#Finsubito news – Azioni Stellantis 6 ottobre 2026: quotazione e previsioni


Le azioni Stellantis (STLAM) hanno chiuso il 5 ottobre a 3,9845 euro (+2,63%), ma il rimbalzo in Borsa racconta solo metà della storia. Nelle stesse ore il gruppo ha comunicato nuovi stop produttivi: Cassino resta ferma dal 6 al 9 ottobre e lo stabilimento canadese di Windsor si fermerà per altre tre settimane, con oltre 6.400 lavoratori coinvolti. Contando anche Mirafiori e tre impianti francesi, a ottobre sono sei le fabbriche Stellantis con le linee spente almeno in parte. Il titolo resta a -57,9% da inizio anno, sotto il muro dei 4 euro.

Questo aggiornamento continua l’analisi di ieri su il muro dei 4 euro e il dato Italia che non torna. Per il quadro sul Nord America vedi anche quanto vale solo il Nord America di Stellantis. Il rating in fondo è calcolato con il Metodo Biagetti.

Azioni Stellantis oggi: quotazione e livelli da guardare

Stellantis ha chiuso lunedì 5 ottobre a 3,9845 euro, in rialzo del 2,63% rispetto ai 3,8825 euro di venerdì. Il prezzo coincide su Teleborsa e Milano Finanza. Il calo da inizio anno (-57,9% dai 9,46 euro di gennaio) torna con il dato di Teleborsa. Con circa 2,86 miliardi di azioni, la capitalizzazione è di circa 11,4 miliardi di euro.

Dato Valore
Chiusura 5 ottobre 3,9845 € (+2,63%)
Volumi 41,6 milioni di azioni (media 20 giorni: 40,4 milioni)
Resistenze 4,03 € e 4,166 €
Supporti 3,894 € e 3,803 €
Minimo a 52 settimane 3,85 €
Performance da inizio anno -57,9%

La prima resistenza a 4,03 euro è appena l’1,1% sopra la chiusura. Per Teleborsa il trend di medio periodo resta negativo, anche se nel breve è possibile un tentativo verso quella soglia.

Sempre peggio: le sei fabbriche Stellantis ferme a ottobre

A ottobre Stellantis ferma, del tutto o in parte, sei stabilimenti tra Italia, Francia e Canada. Le notizie sono uscite una alla volta nelle ultime due settimane. Messe insieme in un’unica tabella, danno la misura di quanto sia profonda la crisi produttiva.

Stabilimento Periodo di stop Modelli Motivo
Cassino (Italia) 6-9 ottobre Alfa Romeo Giulia e Stelvio, Maserati Grecale Domanda debole
Mirafiori (Italia) 19-30 ottobre Fiat 500 Volumi insufficienti, 1.074 operai in cassa integrazione
Windsor (Canada) Settimane del 19 e 26 ottobre e del 2 novembre Chrysler Pacifica, Dodge Charger Dazi USA e domanda
Mulhouse (Francia) 15-30 ottobre Elettriche Long Range Batterie non disponibili
Rennes (Francia) 22-30 ottobre Elettriche Long Range Batterie non disponibili
Sochaux (Francia) 23-30 ottobre Elettriche Long Range Batterie non disponibili

I motivi sono tre e diversi tra loro. In Italia manca la domanda. In Canada pesano i dazi americani. In Francia, paradossalmente, la domanda c’è ma mancano le batterie per le versioni elettriche a lunga autonomia. Tre crepe diverse sullo stesso muro.

Quante giornate di lavoro si perdono

Moltiplicando lavoratori per giorni di fermo si ottiene un ordine di grandezza. Solo Windsor vale circa 96.000 giornate di lavoro (6.400 dipendenti per 15 giorni lavorativi). Mirafiori ne aggiunge circa 10.700 (1.074 operai per 10 giorni). Nel conto mancano Cassino e i tre impianti francesi, per i quali non è stato comunicato il numero di addetti coinvolti.

Su Windsor pesa un dettaglio: a febbraio Stellantis aveva riattivato il terzo turno con oltre 1.700 nuove assunzioni. Le tre settimane di stop arrivano dopo altre due settimane di fermo già fatte, e mentre il contratto con il sindacato Unifor è scaduto il 20 settembre senza un rinnovo.

Cassino lavora un giorno su tre: il caso più grave

Cassino è lo stabilimento italiano messo peggio: da gennaio ha lavorato tra i 50 e i 60 giorni, a seconda delle fonti (Milano Finanza e Il Fatto Quotidiano). Da inizio anno al 5 ottobre i giorni lavorativi in calendario sono stati circa 193. Lo stabilimento ha quindi funzionato tra il 26% e il 31% del tempo: in pratica un giorno su tre, o anche meno.

Nel primo semestre 2026 da Cassino sono uscite appena 7.000 auto. Durante il nuovo stop si fermano lastratura, verniciatura e montaggio. Restano attive solo presse e plastica, che lavorano per altri stabilimenti del gruppo.

La Fiom alza la voce. Andrea Di Traglia, segretario Fiom di Frosinone e Latina, parla di “un piano industriale spietato che ci condanna agli ammortizzatori sociali”. Sul tavolo ci sono le ipotesi di collaborazione con i cinesi Jac e Huawei: per il sindacato il rischio è una “fabbrica cacciavite”, dove le auto si assemblano soltanto, senza ricerca né sviluppo. Avevamo già raccontato che Cassino era arrivata al punto di non ritorno: due settimane dopo la situazione non è migliorata.

