#Finsubito news – “Il passato frena, ma i conti tornano” – Corriere dell’Irpinia


Gestire l’acqua non significa soltanto far funzionare le reti, ma fare i conti con un passato pesante che rischia ogni giorno di rallentare la marcia. È il messaggio dell’Amministratore Unico Alfonsina De Felice all’Assemblea dei Soci di Alto Calore Servizi, Amministratore Unico, che si riunisce questa mattina per far il punto sul piano di risanamento intrapreso un anno fa. Il titolo scelto per l’incontro, “Pacta sunt servanda” (gli accordi vanno rispettati), la linea guida di questa fase: onorare i patti per uscire definitivamente dall’emergenza. Dalla relazione di De Felice emergono criticità ma anche soluzioni già in essere e proposte.

Tra i problemi il bebito di oltre 15 milioni di euro maturato durante le gestioni precedenti nei confronti di Hera Comm, al centro della procedura concorsuale e dell’istanza di liquidazione. La buona notizia è che l’attuale conto concordatario è capiente e il giudice ha autorizzato l’uso delle somme eccedenti per chiudere la transazione. Tre milioni di euro è il risparmio netto sugli interessi che la società punta a incassare chiudendo l’accordo con Hera Comm, un passo decisivo per uscire dal mercato tutelato e scegliere un fornitore più conveniente, forte della natura energivora dell’impresa. Ammonta a circa il 50% la quota delle entrate correnti che l’azienda è costretta a dirottare ancora oggi per saldare debiti pregressi (fisco e fornitori risalenti al 2022, 2023, 2024 e 2025). Solo la metà incassata resta dunque a disposizione della continuità aziendale.

Risulta di 2,6 milioni di euro è la somma della maxi-rata sborsata a settembre per estinguere una tranche del debito antecedente al 2025 contratto con Acqua Campania (un accordo che, complessivamente, azzera sanzioni e interessi milionari grazie alle rateizzazioni).

Intanto ci sono 57 nuovi assunti, agenti tecnici interinali stabilizzati a tempo indeterminato quest’anno. Una scelta che, secondo la manager della azienda di Corso Europa, mette fine al part-time, azzerando i costi occulti di straordinari e reperibilità, garantisce piena stabilità operativa ed efficienza. 46.754,41 euro: La cifra risparmiata finora in termini di decontribuzione grazie agli incentivi per le assunzioni under 35 in zona ZES.

Alto Calore guarda avanti con ambizione, ha detto De Felice. Tra i progetti c’è la proposta di candidare le sorgenti irpino-sannite a Patrimonio dell’Umanità Unesco, un riconoscimento che certificherebbe il valore inestimabile di uno dei bacini idrici più importanti d’Europa.

“Non abbiamo la bacchetta magica, ma ce la faremo”, è il leitmotiv dell’Amministratore Unico.

LE DICHIARAZIONI DELLA MANAGER DE FELICE

Mai come in questo anno la società è stata veramente una casa di vetro, un luogo in cui chiunque abbia voluto approfondire gli atti affidati all’amministratore unico ha sempre trovato l’occasione, l’opportunità, la disponibilità e le porte aperte per farlo.

Trovo comunque giusto, e in questo senso ho voluto convocare l’odierna assemblea, che l’amministratore si mostri sensibile alle istanze dei soci, i quali chiedono un incontro più colloquiale per entrare nel merito di alcune scelte. Io stessa, ancor prima di ricevere queste sollecitazioni dal territorio, sentivo l’esigenza di incontrarli, poiché questa è una società a totale partecipazione pubblica. Parliamo di acqua pubblica e la gestione deve essere improntata a criteri pubblicistici. È evidente, quindi, che la figura dell’uomo solo al comando non abbia alcun senso.

È chiaro che vi sono atti per i quali, da statuto, non ho bisogno dell’approvazione dell’assemblea. Penso che oggi i soci vogliano sentirmi proprio su questo e interverrò, fermo restando che si tratta di atti che assumo con piena coscienza e determinazione per il bene dell’impresa, e per i quali chiedo sempre l’autorizzazione al tribunale.

