21 agosto 2026 – ore 16:30 – PremessaMentre la guerra di logoramento in Ucraina continua, possibili forti turbolenze minacciano i cieli di Kiev. Fattori politici legati alle esternazioni dell’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov, accompagnati dall’emersione di dettagli circa nuovi casi di una dilagante corruzione, riempiono le pagine dei giornali e accendono i dibattiti televisivi. I deputati ucraini si schierano come tifosi ultras di squadre di calcio: “Zelensky non si tocca”, “no a elezioni in tempo di guerra”; “basta corruzione”, “Fedorov è il nostro uomo politico”, si grida tra gli schieramenti. Nulla di nuovo per carità, siamo in tempo di guerra, tuttavia sembra emergere in molti lettori lo stupore circa il fenomeno dilagante della corruzione in Ucraina, fenomeno noto da almeno venti anni nelle oscure stanze di Bruxelles e in tutte le cancellerie europee. Quando tutto avrà termine e gli animi si calmeranno, forse capiremo meglio le ragioni profonde di uno scontro così atroce nello spazio ex sovietico, all’interno di popolazioni slave, o per essere precisi, all’interno della complessa realtà dei popoli slavi orientali che uniscono ucraini, russi e bielorussi.

Cercheremo di comprendere meglio l’assurdità di questa guerra, i reali interessi economici e politici in gioco, il ruolo della NATO con la sua decisa espansione a EST, l’assurda decisione russa di invadere, il perché dei continui fallimenti degli accordi di pace, (dai due accordi di Minsk a Istanbul per intenderci) e molto, molto altro. Abbiamo ignorato il peso storico di Kiev nella storiografia russa, il concetto di popolo nel complesso mondo slavo orientale, abbiamo volutamente trascurato il ruolo dei paesi baltici, di parte della Polonia e di parte dell’Ucraina nella tragica invasione tedesca della Unione Sovietica nel secondo conflitto mondiale e molto altro. La storia viene costantemente ignorata, derisa, spesso manipolata, impedendoci di capire in profondità.

Eppure, credetemi, determinate decisioni, accompagnate dai numerosi comportamenti che abbiamo difficoltà a decifrare da parte di governi dei paesi Baltici, dei Balcani e in generale delle complesse realtà politiche dell’Europa orientale, compresi i territori della ex Germania dell’Est, trovano risposte chiare nel complesso patrimonio storico di quelle nazioni, nella profonda identità di quei popoli.

Ci hanno venduto una favola, quella del buono e del cattivo di turno, ci hanno nascosto molto, abbiamo accettato un conflitto per corrispondenza, ignorando i milioni di morti sul terreno. Un giorno ci dovranno raccontare la verità, dobbiamo sapere cosa realmente voleva la Russia, cosa pretendeva l’America di Biden, se qualcuno mirava all’impoverimento dell’Europa, chi auspicava la distruzione dei legami tra Russia ed Europa, chi desiderava una Germania impoverita, chi pensava, infine, di usare l’Ucraina per emarginare politicamente e possibilmente dividere in tanti frammenti la Russia.

Queste sono le domande che, so bene, non avranno mai una risposta!

La realtà è che ci troviamo di fronte a branchi di feroci predatori, con diversa forza e intensità che si confrontano direttamente e “da remoto” senza pietà, e con indicibile tracotanza e violenza. Ricordiamoci, tuttavia, che noi europei, unitamente agli statunitensi, siamo parte di questo conflitto e non certo unicamente spettatori paganti interessati!

Oggi daremo voce unicamente a giornalisti ucraini che con le loro inchieste e reportage cercano di farci comprendere la critica situazione interna.

Il procuratore capo della Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) ha rivelato i nomi di tutti coloro che sono coinvolti nei casi “Forrest Gump” e “Themis”

Valeria Sushkova, giornalista ucraina, ha riferito che il 20 agosto, il procuratore della SAPO ha reso noti i nomi dei presunti membri della vasta organizzazione criminale in esame, affermando altresì di stare valutando anche l’emissione di un provvedimento cautelare nei confronti dell’ex deputato Maksym Mykytas. Quest’ultimo è sospettato di aver creato e gestito l’organizzazione, di aver compiuto rapine e di aver riciclato denaro (150 milioni di UAH) per pagare la cauzione dell’ex ministro dell’Energia Herman Galushchenko.

