Un concerto gratuito nel cuore di Cerignola, una delle città della Capitanata maggiormente attenzionate sul fronte della criminalità organizzata. Sul palco di piazza Duomo, il prossimo 4 settembre alle 21, salirà Daniele De Martino, cantante neomelodico siciliano finito negli anni al centro di polemiche per alcuni brani e videoclip dedicati a storie di criminalità, affiliazioni, vendette e, soprattutto, collaboratori di giustizia.

La locandina diffusa sui social annuncia l’appuntamento con ingresso gratuito e riporta il patrocinio del Comune di Cerignola e dell’Associazione Deputazione Feste Patronali Maria SS. Ma di Ripalta Madre di Dio. Un elemento va però precisato: per l’iniziativa non risultano finanziamenti da parte dell’amministrazione comunale. Il Comune avrebbe concesso esclusivamente l’occupazione del suolo pubblico, senza erogare contributi economici per il concerto.

Una distinzione importante, che tuttavia non elimina il tema dell’opportunità legata alla presenza del patrocinio istituzionale. Soprattutto perché l’appuntamento arriva in una città che da anni è al centro di importanti operazioni antimafia e contro la criminalità organizzata. E proprio nelle inchieste più recenti, comprese quelle sui grandi assalti ai portavalori, un ruolo rilevante è stato assunto dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia: quegli stessi “pentiti” ai quali De Martino dedicò nel 2021 uno dei suoi brani più controversi.

“Si nu pentito”, il brano finito al centro delle polemiche

A occuparsi della produzione di De Martino era stato, tra gli altri, il giornalista Nello Trocchia in un articolo pubblicato da Domani il 14 maggio 2021.

Il pezzo era incentrato soprattutto su “Si nu pentito”, canzone dedicata alla figura del collaboratore di giustizia. Nel testo riportato da Domani, chi decide di collaborare con lo Stato viene accusato di avere tradito i propri compagni e viene descritto come un uomo senza valore.

“Si nu pentit, ci hai traditi, non vali niente”, cantava De Martino, utilizzando un linguaggio che, nell’analisi proposta da Trocchia, riprendeva alcuni codici tipici della cultura criminale: il pentito considerato “infame”, il tradimento del gruppo e il carcere affrontato in silenzio come dimostrazione di appartenenza.

Il cantante aveva respinto negli anni qualsiasi accostamento personale alla criminalità. “Non faccio parte della mafia, ma del mio pubblico”, aveva affermato rispondendo alle critiche.

Non risultano elementi che consentano di attribuire a De Martino rapporti con organizzazioni mafiose. La questione riguarda dunque i contenuti artistici di alcune sue produzioni e, nel caso dell’appuntamento cerignolano, il significato dell’associazione del patrocinio istituzionale all’evento.

I videoclip tra affiliazioni e vendette

“Si nu pentito” non è stato l’unico lavoro di De Martino finito sotto i riflettori. Domani ricordava anche “Nu guaglion ‘e quartier”, videoclip nel quale viene raccontato il percorso di un ragazzo che aspira a entrare in un clan.

Nelle immagini vengono rappresentati un rito di affiliazione, rapine, violenze e il ritorno dal carcere del protagonista. La vicenda si conclude con un messaggio rivolto alle nuove generazioni, ma buona parte della narrazione utilizza immagini e codici appartenenti all’immaginario criminale.

Ancora più esplicita la trama di “Comando io”, costruita attorno alla vendetta di un figlio per l’uccisione del padre. Il protagonista esce dal carcere, ricostruisce il proprio gruppo e regola i conti con i rivali attraverso azioni violente.

Già nel 2019, come ricordato da Trocchia, un comune della provincia di Bari aveva ritirato il sostegno economico a una festa che prevedeva la presenza del cantante.

Il paradosso dei pentiti nella terra delle grandi inchieste

È però il riferimento ai collaboratori di giustizia a rendere particolarmente significativa la presenza di De Martino a Cerignola.