Nessuno degli atti di ordinaria amministrazione da me assunti in questi mesi è stato privo del consenso o, quantomeno, di un implicito placet da parte del tribunale. Vorrei che questo percorso, che inizia oggi, prosegua nel tempo senza il bisogno di agitare lance, guerre o stendardi di appartenenza.

Il nostro compito e il mio mandato sono far andare bene la società. Fino a quando non lo avrò portato a termine, difficilmente si libereranno di me, anche se qualcuno ha manifestato questo impeto interno.

Ho sempre sostenuto che il personale rappresenti il tema fondante di questa società.** Si tratta di un organico assunto in tempi lontani, con un’età media molto elevata che si è abbassata solo di recente grazie all’assunzione di 57 agenti tecnici interinali. Inoltre, è un personale non abituato a lavorare per obiettivi o secondo le modalità odierne delle pubbliche amministrazioni, per questo si è resa necessaria una ridefinizione della catena di comando.

In qualsiasi azienda che si rispetti – pensiamo a Gori o ad ABC, per citare altre società del settore idrico – i dirigenti sono presenti e sono anche numerosi.

Una società per azioni che conta solo su funzionari quadro rischia di avere una catena di comando orizzontale anziché convergente verso l’alto, come richiede una moderna organizzazione.

Il rischio è che i diversi uffici affidati ai funzionari quadro non comunichino tra loro, gestendo singoli spezzoni di attività anziché progetti societari integrati, il che non giova a un’azione sociale trasparente, efficace ed efficiente.

Questa è la ragione aziendale che mi ha spinto a nominare, per ora, due dirigenti. Vi anticipo che il tribunale ha già autorizzato il bando per un dirigente tecnico è pronto e sto aspettando solo di superare l’udienza con Hera per pubblicarlo.

Questa figura sarà retribuita attingendo ai risparmi derivanti dalle dimissioni del precedente direttore generale.

Desidero che si costituisca questa terza gamba della dirigenza, ovvero quella tecnica, perché a breve partiranno i progetti ed è indispensabile un dirigente per l’area tecnica.

I conti stanno migliorando lentamente. Spero che la gara temporanea per la riscossione, della durata di 24 mesi, che sarà bandita tra qualche giorno, possa garantirci maggiori incassi, più letture e un incremento dei distacchi per gli utenti inadempienti che non pagano le bollette.

Inoltre, vi sono crediti significativi che dobbiamo ancora riscuotere: Gesesa ci deve molti milioni di euro, così come l’Asi di Avellino.

Sono intenzionata a chiudere delle transazioni con questi soggetti, esattamente come i nostri grandi creditori hanno voluto chiudere delle transazioni con noi.

Non vedo perché le regole che valgono per Alto Calore quando deve dare non debbano valere anche quando deve ricevere.

LA RELAZIONE DELL’AMMINISTRATORE UNICO

“PACTA SUNT SERVANDA” OVVERO: GLI ACCORDI VANNO RISPETTATI

Cari Soci, gentili Invitati,

benvenuti all’Assemblea Ordinaria della Società, ove verrà illustrata la prosecuzione del percorso di risanamento ed efficientamento che Alto Calore Servizi s.p.a. ha iniziato esattamente un anno fa.

Faremo una disamina sintetica di quanto abbiamo realizzato, così che la discussione che ne seguirà potrà approfondire, tra gli aspetti offerti all’attenzione, quelli che riterrà i più rilevanti.

Inizierò dalla procedura concorsuale che è stata fin dal principio e continua ad essere al primo posto nella scala delle nostre priorità.

Sapete bene tutti che a breve vi sarà l’udienza Hera comm e Procura vs Alto Calore, avente ad oggetto l’istanza di liquidazione proposta dalla società fornitrice per inadempimento del debito maturato durante l’amministrazione precedente alla attuale, debito che ammonta ad oltre 15 milioni di euro.

