La Regione Sardegna, tramite ARGEA Sardegna, ha pubblicato il 15 maggio 2026 il nuovo Bando SRD13, la misura del Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 dedicata agli investimenti per la trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Si tratta di una delle misure più consistenti del Piano Strategico della PAC 2023-2027 dell’Italia per il comparto agroalimentare sardo, con una dotazione complessiva di 36 milioni di euro e un contributo in conto capitale che può coprire fino al 60% della spesa ammissibile.
In questa guida analizziamo chi può partecipare, quali investimenti sono finanziabili, come funziona la procedura a graduatoria e quali sono le scadenze da rispettare per non perdere l’opportunità.
Cos’è il bando SRD13 e a chi è rivolto
Il bando SRD13 rientra nel Piano strategico della PAC 2023-2027 e nel Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Sardegna, in attuazione del Regolamento (UE) 2021/2115. È stato approvato con Determinazione n. 639, Prot. 11565 del 14 maggio 2026, allegata alle direttive dell’Assessorato dell’Agricoltura e Riforma Agro-Pastorale.
Sono beneficiari le imprese che operano nella trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli compresi nell’Allegato I del Trattato sul Funzionamento dell’UE (esclusi i prodotti della pesca e dell’acquacoltura), operanti nei seguenti settori:
- industrie alimentari, codice ATECO 10
- industrie delle bevande, codice ATECO 11
- trasformazione del sughero
Sono escluse le imprese che effettuano solo commercializzazione senza attività di trasformazione, e le imprese in difficoltà. Per i beneficiari che sono anche produttori di materia prima agricola, l’attività di trasformazione deve riguardare materie prime acquistate o conferite prevalentemente da soggetti terzi.
Quanto vale il contributo del bando SRD13
Il sostegno consiste in un contributo in conto capitale pari al 60% degli investimenti riconosciuti ammissibili. La parte restante, non coperta dal finanziamento pubblico, resta interamente a carico del beneficiario.
Per la trasformazione di prodotti non compresi nell’Allegato I del TFUE, il sostegno è concesso secondo il regime de minimis extragricolo, ai sensi del Regolamento (UE) n. 2831/2023.
- Volume massimo di investimento per singolo progetto: 6.000.000 euro
- Volume minimo di investimento ammissibile: 20.000 euro
Gli importi massimi del sostegno non possono essere elusi tramite frazionamento artificiale dei progetti o dell’impresa.
Le due azioni finanziabili: investimenti materiali e energie rinnovabili
Il bando SRD13 si articola in due azioni.
Azione 1, investimenti nella trasformazione e commercializzazione
Comprende l’acquisto, la realizzazione, la ristrutturazione e l’ammodernamento di impianti e strutture per cernita, lavorazione, conservazione, stoccaggio, condizionamento, trasformazione, confezionamento e commercializzazione dei prodotti della filiera agroindustriale, oltre a interventi di miglioramento tecnologico, integrazione di filiera, gestione della qualità, sostenibilità ambientale, sicurezza sul lavoro e apertura di nuovi mercati.
Azione 2, energie rinnovabili per l’autoconsumo
Riguarda l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica o termica da fonti rinnovabili, limitatamente all’autoconsumo aziendale, oppure per il recupero del calore prodotto da impianti produttivi. Gli impianti elettrici non possono superare 1 MWe di capacità produttiva, quelli termici 3 MWt.
Spese ammissibili: cosa finanzia il bando SRD13
Rientrano tra gli investimenti ammissibili:
- costruzione, ristrutturazione e miglioramento di strutture e impianti connessi alla trasformazione e commercializzazione
- costruzione e miglioramento di fabbricati destinati esclusivamente a queste attività
- acquisto di macchinari, impianti o attrezzature funzionali alla lavorazione e trasformazione, compresi automezzi per il trasporto interno del prodotto
- impianti per il trattamento delle acque reflue
- punti vendita interni o direttamente connessi ai locali di lavorazione
- investimenti immateriali: software, brevetti, licenze
Sono inoltre riconosciute le spese generali (progettazione, direzione lavori, ricerche di mercato, consulenze tecniche e legali, spese bancarie) fino alla concorrenza del 10% del costo totale degli investimenti, ridotto al 5% per i progetti che prevedono la sola fornitura di attrezzature e macchinari.
L’acquisto di fabbricati aziendali è ammesso solo in caso di ristrutturazione sostanziale e nella misura massima del 70% dell’investimento, a condizione che l’immobile non abbia già fruito di contributi pubblici.
Cosa non è finanziabile
Sono esclusi dagli aiuti, tra gli altri:
- acquisto di dotazioni usate
- costruzione o ristrutturazione di nuove abitazioni
- acquisto di terreni
- investimenti nel commercio al dettaglio non direttamente connessi all’impianto di trasformazione
- opere di manutenzione ordinaria e straordinaria
- acquisti in leasing
- investimenti di mera sostituzione, salvo i casi specificamente previsti dal bando (ad esempio sostituzione di macchinari con almeno 10 anni di vita con altri di recente introduzione)
L’IVA è sempre esclusa dalle spese ammissibili.
