Giovedì due membri della Commissione Ways and Means della Camera hanno presentato una proposta di legge bipartisan che introdurrebbe un incentivo fiscale federale per i piccoli birrifici che donano le trebbie agli agricoltori locali. Secondo i sostenitori, la misura potrebbe ridurre i costi per i birrifici e le aziende agricole, evitando al tempo stesso che materiale ancora utilizzabile finisca in discarica.
La proposta è stata annunciata a Washington dal deputato repubblicano della Pennsylvania Mike Kelly, presidente della sottocommissione per le imposte della Commissione Ways and Means, e dal deputato democratico dell’Illinois Brad Schneider, membro della commissione. Il disegno di legge si chiama “Brews to Barns Act”. Se approvato, istituirebbe un credito sull’accisa federale sulla birra per i piccoli birrifici che donano le trebbie destinate a usi agricoli locali.
Le trebbie sono i residui dei cereali che restano dopo il processo di produzione della birra. Spesso i birrifici le cedono alle aziende agricole vicine, dove possono essere utilizzate come mangime per il bestiame o per altri scopi agricoli. La proposta mira a rendere più facile per i birrifici più piccoli continuare questa pratica: spesso operano con margini ridotti e devono sostenere costi di trasporto, stoccaggio e movimentazione per trasferire il sottoprodotto fuori sede.
La proposta ha ricevuto il sostegno di deputati di entrambi i partiti e di commissioni che si occupano di fiscalità, agricoltura e piccole imprese. Tra gli altri cofirmatari figurano il presidente della Commissione Agricoltura della Camera, il repubblicano della Pennsylvania Glenn “GT” Thompson; la deputata democratica dello Stato di Washington Marilyn Strickland, copresidente dell’House Small Brewers Caucus; e i deputati Jeff Hurd del Colorado, John Larson del Connecticut e Josh Riley dello Stato di New York.
Nell’annuncio, Kelly ha affermato che i birrifici e le aziende agricole locali sono entrambe piccole imprese che svolgono un ruolo importante nelle rispettive comunità. Ha aggiunto che il disegno di legge favorirebbe la collaborazione tra loro e rafforzerebbe le filiere locali. Schneider ha dichiarato che birrifici e agricoltori sono tra le imprese alle prese con l’aumento dei costi e ha descritto la proposta come uno strumento per ridurre gli sprechi e allentare parte di questa pressione.
Thompson, il cui Stato d’origine vanta una forte presenza di birrifici e aziende agricole, ha affermato che molti birrifici della Pennsylvania collaborano già con agricoltori e allevatori per utilizzare le trebbie nella produzione agricola. Secondo il deputato, l’incentivo fiscale potrebbe rafforzare queste relazioni e contribuire a ridurre i costi dei fattori di produzione per le aziende. Strickland ha dichiarato che la misura ridurrebbe i costi per i piccoli birrifici, andrebbe a vantaggio di agricoltori e allevatori e diminuirebbe i rifiuti destinati alle discariche.
La proposta è sostenuta anche da associazioni di settore e da operatori birrari che donano già le trebbie. Jason Lavery, cofondatore di Lavery Brewing Company a Erie, in Pennsylvania, ha affermato che i residui della produzione della birra conservano sostanze nutritive utili per l’alimentazione del bestiame, ma che trasferirli alle aziende agricole richiede tempo e risorse. Secondo Lavery, gli sgravi fiscali legati a queste donazioni consentirebbero a birrifici come il suo di reinvestire in personale, attrezzature e attività, continuando al contempo a sostenere le aziende agricole locali.
Bart Watson, presidente e amministratore delegato della Brewers Association, ha dichiarato che i rapporti tra birrifici e agricoltori locali fanno parte da tempo del settore e che le donazioni di trebbie possono trasformare un sottoprodotto della produzione birraria in una risorsa utile per le aziende agricole. Ha aggiunto che la proposta riconosce queste collaborazioni e potrebbe contribuire a mantenerle.
La proposta arriva mentre molti piccoli birrifici continuano a fare i conti con le pressioni sui costi di ingredienti, imballaggi, manodopera, distribuzione e finanziamenti. Per il settore delle bevande, la sua rilevanza va oltre una modifica fiscale circoscritta. Se dovesse procedere, potrebbe offrire ai piccoli birrifici un modo per compensare parte delle spese operative legate allo smaltimento dei rifiuti e alla gestione dei sottoprodotti, rafforzando al contempo un modello locale di approvvigionamento e riutilizzo che collega la produzione di birra all’agricoltura del territorio. Un incentivo di questo tipo potrebbe rivelarsi particolarmente significativo per i birrifici artigianali indipendenti, che fanno affidamento su stretti legami con le comunità e i fornitori locali.
Il disegno di legge rispecchia inoltre il più ampio interesse politico per le pratiche di economia circolare, che prevedono il riutilizzo in altri ambiti dell’economia locale di materiali altrimenti destinati allo scarto. In questo caso, le trebbie della produzione della birra possono essere trasferite dal birrificio a un’azienda agricola anziché entrare nel flusso dei rifiuti. I sostenitori della proposta affermano che un credito d’imposta potrebbe rendere questi trasferimenti più praticabili e frequenti, soprattutto per le attività più piccole, che non dispongono della stessa capacità di trasporto o stoccaggio delle aziende birrarie più grandi.
L’annuncio dei deputati non includeva una stima pubblica del costo di bilancio del disegno di legge né indicava quando la proposta potrebbe essere esaminata dalla commissione. La sua presentazione porta tuttavia un’altra questione fiscale relativa alle piccole imprese all’attenzione della Commissione Ways and Means, in un momento in cui deputati di entrambi i partiti stanno cercando incentivi più circoscritti e specifici per settore, legati alla produzione nazionale, alle filiere locali e alla riduzione degli sprechi.
Poiché la proposta riguarda l’accisa federale sulla birra, i suoi effetti ricadrebbero più direttamente sui piccoli birrifici che soddisfano i requisiti, anziché sull’intero settore degli alcolici. La misura potrebbe comunque attirare l’attenzione dell’intero comparto delle bevande, dove i produttori di birra, vino, distillati e bevande analcoliche si sono trovati a fare i conti con questioni legate a sprechi, sostenibilità e costi dei fattori di produzione. Per i birrifici, in particolare, la proposta trasformerebbe una pratica locale già esistente in un’attività riconosciuta dal fisco, con benefici che, secondo i sostenitori, potrebbero arrivare dai birrifici alle aziende agricole.
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