Liquigas lancia la prima bombola alimentata a BioGpl


Passo concreto verso la decarbonizzazione dei consumi quotidiani attraverso una novità assoluta per il mercato energetico nazionale: Liquigas ha presentato, presso il proprio stabilimento produttivo di Cremona, la bombola da 5 chilogrammi Twiny 100% BioGpl certificato secondo lo standard internazionale Iscc Plus (International Sustainability and Carbon Certification). L’iniziativa rappresenta il primo caso in Italia in cui una bombola di questo tipo viene resa disponibile direttamente al consumatore finale, offrendo una soluzione ecologica a ridotto impatto di anidride carbonica che si rivela immediatamente utilizzabile e facilmente accessibile.

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Evoluzione ecologica per il tempo libero e l’outdoor

La nuova proposta si rivolge in particolar modo a un pubblico dinamico, che cerca la massima sostenibilità anche durante le esperienze all’aria aperta. Storicamente apprezzata per la sua spiccata maneggevolezza e per la sua leggerezza, la bombola Twiny da 5 chilogrammi è stata da sempre il punto di riferimento per il campeggio, i viaggi in camper o in barca, oltre che per piccoli utilizzi domestici.
La novità presentata dall’azienda non rappresenta un’opzione di nicchia, bensì una conversione integrale della linea di prodotto.

Da questo momento in poi, infatti, tutti i contenitori Twiny commercializzati sul territorio recheranno esclusivamente BioGpl. Per consentire al consumatore di riconoscere immediatamente la novità e di avere una garanzia trasparente sull’origine del combustibile, ogni bombola sarà contrassegnata da un bollino adesivo Iscc che ne attesta la certificazione biologica. Questa trasformazione dimostra la volontà dell’azienda di estendere l’impiego delle fonti rinnovabili anche al mercato consumer, offrendo uno strumento pratico per ridurre l’impronta ambientale delle attività quotidiane.


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Bombola da 5kg BioGpl: strategia nei territori non metanizzati

L’introduzione della nuova bombola non è un evento isolato, ma si inserisce in una strategia industriale di lungo termine che vede l’azienda impegnata come pioniera dei biocombustibili in Italia. Già da oltre un anno, la società ha avviato progetti di ampio respiro in ambito industriale, come dimostra l’accordo siglato per la fornitura di BioGpl ad Amplia Infrastructures, realtà del Gruppo Autostrade per l’Italia, che ha rappresentato la prima intesa di questa tipologia nel Paese.
L’incremento progressivo degli investimenti su vettori energetici quali il BioGPL e il BioGNL costituisce una leva fondamentale per la decarbonizzazione delle aree non metanizzate, che oggi coprono circa il 20% del territorio italiano.

In queste zone geografiche, dove la rete nazionale del gas non arriva, il Gpl e il Gnl garantiscono un presidio energetico sicuro, efficiente e decisamente più pulito rispetto ad alternative tradizionali molto più inquinanti, come il combustibile Btz (olio combustibile a basso tenore di zolfo) o il pellet. A questo proposito, l’amministratore delegato di Liquigas, Giuseppe Fiorino, nella nota stampa spiega che il lancio di questo nuovo prodotto rappresenta un passo avanti coerente nel percorso di transizione energetica intrapreso dall’azienda. Il focus, secondo il manager, rimane sugli investimenti in soluzioni rinnovabili pronte all’uso e capaci di integrarsi facilmente nelle abitudini quotidiane di famiglie e imprese. Fiorino sottolinea come la transizione richieda tecnologie accessibili e affidabili per offrire benefici immediati, rimarcando il ruolo cruciale di Gpl, Gnl e delle loro varianti biologiche nel garantire la sostenibilità anche in quelle aree geografiche che non possono contare sulla rete nazionale del metano.

Inizialmente, la distribuzione di questa soluzione rinnovabile avverrà attraverso la rete di rivenditori autorizzati situati nelle regioni del centro e del nord Italia, portando così sul piano della vita di tutti i giorni un impegno che la società persegue storicamente a livello industriale.

Economia circolare e continuità delle prestazioni tecniche

La forza del BioGpl risiede nella sua capacità di unire il massimo rispetto dell’ambiente alla continuità operativa. Dal punto di vista chimico, questo biocombustibile è del tutto identico al Gpl di origine fossile. Tale equivalenza garantisce che le prestazioni rimangano totalmente invariate e assicura che gli utenti non debbano affrontare alcuna spesa per modificare o sostituire i propri apparecchi di utilizzo, i serbatoi, gli impianti o i veicoli già in possesso. Si evita così la necessità di pesanti investimenti infrastrutturali che spesso frenano l’adozione di altre tecnologie rinnovabili. Il processo produttivo si basa pienamente sui principi dell’economia circolare.

Il combustibile viene infatti ricavato dalla lavorazione di materie prime di scarto, tra le quali figurano gli oli alimentari esausti, i residui della lavorazione di grassi animali non destinati al consumo umano e i distillati degli acidi grassi della palma. Il trattamento avviene attraverso un processo di idrogenazione che genera, come prezioso co-prodotto, anche il biodiesel Hvo impiegato nella mobilità sostenibile.


I vantaggi sul fronte della sostenibilità sono tangibili, con una riduzione delle emissioni di anidride carbonica che può raggiungere l’80% rispetto al prodotto tradizionale. L’intera catena di approvvigionamento viene tracciata e certificata secondo lo schema Iscc Plus. Questo sistema permette di ottimizzare al meglio la gestione logistica, evitando la separazione fisica dei flussi di prodotto nei depositi, pur garantendo una contabilità rigorosa e trasparente tra i volumi acquistati e quelli venduti, la cui correttezza viene verificata con cadenza annuale attraverso verifiche ispettive condotte da enti terzi indipendenti.

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