Negli ultimi anni, e con ancora maggiore evidenza nelle inchieste più recenti, proprio le dichiarazioni dei pentiti hanno fornito agli investigatori elementi per approfondire strutture, gerarchie, rapporti e interessi delle organizzazioni mafiose della provincia di Foggia.

Il loro contributo è emerso anche nelle indagini sui grandi assalti ai portavalori, uno dei settori criminali nei quali soggetti cerignolani sono comparsi ripetutamente nelle attività investigative condotte in diverse regioni italiane.

Nel recente provvedimento del gip di Ancona relativo all’assalto a due furgoni Mondialpol sull’A14, gli investigatori delineano una possibile collaborazione operativa tra componenti cerignolane, foggiane e garganiche. Nell’impostazione accusatoria gli assalti ai blindati vengono considerati una possibile e importante fonte di finanziamento per le organizzazioni criminali.

Raduano, Quitadamo, Della Malva e Cirulli: le voci dall’interno

A fornire agli inquirenti elementi utili per leggere questo sistema sono stati anche diversi collaboratori di giustizia. Negli atti dell’inchiesta compaiono i verbali di Marco Raduano, Antonio Quitadamo, Andrea Quitadamo, Danilo Della Malva e Filippo Cirulli.

Raduano avrebbe indicato i fratelli Piarulli come figure di vertice alle quali facevano riferimento diversi gruppi cerignolani, parlando di interessi che avrebbero spaziato dalla droga alle rapine ai portavalori e agli assalti ai caveau.

Secondo la ricostruzione contenuta nell’ordinanza, le batterie cerignolane intenzionate a organizzare determinati assalti avrebbero dovuto interfacciarsi con i referenti del gruppo e una quota dei proventi sarebbe stata destinata ai vertici.

Il valore delle dichiarazioni dei collaboratori nelle recenti indagini sta proprio nella possibilità offerta agli investigatori di guardare dall’interno meccanismi criminali difficilmente decifrabili soltanto attraverso le tradizionali attività investigative. Naturalmente le loro dichiarazioni devono essere sottoposte ai riscontri previsti dalla legge e valutate nelle diverse fasi processuali.

Cerignola e il peso delle recenti operazioni

Il concerto arriva dunque in una fase nella quale Cerignola e il Basso Tavoliere continuano a comparire nelle cronache per operazioni riguardanti gruppi dediti agli assalti ai blindati, ai furti d’auto, agli attacchi agli sportelli Atm e ad altre forme di criminalità.

Le più recenti indagini hanno riportato al centro dell’attenzione investigativa anche il gruppo Piarulli-Ferraro. Negli atti dell’inchiesta di Ancona vengono richiamate precedenti risultanze giudiziarie e le dichiarazioni dei collaboratori sulla presunta centralità del gruppo nelle dinamiche criminali cerignolane.

In questo scenario i pentiti non rappresentano un elemento secondario. Al contrario, le loro dichiarazioni sono state utilizzate nelle recenti indagini per ricostruire dall’interno presunte alleanze, gerarchie, modalità operative e interessi economici dei gruppi criminali.

Nessun finanziamento comunale, resta il tema del patrocinio

Per il concerto di De Martino non risultano finanziamenti del Comune di Cerignola: l’ente avrebbe concesso soltanto l’occupazione del suolo pubblico, mentre sulla locandina compare il patrocinio comunale.

Resta quindi una questione di opportunità istituzionale e simbolica: il 4 settembre, in una città duramente segnata dalla criminalità organizzata, salirà sul palco un artista che ha dedicato uno dei suoi brani più controversi proprio ai pentiti, figure che nelle recenti inchieste sono state decisive per ricostruire dall’interno mafie e grandi assalti ai portavalori.

Seguici anche su Instagram – Clicca qui

Ricevi gratuitamente le notizie sul tuo Messenger di Facebook. Ecco come




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Francesco Pesante

Source link