Elenco completo degli imputati

Iryna Mudra: ex vice capo dell’ufficio presidenziale;
Viktor Dubovyk: Direttore generale per le politiche legali della Procura generale;
Olena Ferens: Vice Ministro della Giustizia;
Maksym Mykytas: ex deputato;
Vadym Stolar: attuale deputato;
Vasyl Astion: uomo d’affari, ex deputato del Consiglio regionale di Dnipropetrovsk;
Mykola Gladyshenko: ex presidente del consiglio di sorveglianza di Sense Bank;
Oleg Stupak: ex presidente del consiglio di amministrazione della Sense Bank;
Lyudmila Snigur: Capo del dipartimento della Sense Bank, istituto di credito statale;
Valentyn Yelizarov: subordinato di Mykytas, capo del gruppo Metrobud LLC;
Nikita Tarkovsky: uomo d’affari;
Yegor Merkulov : autista di Mykytas, nominalmente a capo della società “Montazh Service” LLC;
Oleksandr Ostapenko: guardia del corpo di Mykytas, nonché direttore della Philosophy Development LLC.

Secondo l’inchiesta, l’organizzazione stessa sarebbe stata creata da Mykytas e Stolar non oltre il 15 novembre 2024, come indicato nel cosiddetto “accordo concettuale”. Secondo l’indagine, i ruoli all’interno del gruppo erano così distribuiti: Iryna Mudra avrebbe influenzato Olena Ferens in merito alle attività della commissione anti-corruzione del Ministero della Giustizia, Viktor Dubovyk avrebbe fornito consulenza e istruzioni sulle azioni della commissione, Vasyl Astion si sarebbe occupato del supporto giudiziario alle decisioni nell’interesse dei membri del gruppo, e Valentyn Yelizarov avrebbe coordinato le attività operative, impartito istruzioni a direttori fittizi, cercato persone per la registrazione di società e si sarebbe occupato del riciclaggio di denaro nel giugno 2026.

https://censor.net/ua/news/4019377/operatsiya-forest-gamp-i-femida-vidomi-13-imen-figurantiv

Mafia o governo? Domande per Pyshny, Koretsky e Zelensky

Volodymyr Ariev, noto giornalista ucraino, nonché deputato e membro del partito European Solidarity, ha voluto evidenziare in un recente editoriale che vi propongo, l’amarezza per la pervasiva corruzione negli apparati governativi ucraini, suscitando non poco scalpore tra i membri del Parlamento.

Ricordiamo ai pochi distratti del web, che dal marzo 2022, gli undici partiti di opposizione in Ucraina, ritenuti in buona parte filo russi e che allora rappresentavano poco oltre il 10% del numero dei deputati parlamentari, sono stati banditi dalla Presidenza Zelensky.

Leggiamo insieme:

“Il recente ed ennesimo scandalo di corruzione ha dimostrato che i vertici del paese non sono tanto il governo quanto la mafia, interessata non tanto a proteggere lo Stato quanto a proteggere se stessa.

Quattro sacchi di soldi per la cauzione dell’ex Ministro dell’Energia, provenienti dalla squadra del traditore Derkach, Herman Galushchenko! Galushchenko, sospettato di un vasto schema di corruzione per appropriazione indebita di denaro da Energoatom.

Ho sentito gente parlarne per strada. Non citerò le frasi esatte, perché contengono un linguaggio volgare. Ma in breve, la gente ha capito che invece di destinare i soldi alla difesa, all’energia, agli stipendi o alle pensioni, stanno accumulando denaro in borse per proteggere i propri interessi. Proprio come fa la mafia!

Ma finché questo potere rimarrà, desidero porre alcuni interrogativi al riguardo:

Al presidente della Banca Nazionale dell’Ucraina (NBU), Pyshny: perché non sono stati denunciati abusi nella Sense-Bank, banca statale, da parte dell’NABU nel caso Mindych? Non era forse evidente che non si trattava di una banca, bensì di un fondo comune di investimento? Perché, pur essendo a conoscenza del legame tra il presidente del consiglio di sorveglianza della Sense-Bank, Gladyshenko, e il suo predecessore, Vasyl Vesely, anch’egli sospettato di corruzione, ciò non gli ha impedito di approvarne la nomina a presidente del consiglio di sorveglianza? E perché Vasyl Vesely si è recato alla NBU senza essere registrato dal sistema di controllo accessi (è stato ripetutamente visto lì come assistente del deputato Zheleznyak)? Come ha potuto un sospettato di corruzione influenzare le decisioni della Banca Nazionale?

