Quest’anno vuoi fare le tue vacanze senza aereo? Il tour della Corsica in auto è uno di quei viaggi che partono da una piazza – Place Saint-Nicolas a Bastia – e finiscono per regalarti settimane di ricordi, tra villaggi di pescatori, scogliere e un mare dagli incredibili colori cangianti.
La Corsica ha qualcosa di peculiare: è piccola sulla carta, ma appena ci entri sembra moltiplicarsi. In poche ore puoi passare da spiagge bianche degne dei Caraibi a montagne che superano i 2000 metri, da villaggi genovesi color ocra a calette raggiungibili solo a piedi o in barca. È un’isola francese con un’anima tutta sua, fatta di dialetto, cucina di montagna, torri difensive antichissime e un rapporto con il mare che qui non è mai dato per scontato.
Capo Corso, il “dito” che punta verso l’Italia a nord di Bastia, è probabilmente la parte più spettacolare dell’isola: una strada panoramica di circa 120 chilometri che corre stretta tra mare e roccia, punteggiata da torri genovesi e piccoli porti dove le barche dei pescatori sono ancora l’immagine più autentica del posto. Percorrere la strada in un road trip significa fermarsi spesso, perché ogni curva regala un panorama diverso: a volte è una spiaggia di sassi neri, altre volte è un promontorio che si getta nel Tirreno. L’isola non ha davvero un centro: ha una costa che si racconta un pezzo alla volta e la macchina resta il modo più libero per viverla.
In vacanza senza aereo: il tour della Corsica da fare quest’estate
L’itinerario che ti proponiamo parte da Bastia, gira attorno al Capo Corso in senso antiorario per godersi la luce migliore lungo la costa e poi scende verso la Balagne, la regione di Calvi e dell’Ile Rousse. Sette giorni sono giusti per vivere questa parte di Corsica senza fretta, fermandosi per godersi il mare, per fare qualche escursione e molte cene a base di pesce fresco nei piccoli porti che si incontrano lungo la strada.
Il modo più diretto per raggiungere la Corsica dall’Italia è via mare. I porti di partenza principali sono Genova, Livorno e Savona, collegati con Bastia. C’è anche un collegamento più a sud, dalla Sardegna: da Santa Teresa di Gallura a Bonifacio la traversata dura appena cinquanta minuti ed è un’opzione comoda per chi vuole visitare le due isole in un unico viaggio. Per organizzare al meglio la traversata, ti consigliamo di sfruttare i servizi navi e traghetti per acquistare i biglietti comodamente in app.
Giorno 1 – Partenza da Bastia e Place Saint-Nicolas
Questo tour della Corsica comincia a Bastia, il porto principale dell’isola e primo contatto con i locals per chi arriva dall’Italia in traghetto. Il centro della città è Place Saint-Nicolas, un’ampia piazza alberata affacciata sul Mar Tirreno, punto d’incontro storico dei bastiais e luogo perfetto per iniziare a entrare nel ritmo dell’isola. La piazza, costruita a metà Ottocento, ospita una statua di Napoleone raffigurato come un imperatore romano, un monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale e un chiosco dove d’estate si tengono spesso piccoli concerti. La domenica mattina si anima con un mercatino delle pulci pieno di artigianato corso, oggetti d’antiquariato e vecchie cartoline.
Dalla piazza, il centro storico di Bastia è in pochi minuti a piedi: vale la pena spingersi verso il porto vecchio, con le case colorate che si affacciano sull’acqua, e verso la Cittadella genovese in alto sulla collina, da cui si gode una vista d’insieme sul golfo. Prima di ripartire, fermati per un pranzo leggero a base di pesce in uno dei ristoranti del porto: è il modo migliore per abituarsi ai sapori dell’isola prima di mettersi in strada.
Giorno 2 – Erbalunga e la costa orientale del Capo
Parti verso nord lungo la costa orientale del Capo Corso, la strada che segue il mar Tirreno. La prima tappa è Erbalunga, uno dei villaggi più pittoreschi dell’isola: un piccolo porto protetto da un’antica torre genovese, circondato da case in pietra che sembrano crescere direttamente dagli scogli.
Proseguendo, la strada attraversa una serie di piccoli borghi costieri con le loro marine – Sisco, Pietracorbara, Cagnano, Santa Severa – dove il paesaggio alterna spiagge dorate e scorci di macchia mediterranea che scende fino al mare. Vale la pena fermarsi per un bagno a Pietracorbara: la spiaggia è ampia, sabbiosa e meno frequentata rispetto a quelle più turistiche della Corsica. Man mano che si sale verso nord il paesaggio si fa più selvaggio, fino a raggiungere Macinaggio, dove fermarsi per la notte.
