Dopo cinque anni di attesa, prendono finalmente il via i lavori per la realizzazione della pista ciclopedonale tra Tolfa e Allumiere. Un’opera attesa da tempo, destinata a collegare i due territori e a rappresentare un’importante opportunità per la mobilità sostenibile, lo sport, il tempo libero e la valorizzazione turistica dei Monti della Tolfa.
L’apertura del cantiere viene accolta con soddisfazione dall’ex sindaco di Allumiere Antonio Pasquini e dall’ex assessore Sante Superchi, oggi consiglieri comunali del gruppo Insieme per Allumiere. I due esponenti ripercorrono la nascita del progetto, rivendicano il lavoro svolto durante la precedente amministrazione e chiedono maggiore chiarezza sulle scelte progettuali che hanno portato all’avvio dei lavori.
Al centro del loro intervento non c’è soltanto il riconoscimento del percorso amministrativo che ha consentito di ottenere i finanziamenti, ma anche una risposta alle accuse rivolte all’opposizione dalla maggioranza del sindaco Landi, che in un recente comunicato ha parlato di «speculazione politica e divisione».
«Respingiamo con fermezza questa accusa. Non abbiamo mai messo in discussione l’importanza dell’opera né il ruolo del Comune di Tolfa come capofila. Abbiamo sempre riconosciuto il valore della collaborazione istituzionale che ha permesso di arrivare al finanziamento. Ma chiedere di conoscere il progetto e le scelte compiute non può essere considerato un attacco politico».
La pista ciclopedonale affonda le proprie radici nel percorso amministrativo avviato durante il mandato di Pasquini alla guida del Comune di Allumiere, quando, insieme all’allora assessore Superchi, venne sviluppata una proposta di collegamento intercomunale con Tolfa.
«Quando un sindaco si presenta davanti ai cittadini, non porta soltanto un programma amministrativo: porta anche un libro di sogni, fatto di progetti che vorrebbe trasformare in realtà per la propria comunità. La pista ciclopedonale era uno di questi sogni, nato dalla volontà di unire i territori e costruire nuove opportunità per il futuro».
Pasquini e Superchi ricordano che il progetto originario non si limitava alla realizzazione di un percorso dedicato a pedoni e ciclisti, ma prevedeva anche opere infrastrutturali complementari.
«Sante Superchi collaborò intensamente alla fase di studio del progetto, contribuendo a sviluppare una visione che comprendeva anche interventi relativi ai sottoservizi. Ci auguriamo che quelle previsioni siano state considerate e possano trovare spazio nell’intervento in corso».
Un riconoscimento particolare viene rivolto alla consigliera regionale Marietta Tidei, ringraziata per il contributo dato al reperimento delle risorse necessarie alla realizzazione dell’opera.
«È giusto riconoscere il lavoro di chi, nelle istituzioni, ha contribuito concretamente a rendere possibili questi risultati. Il sostegno di Marietta Tidei è stato importante non soltanto per la pista ciclopedonale, ma anche per altri interventi che hanno interessato Allumiere, come quelli sulla scuola e sul monumento ai Caduti».
Tra i risultati ricordati dai due consiglieri figurano infatti la riapertura della scuola, gli interventi sull’acquedotto per affrontare le criticità idriche del Comune e il restauro del monumento ai Caduti. Opere che, secondo Pasquini e Superchi, testimoniano un percorso amministrativo fondato sulla programmazione e sulla capacità di costruire rapporti istituzionali.
La scelta di individuare Tolfa come Comune capofila viene descritta come una soluzione organizzativa condivisa, nell’ambito di un progetto nato con una chiara vocazione intercomunale.
L’avvio dei lavori, tuttavia, non cancella le perplessità relative alla consistenza effettiva dell’intervento. Il trascorrere degli anni e l’aumento dei costi avrebbero infatti inciso sulle risorse disponibili, rendendo difficile realizzare l’intero percorso originariamente previsto.
«Da quanto abbiamo appreso, i lavori riguarderanno soltanto alcuni tratti della pista. Ma quali saranno esattamente? Con quali criteri sono stati individuati? E soprattutto, saranno privilegiati i tratti più pericolosi per i pedoni? Se le risorse non consentono di completare l’intero collegamento, la sicurezza deve venire prima di ogni altra considerazione».
