#Finsubito news – Meloni celebra i quattro anni di Governo con i record delle rinnovabili (ma i dati sull’energia raccontano anche altro)


Nella brochure che celebra i quattro anni del Governo Meloni, l’energia occupa due pagine sotto il titolo “Alleanza tra ambiente e sviluppo”. Questa volta le “follie green“, evocate nel precedente documento celebrativo di Fratelli d’Italia, sono rimaste fuori. Le rinnovabili hanno conservato il posto tra i risultati, con ben 27,7 gigawatt di potenza installata in più rispetto al 2022, produzione cresciuta del 43%, sessanta miliardi contro il caro energia.

La crescita degli impianti merita di esserci. Per capire quanto l’Italia abbia cambiato sistema energetico, però, bisogna proseguire oltre i gigawatt installati: guardare quanta elettricità producono, quanto spazio occupano ancora le altre fonti e quanta strada manca agli obiettivi del 2030. Anche quelli, peraltro, scritti dal Governo.

Gli impianti crescono (anche la domanda)

La potenza installata indica la capacità degli impianti di produrre elettricità. La produzione misura quanta ne hanno effettivamente generata nel tempo. Una distinzione necessaria, soprattutto quando sole, vento e acqua seguono calendari diversi da quelli delle celebrazioni istituzionali.

Secondo Terna, nei primi nove mesi del 2026, la produzione fotovoltaica è cresciuta del 20,5% e quella eolica del 7% rispetto allo stesso periodo del 2025. L’idroelettrico ha perso il 20,2%. Il risultato complessivo è un aumento della produzione rinnovabile dell’1,1%, mentre la domanda elettrica è salita del 5,2%. Anche il 43% di produzione rinnovabile rivendicato nella brochure richiede qualche precisazione.

Nei rapporti Terna, confrontando i primi nove mesi del 2022 e del 2026, la crescita è di circa il 32%. E il 2022 era stato segnato da una grave siccità, con la produzione idroelettrica in forte calo. Anche il punto di partenza, qualche volta, dà una mano ai record. Solare ed eolico hanno dunque contribuito a compensare il calo dell’acqua. Le rinnovabili hanno coperto il 42,1% del fabbisogno elettrico nazionale: un contributo importante, dentro un sistema che continua ad avere bisogno delle altre fonti e delle importazioni.

A settembre, rispetto allo stesso mese del 2025, la produzione termoelettrica è aumentata del 14,7%. Anche le importazioni di elettricità sono cresciute, del 7,7%. Una parte dell’aumento della domanda è legata anche alle temperature più elevate. Il record degli impianti racconta una parte del cambiamento. Per misurarne gli effetti occorre seguire anche quello che succede dopo il taglio del nastro.

Il gas cambia ingresso

La brochure rivendica anche dieci miliardi di metri cubi aggiuntivi di capacità di rigassificazione, maggiori stoccaggi e diversificazione dei fornitori esteri. Sono interventi che riguardano la sicurezza degli approvvigionamenti: avere più possibilità di ricevere gas riduce la vulnerabilità a un’interruzione delle forniture. La quantità di gas che serve al Paese è un’altra questione.

Secondo la Relazione annuale ARERA sui dati del 2025, i consumi italiani di gas naturale sono aumentati del 2% rispetto al 2024. Le importazioni di gas naturale liquefatto sono cresciute del 44% e i flussi provenienti dagli Stati Uniti sono raddoppiati. Nello stesso anno anche la produzione termoelettrica è salita del 5,2%. La diversificazione delle forniture è un risultato concreto, soprattutto rispetto alla precedente dipendenza dalla Russia. Il gas può arrivare da più Paesi e attraverso più porti, ma continua a essere acquistato prevalentemente all’estero.

Cambiare fornitore può ridurre il rischio di rimanere senza gas. Sul fronte climatico, però, il combustibile resta fossile e la sua combustione continua a produrre CO₂, indipendentemente dal Paese da cui arriva. Secondo ISPRA, dopo il calo del 2024, per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni nazionali di gas serra, legato soprattutto al maggiore utilizzo di gas naturale nella produzione elettrica. Abbiamo costruito nuove possibilità per procurarci gas dall’estero. Ridurre la necessità di comprarlo è un altro lavoro. E richiede risultati che una nuova nave rigassificatrice, da sola, non può garantire.