Essendo l’attuale conto concordatario più che capiente per adempiere ai due prossimi piani di riparto, abbiamo chiesto al Giudice delegato di poter utilizzare, eccezionalmente, le somme eccedenti al fine di chiudere una transazione con Hera comm.

Il Giudice ha accordato fiducia a questa Amministrazione, concedendoci di utilizzare la cifra per saldare il debito pregresso.

All’udienza prossima ventura si discuterà della possibile stipula di un accordo transattivo che ne concluda la vicenda, che pesa sulle nostre economie come una spada di Damocle…e pesa anche sul nostro morale, credetemi!

So che siete più che avvezzi ai numeri in quanto amministratori e, quindi, vi chiedo di acquisire definitivamente il dato seguente: il costo della fornitura corrente ad oggi è totalmente saldato nei confronti di Hera comm.

Per quanto concerne il passato, la linea della società è oggi quella di concludere una transazione, perché essa porterebbe a un risparmio di 3 milioni di interessi, e ci consentirebbe finalmente di uscire dal mercato tutelato e scegliere un fornitore che ci offra condizioni migliori, visto che siamo una impresa altamente energivora e, dunque, assai appetibile per il mercato.

Non credo di dovervi dire altro in merito. Non appena riusciremo, se ci riusciremo, a stipulare l’accordo, per il quale abbiamo l’intera liquidità occorrente sui conti, sarò lieta di comunicarvelo.

Ancora sui conti economici.

Nella relazione al bilancio 2025 affermai che quello che portavo all’approvazione non era il “mio bilancio”, con ciò volendo intendere che vi proponevo un bilancio, per nove mesi su dodici, consolidatosi nella gestione antecedente, tuttavia, già migliorato per alcune azioni attuate nell’immediatezza del mio arrivo, che vi hanno consentito di approvare a giugno 2025 una situazione contabile modesta, ma pur sempre, con davanti il segno più!

Venendo all’oggi, devo purtroppo ancora presentarvi come il peso del passato si avverta ancora e rallenta e frena l’inversione di rotta che desidereremmo e a cui ci dedichiamo convintamente, dato il profondo lavoro di risanamento che stiamo conducendo.

Su una spesa che simbolicamente indicherò di 100, paghiamo ancora circa la metà per saldare debiti passati, verso il fisco, verso i fornitori, recanti ancora date di scadenza quali il 2022, 2023, 2024, 2025… poco più del 50 di quanto incassiamo può essere dunque usato per la continuità aziendale, al netto, ovviamente, dei pagamenti dei ratei relativi sempre ai debiti precedenti contratti con i creditori prededucibili, gestori dell’idrico come Gori, ABC, Acqua Campania, Ente Idrico, le cui transazioni, che ho fortemente promosso, ci portano al risparmio di sanzioni ed interessi per ulteriori milioni di euro e a rateizzazioni del debito, ma il cui presupposto è comunque, sempre quello per cui dobbiamo almeno e sempre onorare quanto pattuito, pena la reviviscenza degli obblighi originari non onorati!!!

PACTA SUNT SERVANDA: ovvero gli accordi vanno rispettati è il titolo di questa relazione.

L’ho scelto per indicare che se è sacrosanto pagare i debiti passati non si può contemporaneamente pretendere che, alle condizioni economico finanziarie date, la continuità lieviti improvvisamente.

Il processo non può che essere graduale, e, sul piano manageriale, non può essere forzato più di tanto poiché, vendere acqua, bene essenziale, non equivale a vendere un bene che possa essere capitalizzato secondo una logica commerciale.

Il nostro compito è quello di estinguere la consistente debitoria, che tuttora emerge dal passato per non incorrere in nuovi incidenti di percorso, come l’ultimo targato Hera comm., ma allo stesso tempo dimostrare di essere capaci di sostenere la continuità, il che significa mantenere capacità di spesa, di investimento, e di approvvigionamento di quanto occorre alle esigenze aziendali. Tanto quotidiane che eccezionali.