Giorno 3 – Macinaggio e la punta estrema del Capo Corso
Macinaggio ospita il porto turistico più grande del Capo Corso ed è il punto di partenza ideale per raggiungere alcune delle spiagge più belle di tutta la zona. Poco fuori dal paese, seguendo un sentiero sterrato in un quarto d’ora, si arriva a Plage de Tamarone, forse la spiaggia più bella del Capo Corso: sabbia chiara, acqua verde smeraldo e una natura che appare ancora intatta, ideale per passare l’intera mattinata a nuotare.
Nel pomeriggio la strada continua verso Rogliano ed Ersa, i paesi che segnano la punta più settentrionale dell’isola. Qui il paesaggio cambia ancora: la vegetazione si fa più rada, il vento si sente più forte e il panorama si apre su entrambi i lati del Capo, con la possibilità di intravedere l’Isola d’Elba e persino la Sardegna all’orizzonte opposto. Non lontano da qui si trova il Mulino Mattei, uno degli ultimi mulini a vento rimasti sul Capo Corso, da cui si gode uno dei panorami più belli di tutto il tour: da un lato la costa orientale appena percorsa, dall’altro quella occidentale che affronterai il giorno successivo.
Giorno 4 – Centuri e Nonza, i villaggi dei pescatori sulla costa occidentale
Superata la punta del Capo, si scende lungo la costa occidentale, molto più scoscesa e selvaggia di quella orientale. La prima sosta è Centuri, un autentico borgo di pescatori con un piccolo porto dove ogni giorno arrivano le aragoste pescate localmente.
Proseguendo verso sud, dopo Pino, con le tombe monumentali, e Canari, arrivi a Nonza, uno dei borghi più suggestivi di tutta la Corsica. Il paese è aggrappato su una rupe che precipita per oltre cento metri direttamente su una spiaggia di sabbia nera, dominato da una torre genovese del Cinquecento che da secoli sorveglia la costa. La particolarità della spiaggia nera è che non è vulcanica come si potrebbe pensare, ma deriva dai residui di un’ex miniera di amianto della zona, trasportati fin qui dalle correnti marine nel corso dei decenni.
Giorno 5 – Patrimonio e Saint-Florent, ultimo tratto del Capo Corso
L’ultimo tratto del giro del Capo Corso porta verso Patrimonio, la zona vinicola più rinomata dell’isola, celebre per i vini bianchi e rosati e per i menhir preistorici di San Martino. Una sosta in una delle cantine locali per una degustazione è il modo perfetto per chiudere il periplo del Capo, magari con un assaggio di salumi e formaggi corsi.
Il giro si conclude a Saint-Florent, paragonata alla Saint-Tropez della Corsica per l’atmosfera mondana, il porto pieno di yacht e il lungomare con le boutique e i locali alla moda. È una cittadina molto diversa dai villaggi di pescatori attraversati nei giorni precedenti, più vivace e turistica, ma con un bellissimo centro storico. Da qui parte anche il Deserto delle Agriate, una distesa di macchia mediterranea selvaggia che separa Saint-Florent dalle spiagge più belle della zona, raggiungibili in barca o fuoristrada.
Giorno 6 – Ile Rousse e la Balagne
Lasciata la costa nord, scendi verso la regione della Balagne, abitata fin dalla preistoria e ricca di rovine e fortificazioni genovesi. La prima tappa è L’Ile Rousse, una cittadina balneare fondata nel Settecento e collegata alla terraferma da una piccola diga. Il centro si anima attorno alla Place Paoli e al mercato coperto, ottimo per assaggiare i prodotti tipici locali, mentre una passeggiata di venti minuti porta al Faro della Pietra, di grande suggestione.
A pochi chilometri da L’Ile Rousse si trovano anche due delle spiagge più belle della Balagne, quella di Bodri e quella di Ghjunchitu, entrambe circondate da una vegetazione fitta che le rende più intime e meno affollate rispetto a quelle più centrali. Se il tempo lo permette, fai una piccola deviazione verso l’interno, a Lumio, da cui puoi raggiungere il villaggio abbandonato di Occi e godere di un altro punto di vista sul golfo di Calvi.
Giorno 7 – Calvi, l’ultima tappa
Il tour si chiude a Calvi, una delle località più amate della Corsica, con l’imponente cittadella genovese che sovrasta il porto e la Cattedrale di Saint-Jean-Baptiste, del XII secolo. Dalle mura puoi ammirare il mare che hai seguito per giorni e le cime che si alzano poco più indietro.
Calvi è una città vivace, soprattutto in estate, quando ospita eventi musicali di grande richiamo. Prima di lasciare l’isola, concediti un’ultima giornata di mare sulla spiaggia della Pineta, ampia e digradante, perfetta anche per i bambini, oppure spingiti verso la penisola della Revellata per un ultimo bagno in acque più selvatiche.
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Rossella Rocco Corallini
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