Il presidente francese Emmanuel Macron accusa Donald Trump e Benjamin Netanyahu di sfruttare le violenze scoppiate in Francia per alimentare le proprie campagne politiche. Da Doha, in Qatar, il capo dell’Eliseo denuncia la diffusione di informazioni false e video generati con l’intelligenza artificiale, respingendo le ricostruzioni che attribuiscono i disordini all’immigrazione e all’islamismo.
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“Ci sono persone che fanno campagna a spese della Francia, leader che sono in modalità elettorale, sia qui nella regione sia dall’altra parte dell’Atlantico”, ha dichiarato Macron ai giornalisti, senza inizialmente fare nomi. Interpellato sul possibile riferimento al presidente statunitense, ha chiarito che Trump è tra i leader criticati.
Il presidente francese ha parlato di commenti “inaccettabili e persino stupidi”, alimentati, a suo giudizio, dalla manipolazione delle informazioni sugli scontri avvenuti durante le manifestazioni del 17 ottobre. Nel mirino anche le immagini false diffuse online, che mostrerebbero scene mai verificatesi nel Paese.
Trump e Netanyahu accusano la Francia sull’immigrazione
Il presidente degli Stati Uniti ha utilizzato le violenze francesi per rilanciare la propria retorica contro l’immigrazione, collegando i disordini al presunto declino dell’Occidente. In un messaggio pubblicato lunedì, Trump ha descritto la Francia come un Paese “assediato, saccheggiato e dato alle fiamme da migranti, jihadisti e comunisti”, presentando gli eventi come un possibile scenario per gli Stati Uniti in caso di vittoria democratica alle elezioni di metà mandato.
Anche il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha attribuito le tensioni francesi all’islamismo radicale, sostenendo che il Paese sarebbe stato colpito da un'”invasione di islam estremista”.
Macron ha contestato queste ricostruzioni, sottolineando che le proteste non possono essere ridotte a una questione migratoria o religiosa. “Abbiamo persone che hanno spiegato che saremmo stati invasi da orde di migranti e islamisti”, ha affermato, denunciando l’uso di contenuti generati dall’intelligenza artificiale per sostenere narrazioni politiche.
Il presidente ha anche respinto l’idea che vi siano prove evidenti di un’ingerenza straniera diretta negli eventi del 17 ottobre, distinguendo tra un intervento nell’organizzazione delle proteste e la successiva manipolazione delle informazioni. È quest’ultima, secondo Macron, ad aver contribuito a diffondere ricostruzioni distorte all’estero.
“Quando vedo leader che sono in campagna elettorale e riprendono, a volte ingenuamente, contenuti generati dall’intelligenza artificiale, stanno facendo campagna sulle spalle della Francia”, ha dichiarato. “In questi momenti, vediamo chi ama la Francia e chi no”.
Coprifuoco e nuove proteste: Macron convoca i responsabili della sicurezza
Sul fronte interno, il governo francese si prepara a nuove manifestazioni, previste per sabato 24 ottobre. Le mobilitazioni del fine settimana scorso avevano coinvolto sindacati, studenti e sostenitori del movimento dei Gilet gialli, con cortei in gran parte pacifici oscurati da saccheggi, incendi e scontri con le forze dell’ordine in diverse città.
Le proteste sono legate soprattutto al costo della vita, all’aumento dei prezzi dei carburanti e al peggioramento dei servizi pubblici, compresa l’istruzione. La violenza esplosa ai margini dei cortei ha però aperto un nuovo fronte politico per il governo, chiamato a garantire la sicurezza senza comprimere il diritto di manifestare.
Macron ha annunciato una riunione d’emergenza con i ministri e i responsabili dei servizi di intelligence per ottenere un resoconto dettagliato degli eventi del 17 ottobre. Il governo ha già riconosciuto le carenze nella gestione dell’ordine pubblico.
Sono inoltre previste restrizioni locali, compresi coprifuoco e limiti ai grandi assembramenti, in vista delle nuove mobilitazioni. Il presidente ha promesso una risposta ferma contro chi cercherà di provocare disordini: “Chi vorrà seminare il caos nei centri città sabato sarà fermato”.
Macron ha tuttavia ribadito la necessità di mantenere aperto il dialogo con sindacati e forze politiche, invitando tutti gli attori coinvolti ad assumersi le proprie responsabilità. Ha contestato in particolare le posizioni che giustificano alcune forme di violenza in nome della protesta.
“In una democrazia, nulla giustifica la violenza”, ha dichiarato, sostenendo che le rivendicazioni sociali devono essere affrontate senza confondere il diritto al dissenso con gli atti di vandalismo.
Il viaggio nel Golfo e la corsa a garantire il diesel
Le dichiarazioni di Macron arrivano durante una missione di tre giorni nei Paesi del Golfo, organizzata anche per rafforzare la sicurezza energetica francese in un momento di forte pressione sui prezzi dei carburanti.
Martedì il presidente ha annunciato che gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrein si sono impegnati a garantire alla Francia forniture aggiuntive per complessive 200.000 tonnellate di diesel al mese. A queste si aggiungono gli impegni già assunti dall’Arabia Saudita, portando il totale potenziale a circa 295.000 tonnellate mensili, secondo la presidenza francese.
Il volume complessivo equivale a oltre il 10 per cento del consumo mensile di diesel della Francia. Le forniture dovrebbero contribuire a ridurre il rischio di carenze e ad attenuare le pressioni sul mercato dei carburanti, mentre il caro energia resta uno dei principali fattori del malcontento sociale.
La missione diplomatica si intreccia così con la crisi politica interna: da una parte, Macron cerca accordi per proteggere gli approvvigionamenti energetici; dall’altra, deve contenere le conseguenze di proteste che hanno portato in strada migliaia di persone e che potrebbero tornare a mettere alla prova il governo nei prossimi giorni.
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