#Finsubito news – Frascati – La città è fuori dal dissesto finanziario, De Santis: “Abbiamo spento l’incendio”. Il convegno con IFEL


La città di Frascati si lascia alle spalle una delle pagine più difficili della propria storia amministrativa. Nel corso del convegno “Dalla crisi finanziaria al risanamento. Tratti critici del percorso. L’esperienza del Comune di Frascati e le ipotesi di riforma del TUEL”, ospitato questa mattina, giovedì 15 ottobre, nella Sala degli Specchi del Comune, è stata annunciata l’uscita dal dissesto finanziario  dell’ente comunale, dichiarato nel febbraio 2022, un passaggio fondamentale dopo anni di difficoltà economiche e di gestione condizionata da stringenti vincoli di bilancio.

L’iniziativa, organizzata con il contributo di IFEL – Fondazione ANCI, ha rappresentato un momento di confronto sul risanamento degli enti locali, sulle criticità che accompagnano le situazioni di dissesto e sulle possibili prospettive di riforma del Testo unico degli enti locali (TUEL). Ma soprattutto è stata l’occasione per fare il punto sul percorso compiuto da Frascati e sulle prospettive che si aprono per la città. Presenti diversi cittadini, tecnici, amministratori, rappresentanti istituzionali e politici del territorio tra cui il sindaco di Marino Stefano Cecchi e il segretario regionale del Partito Democratico Daniele Leodori.

Ai lavori, guidati dall’assessore al Bilancio Dario De Santis, hanno partecipato la sindaca Francesca Sbardella, che ha portato i saluti istituzionali, Sabrina Prestiti, responsabile dell’Area economico-finanziaria del Comune di Frascati, intervenuta sul tema dei vincoli della gestione finanziaria durante il dissesto, l’economista pubblico Marcello Degni, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, intervenuto sui dati dell’VIII Rapporto sulla finanza territoriale; e Fabrizio Fazioli, del Dipartimento finanza locale di IFEL, sulle azioni di supporto ai Comuni in crisi finanziaria. Le conclusioni sono state affidate ad Andrea Ferri, responsabile della Finanza locale ANCI/IFEL e vicedirettore IFEL e  Salvatore Pilato, della Corte dei Conti e presidente della Sezione delle Autonomie, assente per problemi di salute Rosa Valentino del Ministero dell’Interno.

Nel suo intervento introduttivo la sindaca Francesca Sbardella ha sottolineato il significato politico e sociale del risanamento, ricordando come una crisi finanziaria non si esaurisca nei numeri, ma incida direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini e sulla capacità di un’amministrazione di rispondere ai bisogni della comunità.

Francesca Sbardella: “Abbiamo dovuto compiere scelte difficili”

“Il dissesto finanziario di un Comune non è mai soltanto una questione di bilanci. Riguarda la vita delle persone e il futuro di un’intera comunità”, ha dichiarato la prima cittadina, ricordando che cinque anni fa l’amministrazione ha assunto la guida di una città già segnata da una grave crisi finanziaria. Una situazione, ha precisato Sbardella, che l’attuale amministrazione non aveva contribuito a creare, ma della quale ha scelto di affrontare fino in fondo le conseguenze.

“Abbiamo dovuto compiere scelte difficili, confrontarci con vincoli pesanti e con problemi che venivano da lontano. Ma non abbiamo mai considerato il dissesto una giustificazione per fermarci o rinunciare a governare”, ha aggiunto. Per la sindaca, il ritorno in bonis rappresenta una tappa importante, ma non autorizza a considerare concluso ogni problema. Restano infatti criticità da affrontare e un lavoro significativo da portare avanti per consolidare i risultati raggiunti e garantire una gestione finanziaria sostenibile nel tempo.

Sbardella ha quindi ringraziato l’intera amministrazione, gli uffici comunali e soprattutto i cittadini, che hanno affrontato le difficoltà di questi anni con pazienza e senso di responsabilità. Un riconoscimento è stato rivolto anche a IFEL e a tutti coloro che hanno contribuito al confronto. “Perché chi amministra ha il dovere di affrontare i problemi, anche quando li eredita. E la responsabilità di non lasciare che il passato impedisca di costruire il futuro”, ha concluso.

 

L’assessore al Bilancio Dario De Santis: “Abbiamo spento l’incendio del dissesto, ora il bilancio è sano e solido”.

A entrare nel dettaglio del percorso finanziario e amministrativo è stato l’assessore al Bilancio Dario De Santis, che abbiamo intervistato a margine del convegno.

“Con il convegno di oggi, organizzato anche attraverso la disponibilità di IFEL, possiamo dire che cristallizziamo alcuni dati che sanciscono l’uscita dal dissesto finanziario in cui versava Frascati”, ha affermato. De Santis ha ricordato come la crisi abbia caratterizzato l’intero ciclo amministrativo, imponendo scelte difficili e una gestione improntata alla responsabilità, al contenimento della spesa e alla razionalizzazione delle risorse. Nel ripercorrere i primi momenti del mandato, l’assessore ha richiamato un’immagine utilizzata in occasione di una delle sue prime uscite pubbliche, quando, interrogato sulle prospettive del risanamento, aveva spiegato che il Comune si trovava con «la casa in fiamme» e che la priorità era, prima di tutto, spegnere il fuoco.