Va da sé che, se non avessimo trovato tutta la debitoria passata, potrei annunciarvi che abbiamo oggi un’azienda a partecipazione esclusivamente pubblica solida e performante.

La fatturazione e la riscossione ci restituiscono cifre in crescita rispetto al passato, anche grazie al rilancio reputazionale della società che si riscontra fra gli utenti.

Quando sono arrivata mi meravigliavo di quanto negativa fosse la narrazione di questa società.

Adesso avverto che i cittadini sono vicini, ricevo continue manifestazioni di solidarietà e di stima verso la società ed i suoi dipendenti.

Restano alquanto attivi sparuti “leoni da tastiera”, che probabilmente non hanno più nulla da fare, ma che tanto hanno ricevuto da Alto Calore nel passato, i quali oggi si trovano spaesati di fronte a un cambio di paradigma che forse li ha colti di sorpresa…

Il merito di questa ritrovata empatia nei confronti di Alto Calore, che oggi posso testimoniarvi non è tanto mio personale, quanto dell’intenso lavoro dei dirigenti, dei dipendenti e delle squadre tecniche che operano sul territorio, con un senso di abnegazione e una generosità per quest’Azienda che mai ho avuto occasione di riscontrare altrove.

Sto raccogliendo tanti video degli agenti tecnici che riparano, saldano in pressione condotte con diametri grandi, attrezzano condotte e siti su un territorio appenninico così severo come lo conosciamo, con altissima perizia, competenza, coinvolgimento.

Credo che questi video debbano diventare oggetto di un documentario da mostrare ai giovani e nelle scuole, che resterà ai posteri e che sarà mostrato a tutti i cittadini per far loro comprendere quanto lavoro e quanta professionalità c’è in questa azienda!

Abbiamo sottoscritto in proposito due protocolli d’intesa, il primo con l’Osservatorio regionale sull’ambiente presieduto dal Senatore On. Vincenzo De Luca e l’altro con l’Associazione dei Maestri del Lavoro, per diffondere la cultura tecnico-professionale di cui è espressione l’Alto Calore e il ruolo che ha avuto ed ha nella difesa dell’ambiente.

Alcuni degli agenti tecnici oggi in servizio, diverse decine, hanno recuperato quest’anno, per volontà di questa amministrazione, la dignità di un lavoro stabile, e da allora con ancora maggiore energia si dedicano alle loro responsabilità.

A chi giustamente accentua gli aspetti economici dell’operazione, dico che le assunzioni dei 59, dei “miei ragazzi”, non scaturiscono da rapporti interpersonali pregressi, ma da un apprezzamento per le loro qualità odierne, dalla necessità che noi abbiamo di offrire un supporto più capillare ai Sindaci, dal credere che un lavoratore che vive di stabilità e non di precarietà debba sentire la dignità dell’appartenenza che, a ben vedere è quello che dice la nostra Costituzione quando recita che l’Italia è una repubblica FONDATA, dice proprio così: FONDATA, sul lavoro.

A chi volesse entrare ancor meglio negli aspetti contabili ricordo quanto ho puntualmente rappresentato nella relazione al Tribunale, il quale nulla ha avuto da obiettare, e cioè che assumere dipendenti sotto i 35 anni in zona ZES ci ha fruttato una decontribuzione solo finora di euro 46.754,41.

Che la risoluzione del contratto con l’azienda fornitrice ci fa risparmiare gli oneri dovuti per la fornitura, che sono alti e, comunque dovuti.

Che infine, il lavoro interinale prevede un part time orizzontale pari a 20 ore lavorative al giorno, e, poiché in Alto Calore così poche ore non sono sufficienti, il tempo pieno contrattuale, che prima veniva pagato con straordinari e reperibilità, oggi rientra nella paga base oraria, e ciò produce per l’azienda un grosso risparmio.

Oggi queste 57 nuove assunzioni in definitiva, costituiscono un risparmio in terms economici e un guadagno illimitato in termini di produttività aziendale.

Ma come, mi direte, guadagnano meno di prima e lo preferiscono?

