auto distrutte, tetti divelti e campi devastati. “L’evento più grave degli ultimi 10 anni”


Ancona, 22 luglio 2026 – L’ondata di maltempo nelle Marche non si è placata durante la notte. Temporali, tuoni e vento forte in molte zone. Già nel pomeriggio di ieri l’ondata di maltempo ha causato diversi danni in tutta la regione tra bombe d’acqua e trombe d’aria sulla costa. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco: circa 300 quelli effettuati finora, principalmente per alberi e rami caduti, allagamenti e danni provocati dal forte vento. A supporto delle squadre marchigiane è giunto dal Comando dei Vigili del fuoco di Roma un modulo operativo, impiegato per far fronte alle numerose richieste di soccorso. Ecco gli interventi dalle 20 alle 7 di questa mattina, suddivisi per provincia: Pesaro Urbino: 22; Ancona: 33; Macerata: 21; Fermo: 22; Ascoli Piceno: 38. Le squadre sono tuttora impegnate sul territorio per evadere le richieste pervenute.

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Circa 60 feriti a San Benedetto 

Circa 60 persone hanno dovuto far ricorso alle cure mediche a seguito di ferite causate dalla grandinata di ieri sera lungo la costa della provincia di Ascoli Piceno: persone giunte prevalentemente in codice verde e azzurro per ferite lacero contuse causate dai grossi chicchi di grandine che li hanno sorpresi in strada. Danni ingenti comunque alle auto, alle vetrate, ai vivai, ai vigneti. La violenta grandinata ieri si è abbattuta in serata oltre che su San Benedetto del Tronto, anche a Grottammare e sulle colline limitrofe, fra Acquaviva Picena e Ripatransone in particolare. Preceduta da una spettacolare tempesta di lampi e tuoni al largo del mare Adriatico, la grandine ha causato seri danni a molte autovetture, ma anche ai lucernari dei palazzi con l’acqua che è penetrata all’interno.

La furia del maltempo: auto distrutte, tetti divelti e campi devastati. “L’evento più grave degli ultimi 10 anni”

Ancona: Falconara tra le più colpite dalla furia del maltempo

La città di Falconara tra le più colpite dalla furia del maltempo di ieri pomeriggio. La guaina di un tetto scoperchiato dal vento in via della Palombina Vecchia e che è precipitata su due auto in sosta, con gravi danni ma per fortuna senza conseguenza per le persone. Discorso simile per un pannello fotovoltaico che si è staccato ed è franato su via Flaminia. Flaminia che, da Palombina a salire, si è completamente allagata con forti rallentamenti, scooter ribaltati e alcune auto in panne. Allagato anche il sottopasso per Villanova. E poi alberi e rami spezzati al suolo, tra cui quelli nelle vie Marconi, Caserme, Fossatello, Trieste, Volturno, Liguria e al parco Carletti, insieme a cartelli stradali e lampioni. Dalla serata, in via precauzionale, chiusi i sottopassi per il mare Cacciatori, Disco e Bedetti.

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Bomba d’acqua e grandine. Strade come fiumi e alberi crollati. Sottopassi allagati: auto bloccate

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L’ordinanza della sindaca Stefania Signorini, che aveva già interdetto parchi, giardini, cimiteri e impianti sportivi, rimarrà in vigore fino a fine emergenza. Sempre ieri, già dalle 10, aperto il Coc, mentre i cittadini, cui era raccomandata massima prudenza nel testo, sono stati informati anche su sito e WhatsApp. Si era intervenuti preventivamente anche con la pulizia delle caditoie, ma l’intensità dei fenomeni ha trascinato a valle ingenti quantità di aghi di pino e altro materiale vegetale, rendendo necessari altri interventi per ripristinare il regolare deflusso delle acque. Anche sulla collina di Barcaglione il maltempo ha picchiato duro. In raccordo con Camerata, chiusa la strada del Cassero. Black out nelle vie Barcaglione (necessario un generatore) e Clementina. Disagi al Parco Zoo. Se “tutti gli animali stanno bene”, la buona notizia, per consentire allo staff “di mettere in sicurezza le aree verdi danneggiate”, l’odierna apertura della struttura potrebbe subire ritardi. In campo Protezione civile, vigili del fuoco, operai comunali, tecnici delle ditte e assessori, accanto alla Polizia locale e alle forze dell’ordine fino a tarda notte. Notte dove non sarebbero state registrate ulteriori criticità.

Maltempo Falconara

Ombrelloni spezzati al Caracas

“Ringrazio tutte le persone che sono intervenute fin dai primi minuti dell’emergenza – ha detto la sindaca Stefania Signorini –. L’attivazione preventiva del Coc ci ha permesso di coordinare tempestivamente gli interventi e di affrontare le principali criticità provocate dal maltempo. Desidero rivolgere un sincero ringraziamento agli operai comunali, agli uffici e ai dirigenti impegnati nel Coc alla nostra Polizia locale, alla Protezione civile, ai vigili del fuoco, ai tecnici, alla ditta Il Castagno, ai tecnici di Enel e a tutti coloro che stanno lavorando senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini e il progressivo ripristino delle condizioni di normalità”.

In spiaggia alcuni stabilimenti hanno registrato danni ad ombrelloni e lettini: a loro è andata piena solidarietà del presidente del Consorzio Falcomar, Alessandro Filippetti. “Esprimo a titolo personale e di tutto il Consorzio Falcomar, la piena solidarietà per i soci colpiti più duramente, e per tutti i colleghi marchigiani, che domani (oggi), sicuramente useranno tutti i superpoteri per garantire i servizi balneari e di ristorazione”, le parole sui social.

 

Campi devastati nel Fermano

 

Campi di ortaggi e frutta nel pieno della produzione devastati, tetti e abbaini sfondati, alberi divelti e infiltrazioni d’acqua nelle abitazioni. È il pesante bilancio lasciato dalla violenta ondata di maltempo che ha colpito il Fermano nella notte, con pioggia, vento e grandine anche di grandi dimensioni. La zona maggiormente colpita è stata la media Valdaso, cuore della produzione ortofrutticola marchigiana, proprio nel momento di massimo raccolto. Le grandinate hanno danneggiato pesantemente le coltivazioni, con interi campi in piena produzione compromessi dalla furia dell’avversità meteo.

Grandine nell'Ascolano

Grandine nell’Ascolano

Un duro colpo per gli agricoltori, chiamati ora a fare la conta dei danni. I primi fenomeni si sono registrati intorno alle 21 di ieri sera, con l’ondata di maltempo che ha interessato progressivamente diverse aree del territorio. Dalle 20 di ieri alle 8 di questa mattina, i vigili del fuoco del comando provinciale di Fermo, hanno effettuato circa 30 interventi legati al maltempo, mentre una decina di richieste risulta ancora in coda. Le squadre sono state impegnate soprattutto per alberi e piante divelti, danni alle coperture degli edifici e abbaini sfondati dalla violenza della grandine. Diverse anche le segnalazioni per infiltrazioni d’acqua, in particolare lungo la costa. Con il passare delle ore prosegue la ricognizione dei danni, soprattutto nelle campagne, dove l’impatto della grandine sulle coltivazioni è stato particolarmente pesante.  

Cna: “Regione chieda lo Stato di emergenza”

La violenta grandinata che nelle scorse ore ha colpito il Piceno ha provocato ingenti danni a numerose attività economiche del territorio. La Cna di Ascoli Piceno fa sapere di aver ricevuto numerose segnalazioni dalle imprese associate, registrando una situazione di particolare criticità. “Nel giro di pochi minuti, la grandine ha fortemente danneggiato mezzi aziendali, impianti fotovoltaici, capannoni e colture agricole, con gravi conseguenze che nella maggior parte dei casi rischiano di compromettere la normale operatività delle aziende – scrive Cna – Per intensità ed entità dei danni, l’evento viene descritto da molti imprenditori come il più grave degli ultimi anni, peggiore perfino della violenta grandinata che interessò il territorio nel luglio del 2017. Alla luce della gravità dell’accaduto, la Cna di Ascoli Piceno ritiene indispensabile che la Regione

Marche si attivi con tempestività per richiedere il riconoscimento dello stato di emergenza, affinché possano essere attivati gli strumenti straordinari di sostegno alle imprese”. 


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