Al Primo Ministro Koretsky: perché non è ancora stato licenziato il capo del Servizio di Controllo Finanziario Statale, Philip Pronin, che non ha visto da vicino i 150 milioni di grivne in contanti? Poverino, è rimasto cieco per 20 minuti affinché l’operazione di riciclaggio di denaro potesse essere portata a termine. È forse troppo stanco per i continui viaggi di lavoro in Tanzania, Messico o altrove?

Al Presidente Zelensky: c’è qualcun altro nel suo ufficio che non sia sospettato? Sia di sospetti reali che potenziali? Forse dovrebbe finalmente fare pulizia nel suo ufficio dopo Yermak, a meno che, ovviamente, quest’ultimo non sia a capo di un ufficio ombra.

Queste domande interessano non solo me. Anche le persone che stanno rapidamente perdendo fiducia nelle autorità. Abbiamo bisogno di risposte. La pazienza non è illimitata. O ripuliamo le stalle, oppure ci sarà un’esplosione sociale. Perché la misura è colma.

https://censor.net/ua/blogs/4019411/ar-yev-ozvuchyvori-gostri-zapytannya-do-nbu-kabminu-ta-ofisu-prezydenta-cherez-novi-vykryttya-nabu

Fedorov ha infranto il tabù elettorale in tempo di guerra in Ucraina. Cosa succederà ora?

Tim Zadorozhnyy, Martin Fornusek e Yevgeniya Doluda, tutti giovani giornalisti ucraini di Kiev Independent, il 20 agosto hanno pubblicato un interessante e lungo reportage sul “caso Fedorov” che ci aiuta a meglio delineare la crisi politica in corso con novizia di particolari decisamente rilevanti. In merito vi propongo ampi stralci, ponendovi come sempre l’intero editoriale nel link in descrizione.

Leggiamo insieme:

L’ex ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha infranto uno dei tabù più delicati dell’Ucraina in tempo di guerra, chiedendo pubblicamente elezioni anticipate e portando alla ribalta un dibattito che Kiev aveva in gran parte respinto quando sollevato da Russia e Stati Uniti.

Fedorov ha affermato che l’Ucraina ha bisogno di un “meccanismo sicuro e realistico” per lo svolgimento di elezioni in tempo di guerra, che tuteli il diritto di voto dei soldati, degli ucraini all’estero e delle persone nelle regioni in prima linea.

“Non dobbiamo permettere a Putin di decidere quando gli ucraini potranno scegliere il proprio governo”, ha dichiarato Fedorov in un videomessaggio, aggiungendo che la democrazia “fa parte di ciò per cui stiamo lottando oggi”.

Il tempismo è fondamentale. Il suo appello è giunto dopo settimane di turbolenze politiche che avevano scosso la fiducia nel governo del presidente Volodymyr Zelensky , tra cui scandali di corruzione, un caotico rimpasto di governo e proteste a livello nazionale per la rimozione di Fedorov dalla carica di ministro della Difesa. Per anni, la risposta dell’Ucraina alla proposta di tenere elezioni in tempo di guerra è stata semplice: non ora. Secondo recenti sondaggi, la maggioranza degli ucraini ha espresso la volontà di non tenere elezioni prima del raggiungimento di un cessate il fuoco. Tuttavia, mantenere questo consenso sta diventando sempre più difficile.

Ricordiamo che il mandato quinquennale di Zelensky, previsto dalla Costituzione, si è concluso nel maggio 2024, sollevando dubbi sulla sua legittimità. Tuttavia, le elezioni da sole non rendono un Paese democratico, così come l’incapacità dell’Ucraina di tenere elezioni in tempo di guerra non indica, di per sé, una deriva verso l’autocrazia.

Da quando la Russia ha lanciato la sua invasione su vasta scala nel 2022, gran parte della società ucraina ha accettato quello che potrebbe essere definito un patto pubblico informale: elettori, società civile e partiti di opposizione hanno ampiamente concordato di rinviare le elezioni in cambio della sopravvivenza e della stabilità nazionale durante una guerra esistenziale.

In base alla legge marziale, imposta il primo giorno dell’invasione su vasta scala, le elezioni sono state sospese e i funzionari eletti rimangono in carica fino a quando non si potranno svolgere nuove elezioni.

Tale intesa ha anche contribuito a proteggere Zelensky dalle critiche quando il presidente statunitense Donald Trump lo aveva definito “un dittatore senza elezioni ” dopo che Zelensky si era rifiutato di firmare la prima bozza di un accordo sui minerali con Washington nel 2025.

All’epoca, Trump sembrava promuovere un’idea contraria al sentimento pubblico ucraino. Ora, quel tacito consenso sembra essere messo in discussione dall’interno.

Il cambiamento è seguito a una serie di eventi che hanno gradualmente indebolito la fiducia in Zelensky e nella sua amministrazione.

Nel luglio dello scorso anno, Zelensky ha firmato una legge che poneva l’Ufficio nazionale anticorruzione (NABU) e la Procura specializzata anticorruzione (SAPO) sotto la supervisione del procuratore generale, un funzionario nominato dal presidente, privandoli della loro indipendenza. Le proteste di piazza e le pressioni di Bruxelles avevano costretto il governo a ripristinare l’indipendenza degli enti. La controversia si è fatta più rilevante quando è emerso che le forze dell’ordine ucraine stavano indagando su persone vicine a Zelensky.

Timur Mindich, uno dei più stretti collaboratori del presidente, era tra le sette persone incriminate nell’ambito di una vasta inchiesta sulla corruzione annunciata dall’NABU l’11 novembre. Secondo l’NABU, il gruppo “aveva messo in piedi un vasto sistema di corruzione per controllare importanti imprese statali”, tra cui Energoatom , l’agenzia statale ucraina per l’energia nucleare.

Settimane dopo, Andriy Yermak, capo dell’ufficio del Presidente, si era dimesso in seguito a una perquisizione effettuata dalla NABU nei suoi locali il 28 novembre. Yermak era indagato in un caso relativo a Energoatom, che è ben presto divenuto il più grande caso di corruzione della presidenza Zelensky. Mindich è stato presumibilmente identificato come il capo dell’organizzazione.

Gli scandali hanno indebolito la tesi secondo cui ogni decisione governativa controversa potesse essere giustificata dalla sopravvivenza in tempo di guerra. Ciononostante, Zelensky è riuscito a superare la tempesta del malcontento pubblico cedendo alle richieste popolari e prendendo le distanze dagli argomenti più controversi. All’inizio di quest’anno, l’Ucraina sembrava trovarsi in una posizione relativamente forte .

A maggio, per la prima volta dal 2023, gli sviluppi sul campo di battaglia erano coincisi con un miglioramento del gradimento di Zelensky: secondo l’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, il suo indice di gradimento era salito dal 53% di febbraio al 62% all’inizio di marzo. All’inizio di luglio, il 61% degli ucraini aveva dichiarato di fidarsi di Zelensky.

Poi è arrivato il rimpasto di governo .

La rimozione di Fedorov è stata particolarmente difficile da comprendere per l’opinione pubblica. Era diventato uno dei funzionari governativi più popolari, avendo supervisionato riforme volte a rafforzare l’ esercito ucraino , a modernizzare le forze armate e ad ampliare le capacità del paese in materia di droni.

Zelensky non ha mai fornito una spiegazione dettagliata del suo licenziamento, limitandosi a indicare un presunto conflitto tra Fedorov e l’allora comandante in capo Oleksandr Syrskyi . Tale spiegazione non è servita a placare l’ira dell’opinione pubblica. In tutta l’Ucraina sono esplose proteste, con migliaia di persone che si sono radunate a Kiev e in altre città chiedendo inutilmente il ritorno di Fedorov.

La questione centrale rimaneva irrisolta: Fedorov era ancora fuori dai giochi.

