Firenze, 3 agosto 2026 – L’estate è il periodo in cui, complice la chiusura delle scuole, le ferie dei familiari e la necessità di garantire assistenza agli anziani, cresce la richiesta di colf, baby sitter e badanti. Ma diventare datore di lavoro domestico, spesso da un giorno all’altro, significa anche orientarsi tra contratti, inquadramenti, contributi e adempimenti. Il primo aspetto da conoscere è il costo. Da marzo 2026, secondo il contratto nazionale, la retribuzione minima oraria parte da 6,51 euro per una colf di livello A e sale a 7,01 euro per una collaboratrice domestica esperta (livello B). Per una baby sitter il minimo è di 7,45 euro l’ora, al quale si aggiunge un’indennità di 0,84 euro per l’assistenza ai bambini fino a sei anni.
Andrea Zini, presidente Assindatcolf: “Chiarire bene tutto per evitare incomprensioni”
I costi
Le badanti percepiscono invece almeno 7,45 euro l’ora se assistono una persona autosufficiente e 8,30 euro se la persona è non autosufficiente. In caso di convivenza, la retribuzione minima mensile va da 983,16 euro per una colf a 1.193,84 euro per una badante che assiste una persona non autosufficiente. A queste cifre vanno poi aggiunti contributi previdenziali, tredicesima, ferie, trattamento di fine rapporto e gli altri oneri previsti dal contratto. Ma il costo è soltanto uno degli aspetti da valutare. «Molto spesso l’esigenza di assistenza nasce all’improvviso e le famiglie si trovano a diventare datori di lavoro senza conoscere diritti, doveri e procedure», osserva Andrea Zini, presidente di Assindatcolf. Proprio la fretta è all’origine dell’errore più frequente, ovvero quello di «partire subito dalla ricerca della persona, spesso affidandosi esclusivamente al passaparola, senza aver prima definito con precisione le proprie esigenze».
Requisiti necessari
Prima di pubblicare un annuncio o chiedere un nominativo è quindi necessario stabilire quali mansioni dovranno essere svolte, quante ore saranno necessarie, in quali fasce orarie e per quanto tempo. «Solo con una richiesta chiara è possibile individuare il profilo realmente adatto», sottolinea Zini. Prima della firma del contratto è indispensabile accertarsi che il lavoratore sia in possesso di tutti i requisiti necessari: documento d’identità, codice fiscale e, nel caso di cittadini stranieri, permesso di soggiorno che consenta lo svolgimento dell’attività lavorativa. È inoltre opportuno verificare esperienza, referenze, conoscenza della lingua italiana ed eventuali percorsi di formazione, soprattutto quando si tratta di assistere persone fragili o bambini piccoli.
Prevedere tutto nel contratto
Per evitare problemi futuri, il consiglio è quello di mettere tutto nero su bianco. Nel contratto dovrebbero essere definiti non solo gli elementi essenziali del rapporto di lavoro, ma anche aspetti pratici come orari, ferie, eventuali trasferte e tutte le condizioni che potrebbero generare incomprensioni. E poi utilizzare il periodo di prova previsto dal contratto per verificare che il lavoratore risponda davvero alle esigenze della famiglia.
A tempo pieno o parziale, il costo degli assistenti fino a 20mila euro l’anno
Per aiutare le famiglie a capire quale sia il costo reale di un’assunzione regolare, Assindatcolf ha elaborato due simulazioni: una per una badante assunta 25 ore settimanali ed una per una badante convivente a tempo pieno (54 ore). Nel caso della badante a ore, con una retribuzione lorda mensile di 899,17 euro, ogni mese il datore di lavoro deve accantonare 74,93 euro per la tredicesima, 74,91 euro per le ferie maturate e 72,16 euro per il Tfr. A queste somme si aggiungono i contributi previdenziali e assistenziali, che portano il costo complessivo a oltre 1.225 euro al mese, più di 13.804 euro l’anno. Per una badante convivente il costo cresce sensibilmente. A fronte di una retribuzione lorda mensile di 1.193,84 euro, il prospetto considera anche il valore convenzionale di vitto e alloggio, pari a 199,80 euro. Ogni mese vanno inoltre accantonati 116,14 euro per la tredicesima, 116,10 euro per le ferie e 111,84 euro per il Tfr. Sommando anche i contributi previdenziali e assistenziali, il costo totale sostenuto dalla famiglia supera i 1.758 euro al mese, cioè più di 19.900 euro in un anno. Le simulazioni evidenziano quindi come il costo di un’assunzione regolare non coincida con il solo stipendio percepito dal lavoratore. Ratei di tredicesima e ferie, Tfr, contributi e, nel caso della convivenza, il valore di vitto e alloggio previsto dal contratto collettivo rappresentano voci che incidono in modo significativo sul bilancio delle famiglie.
Toscana, Umbria e Liguria: in crescita i collaboratori familiari
Con l’invecchiamento della popolazione è destinata ad aumentare ulteriormente la domanda di assistenti familiari e il fenomeno riguarda da vicino anche Toscana, Umbria e Liguria. A fotografare la situazione è il Rapporto 2026 Family (Net) Work, intitolato «Indispensabili ma sottovalutati: il fabbisogno di lavoratori domestici stranieri nell’Italia che invecchia», realizzato dal Centro studi e ricerche Idos e promosso da Assindatcolf. Il dato più significativo riguarda proprio la Toscana, che si colloca ai primi posti in Italia per ricorso alle badanti. Oltre la metà degli over 65 non autosufficienti (tra il 50,5% e il 52,5%) si affida infatti ad un’assistente familiare a pagamento, una quota tra le più elevate del Paese. Le stime indicano che il fabbisogno di badanti in Toscana passerà dalle 83mila unità del 2026 alle 87.400 del 2029. Di questi, 71.100 saranno lavoratori stranieri, contro 16.200 italiani. Anche per le colf è previsto un incremento, da 55.900 a 57.400 addetti, con una prevalenza di lavoratori stranieri (34.300) rispetto agli italiani (23.100). Il rapporto stima inoltre che la regione avrà bisogno di circa 1.950 nuovi lavoratori domestici ogni anno fino al 2029, quasi nove su dieci provenienti dall’estero. La tendenza interessa anche le regioni vicine. In Umbria il fabbisogno di badanti salirà da 19.600 a 20.800 unità, mentre quello delle colf passerà da 15.800 a 16.300. In Liguria, invece, le badanti aumenteranno da 31.400 a 32.800, mentre le colf passeranno da 22.400 a 22.800. In entrambe le regioni la crescita sarà sostenuta soprattutto dai lavoratori stranieri, chiamati a coprire la gran parte del fabbisogno aggiuntivo.
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