#Finsubito news – Italia leader nella costruzione di navi da crociera


Italia leader mondiale nella produzione crocieristica, con circa un quinto del mercato globale tra 2021 e 2024, e oltre la metà delle nuove navi da crociera. Una leadership tanto più rilevante se si considera il progressivo spostamento della produzione verso l’Asia, in primo luogo in Cina. Primato rafforzato dalla nuova fase di rilevanza strategica che sta vivendo l’industria navalmeccanica per le principali economie avanzate. E’ il quadro disegnato dallo studio “Sfide e opportunità per la navalmeccanica italiana nel nuovo scenario globale “, il nuovo Brief della Direzione Strategie Settoriali, Scenari e Impatto di Cdp.

PASSEGGERI E FLUSSI COMMERCIALI

La ripresa del traffico passeggeri e dei flussi commerciali globali fanno da traino al settore supportato in questa fase anche dalle crescenti esigenze di difesa e sicurezza, dalla trasformazione dei mercati energetici e dalla transizione verso tecnologie navali a minore impatto ambientale. Una serie di trend che spingono verso il rinnovo delle flotte e sostengono la domanda di navi non più soltanto per i passeggeri – che richiedono unità più sofisticate – ma anche  per il trasporto di input energetici, per attività offshore e, soprattutto negli ultimi tempi, per applicazioni militari.

CONCENTRAZIONE VERSO L’ASIA

La produzione mondiale di navi, afferma lo studio Cdp,  è fortemente concentrata e vede l’Asia ricoprire un ruolo predominante in termini di volumi. In particolare in Cina. A partire dai primi anni Duemila, la Cina ha visto crescere la propria quota fino a rappresentare, oggi, oltre la metà della produzione mondiale e il 60% degli ordini. Seguono Corea e Giappone. Paesi, questi, dove  però prevale la specializzazione nei segmenti standardizzati. Nel 2024, portacontainer e portarinfuse hanno rappresentato, rispettivamente, il 41% e il 27% dei volumi globali prodotti, seguite dalle navi cisterna (gasiere e petroliere) che pesano per circa il 17% e hanno beneficiato negli ultimi anni del forte sviluppo del mercato del Gnl. Le navi per il trasporto merci rappresentano la componente prevalente del mercato e in questo segmento predomina la Cina, dove le navi cargo costituiscono il 60% dell’export navalmeccanico. Le navi cargo costituiscono il 40% dell’export navalmeccanico per la Corea e ben il 70% per il Giappone.

L’EUROPA AD ALTO VALORE AGGIUNTO

L’Europa mantiene una posizione più marginale, attorno al 3% nel 2025. Però il Vecchio Continente presidia nicchie ad alto valore aggiunto, il comparto passeggeri, ovvero navi da crociera e traghetti. L’Italia è al primo posto nella produzione di navi da crociera, seguita dalla Francia e poi dalla Germania, che però ha un portafoglio più diversificato. Per l’Italia il segmento passeggeri rappresenta il 75% dell’export del settore, il 64% per la Francia. La Germania vanta una presenza rilevante anche di navi cargo di piccole dimensioni.

LA CROCIERISTICA, IL BIG FINCANTIERI

La leadership mondiale dell’Italia è nella crocieristica. Oltre la metà delle nuovi navi da crociera in consegna a livello globale fino al 2039 sarà realizzata da Fincantieri, che si posizionano davanti ai francesi di Chantiers de l’Atlantique e ai tedeschi di Meyer Werft, a conferma della capacità dell’industria nazionale di presidiare produzioni ad elevata complessità tecnologica e progettuale. Fincantieri, con sede a Trieste e guidata da Pierroberto Folgiero, è una società pubblica, controllata da Cdp  Equity, azionista di maggioranza. E’ sempre stata un fiore all’occhiello della manifattura italiana,  diventando il principale polo catalizzatore di una filiera nazionale complessa e fortemente integrata. Alla base di tutto c’è,ovvio, la costruzione di navi e strutture galleggianti che rappresenta il fulcro della creazione di valore, Il settore «core» concentra circa il 36% del valore aggiunto complessivo della filiera (1,7 miliardi di euro su 4,8), un’incidenza particolarmente elevata nel confronto con le principali filiere manifatturiere italiane, inferiore soltanto alla difesa-aerospazio. A monte, il 35% del valore della filiera si distribuisce tra attività di progettazione, design, ingegneria, R&S e ICT (13%), materiali (acciaio, alluminio, vetroresina) e input energetici (11%) e componentistica avanzata (propulsione, impianti elettrici ed elettronici, allestimenti) per un ulteriore 11%. A valle, la filiera si estende alle attività di logistica, consegna, manutenzione e riparazione, oltre ai servizi operativi, finanziari e immobiliari, che contribuiscono a circa il 30% del valore aggiunto totale.


LA MAPPA DEL MADE IN ITALY

Monfalcone, Gorizia, l’hub navale di Fincantieri, è il più grande stabilimento cantieristico d’Italia e del Mediterraneo. Nel Nord-Est abbiamo poi Venezia- Porto Marghera, sempre di Fincantieri. A Rovigo-Adria opera un altro importante nome del settore,  Cantiere navale Vittoria, fondato dalla famiglia Duò ma poi finito in concordato preventivo al gruppo CNV, che però stenta a rilanciare, segno che anche in questo settore si può sentire la crisi. A Ravenna abbiamo i cantieri Rossetti-Marino, quotato in Borsa, specializzato in impianti offshore e onshore per il settore energetico, oil&gas, energie rinnovabili e decarbonizzazione, altro comparto che l’Italia sta presidiando.  Infine ad Ancona torna di nuovo in azione Fincantieri. Guardando a Ovest, abbiamo Fincantieri a Genova Sestri Ponente e a Genova Sestri Levante Riva Trigoso e anche a La Spezia/Muggiano. Sempre a Genova abbiamo Gin, Genova Industrie Navali, Mariotti, leader nella costruzione di navi da crociera ultra-lusso e megayacht. A La Spezia-Sarzana abbiamo Intermarine, ex Rodriguez Cantieri Navali, del gruppo Immsi, specializzata in imbarcazioni militari e civili ad alta tecnologia, in particolare navi cacciamine.

LA DIFESA E GLI ALISCAFI

Accanto al ruolo di primo piano nella crocieristica, l’Italia infatti presidia altri comparti ad alta complessità, tra cui difesa – dove rappresenta il terzo produttore Ue – traghetti e offshore. Intermarine ha un cantiere anche a Messina. Scendendo verso sud, ritroviamo Fincantieri a Castellammare di Stabia, polo molto importante, e a Palermo. Infine, Trapani con la Liberty Lines che dal 2014, con l’acquisizione di un cantiere navale, HSC Shipyard si è specializzata nella costruzione di in navi veloci e aliscafi,

LE NUOVE SFIDE

La leadership italiana nella navalmeccanica è comunque esposta a pressioni crescenti: la scarsità di competenze rischia di diventare un vincolo strutturale, mentre il rinnovato attivismo industriale degli USA e l’upgrading tecnologico della Cina stanno ridefinendo gli equilibri competitivi globali. Le trasformazioni in corso aprono, tuttavia, anche nuove rilevanti aree di crescita, trainate dall’espansione della domanda nei comparti della difesa e dell’underwater, dalla spinta alla decarbonizzazione della flotta e dai processi di automazione e digitalizzazione di cantieri e navi.


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