“Oggi la lezione che traiamo da questa esperienza è quella di non far riaccendere il fuoco”, ha dichiarato, sintetizzando così la necessità di mantenere alta l’attenzione sugli equilibri di bilancio anche dopo il superamento dell’emergenza. L’assessore ha precisato che il 2026 rappresenta l’ultimo anno previsto per la chiusura formale del dissesto, secondo il percorso autorizzato dal Ministero dell’Interno. Sul fronte della gestione liquidatoria, invece, la commissione straordinaria incaricata di occuparsi dei debiti pregressi ha già concluso, nel gennaio di quest’anno, il proprio lavoro con il piano di estinzione. Questo passaggio, ha spiegato De Santis, consente oggi di disporre di un quadro più chiaro della struttura del bilancio comunale e di programmare con maggiore consapevolezza le scelte future.

Accanto alla gestione dei debiti, il risanamento ha richiesto un’attenta revisione delle spese e dei fattori di funzionamento dell’ente, senza perdere di vista le esigenze del territorio. Un lavoro che ha coinvolto gli uffici comunali, la struttura amministrativa e gli organi politici, attraverso una collaborazione costante con la sindaca. Secondo De Santis, l’esperienza di Frascati dimostra che il dissesto non è una questione esclusivamente contabile o finanziaria, ma investe il funzionamento complessivo dell’amministrazione, la capacità di individuare le priorità e la tempestività con cui rispondere alle necessità della comunità.

La questione centrale, adesso, riguarda ciò che il superamento del dissesto potrà significare concretamente per Frascati. Il ritorno in bonis, secondo l’assessore, apre infatti prospettive nuove nella gestione della spesa corrente e nella possibilità di destinare risorse ai servizi che negli anni hanno risentito dei vincoli imposti dalla crisi finanziaria.

“Un ente risanato può programmare una spesa corrente sicuramente senza vincoli”, ha spiegato De Santis, indicando tra gli obiettivi la possibilità di rafforzare i servizi e di investire in interventi con un impatto diretto sul territorio. Tra gli esempi citati dall’assessore figura il trasporto pubblico scolastico, uno dei servizi che, nel corso della crisi, ha subito le conseguenze delle politiche di contenimento. L’obiettivo è quindi avviare una fase nella quale la maggiore solidità del bilancio possa tradursi progressivamente in risposte più efficaci alle esigenze dei cittadini, recuperando servizi e creando le condizioni per nuove iniziative.

Un cambiamento che, nelle intenzioni dell’amministrazione, dovrà consentire anche a chi guiderà il Comune in futuro di partire da una base finanziaria più solida, sulla quale costruire le proprie politiche di governo. Il risanamento, tuttavia, non significa disponibilità illimitata di risorse né cancellazione automatica di tutte le difficoltà accumulate. La sfida sarà trasformare la ritrovata stabilità in una programmazione credibile, capace di coniugare servizi, investimenti e sostenibilità finanziaria.

Per Frascati, l’annuncio dell’uscita dal dissesto segna dunque la fine di una fase particolarmente complessa e l’inizio di una nuova stagione amministrativa. Il risultato raggiunto dovrà ora essere consolidato attraverso una gestione prudente e una programmazione attenta, affinché gli errori e le difficoltà del passato non tornino a compromettere il futuro della città. La priorità, come ha ricordato De Santis, è non lasciare che il fuoco si riaccenda. Perché il vero successo del risanamento non sarà soltanto chiudere formalmente la stagione del dissesto, ma fare in modo che la maggiore solidità finanziaria si traduca in servizi migliori, nuove opportunità e una prospettiva più stabile per tutta la comunità di Frascati.

QUALCHE NUMERO

I risultati finanziari del periodo 2022–2025

L’evoluzione dei rendiconti comunali evidenzia un incremento del risultato di amministrazione, passato da 10,98 milioni di euro nel 2022 a 19,83 milioni nel 2025, con una crescita di circa 8,85 milioni di euro, pari al 39;80,7%. Parallelamente, l’Ente ha registrato un significativo rafforzamento degli accantonamenti, passati da 3,26 milioni di euro nel 2022 a 23,14 milioni nel 2025. Si tratta di dati che testimoniano l’evoluzione della rappresentazione contabile e delle coperture prudenziali dell’Ente, pur richiedendo una lettura attenta delle diverse componenti del risultato di amministrazione. In particolare, la parte disponibile del rendiconto 2025 presenta un valore negativo, che resta un elemento rilevante per le successive azioni di riequilibrio ma che non riguarda solo il Comune di Frascati ma è un nodo giuridico contabile già all’attenzione del legislatore nazionale.

La conclusione della gestione liquidatoria

Sul versante della gestione liquidatoria, la commissione straordinaria di liquidazione ha concluso le proprie attività con una massa attiva complessiva di 50,83 milioni di euro e una massa passiva ammissibile di 15,81 milioni di euro. Il rendiconto finale della commissione registra disponibilità di cassa residue pari a 17,07 milioni di euro, di cui 7,76 milioni vincolati e 9,32 milioni non vincolati secondo la classificazione della gestione liquidatoria. La conclusione di questa fase consente di concentrare l’attenzione sulle responsabilità della gestione ordinaria comunale e sulla necessità di consolidare gli equilibri finanziari e organizzativi nel medio e lungo periodo.


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