Un risultato economico positivo di 3,28 milioni di euro, un patrimonio netto di 168,68 milioni e debiti complessivi in diminuzione rispetto all’anno precedente. Sono i principali dati del bilancio consolidato 2025 della Provincia di Catanzaro, la cui approvazione è all’ordine del giorno del Consiglio provinciale convocato per oggi alle 18, con seconda convocazione mercoledì 14 ottobre alla stessa ora.
Il documento arriva all’assemblea con il parere favorevole del Collegio dei revisori, che raccomanda però, per il futuro, un’analisi informativa più attenta e approfondita dei dati consolidati.
Il quadro presenta un andamento articolato: migliora il saldo tra componenti positivi e negativi della gestione, ma il risultato finale dell’esercizio scende rispetto al 2024, soprattutto per la minore incidenza della gestione straordinaria. Parallelamente crescono il patrimonio netto e il valore complessivo dell’attivo, mentre si riducono sia i debiti sia le disponibilità liquide.
Il consolidato riunisce i dati economici e patrimoniali della Provincia con quelli delle partecipate comprese nel perimetro individuato dall’ente. In questo caso entra nel documento soltanto Sacal, attraverso un consolidamento proporzionale alla quota provinciale dell’1,50%. Le voci della società aeroportuale vengono quindi considerate per la percentuale posseduta dalla Provincia, senza riportarne integralmente costi, ricavi e patrimonio.
Il percorso amministrativo parte dal rendiconto di gestione 2025, approvato dal Consiglio provinciale con la deliberazione numero 20 del 29 luglio 2026. Il successivo provvedimento presidenziale numero 144 del 5 agosto ha individuato il gruppo e il perimetro di consolidamento, mentre lo schema di bilancio è stato approvato con la deliberazione del presidente numero 171 del 6 ottobre. Ora spetta all’assemblea pronunciarsi sulla proposta predisposta dal settore Ragioneria, Bilancio e Programmazione, Entrate e Partecipate, diretto da Salvatore Saraceno.
Il conto economico consolidato chiude con un risultato positivo di 3.275.793,79 euro, contro i 4.380.713,81 euro del 2024: una diminuzione di circa 1,10 milioni. Il risultato della sola Provincia è pari a 3.193.890,78 euro, al quale si aggiunge l’apporto di Sacal, per la quota consolidata, di 81.903,01 euro. Si tratta del risultato economico dell’esercizio, da leggere attraverso ricavi, costi, ammortamenti e altre componenti contabili, senza assimilarlo a una disponibilità di cassa da spendere.
La gestione presenta componenti positivi per 72,13 milioni, rispetto ai 67,46 milioni dell’anno precedente. I componenti negativi salgono invece da 60,81 a 63,44 milioni. Poiché i primi crescono più dei secondi, la differenza migliora da 6,64 a 8,69 milioni, con un incremento di circa 2,05 milioni.
Tra le principali componenti positive figurano i proventi da tributi, pari a 24,32 milioni, e quelli da trasferimenti e contributi, che raggiungono 36,06 milioni. All’interno di questa seconda voce, i trasferimenti correnti ammontano a 32,64 milioni e la quota annuale dei contributi agli investimenti a 3,42 milioni. I ricavi delle vendite, delle prestazioni e dei servizi pubblici salgono a 4,94 milioni, mentre gli altri ricavi e proventi diversi raggiungono 6,80 milioni.
Sul versante dei costi, la voce maggiore è rappresentata dai trasferimenti e contributi, pari a 37,56 milioni. Seguono le prestazioni di servizi, per 8,14 milioni, e gli ammortamenti e le svalutazioni, per 7,33 milioni. Il costo del personale diminuisce da 6,99 a 6,52 milioni. Cresce invece la svalutazione dei crediti, che passa da circa 281mila euro a 1,60 milioni: una componente che incide sul conto economico e riflette la valutazione della loro recuperabilità.