Carissimi Soci, non devo spiegare a voi quanto valga di più, nella vita di un padre di famiglia, godere della stabilità piuttosto che avere un lavoro precario.

Quanto alla piena legittimità dell’operazione di stabilizzazione dovete tener conto che il d.l n. 144 del 2026 convertito nella l. n. 174 del 2026, all’art. 1, comma 15 sexies, recante, fra l’altro, “Disposizioni urgenti per la funzionalità della pubblica amministrazione e degli enti territoriali” introduce una grande operazione di stabilizzazione del personale assunto attraverso contratto di somministrazione dagli enti territoriali, al fine di valorizzarne la professionalità acquisita con contratti flessibili.

La misura giunge a conferma della norma transitoria da noi utilizzata quest’anno per stabilizzare i 57 agenti tecnici interinali.

Cosa significa questo? Che abbiamo visto bene, abbiamo compreso a fondo cosa significava quella apertura temporanea, l’abbiamo colta positivamente! Alto Calore ha questa volta anticipato i tempi perché governa i processi tanto legislativi quanto organizzativi.

Tenete da ultimo anche conto che prorogare all’infinito contratti di fornitura di lavoro espone la società a responsabilità per danno erariale. La legge ha previsto il lavoro interinale tramite agenzia per esigenze temporanee e sporadiche, e prorogare ripetutamente i contratti di fornitura di lavoro temporaneo equivale a riconoscere che quelle esigenze non sono sporadiche ma strutturali. Anche per questo motivo la legge incita le amministrazioni pubbliche, comprese le partecipate, a stabilizzare i lavoratori interinali. Anche questo dato legislativo teniamolo bene a mente quando dubitiamo della opportunità dell’assunzione a tempo indeterminato degli agenti tecnici. Mi sembra di ricordare che alcuni dipendenti di questa azienda siano stati raggiunti da un avviso di accertamento da parte del giudice contabile per proroghe ripetute di affidamento alle società fornitrici di contratti di lavoro a termine. Non so se questo vi è noto.

Vengo al clima della scorsa estate.

Oggi, banalizzando a mio avviso, si tende a dire che l’estate è stata meno siccitosa della precedente e che ciò avrebbe migliorato la fruizione della risorsa idrica nel nostro territorio. Questo sarà anche vero, ma va anche riconosciuto da parte dei Sindaci che i nostri agenti tecnici sono stati giorno e notte sulle condotte a riparare perdite, a chiudere i serbatoi per farli riempire di notte e per riaprirli all’alba. Raramente è stato chiuso un serbatoio prima delle 22 o delle 23.

Mentre noi riposiamo loro sono all’opera. Il nostro buongiorno nei mesi passati è stato: a quanto sta oggi il serbatoio a Piano delle Vacche? E quello di Solopaca? Questo tutti i santissimi giorni, più volte al giorno, e al netto delle emergenze, che come voi tutti ben sapete, non ci hanno risparmiato nemmeno quest’anno, pur se sono state risolte in minor tempo e in modo talora perfino brillante.

Questa si chiama perizia, capacità, avvedutezza, prudenza, farsi carico delle esigenze dei Primi cittadini, degli utenti. In poche parole, senso di gratitudine verso chi ti ha offerto un lavoro stabile, che magari ti soddisfa anche sul piano professionale!

Allo stesso modo, conserviamo anche video in cui le piscine in villa sono riempite più volte alla settimana, e le signore lavano i marciapiedi fuori dell’uscio con acqua corrente.

Gli allacci abusivi e l’insolvenza, che è ancora alta, costituiscono un capitolo, pure increscioso, ma diverso sul quale non vi tedierò oggi, ma che dovremo affrontare alla prossima occasione di incontro.

Su questo chiedo, tuttavia, ancora una volta, la vostra collaborazione carissimi soci, perché i vostri concittadini si abituino a tenere comportamenti corretti e rispettosi verso la risorsa acqua, che sarà sempre più rara se non impariamo ad amarla e a preservarla.