Requisiti per accedere al bando SRD13
Al momento della presentazione della domanda, l’impresa deve possedere:
- iscrizione nel Registro delle Imprese della CCIAA
- iscrizione all’Anagrafe delle aziende agricole
Ogni impresa può presentare una sola domanda di aiuto a valere sul bando. Le imprese che hanno già beneficiato della sottomisura 4.2 del PSR 2014/2022 possono presentare domanda solo dopo aver concluso i lavori e presentato la domanda di saldo del precedente contributo.
È richiesta la disponibilità giuridica di terreni e fabbricati (proprietà, affitto, usufrutto o concessione da enti pubblici) al momento della domanda, con durata residua di almeno 7 anni in caso di affitto o concessione. Il possesso dei requisiti di ammissibilità va garantito per almeno 5 anni dalla concessione dell’aiuto.
Come funziona la selezione: la graduatoria a punteggio
Le domande vengono valutate con una procedura a graduatoria, basata su criteri di selezione a punteggio. Il punteggio massimo attribuibile è 14 punti, il minimo per accedere al finanziamento è 3 punti.
I criteri principali sono:
- Comparto produttivo: ovicaprino, ortofrutta e vitivinicolo (3 punti), bovino da latte, bovino da carne, suinicolo, olivicolo, cerealicolo (2 punti), altri settori (1 punto)
- Localizzazione territoriale: Comuni in area D, area rurale con problemi complessivi di sviluppo (3 punti), area C, area rurale intermedia (2 punti), area B, area rurale ad agricoltura intensiva (1 punto)
- Caratteristiche del soggetto richiedente: organizzazione di produttori o socio (2 punti), altro organismo di filiera (1 punto), trasformazione prevalente di prodotti biologici (2 punti), fino a un massimo di 4 punti
- Caratteristiche del progetto: miglioramento tecnologico, gestione qualità e ambientale, sostenibilità, energie rinnovabili, punteggi cumulabili fino a un massimo di 4 punti
A parità di punteggio, ha precedenza la domanda con minor costo complessivo. I punteggi sono dichiarati in autovalutazione dal richiedente in fase di domanda.
Scadenze e procedura di presentazione della domanda
Le domande di sostegno potranno essere presentate esclusivamente tramite il portale del sistema informativo dell’organismo pagatore ARGEA (SIAN), nel periodo compreso tra il 1° settembre 2026 e il 30 settembre 2026, entro le ore 23:59:59. Le domande presentate oltre questo termine sono escluse dall’accesso agli aiuti.
Prima di presentare la domanda, i soggetti interessati devono costituire o aggiornare il proprio fascicolo aziendale presso un Centro Autorizzato di Assistenza Agricola (CAA). Le richieste di credenziali di accesso al SIAN vanno inviate con almeno 5 giorni lavorativi di anticipo rispetto alla scadenza.
La procedura prosegue con queste tappe:
- Approvazione della graduatoria unica regionale: entro 30 giorni dalla chiusura del bando
- Presentazione del progetto di dettaglio (Business Plan, computo metrico, preventivi, disegni): entro 60 giorni dalla pubblicazione della graduatoria, tramite PEC a argea@pec.agenziaargea.it
- Istruttoria e concessione dell’aiuto: entro 120 giorni dalla scadenza per la presentazione dei progetti
Come e quando viene erogato il contributo
Il beneficiario può richiedere, entro 3 mesi dalla concessione, un’anticipazione fino al 50% del contributo, previa costituzione di una garanzia bancaria pari al 100% dell’importo anticipato.
È inoltre possibile un acconto dietro presentazione di uno Stato di Avanzamento Lavori (SAL), richiedibile dopo la realizzazione di almeno il 30% della spesa ammessa. L’importo massimo riconoscibile in acconto, incluso l’eventuale anticipo, non può superare l’80% del contributo totale concesso.
Il saldo finale deve essere richiesto entro termini variabili in base alla tipologia di intervento:
- 9 mesi dalla concessione, per i progetti che prevedono solo acquisto di macchine e attrezzature
- 18 mesi, per interventi con spesa ammessa inferiore a 1 milione di euro
- 24 mesi, per interventi con spesa ammessa pari o superiore a 1 milione di euro
Obblighi del beneficiario e vincoli di destinazione
Il beneficiario deve mantenere la destinazione d’uso dei beni finanziati per 10 anni nel caso di beni immobili e per 5 anni nel caso di beni mobili, a partire dal provvedimento di liquidazione finale. Il mancato rispetto di questi vincoli comporta la decadenza totale dal contributo, la revoca e la restituzione delle somme maggiorate degli interessi legali.
Sono inoltre previsti obblighi di informazione e pubblicità sul sostegno ricevuto dal FEASR, con targhe o cartelloni obbligatori per i progetti che superano determinate soglie di spesa (50.000 euro per i beni materiali, 500.000 euro per infrastrutture e costruzioni), pena riduzioni del contributo che vanno dal 3% al 5%.
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