Il 31 luglio migliaia di persone si erano radunate in un parco di Kiev prima di sfilare per il centro della città in quella che gli organizzatori hanno definito una “marcia per il dialogo e le riforme nella difesa”. Le proteste erano continuate, attirando regolarmente folle nel centro di Kiev e dimostrando che la rimozione di Syrskyi non aveva placato la rabbia suscitata dal licenziamento di Fedorov. Non avendo alcuna possibilità di tornare al potere, Fedorov aveva registrato un videomessaggio in cui denunciava la corruzione ad alti livelli tra le persone vicine al presidente e chiedeva elezioni anticipate per rinnovare il sistema, di cui il ministro aveva fatto parte per quasi sette anni.

La proposta elettorale di Fedorov si opponeva alla volontà di coloro che erano scesi in piazza chiedendo il suo reintegro nell’attuale struttura di potere.

Dmytro Kozatynskyi, uno degli organizzatori della protesta, aveva scritto che “una manifestazione di piazza non è certo il luogo adatto per un dibattito elettorale”. “Ho un atteggiamento negativo nei confronti delle elezioni in tempo di guerra: non riesco a immaginare come si possa tecnicamente offrire l’opportunità di votare e candidarsi a migliaia di militari che si trovano attualmente al fronte”, ha aggiunto. La telefonata di Fedorov è stata preceduta da un graduale cambiamento nel dibattito pubblico. Personalità pubbliche ucraine e alcuni dei media più letti del paese avevano iniziato a rompere il tabù che circondava la discussione sulle elezioni, mentre Zelensky affrontava crescenti critiche per aver ignorato le proteste fuori dal suo ufficio e per essersi rifiutato di soddisfare la principale richiesta dei manifestanti: la reintegrazione di Fedorov.

L’inverno rappresenta una preoccupazione particolarmente seria, poiché si prevede che la Russia prenderà nuovamente di mira le infrastrutture energetiche dell’Ucraina .

“È strano anche solo pensare a un’elezione quando abbiamo droni Shahed e missili balistici ogni giorno”, ha detto un alto funzionario dell’ufficio di Zelensky. “(Fedorov) vive una vita così bella, completamente distaccata dalla realtà.”

Il team di Fedorov ribadisce la sua stessa tesi: la democrazia non è qualcosa che l’Ucraina dovrebbe rimandare indefinitamente solo perché è stata attaccata dalla Russia. “La democrazia non è un lusso da tempo di pace. La democrazia è parte integrante di ciò per cui stiamo lottando oggi“, ha affermato Fedorov.

Le persone vicine a Fedorov affermano che al momento non ha intenzione di fondare un partito o un movimento politico e che prevede di lavorare nel settore della tecnologia militare e presso alcuni think tank.

Ma le sue osservazioni sulla responsabilità hanno rapidamente guadagnato terreno.

Il 19 agosto, la NABU ha perquisito le abitazioni di Iryna Mudra, vice capo di gabinetto presso l’ufficio del Presidente, e del parlamentare Vadym Stolar, secondo quanto riferito al Kyiv Independent da una fonte delle forze dell’ordine a conoscenza dell’indagine.

Zelensky ha licenziato Mudra poco dopo. In precedenza, presso l’ufficio del Presidente, si occupava del potere giudiziario.

La tempistica ha messo in luce il problema più ampio che il governo ucraino si trova ad affrontare: il dibattito politico sulle elezioni non si svolge più nello stesso contesto di qualche anno orsono.

In precedenza, ogni volta che la Russia o Trump sollevavano la questione, Kiev poteva rispondere con un argomento diretto: l’Ucraina era sotto legge marziale, le elezioni erano legalmente proibite e tenerle avrebbe potuto mettere a repentaglio la sopravvivenza del Paese.

Ora la questione si fa più complessa.

L’Ucraina è ancora impegnata in una guerra su vasta scala. Le sue leggi vietano ancora le elezioni sotto legge marziale. Le sfide in termini di sicurezza e logistica rimangono enormi. Ma il consenso politico che rendeva la questione quasi intoccabile ha cominciato a vacillare. Gli ostacoli legali restano considerevoli.

La legge marziale ucraina, imposta dopo l’invasione su vasta scala da parte della Russia nel 2022, vieta esplicitamente le elezioni presidenziali, parlamentari e locali.

La Costituzione estende l’autorità del parlamento fino alla fine della legge marziale . Non contiene disposizioni analoghe per le elezioni presidenziali o locali.

Ciò significa che per indire elezioni presidenziali sarebbe necessario revocare la legge marziale o modificare la legislazione che la disciplina.