Il 2030 ha un calendario meno accomodante

Il confronto utile è con gli obiettivi del Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Come ricostruisce il Servizio Studi della Camera, lo scenario del PNIEC aggiornato nel 2024 prevede circa 131 GW di potenza rinnovabile al 2030, con circa 80 GW fotovoltaici e 28 GW eolici.

A settembre 2026, secondo Terna, l’Italia aveva raggiunto 88,8 GW di capacità rinnovabile installata. Mancano dunque circa 42,2 GW al traguardo previsto per il 2030. La crescita registrata durante questi quattro anni è consistente. Per raggiungere l’obiettivo, tuttavia, nei prossimi quattro occorrerà aggiungere una quantità di potenza equivalente a quasi la metà di quella complessivamente installata oggi.

La stessa brochure distingue, almeno nelle righe più piccole, ciò che funziona già da ciò che deve ancora arrivare. I 10 GWh di accumuli della prima asta MACSE entreranno in esercizio nel 2028, come conferma Terna. Per la seconda asta, prevista a novembre 2026, la consegna indicata è il 2029. Anche gli oltre 50 GW richiamati nei decreti di sostegno rappresentano capacità da incentivare, non impianti già operativi. Tutto materiale rilevante per la transizione. Purché gli impianti futuri conservino la data di consegna anche quando entrano nell’elenco dei risultati.

Sessanta miliardi contro il caro energia: e i prezzi?

I sessanta miliardi contro il caro energia occupano il centro della pagina. Seguono contributi per le famiglie vulnerabili, bonus e riduzioni degli oneri per le imprese. Intanto, però, i prezzi continuano a salire. Secondo i dati definitivi ISTAT di settembre 2026, i beni energetici sono aumentati del 22,6% rispetto allo stesso mese del 2025, contribuendo all’accelerazione dell’inflazione, arrivata al 4,2%. Il dato comprende diverse voci energetiche, inclusi i carburanti, e non rappresenta quindi l’aumento delle sole bollette domestiche.

Nel terzo trimestre 2026, inoltre, l’aumento complessivo dei prezzi al consumo ha pesato maggiormente sulle famiglie con livelli di spesa più bassi: +4,4%, contro il +2,9% di quelle con livelli di spesa più alti. Qui il confronto riguarda l’inflazione generale, calcolata sui diversi consumi delle famiglie, e mostra chi ha subito maggiormente i rincari. Gli aiuti possono aver attenuato il colpo. Il colpo, evidentemente, è ancora lì.

Questi dati non smentiscono i sessanta miliardi rivendicati dal Governo, né permettono da soli di stabilire quanto siano stati efficaci gli interventi. Per valutarli occorre distinguere le risorse effettivamente spese dagli stanziamenti, verificare quanto siano durati gli aiuti e quali famiglie abbiano raggiunto.

Servirebbe anche capire quanto è stato impiegato per contenere gli aumenti e quanto è stato investito per rendere il sistema meno dipendente dal gas. Un conto è aiutare le famiglie a sostenere il prezzo dell’energia, un altro è intervenire sulle ragioni per cui quel prezzo continua a esporle alle crisi internazionali. La brochure consegna il totale degli interventi. Il dettaglio necessario per misurarne gli effetti, in quelle due pagine, non c’è.

Ti potrebbe interessare anche:


#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link

Source link

🚀 #Finsubito | Gruppo Retefin

Affianchiamo imprese e professionisti in tutta Italia nell’accesso alle migliori opportunità di Finanza d’Impresa, Finanza Agevolata, Sostenibilità e Compliance. 🇮🇹

💼 Operiamo esclusivamente attraverso mediatori e operatori autorizzati, offrendo un servizio professionale, trasparente e orientato alle reali esigenze della tua impresa.

✨ Consulenza gratuita e zero costi di istruttoria: analizziamo la situazione della tua azienda, individuiamo le opportunità più adatte e ti supportiamo nella valorizzazione del tuo profilo finanziario e aziendale nei confronti di banche e partner.

📈 Dalla diagnosi iniziale alla strategia finanziaria, siamo al tuo fianco per trasformare le esigenze della tua impresa in concrete opportunità di crescita, investimento e sviluppo.

🔎 Scopri come possiamo supportare la tua impresa. 👉 Contattaci per una prima valutazione.

เติมเกม