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L’atto di precetto è l’ultimo avviso prima del pignoramento. Il creditore ti intima di pagare entro un termine, che non può essere inferiore a dieci giorni, e ti avverte che altrimenti procederà con l’esecuzione forzata. Se entro novanta giorni dalla notifica il pignoramento non è iniziato, il precetto perde efficacia, ma il debito resta. Dopo il precetto il tempo per decidere è molto poco.
Se hai ricevuto un atto di precetto, con Michela e il team Legge3 lo leggiamo insieme e capiamo cosa si può fare prima che arrivi il pignoramento.

Il precetto non è ancora un pignoramento. È l’avviso che il pignoramento può arrivare.
Che cos’è l’atto di precetto
Un creditore non può pignorare da un giorno all’altro. Prima deve avere un titolo esecutivo, cioè un documento che gli dà il diritto di agire: una sentenza, un decreto ingiuntivo diventato esecutivo, una cambiale, un assegno, un mutuo firmato dal notaio. L’elenco è nell’articolo 474 del codice di procedura civile. Poi deve notificarti il titolo e il precetto, come prevede l’articolo 479.
Il precetto è una intimazione scritta: paga quanto dovuto entro il termine indicato, altrimenti si procede con l’esecuzione forzata. È la definizione dell’articolo 480.
Nell’atto trovi la somma richiesta, che di solito comprende il debito, gli interessi e le spese.
I tempi: dieci giorni e novanta giorni
| Momento | Cosa succede |
|---|---|
| Notifica del precetto | Da quel giorno partono i termini |
| Primi dieci giorni | Di regola il creditore non può ancora pignorare |
| Dal termine indicato ai novanta giorni | Il creditore può iniziare il pignoramento |
| Dopo novanta giorni senza pignoramento | Il precetto perde efficacia, ma può esserne notificato uno nuovo |
Il termine minimo di dieci giorni è fissato dall’articolo 482. Lo stesso articolo prevede un’eccezione: se c’è pericolo nel ritardo, il giudice può autorizzare l’esecuzione immediata.
I novanta giorni sono previsti dall’articolo 481. Attenzione a non leggerli nel modo sbagliato: se il precetto perde efficacia non sparisce il debito. Il creditore può notificarne un altro e ricominciare.

La data che conta è quella della notifica. Da lì si contano sia i dieci sia i novanta giorni.
Cosa possono pignorare
Dopo il precetto il creditore sceglie su cosa agire. La legge mette dei limiti, che servono a lasciarti il necessario per vivere.
Lo stipendio può essere pignorato, per i debiti ordinari, nella misura di un quinto. È la regola dell’articolo 545. Ne parliamo nell’articolo sul pignoramento dello stipendio.
Per la pensione resta fuori dal pignoramento una somma pari al doppio dell’assegno sociale, con un minimo di 1.000 euro. Sulla parte che supera quella soglia valgono gli stessi limiti dello stipendio. Lo spieghiamo nell’articolo sul pignoramento della pensione.
Il conto corrente può essere pignorato, con una tutela per lo stipendio e la pensione già accreditati. Ne parliamo nell’articolo sul pignoramento del conto corrente.
Tra i beni di casa, quelli indispensabili non si possono pignorare: i letti, il tavolo e le sedie per mangiare, il frigorifero, la lavatrice, i vestiti, la fede nuziale. Lo stabilisce l’articolo 514.
Il creditore può agire anche sugli immobili, casa compresa, con il pignoramento immobiliare regolato dall’articolo 555. È la strada più lunga e costosa, e di solito riguarda i debiti più alti.