Un po’ di rumore, ho visto, è stato fatto a proposito della relazione dei Commissari prof. Abriani e dott. D’Ascoli del 17 luglio 2026.

Vi chiedo qualche minuto di attenzione, perché il contenuto di questa importante relazione è stato riproposto da una parte degli organi di stampa con una certa qual approssimazione, mentre io vorrei che non vi fossero dubbi sulla sua comprensione.

Dopo aver segnalato alcuni limiti della gestione, nell’ultimo periodo la relazione recita “Gli scriventi informeranno con la prossima relazione semestrale il Giudice delegato e i creditori sull’andamento della continuità aziendale per il periodo dal 1 gennaio 2026 al 30 giugno 2026 sulla base della relazione disposta dalla società in data 30 aprile 2026 (periodo 1.1.2026 – 30.3.2026) e di quella che andrà a depositare per il trimestre successivo”.

Stiamo attenti alle parole e alle date contenute nella relazione dei Commissari giudiziali del 17 luglio 2026. Essi parlano di “…già segnalati fattori di incertezza ricollegabili al mancato incasso dei crediti preventivati, alle successive erogazioni della Regione Campania preventivate in piano, alla definizione della posizione Hera Comm, al rispetto degli accordi di rinegoziazione dei crediti nei confronti degli altri fornitori e alle ripercussioni conseguenti alla mancata attuazione della prevista modifica dell’ambito territoriale di competenza” (p. 47 della relazione commiss. del 17 luglio 2026).

Vi chiedo a questo punto: ma i fattori di incertezza che i Commissari richiamano, uno ad uno, non vi ricordano esattamente quelli che io già vi presentai nella relazione al bilancio 2025?

Spero abbiate conservato una copia di quella relazione, ma comunque essa è contenuta nell’atto notarile di approvazione del bilancio 2025.

Se è vero, ed è vero, che i rilievi dei Commissari sono esattamente i medesimi che vi avevo già rappresentato nella mia relazione del giugno 2026 che approva il bilancio 2025, perché soltanto adesso qualcuno ha interesse a rilanciarli?

Vi faccio un esempio: a inizio settembre la società ha pagato una rata del debito ante 2025, transatto con Acqua Campania, di ben 2 milioni e 600.000 euro. Ma è solo un esempio del fatto che oggi paghiamo i ratei delle transazioni, mentre la relazione denuncia l’assenza di transazioni. Questo è perché la relazione si riferisce ancora al 2025!

Escludo decisamente che i Commissari nella loro semestrale si riferissero all’anno in corso. I riferimenti temporali chiariscono definitivamente e senza timore di smentita che le critiche sono rivolte alle gestioni precedenti. Ciò accadde perché l’ordine temporale delle relazioni – nostre e dei Commissari – al Giudice delegato si succedono e talora si scavallano, generando equivoci. Ma poiché i soci di Alto Calore vengono informati dall’AU di ogni passaggio utile alla comprensione della vicenda concorsuale, escludo che possano venir fuorviati da interpretazioni capziose e banalmente strumentali.

La mia relazione di giugno 2026 non fa altro che anticipare i rilievi che l’organo commissariale presenterà al Giudice il 17 luglio 2026.

Pertanto, l’attuale gestione societaria è tutta quanta finalizzata a rispondere in positivo ai rilievi dei Commissari.

La prova di resistenza, o prova del nove, come si dice fra i giuristi, della giustezza della mia affermazione, è contenuta nel richiamo che gli stessi Commissari fanno testualmente in merito al periodo 2026, per il quale, dichiarano che “… informeranno il Giudice delegato nella prossima relazione semestrale…”

Mi sono soffermata su questo aspetto con un po’ di pignoleria, e me ne scuso, perché sono decisamente insofferente rispetto alle ricostruzioni di chi non vuole darla vinta ad Alto Calore a prescindere….

Non abbiamo la bacchetta magica, cari soci, ma ce la faremo. Ce la dobbiamo fare.

