Fotovoltaico, nel 2026 cambia il mercato: crescono gli impianti di grande taglia, rallenta il residenziale. Accumuli oltre 19 GWh

La transizione energetica italiana continua ad avanzare, ma con un mercato sempre più orientato verso gli impianti di media e grande dimensione. È questa l’indicazione più significativa che emerge dalle elaborazioni di Italia Solare sui dati Gaudì di Terna aggiornati al 30 giugno 2026, che fotografano l’andamento del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo nel primo semestre dell’anno.

I numeri complessivi confermano una crescita sostenuta. In Italia risultano connessi 2.255.654 impianti fotovoltaici, per una potenza installata complessiva di 46.606 MW. Tra gennaio e giugno sono entrati in esercizio 89.173 nuovi impianti, pari a 3.093 MW di nuova capacità.

Anche lo storage continua ad espandersi. I sistemi di accumulo elettrochimici hanno raggiunto una capacità complessiva di 19.334 MWh, con una potenza di 7.983 MW distribuita su 943.797 impianti. Nei primi sei mesi del 2026 sono stati installati 1.350 MWh di nuova capacità, di cui 914 MWh associati al fotovoltaico e 436 MWh costituiti da impianti stand-alone.

Meno impianti, ma sempre più grandi

L’elemento che caratterizza il primo semestre è il cambiamento nella composizione del mercato. Nel secondo trimestre 2026 sono stati connessi 1.654 MW, il 15% in più rispetto ai 1.439 MW del primo trimestre. Parallelamente, però, il numero delle nuove installazioni è diminuito sensibilmente, passando da 50.513 a 38.660 impianti, con un calo del 31%.

Il dato evidenzia come stia aumentando la dimensione media degli impianti realizzati: meno installazioni, ma con potenze decisamente superiori.

Si tratta di un’evoluzione coerente con le esigenze del sistema elettrico nazionale, chiamato ad accelerare la produzione di energia rinnovabile per raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione. Tuttavia, il rallentamento del segmento domestico rappresenta un segnale che il settore guarda con attenzione.

Il residenziale rallenta, accelerano imprese e utility scale

L’analisi per segmenti di mercato mostra chiaramente dove si concentra oggi la crescita. Nel primo semestre 2026 gli impianti residenziali fino a 20 kW hanno totalizzato 556 MW, mentre il comparto commerciale e industriale (20 kW-1 MW) ha raggiunto 1.154 MW con 8.183 impianti.

Ancora più rilevante il contributo degli impianti utility scale, superiori a 1 MW, che hanno aggiunto 1.383 MW attraverso 305 nuovi impianti. Il confronto con il primo semestre del 2025 rende evidente il cambio di scenario.

Il segmento domestico passa infatti da 725 MW a 556 MW, registrando una flessione del 23%. Al contrario, il comparto C&I cresce da 946 MW a 1.154 MW (+22%), mentre gli impianti utility scale salgono da 1.137 MW a 1.383 MW, anch’essi in aumento del 22%.

La crescita interessa tutte le classi dimensionali. Nel comparto commerciale e industriale gli impianti tra 20 e 90 kW aumentano da 206 a 228 MW; quelli tra 90 e 200 kW passano da 219 a 273 MW; mentre la fascia 200 kW-1 MW cresce da 521 a 652 MW.

Anche il segmento utility scale accelera in entrambe le categorie: gli impianti tra 1 e 10 MW passano da 610 a 731 MW, mentre quelli oltre 10 MW crescono da 528 a 651 MW.

Secondo il presidente di Italia Solare, Paolo Rocco Viscontini, questa evoluzione non deve però tradursi in uno squilibrio della transizione energetica: “La transizione non può poggiare su un solo segmento. Servono grandi impianti per aumentare rapidamente la produzione nazionale di energia elettrica, ma occorre nello stesso tempo favorire l’autoconsumo di famiglie e imprese, semplificare le procedure per gli impianti sulle coperture e garantire condizioni stabili per gli investimenti”.

Il messaggio richiama uno dei temi più discussi anche a livello europeo: la necessità di coniugare la crescita delle grandi infrastrutture rinnovabili con la diffusione della generazione distribuita, fondamentale per ridurre i costi in bolletta, aumentare l’autoconsumo e rafforzare la resilienza delle reti.