La legge protegge una parte di ciò che ti serve per vivere. Non protegge tutto, e non ferma il creditore.
Ho ricevuto un atto di precetto: cosa guardare subito
Quattro informazioni dicono molto della situazione, e sono tutte scritte nell’atto.
Chi è il creditore. Una banca, una finanziaria, una società che ha comprato il credito, un privato.
Qual è il titolo. Una sentenza, un decreto ingiuntivo, una cambiale, un contratto di mutuo. Dal titolo dipende che cosa si può ancora discutere.
Quanto chiede. La somma va confrontata con quello che risulta a te, comprese le rate già pagate.
Quando è stato notificato. Da quella data partono tutti i termini.
Se il debito non è dovuto, è già stato pagato o l’atto contiene errori, la legge prevede le opposizioni degli articoli 615 e 617. Alcune hanno termini brevissimi, anche di venti giorni. Per questo l’atto va fatto leggere subito a un avvocato: nel colloquio lo guardiamo con quelli del team.
L’avviso sul sovraindebitamento che trovi nel precetto
C’è una riga che molti saltano. Per legge il precetto deve contenere un avvertimento: il debitore può porre rimedio a una situazione di sovraindebitamento con l’aiuto di un organismo di composizione della crisi, in sigla OCC, o di un professionista nominato dal giudice. Lo prevede lo stesso articolo 480.
Sovraindebitamento vuol dire non riuscire più a pagare regolarmente i propri debiti, come lo definisce l’articolo 2 del Codice della crisi. L’OCC è l’organismo che la legge affianca al debitore in queste procedure.
Quando il precetto è uno dei tanti problemi, e non l’unico, queste procedure permettono al giudice di guardare tutti i debiti insieme. In alcuni casi il giudice può anche sospendere le azioni dei creditori, alle condizioni dell’articolo 70. Ne parliamo nell’articolo su come il sovraindebitamento può bloccare un pignoramento.

Quell’avviso è scritto lì per un motivo. Chi non riesce più a pagare ha strade previste dalla legge, da valutare prima del pignoramento.
Come può aiutarti Michela con Legge3
Michela è Consulente Specialista Legge3.it per l’ufficio di Milano. Puoi parlarle appena ricevi il precetto, anche se non hai capito tutto quello che c’è scritto.
Nel primo colloquio guardiamo l’atto e il resto della tua situazione: gli altri debiti, le entrate, le spese di casa. Poi, con gli avvocati e i commercialisti del team, verifichiamo se ci sono motivi per contestare il precetto e se la tua situazione rientra nelle procedure di sovraindebitamento.
Michela non è un avvocato e non decide al posto del giudice. Ti aiuta a capire in tempo cosa hai davanti e a parlarne con i professionisti giusti del team.
Domande frequenti
Quanto tempo passa tra atto di precetto e pignoramento?
Di regola almeno dieci giorni dalla notifica. Il creditore ha novanta giorni per iniziare il pignoramento: può farlo subito dopo il termine o più avanti.
Cosa succede se non pago un atto di precetto?
Scaduto il termine, il creditore può pignorare: stipendio, pensione, conto corrente o altri beni, nei limiti previsti dalla legge.
Dopo novanta giorni il debito è cancellato?
No. Perde efficacia quel precetto, non il debito. Il creditore può notificare un nuovo precetto.
Possono pignorare tutto lo stipendio?
No. Per i debiti ordinari il limite è un quinto. Se ci sono più pignoramenti per cause diverse, la legge fissa un tetto complessivo.
Si può fermare il pignoramento dopo il precetto?
Dipende dalla situazione. Se il debito è contestabile si valuta un’opposizione. Se i debiti sono troppi, nelle procedure di sovraindebitamento il giudice può sospendere le azioni dei creditori. Va valutato sui documenti.
Parliamone prima del pignoramento
Se hai un atto di precetto, dicci quando ti è stato notificato e chi è il creditore. Da lì capiamo insieme quanto tempo c’è e quali strade hai.

Dieci giorni passano in fretta. Michela e il team Legge3 ti aiutano a usarli bene.
Il primo colloquio è gratuito. Gli eventuali incarichi ai professionisti, il compenso dell’OCC e le spese di una procedura sono separati e te li spieghiamo prima di ogni scelta.
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