Dopo che il distretto irpino dell’Ente idrico campano, che ringraziamo sentitamente nella persona del suo delegato, il dott. Beniamino Palmieri, ha confermato la gestione pubblica di Alto Calore Servizi, abbiamo una responsabilità ancora maggiore nel far “decollare” questa Società, al fine di servire i territori quanto meglio possiamo.

Se chiuderemo positivamente la transazione con Hera comm., come tutti ci dobbiamo augurare, e avendo già nel conto del concordato le risorse per pagare i due ultimi piani di riparto, cosa che i Commissari dicono (ma perché questo lo dimenticano i presunti detrattori?) il concordato terminerà entro la data stabilita, e i sacrifici che stiamo facendo oggi, pagando a testa bassa tutto quanto non è stato pagato prima, non potranno non venirci riconosciuti.

La continuità si rafforza riducendo la spesa e azzerando gli sprechi. Chi lavora con me sa quanto io sia inflessibile su questi aspetti. Ringrazio in proposito la rsu aziendale, che sta gradualmente accogliendo, pur nella difesa delle sue prerogative, una politica che, mi rendo conto, non sempre collima con le sue aspettative immediate. Tuttavia, anche la rsu sta comprendendo che se si agisce con rigore oggi è per garantire una migliore prospettiva ai lavoratori e che, prima si esce dall’emergenza finanziaria, prima si riapriranno opportunità di valorizzazione delle professionalità, e si potrà nuovamente pensare ad incentivi per chi li merita.

Sapete quante volte mi assale una certa inquietudine, pensando che se non fossimo stati obbligati, nello scorso settembre, a pagare ad Acqua Campania euro 2.600.000, oggi vi direi che quei soldi ce li abbiamo freschi in bilancio, in modo da rasserenare voi soci ed anche i Commissari Abriani e D’Ascoli circa l’irrobustimento della continuità.

Nessuno può aver piacere a vedere questa Alto Calore, polmone attivo e produttivo del territorio da quasi un secolo, mangiare la polvere come una qualsiasi modesta ed improvvisata realtà aziendale.

Mi auguro che lo stesso pensiero alberghi anche in un angolo della mente degli stessi Commissari Abriani e D’Ascoli…

Perdonatemi ma io di questo sono più che convinta.

Vedete cari soci, il passato, anche contabile, periodicamente mi aggredisce, ferendomi.

Quando mi riferisco al passato, e magari qualcuno si infastidisce, non lancio allusioni generiche, credetemi. Ma il senso di responsabilità ci impone di andare avanti, di assumerci ogni giorno immense responsabilità contabili, penali, amministrative, e soprattutto non mie, e non abbiamo interesse alcuno se non quello di far rifiorire questa eccellenza di un meridione di cui siamo tutti figli.

Quindi esorto tutti voi a guardare con rispetto al lavoro che stiamo compiendo, nell’esclusivo interesse della società e dei territori gestiti e vi attendo all’assemblea di approvazione del bilancio 2026, che, questo sì, sarà il “mio bilancio”, ove spero davvero di potervi rappresentare un trend in crescita della continuità aziendale.

Sapete che ho proposto di candidare le sorgenti irpino – sannite all’Unesco, quale patrimonio dell’Umanità.

Questo patrimonio sorgivo costituisce un unico fecondo esempio di resilienza. Non a caso il bacino è annoverato fra i più importanti d’Europa. La Autorità di bacino dell’Appennino meridionale, nella figura del Segretario Generale dott. Vera Corbelli, che caldamente ringrazio, ci ha scelti fra tutti i gestori meridionali per la firma di un protocollo d’intesa ove ci dedichiamo, sotto la guida dell’Autorità stessa, alla ricerca di nuove fonti, e alla tutela di quelle già esistenti.

Ovviamente la dott. Corbelli è informata, così come sono informati il Presidente della Giunta regionale on. Roberto Fico e l’Assessora regionale all’Ambiente on. Claudia Pecoraro che l’idea progetto sta prendendo forma.

L’acqua del nostro bacino è un’Architettura per la Vita, che contiene in sé un valore immenso per l’intera Umanità: un valore naturalistico, ingegneristico, antropologico.