Lombardia e Sicilia trainano il fotovoltaico

La geografia della crescita vede protagoniste soprattutto Lombardia e Sicilia. Con 470 MW di nuova potenza installata, la Lombardia si colloca al primo posto, seguita praticamente alla pari dalla Sicilia, con 469 MW.

Seguono Veneto (306 MW), Emilia-Romagna (305 MW), Piemonte (286 MW), Puglia (218 MW) e Lazio (215 MW). La Lombardia guida anche la classifica per numero di nuovi impianti con 13.820 connessioni, davanti a Veneto (11.233), Emilia-Romagna (8.039) e Sicilia (7.146).

Rapportando invece la nuova capacità alla popolazione residente emerge il forte dinamismo della Sicilia, che raggiunge 98 watt per abitante, davanti a Friuli-Venezia Giulia (84 W/abitante), Marche (71 W) e Basilicata (70 W).

Accumuli oltre i 19 GWh, cresce il peso degli impianti stand-alone

Anche il mercato dello storage continua ad espandersi, sebbene con dinamiche differenti rispetto agli anni precedenti. Al 30 giugno la capacità complessiva ha raggiunto 19.334 MWh.

Di questi, 11.935 MWh sono associati a impianti fotovoltaici, mentre 7.336 MWh provengono da sistemi stand-alone. Completano il quadro 57 MWh collegati a impianti termoelettrici e 6 MWh associati all’eolico. Nel primo semestre sono stati installati 60.076 nuovi sistemi di accumulo, per 593 MW di potenza e 1.350 MWh di capacità.

Dal punto di vista numerico domina ancora il fotovoltaico: 60.068 dei nuovi sistemi sono infatti abbinati a impianti solari, contribuendo con 914 MWh e 470 MW. I nuovi sistemi stand-alone sono invece soltanto otto, ma grazie alla loro elevata dimensione apportano 436 MWh e 123 MW.

Si conferma quindi una tendenza ormai evidente: gli impianti utility-scale dedicati esclusivamente allo storage stanno aumentando il proprio peso nel sistema elettrico, offrendo capacità di bilanciamento e flessibilità indispensabili con la crescente penetrazione delle fonti rinnovabili.

Lo storage domestico rallenta

Sul fronte degli accumuli distribuiti emerge invece un rallentamento. Nel secondo trimestre gli accumuli associati al fotovoltaico hanno registrato 403 MWh di nuova capacità, 221 MW di potenza e 25.098 nuove installazioni.

Rispetto al primo trimestre la capacità diminuisce del 27%, la potenza del 13% e il numero degli impianti addirittura del 39%. Anche il confronto con il primo semestre del 2025 mostra una lieve flessione: la capacità installata negli accumuli collegati al fotovoltaico passa infatti da 973 MWh a 914 MWh.

La maggior parte della nuova capacità continua comunque a concentrarsi nei sistemi di piccola taglia. Gli accumuli tra 6 e 20 kW rappresentano 464 MWh, quelli fino a 6 kW arrivano a 187 MWh, mentre tutte le taglie superiori ai 20 kW totalizzano 263 MWh.

Lombardia leader anche negli accumuli

Considerando esclusivamente gli accumuli associati agli impianti fotovoltaici, la Lombardia guida anche questo mercato. Nel primo semestre ha installato 122 MWh di nuova capacità, davanti a Emilia-Romagna (109 MWh), Sicilia (103 MWh) e Veneto (97 MWh).

La regione è prima anche per potenza (66 MW) e numero di nuovi sistemi (8.818), seguita da Veneto (6.698 impianti) ed Emilia-Romagna (5.659).

Una transizione che cambia volto

Il quadro delineato dai dati di ITALIA SOLARE racconta una transizione energetica che continua a crescere ma sta cambiando profondamente struttura. Il mercato italiano appare oggi sostenuto soprattutto dagli investimenti delle imprese e dai grandi impianti utility scale, mentre il segmento residenziale mostra segnali di rallentamento dopo gli anni di forte espansione trainati dagli incentivi.

Parallelamente, i sistemi di accumulo superano la soglia dei 19 GWh, consolidandosi come infrastruttura indispensabile per accompagnare l’aumento della produzione da fonti rinnovabili. La sfida, ora, sarà valorizzare sia i grandi sistemi di storage destinati ai servizi di rete sia la vasta capacità distribuita installata presso famiglie e imprese, trasformandola in una risorsa attiva per la stabilità del sistema elettrico nazionale.

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Flavio Fabbri

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