegino, Rivarolo, Certosa, Campasso e via Ardoino.
Il rischio evidenziato dal comitato è che la maggior parte dei fondi disponibili debba essere destinata esclusivamente agli abitanti direttamente interferiti dai cantieri. Una scelta considerata comprensibile, ma che lascerebbe senza risposte tutti coloro che continueranno a vivere in quartieri segnati per anni dai lavori, dal traffico, dal rumore e dalla perdita di attrattività.
La domanda posta dai residenti riguarda il futuro dell’intera zona: chi investirà nei quartieri quando i cantieri saranno terminati, quali attività economiche saranno disposte ad aprire e con quali risorse verranno riparati i danni urbani e sociali lasciati dalle opere.
Il comitato teme che, conclusa la realizzazione delle nuove infrastrutture, al territorio restino il passaggio dei treni merci, anche con carichi pericolosi, edifici e strade da recuperare e lunghi contenziosi per ottenere il riconoscimento dei danni.
Per questo la mobilitazione non viene presentata come una battaglia contro le opere in sé, ma come una richiesta di rispetto, sicurezza e compensazioni reali. I cittadini chiedono che ogni decisione tenga conto di chi abita stabilmente nei quartieri e non soltanto delle esigenze dei cantieri e dei cronoprogrammi.
«Non può finire così», ribadisce il comitato, annunciando una mobilitazione continua e nuove iniziative pubbliche. La richiesta alla politica è di assumere un ruolo più incisivo nei confronti di Rete Ferroviaria Italiana e di garantire che le necessità delle grandi opere non prevalgano automaticamente sulla qualità della vita dei residenti.
La decisione definitiva sul percorso dei mezzi pesanti non sarebbe ancora stata assunta. Fino a quel momento, il Comitato Liberi Cittadini di Certosa promette di mantenere alta l’attenzione e di tornare in strada ogni volta che sarà necessario.
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