Inutile dire che vi vorrei tutti con me in questa pagina che ci apprestiamo ad aprire, con il vostro amore per questa terra e il vostro coraggio di amministratori, quale che sia la vostra personale collocazione nell’arco costituzionale.

Ritengo questa una proposta unitaria che deve partire dal territorio irpino e sannita. Vorrei, insieme a noi, anche la neonata società Sannio Acque srl., cui facciamo i nostri migliori auguri per un futuro radioso e pure Acquedotto Pugliese che gestisce le reti di una regione, la Puglia, che è stata più sfortunata dell’Irpinia perché non ha fonti sufficienti, ma che l’Irpinia, in forma di doverosa solidarietà, disseta fino all’estremo lembo dello stivale.

Non è detto che riusciremo nel progetto, poiché la strada è lunga e difficile. Ma come si dice, uniti si vince, o, per dirla meglio, solo uniti si può vincere!

Per parte mia, dando per scontato che le critiche educate al nostro operato sono sempre ben accette, rispondo chiedendo rispetto e riconoscenza per il percorso avviato, e sono convinta, perché me lo testimoniate sempre, che gran parte di voi condivide il senso di responsabilità contenuto in questa gestione e vi si affida.

Il riconoscimento Unesco, se giungerà, sarà un dono per questo territorio che si trova oggi in una fase di transizione in tutti i settori, politico, economico, sociale, come testimonia il dibattito politico che si è aperto da qualche tempo e che seguo con molto interesse.

Da quanto conosco, Irpinia e Sannio sono aree del mezzogiorno estremamente dotate, con altissime potenzialità di rinascita. Tante imprese importantissime vi operano, un patrimonio biologico e naturalistico di cui andare orgogliosi, una ripresa di interesse per le zone interne, viste non più come aree di spopolamento costante, ma anzi di ripopolamento, complici le nuove tecnologie, la bellezza dei luoghi e il desiderio delle giovani generazioni di ritrovare le radici e di vivere in un ambiente più sostenibile.

Vi sono tutti i fattori essenziali su cui lavorare nei prossimi mesi perché vi sia una trasformazione del territorio in senso radicalmente innovativo.

Alto Calore è parte di questa trasformazione e vuole esserci pienamente.

Se riusciremo, con gli investimenti, a richiamare tanti giovani progettisti, professionisti, a ridistribuire risorse al territorio, a far sentire i nostri figli che hanno studiato al Nord o all’estero partecipi della rinascita della terra dei propri genitori, io credo che faremo un buon servizio per questa terra. Ed è questo che Alto Calore ha iniziato e vuole proseguire a fare, perché è del tutto fisiologico ed inevitabile che una società nata 80 anni fa oggi debba attraversare una fase di profondo e radicale cambiamento.

Il riconoscimento Unesco, qualora giungesse, sarebbe un evento decisivo, così come è stato per Napoli Centro Storico, una rete contenitiva per la qualità naturalistica, e non solo, dell’Irpinia e del Sannio.

Questo per me è il vero senso dell’assemblea odierna.

Naturalmente, se non ho risposto a qualche vostro interrogativo siete pregati di intervenire nel dibattito e vi delucideremo con tutta la precisione di cui disponiamo.

Un’ultima cosa voglio dirvi. Cercherò di rimediare alla pagina tristissima della mancata attribuzione dei fondi nazionali PNISSI ad Alto Calore, per i quali voi Sindaci vi siete spesi, anche recandomi personalmente a Roma.

Le reali ragioni, al principio per me incomprensibili, del mancato finanziamento nazionale, paiono oggi essere chiarite e superate. Vi confermo che, come correttamente hanno anticipato alcuni organi di stampa, allo stato si delineano talune possibilità per rimediare ad una palese ingiustizia perpetratasi ai danni della nostra società. Queste possibilità si stanno esplorando tutte e siamo molto fiduciosi in merito.

Come è ormai diventato nostro costume, di ciò vi terremo prontamente informati.


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