Anche se gli ostacoli legali venissero rimossi, svolgere un’elezione durante o immediatamente dopo la guerra richiederebbe preparativi considerevoli.

L’Ucraina dovrebbe adottare una legislazione elettorale speciale, modificare le leggi esistenti, aggiornare il registro degli elettori, concedere il tempo necessario per la registrazione degli elettori e le campagne di informazione pubblica, e stabilire procedure per il voto nelle zone colpite dalla guerra.

Le autorità dovrebbero inoltre proteggere le operazioni di voto dalla violenza politica, dagli attacchi informatici e dalle interferenze straniere.

Sarebbero necessari provvedimenti per gli ucraini residenti all’estero e per il personale militare impegnato sul campo di battaglia.

Il Paese dovrebbe inoltre pianificare la transizione dal governo militare a quello civile, garantire i finanziamenti e il personale necessari e coprire i posti vacanti nella Commissione elettorale centrale.

Niente di tutto ciò è semplice.

Per questo motivo, alcuni ucraini considerano la proposta di Fedorov irrealistica, mentre altri la vedono come l’inizio di un dialogo necessario.

E questo è forse il cambiamento più importante.

Per anni, la questione delle elezioni in tempo di guerra è stata considerata risolta ancor prima di essere dibattuta.

Ora la questione è oggetto di dibattito in Ucraina: in parlamento, tra i manifestanti, tra gli schieramenti politici e persino all’interno della Presidenza della Repubblica.

Fedorov non ha fornito un meccanismo preconfezionato per lo svolgimento delle elezioni.

Ha fatto qualcosa di potenzialmente più rilevante: ha reso politicamente accettabile chiedersi se l’Ucraina non dovrebbe iniziare a trovare una soluzione.

https://kyivindependent.com/will-ukraine-hold-elections-after-fedorovs-call/

Fedorov starebbe valutando una visita negli Stati Uniti mentre infuria la polemica.

I media ucraini dal 19 agosto rilanciano la notizia secondo la quale Fedorov sarebbe in procinto di recarsi negli USA, suscitando vespai e illazioni facilmente comprensibili. Si parla di un possibile incontro tra Fedorov e il noto Musk anche se non arrivano ancora conferme ufficiali in merito.

Merita infine ricordare che il 21 agosto l’ufficio di Zelenskyy ha respinto la petizione che chiedeva una conferenza stampa per i rappresentanti dei media indipendenti.

Il giornalista Danylo Mokryk, promotore della petizione, ha sottolineato sui social media che “le proteste si stanno svolgendo in tutta l’Ucraina da oltre un mese e che una delle richieste costanti dei manifestanti è che Zelenskyy avvii un dialogo autentico con la popolazione. Sarebbe pertanto necessario organizzare una conferenza stampa per giornalisti e organi di informazione indipendenti in quanto l’opinione pubblica vuole sentire il presidente rispondere direttamente a molte domande”.

Sono tutti indicatori di forti turbolenze, con possibili accelerazioni anche nel breve periodo.

https://kyivindependent.com/exclusive-dismissed-ukrainian-defense-minister-fedorov-mulls-us-visit-as-soon-as-next-week-sources-say/
https://www.pravda.com.ua/eng/news/2026/08/21/8049675/

Abbiamo bisogno di missili per i patrioti, e solo i nostri partner possono fornirceli – Discorso del Presidente, 20 agosto 2026

Zelensky, nel consueto discorso serale, decide di non fare neppure un riferimento al fattore Fedorov e concentra tutta l’attenzione sulla impossibilità di fermare gli attacchi missilistici balistici russi. Nulla sulla situazione al fronte, mentre vengono richiesti urgenti supporti agli USA e a tutti i paesi europei. Una situazione davvero critica.

Leggiamo insieme:

Per gran parte della giornata odierna, a Kiev e nella regione – a Boryspil e Brovary – sono proseguite le attività in seguito all’attacco russo. Si è trattato di un attacco combinato che ha coinvolto numerosi missili balistici, missili da crociera e droni. Purtroppo, i missili balistici rappresentano al momento la sfida più difficile. Sebbene circa il 90% dei missili da crociera impiegati nell’attacco sia stato intercettato, la situazione relativa ai missili balistici è decisamente peggiore. Abbiamo bisogno di missili per i Patriot e solo i nostri partner possono fornirceli. A tutti i livelli, comunichiamo loro sia le nostre esigenze sia la certezza che i nostri partner siano in grado di soddisfarle. Non stiamo parlando di regali. L’Ucraina è pronta ad acquistare le armi. Ciò che conta è che vengano prese delle decisioni – decisioni politiche appropriate da parte dei nostri partner, in primis gli Stati Uniti.