A ridurre il saldo positivo della gestione interviene soprattutto il peso degli oneri finanziari. Interessi e altri oneri ammontano a 5,51 milioni, in lieve diminuzione rispetto ai 5,61 milioni del 2024. I proventi finanziari si fermano a circa 82mila euro, determinando un saldo negativo della gestione finanziaria di 5,43 milioni. La relazione collega il peso degli oneri soprattutto all’esposizione della Provincia verso gli istituti di credito per operazioni di finanziamento a medio e lungo termine.
Il confronto con il 2024 evidenzia anche una forte contrazione del contributo della gestione straordinaria. Il relativo saldo passa da 3,74 milioni a circa 451mila euro. È questo uno dei passaggi che spiegano perché, pur migliorando la differenza tra componenti positivi e negativi della gestione, il risultato complessivo dell’esercizio diminuisca. Il risultato prima delle imposte è di 3,73 milioni; dopo imposte per circa 452mila euro, il consolidato chiude a 3,28 milioni.
Lo stato patrimoniale presenta un totale dell’attivo e del passivo di 807.884.420,15 euro, contro i 797,57 milioni del 2024. Il patrimonio netto sale da 165,01 a 168,68 milioni, con un incremento di circa 3,67 milioni.
La parte più consistente dell’attivo è costituita dalle immobilizzazioni materiali, pari a 710,90 milioni. Nella relazione spiccano le immobilizzazioni in corso e gli acconti, per 544,64 milioni, e i beni demaniali, per 96,54 milioni, dei quali 95,40 milioni riferiti a infrastrutture. Sono valori patrimoniali iscritti nei conti, che descrivono la consistenza delle attività del gruppo.
I crediti ammontano complessivamente a 81,11 milioni, in diminuzione rispetto agli 82,87 milioni dell’anno precedente. Le disponibilità liquide scendono da 19,70 a 15,71 milioni. Il parere dei revisori indica, tra le principali componenti della liquidità, il conto di tesoreria per 14,30 milioni e i depositi bancari e postali per circa 1,41 milioni.
Sul fronte delle passività, i debiti complessivi diminuiscono da 200,60 a 193,66 milioni, con una riduzione di circa 6,94 milioni. Al loro interno, i debiti da finanziamento ammontano a 151,21 milioni e quelli verso i fornitori a 15,69 milioni. I fondi per rischi e oneri raggiungono 4,59 milioni. Un’altra voce rilevante è quella dei ratei, risconti e contributi agli investimenti, pari a 440,94 milioni, costituita principalmente dai risconti passivi per contributi agli investimenti.
La composizione del gruppo provinciale comprende anche Lamezia Europa, con una partecipazione del 13,90%, Corap, con il 3,984%, e l’Energy Agency della Provincia di Catanzaro, con l’89,20%. Questi soggetti restano però fuori dal consolidamento: la nota integrativa indica l’irrilevanza per Lamezia Europa e l’irreperibilità delle informazioni per Corap ed Energy Agency. I revisori rilevano che la documentazione contabile è stata ricevuta entro i termini previsti, con l’eccezione di queste ultime due partecipate.
Il Collegio, composto dal presidente Giovanni Parisi e dai componenti Francesco De Bartolo e Maria Assunta Aloe, ha espresso giudizio positivo con il verbale numero 70 dell’8 ottobre. Ritiene correttamente determinata l’area di consolidamento e complessivamente conforme la procedura ai principi contabili. Conferma inoltre che il documento rappresenta in modo veritiero e corretto la consistenza economica, patrimoniale e finanziaria del perimetro considerato.
Il parere accompagna tuttavia il via libera con una raccomandazione: «Una più attenta ed approfondita analisi informativa dei dati di bilancio consolidati». Richiama anche il rispetto dei termini di trasmissione alla Banca dati delle amministrazioni pubbliche e la necessità che i contenuti trasmessi corrispondano a quelli approvati dal Consiglio.
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