Un altro interrogativo riguarda la progettazione complessiva dell’infrastruttura.
«Se oggi è possibile intervenire soltanto su alcuni tratti, ci aspettiamo che in questi cinque anni sia stato comunque progettato l’intero percorso, così da poter reperire ulteriori finanziamenti e completare l’opera. Un’infrastruttura pubblica deve essere pensata anche in funzione del suo sviluppo futuro».
A rendere più complessa la situazione, secondo i due consiglieri, è la mancata disponibilità della documentazione progettuale.
«Il 27 settembre 2024 abbiamo richiesto formalmente, insieme ai consiglieri del Gruppo PD, tutta la documentazione relativa al progetto e alla procedura. Nonostante i successivi solleciti, a oggi non abbiamo ricevuto né gli atti richiesti né una risposta».
Una circostanza che, secondo Pasquini e Superchi, impedisce di verificare quali scelte siano state compiute, quali tratti saranno effettivamente realizzati e se le opere accessorie previste nella proposta iniziale siano state mantenute, modificate oppure eliminate.
«Non chiediamo di fermare i lavori e non contestiamo il finanziamento. Vogliamo semplicemente conoscere il progetto. La trasparenza è fondamentale quando si parla di opere pubbliche e di risorse destinate alle nostre comunità».
È proprio su questo punto che si concentra la replica alla maggioranza del sindaco Landi.
«Perché una richiesta di trasparenza viene scambiata per un attacco invece di aprire un confronto? Anche le vicende interne alla maggioranza dovrebbero ricordare che il dialogo non può essere un valore soltanto quando si è d’accordo. Il confronto democratico non indebolisce le istituzioni, ma le rafforza».
Per i due consiglieri, riconoscere il lavoro svolto dalle amministrazioni precedenti e chiedere chiarimenti sulle decisioni attuali non rappresenta una contraddizione, ma una normale espressione della responsabilità istituzionale.
«Si può essere soddisfatti per l’apertura di un cantiere, ringraziare chi ha contribuito a ottenere le risorse e, nello stesso tempo, chiedere che le opere siano realizzate nella maniera più completa possibile. Non c’è alcuna speculazione politica nel voler conoscere come vengono utilizzati i finanziamenti pubblici».
Pasquini e Superchi richiamano inoltre il valore strategico della collaborazione tra Tolfa e Allumiere, ricordando anche un altro progetto intercomunale avviato durante il precedente mandato: l’isola ecologica, i cui lavori, secondo quanto riferito, iniziarono in quella fase amministrativa e per la quale si attende ancora il completamento e la messa in funzione.
«Sono opere diverse, ma accomunate dalla stessa idea: superare i confini amministrativi e costruire servizi e opportunità condivisi. La collaborazione tra i due Comuni deve proseguire non soltanto nella ricerca dei finanziamenti, ma anche nel completamento delle opere e nella loro effettiva fruibilità da parte dei cittadini».
La pista ciclopedonale, sottolineano, potrebbe rappresentare molto più di un semplice percorso per chi cammina o va in bicicletta. Un collegamento sicuro e funzionale tra i due centri potrebbe contribuire alla valorizzazione ambientale e turistica del comprensorio, creando nuove occasioni di sviluppo per entrambi i territori.
Da qui l’auspicio che l’apertura del cantiere costituisca soltanto il primo passo di un percorso destinato a concludersi con la realizzazione completa dell’infrastruttura.
«Siamo pronti a collaborare nell’interesse delle comunità di Allumiere e Tolfa. Non cerchiamo primogeniture né vogliamo trasformare un’opera pubblica in una competizione politica. Rivendichiamo però il lavoro svolto e continueremo a chiedere chiarezza, perché il risultato più importante non è soltanto vedere partire un’opera, ma poterla consegnare ai cittadini, renderla utilizzabile e farla divent patrimonio concreto delle nostre comunità».
La conclusione dei consiglieri di Insieme per Allumiere è affidata a una riflessione sul significato dell’impegno amministrativo e sul valore della partecipazione democratica.
«Trasformare i sogni in risultati e lasciare ai territori qualcosa che duri nel tempo: è questo il senso più autentico dell’impegno amministrativo. La trasparenza non è una concessione, il confronto non è una colpa. Un’opera pubblica appartiene ai cittadini, non a chi amministra pro tempore».
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