Sono grato a tutti coloro che stanno sinceramente aiutando l’Ucraina a difendersi e a salvare vite umane. Solo questo attacco russo ha ucciso 16 persone. Le mie condoglianze alle loro famiglie e ai loro cari. Quasi altre 50 persone sono rimaste ferite. Più di 200 siti sono stati danneggiati, tra cui 86 edifici residenziali, un ospedale pediatrico, infrastrutture sociali e strutture commerciali. La Russia continua la sua guerra contro il popolo e contro la vita, e l’unico modo realistico per fermarla è con la forza e con la collaborazione: nessuno dovrebbe essere lasciato solo ad affrontare un nemico simile. Risponderemo certamente a questo attacco russo, così come rispondiamo ad altri attacchi russi: la nostra risposta sarà pienamente giustificata e a lungo termine. Le capacità a lungo raggio dell’Ucraina riceveranno ancora più risorse.

Oggi ho anche firmato decreti che impongono nuove sanzioni – diversi pacchetti. Contro il complesso militare-industriale russo e contro individui che, in un modo o nell’altro, sono entrati a far parte dello stile di vita russo e mantengono legami con quello Stato nonostante una guerra come questa. Tra questi figurano i collaborazionisti nei territori ucraini temporaneamente occupati, così come ex personalità ucraine che ora si trovano in Europa, ma che per i loro documenti, i loro contatti e il loro spirito sono a tutti gli effetti in Russia. Continueremo il nostro lavoro sulle sanzioni e allineeremo le nostre sanzioni, sotto la giurisdizione ucraina, a quelle dei nostri partner.

E un ultimo punto.

Stiamo preparando delle decisioni all’interno del team diplomatico: in alcuni ambiti, in particolare negli Stati Uniti, sono necessari nuovi approcci. Dopo le opportune consultazioni, verranno effettuate le nomine. L’Ucraina ha bisogno di risultati.

Ringrazio tutti coloro che lavorano per il nostro Stato! Ringrazio tutti coloro che difendono l’Ucraina e gli ucraini.

https://www.president.gov.ua/en/news/potribni-raketi-dlya-petriotiv-ce-te-sho-mozhut-zabezpechiti-105901

Stefano Silvio Dragani già generale di Brigata dell’Arma dei Carabinieri. Laureato in Scienze Politiche e in Scienze della Sicurezza, ha ottenuto anche un master di II livello in Studi Africani. Dopo incarichi operativi in Italia, ha svolto missioni internazionali in AlbaniaKosovoGhanaSomaliaRuanda e Belgio, lavorando come esperto di sicurezza e stabilizzazione in aree di crisi, anche per conto dell’Unione Europea. Ha tenuto docenze e seminari in Italia e all’estero – dall’Università di Padova alla Scuola Ufficiali dei Carabinieri, fino ai congressi ONU sul terrorismo globale – ed è stato special advisor sia del Ministro della Sicurezza della Somalia che delle forze di polizia di Rwanda e Uganda.

È autore di cinque saggi pubblicati da Fawkes Editions, casa editrice romana: “Frammenti di vita” (2022), dedicato alla sua lunga esperienza africana; “La Cavalleria: uno stile di vita” (2023), un affresco storico-militare; “Conflitti e parole” (2024), centrato sui rapporti tra Africa e grandi potenze; “Un altro mondo” (2025) e “Ultimo Miglio” (2026), un’analisi attuale delle crisi in Medio Oriente e Ucraina. Ha vissuto sedici anni in Friuli Venezia Giulia, cinque dei quali a Sistiana, alle porte di Trieste, città a cui è profondamente legato. La sua visione internazionale si coniuga con una forte consapevolezza del ruolo strategico dell’Italia e del nostro territorio nel contesto geopolitico globale.

Articolo di Stefano Silvio Dragani




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