Il destino di Cassino è legato anche a Maserati, il cui piano di rilancio sarà presentato a dicembre. Per un confronto sul segmento premium italiano vedi la classifica delle migliori aziende italiane di auto di lusso.

Licenziamenti o cassa integrazione? Cosa sta succedendo davvero

Per ora in Italia non ci sono licenziamenti, ma cassa integrazione: i lavoratori restano dipendenti, con lo stipendio coperto in parte dagli ammortizzatori sociali. A Mirafiori, secondo Milano Finanza, la cassa potrebbe raddoppiare fino a quattro settimane tra ottobre e dicembre. È a rischio soprattutto il futuro dei circa 400 lavoratori a termine assunti per il secondo turno della 500 ibrida.

In Canada il quadro è più teso. A Windsor si tratta di fermi temporanei, ma Unifor contesta il piano di Stellantis di vendere lo stabilimento di Brampton, definito dal sindacato “indifendibile”. Come scriveva Seneca, “Non est ad astra mollis e terris via” (non c’è una strada facile dalla terra alle stelle): il rilancio promesso dal gruppo passa ancora per mesi difficili.

Perché il titolo sale se le fabbriche si fermano

Il rialzo del 5 ottobre non nasce dalle fabbriche ma dal prezzo: a 3,88 euro Stellantis era a un passo dal minimo annuale di 3,85 euro, e i compratori sono tornati. Milano Finanza indica un rapporto prezzo/utili di 4,7 volte e un rendimento da dividendo del 5,84%: numeri da titolo che il mercato considera in crisi.

Il consenso degli analisti ha un target medio di 5,61 euro, il 40,8% sopra la chiusura. Ma 17 analisti su 24 restano su “hold”. I segnali positivi ci sono, come le vendite Ram negli Stati Uniti e le immatricolazioni italiane di settembre (+12,6%), spinte però in buona parte da Leapmotor, il marchio cinese partner del gruppo che presenterà le nuove B03 e D19 al Salone di Parigi. Sul ruolo di Exor nella crisi del titolo rimandiamo a quanto ha perso la Exor di Elkann.

Le date da segnare

Data Evento
9 ottobre Fine dello stop di Cassino
15 ottobre Incontro a Roma su Cassino e stabilimenti italiani
15-30 ottobre Stop a Mulhouse, Rennes e Sochaux
19-30 ottobre Cassa integrazione a Mirafiori e stop a Windsor
Dicembre Piano di rilancio Maserati

Azioni Stellantis: conviene comprare? Il rating Metodo Biagetti

Il rating sulle azioni Stellantis resta 3 stelle su 5 (Hold). Il prezzo è basso rispetto agli utili attesi e il dividendo è alto, ma le fabbriche ferme in tre Paesi dicono che volumi e margini non hanno ancora toccato il fondo. Per passare a Buy servirebbe una chiusura stabile sopra 4,17 euro, accompagnata da segnali concreti di ripresa della produzione in Italia.

Rating Metodo Biagetti per Azioni – Stellantis (STLAM)
★★★★★
Hold – titolo a sconto, ma la crisi produttiva non è finita

Domande frequenti sulle azioni Stellantis

Quali stabilimenti Stellantis sono fermi a ottobre 2026?

Sei: Cassino e Mirafiori in Italia, Windsor in Canada, Mulhouse, Rennes e Sochaux in Francia. Gli stop durano da quattro giorni a tre settimane, con motivi diversi: domanda, dazi e batterie.

Stellantis sta licenziando in Italia?

No, al momento in Italia si tratta di cassa integrazione, non di licenziamenti. Restano però incerti i circa 400 contratti a termine assunti a Mirafiori per il secondo turno.

Perché Cassino si ferma così spesso?

Perché Giulia, Stelvio e Grecale vendono poco. Nel primo semestre 2026 lo stabilimento ha prodotto circa 7.000 auto e da gennaio ha lavorato tra 50 e 60 giorni.

Quanto valgono oggi le azioni Stellantis?

3,9845 euro alla chiusura del 5 ottobre 2026, con un rialzo del 2,63%. Da inizio anno il titolo ha perso il 57,9% e la capitalizzazione è di circa 11,4 miliardi.

Qual è il target price medio degli analisti su Stellantis?

5,61 euro, circa il 41% sopra il prezzo attuale. La maggior parte degli analisti, 17 su 24, mantiene però un giudizio neutrale (hold).

Avvertenza

Questo articolo ha finalità esclusivamente informative e non costituisce consulenza finanziaria né sollecitazione all’investimento. Le valutazioni si basano su dati pubblici disponibili alla data di redazione e possono cambiare rapidamente. Prima di investire consultate la documentazione societaria, i bilanci, i comunicati price-sensitive e i fattori di rischio, oppure rivolgetevi a un consulente iscritto all’Organismo di Vigilanza e Tenuta dell’Albo Unico dei Consulenti Finanziari (OCF). Per approfondire: Consob, Borsa Italiana e Banca d’Italia.




#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม