Bologna, 25 luglio 2026 – In un nuovo video comparso sul web e dove viene ripresa una delle fasi dei rilievi della polizia scientifica al Pilastro domenica scorsa, si vede un agente scoprire per un momento un lembo del telo bianco che copre il corpo di Abderrahim Fakir.
In quel frangente, il 42enne senza vita appare con la bocca spalancata e il capo coperto di sangue così come sangue si nota dietro la nuca dell’uomo. Un aspetto questo che è stato vagliato anche ieri durante l’autopsia su Fakir. Secondo l’avvocato Fabio Anselmo, legale dei familiari “tutto quel sangue l’ha inalato perché lo hanno battuto. Non è sangue esterno”.
La prima ipotesi di indagine comunque rappresentava, anche tramite le testimonianze di alcuni residenti, che durante la fase più concitata dello stato d’agitazione di Fakir l’uomo avesse più volte battuto la testa contro un muretto. Da capire però se tali lesioni riscontrate possano essere riferibili alla copiosa quantità di sangue che viene immortalata nel nuovo filmato oppure no. E quindi come possibile concausa dell’azione di contenimento. Tutto è al vaglio dei superperiti della procura, che da lunedì inizieranno con una prima riunione le analisi di quanto raccolto durante l’esame.
Il legale Anselmo: “Sangue finito nei polmoni di Fakir perché l’hanno battuto”
“La cocaina non provoca tutto questo. Lì c’è un quadro asfittico di compressione. Fakir è morto per una asfissia posturale meccanica violenta. Punto. La cocaina… anche no. Si fanno brutte figure”. Così all’Ansa Fabio Anselmo, legale che difende i familiari di Fakir, commentando le immagini del video. “Non basta la brutta figura fatta con Aldrovandi? Non è bastata quella con Magherini? – prosegue Anselmo – Con Aldrovandi si è parlato di droga per un anno”.
Poi “durante l’incidente probatorio, le indagini del centro antidoping” dimostrarono che “non c’era droga nel corpo di Federico Aldrovandi. Capite quanto sia pericoloso parlare di cocaina per propaganda? La cocaina non provoca tutto questo“.
“A me di questa vicenda non è sembrato nulla di strano – aggiunge Anselmo – È un film che ho già visto decine di volte. Lo sanno benissimo (gli agenti, ndr), dovrebbero sapere benissimo, come comportarsi. Lo spiegano ai corsi di polizia”.
E sempre sul sangue che si vede nel video, continua Anselmo: “E come ci è finito tutto quel sangue nei polmoni? L’ha inalato perché l’hanno battuto. Non è sangue esterno. Cosa c’entra la cocaina?”.
“Per indagini tossicologiche serie ci vogliono giorni e giorni. Il test fatto è inattendibile – dice a proposito dei primi esiti dell’autopsia – e anche i consulenti della difesa lo sanno. È un test fatto per orientare”. “La cocaina non provoca tutto questo”, sottolinea.
L’avvocato Bordoni: “Il sangue arriva dalla nuca”
Ma arriva poi la replica di Gabriele Bordoni, legale dei due poliziotti iscritti nel registro 45 bis per la morte del 42enne: “La chiazza di sangue che si vede sotto il capo del cadavere di Abderrahim Fakir in uno dei video che circolano, arriva ‘dalla nuca’, che si ferisce ‘strisciando per terra’, mentre quelli sul volto sono i “rivoli scivolati in avanti quando era col viso all’ingiù”.
“C’è un’unica ferita che si provoca Fakir, mentre è trattenuto“, spiega il legale, ed è “alla nuca”, quando morde la gamba dell’agente, “striscia per terra e si graffia. Poi con lo spray si ritrae velocemente e nel tirarsi indietro va nuovamente a ferirsi la nuca”.
“Sono due strisce sulla nuca di quest’uomo, che sembrano sanguinolente. Poi quando viene girato, il sangue scivola sulle guance, una in particolare dove si nota il rivolo, e poi la piccola gora di sangue” colata dalla nuca per le due ferite. Il legale chiede “rispetto” per “la Procura e per la famiglia di quest’uomo, che non può essere un oggetto”. Ora, dice all’indomani dell’autopsia, si entra in una “fase di studio degli elementi emersi”.
Massima attenzione per il corteo di domani
“Attenzione massima” da parte delle forze dell’ordine per il corteo di domani al Pilastro in ricordo di Abderrahim Fakir. Secondo quanto si apprende, al momento non ci sono elementi che facciano ritenere concreto un rischio di particolari criticità o disordini. Al momento, infatti, non ci sarebbero segnali di attività o proteste particolari in preparazione da parte di antagonisti o attivisti dei centri sociali, molto presenti nel quartiere multietnico e popolare del Pilastro. Per il presidio dell’ordine pubblico sarà comunque schierato un numero congruo di agenti, soprattutto dopo i disordini andati in scena lunedì scorso nel centro di Bologna, dove un gruppo di manifestanti, tra cui antagonisti e appartenenti all’area dei collettivi e dei centri sociali, ha dato vita a una lunga guerriglia urbana, impegnando le forze dell’ordine per diverse ore e provocando ingenti danni tra vetrine, arredi urbani e mezzi, oltre al ferimento di 64 agenti. Domani al Pilastro è previsto anche l’impiego della Digos e dei reparti mobili e, come di consueto, ci saranno anche rinforzi da fuori regione. Dalla questura, tuttavia, precisano che si tratta di una modalità operativa ordinaria e non legata a uno specifico allarme.
E stasera veglia e cena per Fakir
Una veglia e, al termine, una cena comune per ricordare Abderrahim Fakir. A organizzare il momento di raccoglimento, questa sera al parco Mitilini, Moneta e Stefanini, sono stati i familiari dell’uomo, in particolare la famiglia di un cugino residente in via Italo Svevo, insieme agli amici e agli abitanti del quartiere. “Era un bravo ragazzo, per noi era come un figlio”, racconta un amico di famiglia. Per la cena ciascuna famiglia preparerà pietanze da condividere: “Nella nostra religione ci aiutiamo. La famiglia è parte di noi e ogni piatto viene preparato per tante persone”. Anche i ragazzi del quartiere, amici della famiglia Fakir, vogliono ricordare il 42enne e dire che “nessuno nelle mani dello Stato deve morire così. Casi come questo – aggiungono – ne succedono fin troppi”. Un altro amico della famiglia Fakir ricorda Abderrahim con commozione: “Lo conoscevo fin da bambino, veniva sempre a casa nostra. Quando la mia mamma ha saputo che era morto è stata male. Anche io domenica notte l’ho sognato che gridava e chiedeva aiuto. Non doveva finire così”.
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